FEDERICO GHIRARDI.
.
BRYAN L'ONNIPOTENTE.
CICLO BRYAN DI BOSCOQUIETO 4. 
.
Parte 1.
.
2013. La Corte Editoria e Comunicazione, TORINO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Bryan non  un normale quindicenne:  la creatura pi potente del pianeta.
 infatti riuscito a fare suo il leggendario Talismano, strappandolo dalle mani di Morpheus, l'antico mezzodemone che era a capo della Baia, l'organizzazione segreta di un mondo Sotterraneo. Ma per avere il Talismano e sconfiggere definitivamente Morpheus, Bryan ha dovuto pagare un prezzo altissimo: la sua amata Leila. Cos, mentre il mondo Sotterraneo viene atterrito da un attacco terroristico senza precedenti, Bryan, sconvolto dal dolore, dovr riuscire a controllare il potere del proprio Talismano, che sembra onnipotente, ma che non gli permette di riportare in vita la ragazza che ama. Mentre far qualunque tentativo per riportare in vita Leila, Bryan si trover innanzi a un bivio: da un lato pu rivolgere tutti i propri poteri per fare del bene, dall'altro pu continuare a crogiolarsi nel lutto, abbandonandosi a una spirale infinita di angoscia e ossessione. Dalla sua scelta dipenderanno milioni di vite e la salvezza della sua stessa anima.
...
.
...
L'Autore.
.
FEDERICO GHIRARDI Abita in Val di Susa e con la prima trilogia di BRYAN DI BOSCOQUIETO edita da Newton & Compton, si  imposto come uno dei pi talentuosi autori fantasy del panorama italiano, vendendo decine di migliaia di copie. Con il secondo volume della trilogia ha vinto il premio Nazionale Arti Letterarie 2009.
...
.
...
Alla nonna Graziella,
che quando ero piccolo
mi raccontava le sue storie
e ora legge le mie
Alla zia Antonella,
che vorrebbe un intero libro
dedicato al gatto Birba
A Fernando,
che mi ha fatto scoprire
Wilbur Smith
e mi ha incoraggiato
a pubblicare la storia di Bryan
A Laura,
che  stata la prima lettrice
di questo volume
e mi ha trasmesso
la passione per Stephen King.
...
.
...
PROLOGO.
.
Questa storia ha inizio sulle ceneri di un'altra, esord il vecchio, dopodich si schiar la gola con un catarroso colpo di tosse, distolse lo sguardo dalla legna fiammeggiante che crepitava nel barile e lanci un'occhiata ai suoi nipoti pi piccoli, che gi dormivano nella baracca. I pi grandi, invece, erano seduti intorno a lui e lo ascoltavano con grande attenzione. Fu nel 2001 che il leggendario Morpheus venne ucciso dal giovanissimo Bryan. L'improbabile scontro fra un mezzodemone secolare, fondatore della pi potente organizzazione celata agli occhi degli umani, e un adolescente umano, che fino ai quattordici anni non aveva nemmeno sospettato di possedere dei poteri paranormali, si risolse inaspettatamente a favore di quest'ultimo....
Il vecchio diede un altro colpo di tosse, poi prosegu: Un deserto, questo fu il teatro dell'ultima, epica battaglia. Fu qui che l'antico Morpheus perse l'oggetto che bramava pi di qualsiasi altra cosa al mondo, la pietra che cercava senza tregua da secoli e secoli: il Talismano... capace di donare al suo possessore capacit al di l di qualunque immaginazione. Fu sempre qui che Bryan perse ci che per lui valeva pi di ogni altra cosa al mondo: Leila, colei di cui era perdutamente innamorato... e che ricambiava il suo amore.
Triste, molto triste... ma i prologhi mi annoiano sempre!, eruppe Davide, il pi spigliato dei ragazzi che lo ascoltavano. Perch non passi direttamente al vivo dell'azione?
Giovane impaziente, che fretta hai?, grugn il nonno, senza staccare gli occhi dal fuoco. Preferisci raccontare tu?. In mano teneva la sua fedele pipa, ma non l'aveva ancora caricata; riemp il fornello di legno approfittando dell'interruzione.
Nonno, dai, non ti arrabbiare, lo rabbon Davide.
Il vecchio sollev il capo e sorrise, con il bocchino stretto fra le labbra. Concedimi ancora qualche parola per introdurre la nostra storia. Dunque... Morpheus uccise Leila e la gett in una voragine infernale... per poi finirvi dentro lui stesso, dopo che Bryan gli ebbe strappato il Talismano e lo ebbe trucidato. Cos l'organizzazione di Morpheus, la Baia, rimase senza capo e la storica rivale, la Comunit Ribelle, pot festeggiare la distruzione del suo pi acerrimo nemico.
Questo  solo un antefatto, vero?, intervenne ancora Davide, suscitando i borbottii infastiditi degli altri. La storia vera deve ancora cominciare, no?.
Il vecchio si chin verso di lui e gli arruff la chioma bionda. Pazienza, giovane, pazienza! Giusto un accenno di Storia - quella con la S maiuscola - prima di cominciare.... Corrug la fronte e lo fiss. Posso?, domand, con la pipa pinzata all'angolo della bocca.
Davide fece cenno di cucirsi le labbra.
Il nonno esal una voluta di fumo. Come ho gi detto, ci che intendo raccontarvi nasce proprio dalle ceneri di quell'ultima, tremenda battaglia. Come tutto era finito nel deserto, ora tutto comincia nel deserto.... Tacque per diversi secondi, con lo sguardo assorto, poi improvvisamente si riscosse e disse: Anzi, credo proprio sia il caso che prima io vi racconti - con buona pace del nostro irrequieto Davide - che cosa accadde a Walter, il padre di Bryan....
...
.
...
CAPITOLO UNO.
.
IL PADRE DELL'EREDE.
.
Walter rimase perfettamente immobile finch il mostro non gli fu quasi addosso. Si trattava di un essere alto una spanna pi di lui, largo il doppio, peloso e dotato di zanne acuminate.
Un uomo, fino a poche ore prima.
Walt sollev le mani e le fece brillare, accecandolo, poi si spost di lato e lo colp con un calcio dietro il ginocchio, facendolo cadere; subito gli fu addosso, gli piazz le dita sugli occhi e lo fulmin con una scarica controllata. Il mostro sussult per un paio di secondi, come se fosse preda di un attacco epilettico, dopodich si immobilizz. Walter tenne una mano sui suoi occhi violacei e appoggi l'altra al terreno. Si muoveva in modo meccanico: non era certo la prima volta che praticava una rimozione di energia demoniaca.
Poco dopo si rialz e osserv la creatura, che stava subendo un processo di metamorfosi. Le zanne si stavano accorciando e cos pure i terribili artigli. Non rimase a guardare sino alla fine, perch stavano arrivando di corsa altre persone deumanizzate. E sembravano parecchio affamate.
Walter lavorava presso la Baia - era cio un discepolo di Morpheus - ormai da sette anni: simili missioni non lo preoccupavano pi; non pi del dovuto, perlomeno. Tuttavia ricordava con estrema chiarezza il giorno in cui era sceso in campo per la prima volta. Nonostante gli svariati mesi d'addestramento all'interno del centro operativo e un numero imprecisato di simulazioni, non era riuscito a impedire all'ansia di impossessarsi di lui. A stento aveva dominato il panico quando una bestia enorme gli era piombata addosso a fauci spianate. Aveva iniziato a tempestarla di raggi di energia, ma era stato poi il caposquadra, Altan, a salvarlo abbattendo la creatura.
Non sparare a caso, l'aveva ammonito, con una voce robotica proveniente da un aggeggio attaccato alla gola. Mira agli occhi. Quindi, con noncuranza, si era voltato e aveva steso un secondo essere.
Walter liber un altro uomo - una donna, in realt, ma se ne accorse solo quando la sua faccia perse la folta matassa pelosa - e si concesse un paio di istanti per osservare Altan al lavoro, rapido e impeccabile come sempre. Lo aveva preso a modello fin dal primo giorno e sapeva di avere ancora molto da imparare da lui. Durante l'addestramento, Walter aveva scoperto che esisteva un intero mondo Sotterraneo celato agli occhi degli umani. Tanto, tanto tempo addietro, infatti, innumerevoli razze erano state costrette a rifugiarsi nel sottosuolo in seguito all'incontrollabile proliferazione dell'Uomo... e alle sue persecuzioni. Altan proveniva proprio da quel mondo: aveva visto la luce del sole per la prima volta quando era stato selezionato per diventare discepolo di Morpheus.
La Baia era suddivisa in diversi centri operativi e, in quello diretto da Julius, Altan era senza dubbio il miglior agente, rispettato da tutti i colleghi. Incuteva persino una certa soggezione, sia per la sua mole imponente, sia per il suo cipiglio severo. Dire che non era incline al riso sarebbe stato un eufemismo: Walt poteva contare sulle dita della mano le volte in cui lo aveva visto sorridere. Fra loro due si era gradualmente instaurato un forte legame.
L'incarico odierno era un non banale - ma, d'altro canto, nemmeno straordinario - codice S-R, ovvero uno Spirito Risorto. Walter ne aveva affrontati diversi nella sua carriera e in breve aveva scoperto che gli Spiriti erano molto meno originali e terrificanti di quanto avesse creduto. Pi tempo passava da quando resuscitavano e pi si rafforzavano, quindi la Baia interveniva non appena li localizzava. Il Dirigente Julius aveva mandato una squadra di sette elementi capitanata da Altan. Walter non ricordava nemmeno il nome del paese in cui si trovavano a operare: erano i Tramiti che pensavano alle coordinate e al teletrasporto, a lui bastava sapere dove si annidasse lo Spirito e di quanti schiavi - umani trasformati - disponesse. Si trattava solo di un paesino di duemila anime, costruito a ridosso di un lago. Walt contava di poter tornare a casa per pranzo: sua moglie aveva promesso di preparargli le lasagne al forno e lui gi le pregustava.
I sette discepoli di Morpheus attraversarono la piazza, lasciandosi alle spalle una ventina di persone svenute che al loro risveglio non avrebbero ricordato assolutamente nulla; si sarebbero ritrovate nei propri letti senza avere alcuna memoria di quando si erano coricate.
Walter affianc Altan. Penso che abbia trasformato la chiesa nel suo covo, disse e fece un cenno all'antica costruzione di pietra che li sovrastava. Percepisco un notevole accentramento di energia....
S, assent il caposquadra, senza muovere le labbra. Molti Risorti, sentendosi immensamente potenti, amano rimanere nei luoghi sacri: un atto di sfida nei confronti di Dio....
E poi arriva la Baia a far piazza pulita, sorrise Walt. Osserv i compagni di squadra: due erano dei veri e propri novizi, gli altri avevano qualche anno di servizio alle spalle. Ah, esclam, tornando a rivolgersi ad Altan, pensavo di andare a pescare il prossimo fine settimana. Mi fai compagnia?.
Altan si arrest sul primo scalino che conduceva al sagrato della chiesa e arricci le labbra in una smorfia. Sai cosa penso della pesca.... Si ferm a qualche metro dal grande portone e fece cenno ai sottoposti di avvicinarsi. Tenete le barriere pronte: probabilmente piomberanno dall'alto non appena varcheremo la soglia. Walt ed io ci occupiamo dello Spirito, voi tenete a bada i servi.
Sissignore, gli risposero all'unisono.
Altan spalanc il portone con il pensiero, gener uno scudo invisibile ed entr. Come aveva previsto, un mostro lo attacc dall'alto, ma lui lo scaravent subito via, facendolo schiantare contro l'acquasantiera, che oscill un istante, poi cadde sul pavimento e s'infranse. Walter blocc un altro bestiale servitore e lo stord, lasciando che se ne occupassero i colleghi.
Lo Spirito era dietro l'altare. Li guardava avvicinarsi con un diabolico ghigno dipinto sul volto dalle fattezze ferine. Indossava un abito talare nero che era teso allo stremo dai muscoli frementi. Siete arrivati giusto in tempo per il sermone, ringhi, intanto che sollevava la Bibbia e iniziava a sfogliarla. Alz una mano, protendendo verso l'alto l'indice artigliato e declam: Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: Andate e versate sulla Terra le sette coppe dell'ira di Dio. Ecco, io sono il primo dei sette!.
Altan e Walter non lo degnarono nemmeno di una parola. Si fermarono a un paio di metri dal pulpito e, dopo essersi guardati rapidamente intorno per controllare che i compagni non avessero problemi a neutralizzare i servitori demoniaci, puntarono le mani verso lo Spirito.
Walt pronunci l'intimazione canonica: Esci da questo corpo e sarai risparmiato!, senza aspettarsi - ovviamente - che lo Spirito obbedisse. In ogni caso, offrire una possibilit di redenzione faceva parte del modus operandi della Baia.
L'anima dannata emise un ruggito con cui sperava di terrorizzarli, scagli via il libro sacro e balz loro addosso, protendendo le fauci e gli artigli. Impassibili, i due discepoli bloccarono il suo volo a mezz'aria, dopodich lo sbatterono sul duro pavimento di pietra e lo bersagliarono di raggi luminosi. Lo Spirito emise un altro grido gutturale e salt nuovamente in avanti: un fascio di energia sgorg dalle sue fauci e si proiett verso Walt, che ne devi la traiettoria e contrattacc.
Voi non sapete chi sono io!, ulul il mostro, furente. Sono riuscito a liberarmi.... Brutt un'altra folgore e tent di artigliare Altan. Il mio potere  sovrumano, non potete fermarmi!.
Bla, bla, bla..., borbott Walter, mentre gli strappava le unghie con un guizzo telepatico.
La pagherete!, latr lo Spirito, dimenandosi per cercare di liberarsi dalla stretta mentale che ora lo teneva sospeso a due metri da terra. Brucerete!.
Senz'altro..., convenne Walt, poi fu costretto a proteggersi con una barriera da un servo demoniaco piovuto chiss da dove. Lo scagli via ed esclam, rivolgendosi ai giovani colleghi: Ma questi non dovevate tenerli a bada voi?!. Sebbene avesse evitato di girarsi indietro, lo Spirito ne approfitt per divincolarsi e avventarglisi contro con un ruggito lancinante. Walter fece brillare entrambi i pugni e li abbatt sul suo grugno; nel contempo intravide Altan che gli imbrigliava il bacino con una scia luminescente.
Spinto dalla forza della disperazione, lo Spirito non si lasci arrestare e riusc ad abbattere Walt, piombandogli addosso con tutto il proprio peso. Spalanc le fauci e una vampa oscura prese forma nella sua gola. Il discepolo mantenne il sangue freddo, gli infil una mano in bocca e gener un flusso energetico che provoc una violenta esplosione nel suo cranio. Lo Spirito emise un gemito soffocato e si tir indietro di scatto, portandosi le mani alla testa e barcollando. Walter si rialz e vide Altan bersagliare gli occhi del mostro con una serie di piccole sfere di energia.
Lo Spirito cadde sulle ginocchia, agitando le mani alla cieca davanti al volto distorto dal panico selvaggio. Voi non potete farmi questo..., bofonchiava intanto. Sono un messo del Signore... Sono stato mandato qui per ripulire il mondo dall'empiet.... Si rannicchi sul pavimento, stringendo le braccia nerborute intorno alle gambe e premendo la fronte contro le ginocchia. Empiet, ripet con un sibilo.
Pronto al colpo di coda?, mormor Altan.
Walt annu, senza staccare gli occhi dall'evaso infernale. Tre, due, uno....
Lo Spirito si rizz in piedi all'improvviso, divaric le gambe e spalanc le braccia. Le dimensioni del suo corpo raddoppiarono in un istante, strappando tutti gli indumenti e mostrando i muscoli palpitanti e le vene ribollenti di energia oscura.
Altan non si lasci impressionare, e nemmeno Walter: sapevano entrambi che, nel vano tentativo di intimorirli, aveva appena esaurito le sue ultime forze. Gli piombarono addosso, uno da un lato e uno dall'altro, senza concedergli nemmeno di fare un passo. Prima gli ruppero le rotule, poi gli spezzarono i gomiti e infine gli fracassarono le spalle. Lo Spirito croll sul pavimento come una marionetta enorme e grottesca; non riuscendo a tirarsi su, cominci a dimenarsi, sbattendo le membra disarticolate sul pavimento. I due discepoli congiunsero i loro poteri psichici e sollevarono il mostro fino a fargli sforare la volta, quindi lo sbatterono al suolo. Siccome continuava a contorcersi, ripeterono l'operazione.
Te lo tengo fermo, disse poi Walter ad Altan. Estraigli l'anima.
Il capogruppo annu e si avvicin allo Spirito, che si divincolava in modo sempre pi debole. Appoggi i palmi sui bulbi oculari del corpo ospitante e, dopo un paio di secondi, si tir indietro trascinando verso di s una scia violacea, che subito assunse le vaghe fattezze di un viso stravolto dall'ira. Apri il varco, Walt.
Subito, assent il discepolo. Non si trattava pi di rimuovere l'energia demoniaca, come aveva fatto per gli umani assoggettati, bens di aprire un vero e proprio portale infernale. Senza indugiare, tracci dei segni in aria e immediatamente apparvero sul pavimento delle linee luminose che, intrecciandosi, crearono un elaborato arabesco. Non appena il varco si spalanc, lasciando sgorgare le urla dei dannati, lo Spirito cominci a gemere e supplicare, ma nessuno dei due si lasci intenerire. L'essenza malefica venne risucchiata e le sue grida si mescolarono ben presto alle altre, perdendosi in quella straziante cacofonia.
Walter richiuse il varco con un movimento del braccio. Comunque, disse, riallacciandosi al discorso di prima, io trovo che sia rilassante pescare.
... ...
Walter si tolse la divisa bianca, la ripieg e la adagi nel ripiano del proprio armadietto. Terminata la missione (e una missione non terminava finch ogni traccia del passaggio demoniaco non veniva occultata), un Tramite aveva condotto lui e i suoi compagni nel centro operativo. Ora sarebbe stato teletrasportato alla propria auto, una Panda comprata l'anno precedente, parcheggiata nei pressi dell'attivit di copertura.
Viviana, infatti, non sapeva che il marito lavorava per la Baia. Walt non era felice di dover mentire a sua moglie e pi volte era stato sul punto di rivelarle la verit, ma si era sempre trattenuto perch sapeva com'era fatta. Per sondare il terreno le aveva fatto vedere qualche film sul paranormale e le aveva regalato un paio di libri dello stesso genere. Viviana, per, aveva reagito con una sorta di ribrezzo istintivo, scoraggiandolo sempre di pi.
Una voce decisa trasmessa dagli altoparlanti lo rap dai suoi pensieri: Walter, sei atteso nell'ufficio del capo. Walter, sei atteso nell'ufficio del capo.
Wall rimase un attimo immobile, perplesso, chiedendosi come mai Julius lo aveste convocato, poi s'incammin. Rimase sovrappensiero durante tutto il tragitto, tanto che fu quasi sorpreso di ritrovarsi davanti alla porta dell'ufficio del Dirigente. Buss e attese di essere autorizzato a entrare.
Vieni pure, Walter.
Ruot la maniglia e spinse la porta. Subito gli parve di avvertire una forte carica elettrostatica nell'aria: gli si rizzarono persino i peli delle braccia. La luce all'interno era molto soffusa e, siccome l'illuminazione del corridoio era invece piuttosto intensa, Walt si trov a non vedere niente: i suoi occhi avrebbero impiegato un paio di secondi per abituarsi. Tuttavia il suo addestramento gli permise di individuare prontamente le due creature che lo attendevano: Julius, a un paio di metri di distanza, sulla destra, e qualcuno che Walt non conosceva, fermo al lato opposto dell'ufficio. L'aura dello sconosciuto era cos potente che il discepolo pens che si trattasse di...
Julius si fece avanti e gli strinse la mano, senza molto vigore. Ti stavamo aspettando.
Walt aveva lo sguardo fisso sulla sagoma dello sconosciuto. Era molto basso e aveva la testa grossa, sproporzionata rispetto al resto del corpo. Poco dopo riusc a distinguere i lineamenti severi del suo volto, accentuati dal pizzo e dai baffetti scuri, e il colore della pelle: rosso amaranto. I suoi occhi neri e intelligenti erano fissi su di lui. Mo-morpheus..., balbett. Bench non lo avesse mai visto in carne e ossa, gli era stato descritto dai colleghi pi anziani.
Morpheus, il creatore della Baia. Morpheus, il mezzodemone. Morpheus, la leggenda.
In un istante il cuore prese a rullare nel petto di Walt e la sua sudorazione triplic. Si maled per essersi gi tolto la divisa della Baia: avrebbe di gran lunga preferito non farsi vedere in jeans e camicia dal capo supremo.
Non ti preoccupare, Walter, disse Morpheus, staccandosi dalla parete e avanzando verso di lui. Jeans e camicia vanno benissimo. Come vedi, un barlume di sorriso inarc le sue labbra mentre indicava la propria tunica, nemmeno io indosso la divisa.
Walt s'inchin e mormor: Conoscerla  per me un onore immenso, signore.
Niente signore, chiamami solo Morpheus. E dammi del tu. Preferisco i dialoghi semplici e diretti.
Sissigno... Morpheus. Walter si sentiva frastornato. Si chiese che cosa diavolo avesse fatto per meritare addirittura l'attenzione del capo del suo capo. Ripens freneticamente alle ultime missioni: non gli pareva di aver sbagliato nulla, tuttavia...
Non preoccuparti, lo tranquillizz Morpheus, non hai fatto niente di male. Non sto per farti una predica. Anzi.... Fece un cenno a Julius, che annu. Di certo saprai che fra i vari compiti della Baia vi  quello di cercare il cosiddetto Erede del Talismano.
S, annu Walt, quasi con impeto, quello che secondo la Profezia ti..., ...uccider, complet mentalmente. Rendendosi conto di ci che stava per dire, si sent avvampare e congelare al tempo stesso. Cio, volevo dire... non volevo dire che...  una sciocchezza che ho sentito. Avrebbe voluto sprofondare nel pavimento. Abbass lo sguardo e prese a torcersi le dita.
Morpheus fece un gesto vago con la mano. Questa  solo una diceria lasciata circolare da quel buffone mascherato di verde dell'Insorta e dalla sua combriccola di ribelli. Strinse il piccolo pugno e uno scintillio balen nei suoi occhi. Stiamo cercando l'Erede perch  lui che consentir alla Baia di ottenere il Talismano e di potenziare enormemente la nostra lotta al Male.
Sissignore, ne avevo sentito parlare, disse Walter, sforzandosi di assumere un tono normale. Anche se, in effetti, io di solito mi occupo di un altro genere di missioni.
Lo sappiamo, intervenne Julius. Ma sei stato coinvolto personalmente in questa importante faccenda.
Siamo riusciti a trovare l'Erede!, esclam Morpheus. L'espressione che tendeva il suo volto sembrava di pura gioia.
Magnifico, disse il discepolo, pur essendo ancora troppo scosso per potersene realmente rallegrare. E di chi si tratta?
Di tuo figlio.
... ...
Walt trov un parcheggio proprio davanti a casa, spense il motore e rimase qualche minuto immobile, con le mani strette sul volante. Quando Morpheus gli aveva rivelato che suo figlio era l'Erede del Talismano, era rimasto imbambolato a fissarlo. M-ma  ancora pi... piccolo, era riuscito a balbettare dopo un po'.
Il mezzodemone gli aveva risposto che la Baia non aveva fretta: Aspetteremo che sia cresciuto prima di dirgli chi  davvero. Cio, ovviamente sarai tu a dirglielo.
Ma cosa racconter a mia moglie? Lei non sa che lavoro per voi....
Prova a dirle la verit, aveva suggerito Julius. Al massimo potremmo sempre fargliela dimenticare, se la sua reazione si rivelasse troppo isterica....
Non voglio che si pasticci con la mente di Viviana!, aveva sbottato Walter, per poi calare subito di tono: Non potrei dormire sereno.
Allora, aveva continuato Julius, potrai dirle che Bryan lavorer con te.
Walter aveva replicato dicendo che Bryan avrebbe dovuto finire le scuola, diplomarsi, laurearsi... Morpheus aveva ripetuto che la Baia non aveva fretta, anche se prima fosse iniziato l'addestramento dell'Erede e meglio sarebbe stato. Aveva insistito dicendo che il bambino era destinato a fare grandi cose: sarebbe diventato il suo braccio destro.
Bryan... il braccio destro di Morpheus, borbott fra s e s, con lo sguardo perso oltre il parabrezza. Incredibile, chi l'avrebbe mai detto?. Lasci andare il volante e si rilass, appoggiandosi al sedile e reclinando la testa. Ma siamo sicuri che lui sia davvero l'Erede?, si domand. Come hanno fatto a scoprirlo?. L'indomani avrebbe potuto porre queste domande a Julius (o forse a Morpheus in persona).
Spalanc la portiera e scese dalla Panda. Aveva a malapena salutato il Tramite che lo aveva teletrasportato fino alla propria auto. Durante i venti minuti di tragitto era rimasto a rimuginare e rimuginare. Era giunto infine alla conclusione che Viviana avesse il diritto di conoscere la vera natura di Bryan. Chiuse la macchina e s'incammin lentamente verso la porta d'ingresso, attraversando il giardinetto. Certo non posso dirle: Ciao tesoro, sai che nostro figlio  forse la creatura pi potente della Terra?'. Aveva deciso di svelarle le cose poco alla volta. Avrebbe iniziato confidandole di lavorare per un'agenzia segreta...
Alla buon'ora!, lo rimbecc Viviana, ferma sulla soglia, facendolo trasalire. Iniziavo a pensare che ti fossi dimenticato di dover tornare per pranzo.
Walt sorrise. Scusami, piccola, sono stato trattenuto dal capo... Spero che mi abbiate lasciato qualcosa.
No, abbiamo sbafato tutto!, esclam Bryan, sbucando da dietro le gambe di sua madre.
Bricconcello!, lo apostrof Walt, per poi chinarsi e prenderlo in braccio. Lo sollev e cominci a solleticargli le ascelle, facendolo ridere come un matto. Birbante, ti insegno io a mangiare le lasagne di tuo padre!.
Non le ho mangiate!, boccheggi Bryan, con le lacrime agli occhi, fra una risata e l'altra. Giuro, giuro! Sono innocentissimo!.
Walt lo rimise a terra e gli batt una pacca sul fondoschiena. Lo spero per te, se no.... Bryan gli fece una pernacchia e scapp dentro continuando a ridacchiare.
Hai avuto problemi in ufficio?, gli chiese Viviana, lanciandogli uno sguardo penetrante.
Wall entr e appese la giacca all'appendiabiti dell'ingresso. Ma no, sta' tranquilla, la rassicur, scoccandole poi un rapido bacio. Anzi, sono stato promosso, in un certo senso.... In realt, pens, Bryan  stato promosso.
Ma  meraviglioso!, gio Viviana. Lo abbracci e gli sussurr all'orecchio, con voce dolce: Allora bisogna festeggiare, pi tardi....
Walt affond il viso nella morbida matassa di capelli rossi della moglie e sospir: sapeva che la sua confessione le avrebbe fatto perdere qualsiasi treccia di allegria. Forse non dovrei turbarla, non dovrei dirle niente.... La baci ancora, ma con molto pi trasporto questa volta: quasi come se cercasse in quelle labbra la soluzione al suo dilemma.
... ...
Walter era sdraiato sul letto matrimoniale e aveva lo sguardo fisso sul soffitto. Le inquietudini che, bene o male, era riuscito a scacciare durante il pomeriggio, ora tornavano a tormentarlo con maggiore intensit. Ci che detestava pi di ogni altra cosa di se stesso erano le menzogne che era costretto a dire a Viviana. Ma io le ho mentito solo per proteggerla: sapendo la verit, vivrebbe nell'ansia perenne. Cercherebbe di convincermi a lasciare la Baia....
Ehi, che c'?.
Walt abbass lo sguardo e vide Viviana ferma sulla soglia, intenta a osservarlo. Che c'?
Dimmelo tu, ribatt lei, chiudendo la porta e avvicinandosi al letto. Sei molto pensieroso.... Indoss la camicia da notte e si sdrai accanto a lui. Qualcosa non va?, insistette.
Walter si volse verso la moglie, abbozzando un sorriso. Ti devo dire una cosa importante....
Viviana si sollev su un gomito e lo fiss. Devo preoccuparmi?
No, no, cerc di tranquillizzarla. Non  una cosa brutta, riguarda me e il mio lavoro.
Prima hai detto che sei stato promosso. Di colpo la donna si accigli e sospir: Ci dobbiamo trasferire, vero?
No, rimarremo qua....
Allora che cosa c'?, lo incalz lei. Dimmelo, non tenermi sulle spine.
Prima tu devi promettermi che mi lascerai parlare fino alla fine e non salterai a conclusioni affrettate. Va bene?. Viviana annu, ma solo dopo qualche secondo. Walt si fece coraggio e disse: Ti ho mentito per quanto riguarda il mio lavoro: ho dovuto farlo per questioni di segretezza... ma proprio oggi il mio capo mi ha autorizzato a parlartene: per fortuna, perch mentirti mi faceva stare male. Viviana gli lanci un'occhiata preoccupata. La sincerit  importante per me, importantissima. No, aspetta, lasciami finire. Lavoro per un'organizzazione che non desidera farsi pubblicit. Non guardarmi cos, tesoro, non si tratta di nulla di illegale; soltanto, sono attivit molto... riservate. Benefiche ma riservate. Parlava lentamente, sforzandosi di tenere gli occhi fissi su quelli della moglie.  una grande organizzazione - una sorta di agenzia umanitaria - che ha filiali un po' in tutto il mondo.
Viviana lo fiss a lungo, in silenzio, infine sbott: Ma non avevi smesso con le canne?.
Walt sgran gli occhi e balbett: C-canne?.
S, quelle che ti stanno dando alla testa....
Non sono fumato!, tagli corto Walt. Si umett le labbra e le appoggi una mano sul braccio. Sto parlando seriamente, tesoro....
D'accordo, non si tratta di canne, ammise Viviana, per poi chinarsi verso di lui, come se volesse baciarlo. Invece gli annus l'alito. E nemmeno di alcol, a quanto pare. Si tir indietro e lo fiss con un sopracciglio inarcato. Quindi dev'essere uno dei tuoi scherzi infantili....
Non  uno scherzo!, esclam Walt, pi brusco di quanto avrebbe voluto. Inspir a fondo e si sforz di parlare con dolcezza: Non  uno scherzo, purtroppo sono stato davvero costretto a mentirti, e mi sento uno stronzo per questo....
Viviana inarc ancora di pi il sopracciglio, poi gli angoli della bocca iniziarono a tremolare, come preannunciando una risata. Te lo concedo, sei proprio bravo a sparare cose del genere rimanendo perfettamente serio.... Gli accarezz una guancia e prosegu, quasi con tenerezza: Vorrei darti pi soddisfazione, abboccando al tuo scherzo e iniziando a farti domande sul tuo lavoro da agente segreto, ma sono un po' stanca e vorrei dormire. Buonanotte, tesoro.
Si gir per spegnere l'abat-jour, ma Walt le blocc il braccio con fermezza e le disse, con voce tanto bassa da essere appena udibile: Non. Sto. Scherzando.
Forse fu il suo tono, oppure qualcosa che vide nei suoi occhi, ma Viviana torn a volgersi verso di lui e impallid. Oddio, tu parli sul serio. Adesso lo fissava come se si fosse improvvisamente trovata uno sconosciuto accanto. Mi hai mentito per tutti questi anni...  questo che mi stai dicendo?. Walt assunse un'aria colpevole e annu. Ogni giorno esci di casa e non vai dove mi hai sempre detto.... Il marito assent ancora, mordicchiandosi un labbro. Ma ora sei autorizzato a raccontarmi tutto....
Walter accenn un sorriso, che per svan subito. Suona pi strano di quanto non sia in realt: non c' nulla di male nel mio lavoro vero, l'unica cosa negativa  che sono stato costretto a tenertelo nascosto.
Viviana parve sforzarsi per parlare con un tono misurato: Da... da quanto?
Sette anni, rispose Walt, con un filo di voce.
S-set-te anni, balbett Viviana, poi annu, come se in fondo se lo aspettasse. Apr due volte la bocca senza riuscire a dire niente e il marito le accarezz un braccio, cercando di tranquillizzarla. Ma lei si irrigid e si ritrasse un poco. Come...?, esit e scosse il capo. Come  successo!
Sono stati loro a contattarmi, a farmi dei test e ad assumermi. In pratica, questa occasione mi  piovuta dal cielo ed era troppo buona per lasciarmela scappare: le condizioni e le prospettive erano davvero vantaggiose, capisci? Una di quelle occasioni che non ti capitano una seconda volta nella vita. Certo, c'era anche un aspetto negativo ed era quello della riservatezza che....
Test?, lo interruppe Viviana, terrea in volto. Di che genere? E perch proprio te?.
Walt esit, non volendo mettere troppa carne al fuoco. Nulla di particolare....
Ah no!, esclam Viviana, mentre le si infiammavano le guance. Adesso non puoi tenerti sul vago! Mi prendi per scema? Mi dici che sei stato scelto da un'organizzazione internazionale segreta e poi mi vuoi far credere che ti hanno scelto per... nulla di particolare?!.
Walt si era gi pentito di non aver tenuto la bocca chiusa. Stai tranquilla, non c' nulla di cui....
La donna si tir di scatto a sedere e gli punt un dito contro. E non dirmi di stare tranquilla! Ho appena scoperto che non so chi  mio marito e dovrei stare tranquilla?!.
Walter sollev le mani e le rivolse i palmi. Tu sai chi sono io. Ti ho solo nascosto questo. Ma non faccio nulla di male: anzi, non hai idea di quante persone ho aiutato in questi anni.
Viviana chiuse gli occhi, inspir a fondo e mormor: Che test ti hanno fatto?.
Walt avrebbe voluto eludere la domanda, ma appena la moglie torn a fissarlo si rese conto dal suo sguardo che non sarebbe riuscito a svicolare in alcun modo. Test sulle abilit mentali.
La donna spalanc per un attimo la bocca, poi la richiuse con forza e nel contempo si port le mani alla testa. Cazzo, leggi nel pensiero!.
Wall scosse il capo e si affrett a tranquillizzarla, vedendo la sua espressione improvvisamente impaurita. No, no, non si tratta di telepatia. Non si tratta affatto di telepatia.
Viviana abbass adagio le mani e parve rilassarsi perlomeno un minimo. E allora?.
Walter esit prima di risponderle: Posso muovere oggetti... piccoli oggetti senza toccarli.
Un misto di timore e incredulit si dipinse sul volto della donna. C-con la mente?
Con la mente.
Fammi vedere.
Meglio di no, rispose Walter, infondendo nel proprio tono tutta la calma di cui era capace. Temeva che sua moglie fosse sull'orlo di una crisi isterica e non voleva spingerla oltre il limite. Magari domani, ma adesso devi stenderti, tranquillizzarti e cercare di dormire. So che non  facile dopo quello che ti ho detto, ma devi provarci. Non voglio sconvolgerti ancora di pi....
Ho bisogno di vedere per crederti, ma non sono sicura di voler credere a niente....
Walt le appoggi una mano sulla spalla e spinse delicatamente per farla distendere. Lei non oppose resistenza. Domani ti far vedere, te lo prometto. Le baci la fronte. Non si tratta di nulla di spaventoso: poco pi di un trucco da prestigiatore....
... ...
Walt non riusciva a prendere sonno e continuava a girarsi e rigirarsi nel letto. I suoi occhi erano fastidiosamente attratti dalle lancette fosforescenti della sveglia appoggiata sul comodino; ora segnavano le tre. Viviana, addormentata accanto a lui, si mosse all'improvviso in modo inconsulto. Lui esit per qualche secondo, poi le sussurr: Sei sveglia?.
Non ottenne risposta e pens che si fosse soltanto agitata nel sonno. Dopo un intero minuto, per, lei rispose: S. Ho fatto un incubo... per colpa di quello che mi hai detto.
Walt le accarezz un braccio. Perdonami, perdonami, tesoro mio....
Lei lo ignor e cominci a raccontare il sogno: C'era Bryan - cresciuto, per: quindicenne forse - in piedi su un'altura. Era in compagnia di un omuncolo con la testa enorme.... Ascoltando quella descrizione, Walt sussult, ma Viviana prosegu senza dar segno di essersene accorta. Guardavano entrambi di sotto, dove c'era una folla oceanica. Centinaia, forse migliaia di persone tutte vestite nello stesso modo... Poi l'omuncolo diceva qualcosa e Bryan annuiva subito, sorridendo. Anzi, no: stava sogghignando. S, era un vero e proprio ghigno... da far venire la pelle d'oca... Ma ecco la parte peggiore. Bryan sollevava una mano e improvvisamente le sue dita Iniziavano a brillare, come se fossero diventate incandescenti. Dal palmo, poi, gli sgorgava una specie di fulmine che si schiantava in mezzo alla folla. E poi, poi..., la sua voce parve incrinarsi, tutte le persone prendevano fuoco. E Bryan rideva, rideva come un pazzo....
Per un minuto il silenzio ebbe la meglio, poi Walt accese la luce e, bench il piccolo uomo descritto da Viviana avesse tutta l'aria di essere Morpheus, disse soltanto: Era solo un sogno.... Si volse verso la moglie e si accorse che aveva gli occhi rossi: non sapeva se pi per l'incubo oppure per quello che lui le aveva detto prima. Si sent salire un groppo alla gola. Scusami,  colpa mia, non volevo turbarti....
Certo che  colpa tua....
Tesoro, non hai idea di quanto mi senta uno stronzo. Vorrei non averti detto niente.
La moglie gli lanci uno sguardo acido. Per continuare a mentirmi?
Io... no, non so....
Viviana si pass una mano sugli occhi e si sollev a sedere. Non credo di riuscire a riprendere sonno, quindi tanto vale che tu mi mostri... quello che devi mostrarmi.
Walt fece una smorfia. Adesso?
S, adesso.
Non  meglio domattina?
No. Adesso... ti prego, aggiunse Viviana, con gli occhi lucidi. Io ho bisogno di vedere....
Walt cerc ancora una via di fuga, poi sospir, si fece coraggio e disse: Mi prometti che non ti spaventerai e non griderai?. Non appena la moglie annu, a sua volta si sollev a sedere. Guarda la sveglia, per favore.
Viviana strinse gli occhi, circospetta, poi per obbed. Non succede nient..., lasci la frase in sospeso e sbarr gli occhi. Spalanc la bocca, come se volesse strillare, ma non riusc nemmeno a fiatare. Oddio..., bisbigli, seguendo con lo sguardo la sveglia che si sollevava dal comodino e levitava lentamente verso di lei. Oh, mio Dio.... Sollev una mano tremante e la fece passare sopra e sotto l'oggetto, come per verificare che non fosse appeso a fili invisibili. Merda!, imprec, serrando le dita intorno alla sveglia e scagliandola contro la parete.
Walt la blocc un attimo prima che si spaccasse e la riport indietro, muovendola sempre con la forza del pensiero. Dopo averla posata nuovamente sul comodino, abbozz un pallido sorriso. Visto? Non c' niente di cui avere paura.
Non sono spaventata, rispose la donna, senza alcuna inflessione nella voce, ma il suo pallore cadaverico pareva smentirla. S-sono s-solo confusa. Tacque per alcuni secondi. Prima potevo ancora appigliarmi all'incredulit, ma ora che ho visto.... Scosse il capo e rimase a lungo in silenzio, mentre il marito continuava ad accarezzarla. Quindi sei sempre stato cos O solo da... da sette anni in qua?
Da sette anni, conferm Walt, esitante. Ma non  che mi sono trasformato, eh. Semplicemente, ho imparato a usare una porzione in pi del mio cervello.
Viviana guard il marito in tralice, poi fiss il soffitto. Come mai... me lo dici proprio adesso?
Come ti ho detto prima, il mio capo mi ha autorizzato a raccontarti ogni cosa. Walter non poteva rivelarle anche la faccenda dell'Erede: era ancora troppo presto. Viviana aveva reagito meglio di quanto avesse osato immaginare: temeva che avrebbe avuto una crisi isterica o che sarebbe andata in escandescenze, invece sembrava relativamente tranquilla; non voleva rovinare tutto essendo precipitoso. Ti ho tenuto nascoste queste capacit perch avevo paura di spaventarti, volevo proteggerti... Mi capisci, vero?. Viviana non rispose. Non ce la facevo pi a mentirti, per... Avevo un terribile peso che mi gravava sul petto, aumentando di anno in anno. Ma ora sento di aver fatto la cosa giusta... o avresti preferito non sapere la verit?.
Viviana impieg molto tempo per rispondere, ma quando lo fece il suo tono era quasi normale: Ne riparliamo domani, va bene? Alla luce del sole, forse, sembrer tutto meno inquietante.
... ...
Morpheus e Bryan sono in piedi, l'uno accanto all'altro, sulla sommit di un altopiano.
Walter si trova dietro di loro e li osserva sgomento; ha paura e non sa che fare. In realt non sa perch sia spaventato: dovrebbe essere orgoglioso di vederli insieme, come gli  stato promesso. Dovrebbe essere estremamente orgoglioso. Sa che la maggior parte dei Sotterranei darebbe un occhio della testa per consentire al proprio figlio di accedere alla Baia. Chiss, quindi, a cosa rinuncerebbero per vederlo diventare il braccio destro di Morpheus!
Sono uno stupido, pensa. Dovrei essere felicissimo, invece.... Vorrebbe richiamare l'attenzione di Bryan, ma non ha il coraggio di muovere nemmeno un muscolo.
Pur non vedendola, sa che ai piedi dell'altura si  radunata una folla smisurata: tutti gli sguardi sono puntati su Morpheus e sull'Erede. E questa consapevolezza non fa che accrescere la sua angoscia.
Morpheus dice qualcosa (Walt non sente le parole, per) e subito Bryan annuisce. Il ragazzo - ora non  pi un bambino - solleva una mano e all'improvviso le dita diventano sfavillanti.
Walter vorrebbe gridargli di non farlo, ma ha perso la voce. Tenta di scattare in avanti, di corsa, ma le gambe si muovono come se fossero costrette a spostarsi nel bitume.
Un abbagliante raggio di energia scaturisce dal palmo di Bryan e precipita sulla gente, che istantaneamente prende fuoco. Tutte le persone s'incendiano in contemporanea. Adesso Walter pu vederle: le vede bruciare, dimenarsi e strepitare, per poi trasformarsi in cenere.
Bryan  il responsabile di questa strage.
Walter sa che fra poco suo figlio si girer verso di lui e gli sorrider. Cos avviene, infatti. Ciao, pa', lo saluta, hai visto come sono stato... bravo?. L'ultima parola sgorga dalla sua bocca insieme a un fiotto di sangue.
Walt vede lo squarcio nel petto del figlio e grida di rabbia e dolore. Cade in ginocchio e vede Morpheus dietro Bryan, con la mano ancora tesa verso la sua schiena.
Mi  stato di grande aiuto... tuo figlio.
ASSASSINO!, urla Walter, strappandosi i capelli. ASSASSINO!.
... ...
Assassino!, strepit Walt, spalancando gli occhi e rizzandosi di colpo a sedere. Si rese conto che era stato solo un sogno e sospir, passandosi una mano sulla fronte madida di sudore.
Scusa se ti ho svegliata. Ho fatto il tuo stesso incubo.... Non ricevendo risposta, credette che Viviana stesse ancora dormendo e si sdrai nuovamente, aspettando che il suo cuore si calmasse un po'. Allung il braccio per sfiorare la donna, ma tocc solo il materasso. Si raddrizz e accese subito l'abat-jour: Viviana non c'era.
Poi ud l'accendersi di un motore e fu come ricevere un calcio in pieno stomaco.
Balz gi dal letto imprecando e fu tentato di correre verso la porta della camera per scendere al piano di sotto, invece raggiunse la finestra e spalanc entrambe le ante; per fortuna la serranda non era abbassata, se no l'avrebbe distrutta per risparmiare tempo.
La Panda era partita a tavoletta, lasciandosi dietro due strisce nere sull'asfalto, e distava gi una trentina di metri da dove l'aveva parcheggiata.
In una frazione di secondo formul tre pensieri: primo, Viviana aveva solo finto di non essere terrorizzata dalla sua rivelazione, per non insospettirlo e per poter fuggire con calma; secondo, senza dubbio Bryan era con lei; terzo, doveva passare dalla finestra per non perderli.
Salt sul davanzale, guard gi e calcol la distanza che lo separava dal terreno erboso del cortile: un tuffo dal primo piano non era infattibile. Quindi balz, inclinandosi in avanti. Non appena tocc il suolo, pieg le gambe per ammortizzare la caduta e fece una capriola, per poi ritrovarsi in piedi. Scalzo, attravers il giardinetto di corsa e si precipit in strada, infischiandosene di non indossare altro che le mutande.
L'auto distava ormai pi di cento metri. Arrivata alla fine dell'isolato, avrebbe svoltato e lui l'avrebbe persa. Senza quasi rendersene conto, sollev entrambe le mani e rivolse i palmi verso la macchina. Chiuse gli occhi e focalizz i propri poteri psichici, augurandosi di riuscire ad agganciarla. Se se la fosse lasciata scappare, per forza di cose la Baia sarebbe dovuta intervenire.
S!, esclam, avvertendo il collegamento mentale. Ud un violento stridere di gomme e apr gli occhi: l'auto si era fermata, anche se le ruote continuavano ad aggredire l'asfalto. Senza starci a pensare, si mise a correre verso la macchina, continuando nel frattempo a tenerla bloccata (in effetti, la stava attraendo con una forza pari all'accelerazione, immobilizzandola).
Stava albeggiando e presto lo sfrigolio delle gomme avrebbe indotto qualcuno a sbirciare dalla finestra. Sperava di riuscire a far rincasare la moglie senza scenate isteriche, ma temeva che fosse impossibile. Si trovava ormai a una ventina di metri dalla vettura e iniziava ad avvertire una certa stanchezza, soprattutto alle braccia; le tempie gli pulsavano gi da qualche tempo. Guard nello specchietto retrovisore attraverso il lunotto posteriore e vide gli occhi sbarrati - allucinati - di Viviana. In essi lesse qualcosa che gli fece stringere il cuore: terrore allo stato puro. Sua moglie era preda di un panico cieco e probabilmente temeva che lui adesso l'avrebbe uccisa.
Walt distava non pi di due metri dal bagagliaio dell'auto quando Viviana smise di accelerare.
Non ebbe la prontezza di interrompere la trazione psichica, n di gettarsi di lato. La Panda balz indietro e lui venne violentemente travolto. Avvert le ginocchia spezzarsi contro il paraurti e il bacino schiantarsi sulla lamiera. Non ebbe nemmeno il tempo di urlare che la sua testa infranse il lunotto: gli parve di vedere l'espressione terrorizzata di Bryan, seduto sul sedile posteriore, dopodich il sangue gli oscur la visuale. Per un istante non prov nulla, poi il dolore esplose in tutto il suo corpo.
L'auto si ferm e lui croll sull'asfalto.
Ud la portiera aprirsi di scatto e poi intravide un'ombra accanto a s. Ma tutto diventava sempre pi vago, confuso... Riconobbe a malapena la voce di Viviana, che balbettava parole senza senso, in un parossismo di orrore. Avrebbe voluto tranquillizzarla, ma non riusciva nemmeno a muovere la lingua: forse se l'era tranciata nello scontro.
Non  colpa tua, avrebbe voluto dirle,  solo mia.... Ma ormai era troppo tardi, stava per andarsene. La voce di Viviana si era trasformata in un debole brusio e persino la sofferenza era molto pi lieve. Come se si stesse separando dal corpo.
Con una lucidezza improvvisa e terrificante, si rese conto che stava morendo.
No, tu non morirai, gli disse una voce, estremamente chiara nella sua testa. Una voce angelica che gli fece fremere l'anima. La voce di Morpheus. Ora ci siamo qui noi.
... ...
Walter apr gli occhi e si port le mani al viso, aspettandosi di tastare una massa carnosa maciullata e trovando invece la sua solita faccia. Si premette due dita sulla carotide: nessuna pulsazione... anzi, no: una, poi un'altra e un'altra ancora. Dovette ammettere di essere ancora vivo.
La Baia ha fatto un ottimo lavoro, pens, come sempre.
Sbadigli, si stiracchi e scese dal letto. Provava un leggero fastidio alle gambe, ma era ben poca cosa. Infil le pantofole e apr la porta della camera. Sulla soglia si trov faccia a faccia con Viviana e non pot frenare un brivido.
Finalmente ti sei svegliato, dormiglione, lo apostrof, rivolgendogli un ampio sorriso. Stamattina hanno telefonato dal tuo ufficio dicendo che avresti avuto la giornata libera, quindi ti ho lasciato riposare. Eri tanto stanco....
Walt si pass una mano sul viso, come per levare una patina di torpore. Quindi non sei arrabbiata con me?, borbott.
Viviana aggrott le sopracciglia, perplessa. Perch hai dormito fino alle due di pomeriggio?.
Walt esit. Per quello che... quello che ti ho detto stanotte... Non ti ricordi?
Te lo sarai sognato. Stanotte non mi sono svegliata neanche una volta e ieri siamo andati a letto presto. Gli appoggi una mano sulla fronte per controllargli la temperatura. Mi sembri un po' caldo: come ti senti?
Bene... benone, rispose lui.  solo che ho dormito un po' troppo... Vado a farmi una doccia. E cos la Baia le ha ripulito la mente, si disse, dirigendosi verso il bagno. Sospir. Ha fatto l'unica cosa possibile. Sono quasi morto solo per averle raccontato parte della verit. Se avesse saputo di Bryan chiss cosa avrebbe fatto....
Il pensiero del figlio lo indusse a cambiare direzione, portandolo fin nella sua camera. Lo trov che giocava con i pupazzi. Aveva legato un bavaglino al contrario intorno al collo di un ghepardo stinto e fingeva che fosse un mantello (un supermantello, per la precisione).
Come va, Bryan?, domand, sedendosi accanto al figlio. Ti diverti?
Male, rispose il bambino, senza alzare gli occhi sul padre. Ciccio Riccio  stato rapito... Orso Ciucco  ancora pi inutile del solito... Super Ghepardo e Super Volpe hanno litigato di nuovo e non riescono a combattere insieme... Peggio di cos..., sospir, scuotendo tristemente il capo.
Walter sorrise e gli scompigli i capelli con una mano. Posso aiutarti in qualche modo?.
Bryan lo scrut di sottecchi e inclin la testa di uno dei peluche per far s che fissasse il padre. E tu chi saresti?, gli domand impostando la voce grave di Super Ghepardo che Walt aveva imparato a riconoscere. Hai il mantello? Sai volare? Sai combattere? No, non mi sembra proprio... Se vuoi esserci d'aiuto non starci fra i piedi e lasciaci lavorare.
Walt sollev le mani in segno di resa. Non volevo certo intralciare un supereroe.
Sar meglio!.
Allora tolgo il disturbo. Usc dalla stanza, ma si ferm oltre la soglia per un paio di minuti, guardando il figlio che inventava le sue storie fantastiche. Si disse che lui avrebbe reagito in modo ben diverso rispetto a sua madre, quando, una volta cresciuto, fosse giunto il momento di raccontargli la verit. Un giorno lo avrebbe istruito sull'uso delle proprie capacit, gli avrebbe insegnato tecniche di base come la telecinesi, l'uso di barriere protettive e la creazione di sfere di energia. Ma adesso era piccolo: c'era ancora tempo. Morpheus, per fortuna, era molto paziente.
... ...
Walt si svegli di soprassalto, madido di sudore e con un grido strozzato in gola.
Erano trascorsi ormai pi di tre mesi dalla fatidica mattina in cui era stato quasi ucciso dalla propria auto (che, fra l'altro, la Baia aveva provveduto a riparare). Da allora, notte dopo notte, aveva sempre fatto lo stesso terribile, angosciante sogno: Bryan, accanto a Morpheus, che bruciava vive tantissime persone.
Si era addormentato in cucina, sulla sedia. Si alz e and a prendere una birra in frigo. La tracann quasi tutta d'un fiato e si sent un po' meglio, ma solo un po'. Ne prese un'altra, usc sul balcone e rimase immobile a osservare il ciclo buio.
Gradualmente aveva iniziato a dormire sempre di meno e negli ultimi giorni era giunto alla conclusione che l'unica soluzione era non dormire affatto. Aveva resistito a tre notti in bianco (coricandosi con Viviana e aspettando che lei si addormentasse prima di alzarsi, per non farla preoccupare), ma poi la stanchezza aveva avuto la meglio. E aveva portato con s l'incubo.
Non avrebbe retto ancora a lungo. A poco a poco era diventato irascibile e sempre meno efficiente durante le missioni (e anche a casa, nonostante tutti i suoi sforzi di mostrarsi sereno e persino spiritoso, sua moglie aveva notato un cambiamento in lui). Aveva quasi folgorato un discepolo novizio che lo aveva urtato in un corridoio e ne aveva appeso al soffitto un altro che aveva osato commentare il suo aspetto trasandato. Nel giro di tre mesi si era creato il vuoto intorno a lui (ed era solo questione di tempo prima che Julius lo convocasse): tutti gli stavano il pi possibile alla larga e si lamentavano sottovoce quando venivano assegnati alla sua stessa missione. Tutti tranne Altan, ed era proprio con lui che doveva disperatamente parlare. Sia perch era suo amico, sia perch da svariate settimane anche lui faceva la propria comparsa nell'incubo.
Altan, nel sogno, appariva non appena la gente prendeva fuoco e si rivolgeva a Walter: Non ti fidare di Morpheus, non  quel che sembra. Vuole sfruttare Bryan solo per diventare invulnerabile dopo aver rubato il Talismano che spetta di diritto all'Erede. All'Erede soltanto. Non devi permettere che Bryan resti nelle sue grinfie. Tu e la tua famiglia dovete scappare lontano, dove le reti della Baia non potranno raggiungervi.... Giunto a questo punto il discorso era invariabilmente interrotto da Morpheus, che trapassava Altan con una scarica violacea, uccidendolo sul colpo.
Quel dannato incubo lo stava facendo ammattire. Continuando di questo passo, fra qualche settimana non sarebbe pi stato in grado di partecipare ad alcuna missione e si sarebbe dovuto licenziare dalla Baia. Sperava che confidarsi con il suo amico potesse servire a qualcosa: forse Altan avrebbe potuto penetrare nella sua psiche e cancellare il sogno, o perlomeno relegarlo in un angolo remoto. Non gliene aveva ancora parlato perch se ne vergognava: non riteneva possibile che il suo subconscio si azzardasse a nutrire sospetti sul conto di Morpheus. Era inconcepibile.
Ma ora doveva parlare, oppure sarebbe esploso. Avrebbe insistito sull'ossessiva - maniacale - ripetitivit del sogno piuttosto che sul significato. Non nutriva alcun dubbio, infatti, circa la rettitudine di Morpheus. Non bastava certo un incubo per fargli cambiare parere sulla persona che ogni discepolo stimava al di sopra di chiunque altro... giusto? Forse, per, era sufficiente per intaccare l'incrollabile fiducia che nutriva per lui: una piccola tacca che tuttavia, a lungo andare, avrebbe potuto comprometterne la stabilit. Come una diga cui venga tolto un unico tronco alla base: se nessuno rimedia,  possibile che l'acqua riesca a travolgerla, prima o poi.
E Walter temeva davvero di poter essere travolto.
... ...
Ho bisogno di parlarti, disse Walt, dopo aver fatto una svogliata panoramica sul luogo della missione odierna, un cantiere abbandonato. Un gruppo di Sotterranei era riuscito a risalire in superficie senza autorizzazione e loro erano stati inviati per rimandarli nel sottosuolo: possibilmente, senza spargere sangue. Un soggiorno nelle prigioni Sotterranee di solito era sufficiente per spegnere la curiosit troppo vivace di alcuni elementi.
Dimmi pure, rispose Altan, con la sua sinistra voce metallica. Da parecchie settimane ti sta succedendo qualcosa,  evidente, ma non sembravi in vena di parlare....
Tutto  iniziato la notte in cui mia moglie ha cercato di scappare....
La sua memoria  stata alterata, no? Ci sono stati imprevisti? Ha ricordato qualcosa?
No, lei non ricorda proprio nulla, per fortuna... Sono io il problema. Rivolse una breve occhiata ai due discepoli appena teletrasportati dal Tramite, pochi metri pi in l, e abbass il tono. Da allora tutte le notti faccio lo stesso incubo... e mi sta facendo impazzire.
Non aveva mai visto il collega aprire la bocca da quando lo conosceva (varie dicerie circolavano al riguardo, nel centro di Julius; lui, per, non aveva indagato, sapendo che all'amico non piaceva rivangare il passato), tuttavia not un fremito nelle sue labbra, che poco dopo si assottigliarono. Come se, in modo istintivo, avesse voluto rispondergli parlando normalmente, non ricordandosi subito dell'apparecchio attaccato alla sua gola che gli permetteva di comunicare.
Mi spiace, ma non mi intendo di interpretazione dei sogni, rispose. Poi gli rivolse uno dei suoi rarissimi sorrisi. Comunque puoi raccontarmelo questo weekend, visto che andiamo a pescare, no?.
Walt aggrott la fronte, perplesso. Pescare? Ma credevo che tu....
A pescare, certo, tagli corto Altan, con una strana intensit che mise in guardia l'amico. Magari riuscirai a convincermi che non  un hobby noioso come sembra.... Gli batt una pacca sulla spalla, poi fece un cenno agli altri discepoli, che parlottavano fra loro, lanciando occhiate furtive a Walter. Forza, dobbiamo iniziare la missione.
Walt osserv con attenzione l'amico. Evidentemente sa molto pi di quanto non mi possa rivelare adesso. Vorr dirmi qualcosa che la Baia non dovrebbe sentire. Un brivido gelido gli percorse le ossa. Forse vuole proteggermi. Se gli avessi raccontato il sogno adesso... magari sarebbe arrivato alle orecchie di Julius e poi a quelle di Morpheus. Certo, non avrebbero potuto arrestarlo per un sogno... Comunque meglio parlarne in barca, quando saremo soli.
... ...
Sabato lavorarono solo di mattina, dopodich vennero entrambi teletrasportati nei pressi dell'auto di Walter. Durante il viaggio fino a casa non accennarono minimamente al sogno; in effetti non parlarono quasi, ma ascoltarono pi che altro la radio. Walt scrutava l'amico in tralice, chiedendosi che cosa gli nascondesse e se fosse in grado di aiutarlo oppure no. A ogni modo, gi il pensiero di potersi confidare con lui l'aveva alquanto rasserenato.
Parcheggi davanti a casa e apr la portiera. Devo solo fare un salto dentro a prendere le canne da pesca, le esche e i baracchini. Vieni a conoscere mia moglie e..., sorrise, l'Erede?.
Altan parve titubare, poi scosse la testa. No, scusa, ti aspetto qua. Fa' pure con calma.
Walt fu sul punto di replicare, invece annu e usc in strada. Entr in casa, salut in fretta Viviana e raccolse la roba per la pesca che aveva gi preparato. Un paio di minuti pi tardi, dopo aver sistemato il tutto nel bagagliaio, era di nuovo in auto, con un cappello floscio calcato sulla testa.
Ti sei dimenticato il cibo!, esclam Bryan, correndo sul marciapiede con uno zainetto stretto al petto. Walt tir gi il finestrino e lui glielo pass. Vuoi mangiarti i pesci crudi? Non sono buoni!.
Meno male che ci sei tu, disse Walt. Si sporse dal finestrino e cerc di baciargli la guancia, ma il bimbo si ritrasse e gli fece la linguaccia. Su, torna dalla mamma.
Bryan lanci un'occhiata ad Altan, poi torn di corsa verso il cancelletto di casa, dove Viviana lo attendeva. Walter li salut sorridendo, poi part. Non appena ebbe svoltato l'angolo, guard il collega. Pensi che un giorno diventer davvero il braccio destro di Morpheus?
Mi pare un bambino sveglio... ma secondo me  ancora presto per dire cosa diventer.
S, lo penso anch'io. Aspetter che sia pi grande per raccontargli la verit, magari il suo diciottesimo compleanno.... Sbuff:  solo che questo dannato sogno.... La mano di Altan scatt fulminea e gli strinse il braccio, impedendogli di continuare. Qualcosa nei suoi occhi gli fece salire un groppo alla gola, da cui cerc di liberarsi tossicchiando. Spero solo di non addormentarmi in barca, sto dormendo ben poco ultimamente....
Altan parve rilassarsi. L'importante  che non ti addormenti alla guida. Ti terr sveglio io raccontandoti una storia. Come sai, io provengo da una Citt Sotterranea....
S, ma questo  pi o meno tutto quel che conosco del tuo passato. Walt gli lanci una breve occhiata, poi torn a guardare la strada. So che non ne parli volentieri, quindi non ho mai insistito sull'argomento....
Quello che non sai  il motivo per cui sono stato scelto per entrare nella Baia, prosegu Altan, assorto. Rimase un intero minuto in silenzio, poi mormor: Ho ucciso mio padre.
L'auto sband un poco e Walter si volse a fissarlo con occhi sgranati. Hai ucciso tuo padre? Cazzo! Ci credo che non ti fa piacere parlare della tua vecchia vita, nel mondo Sotterraneo.
 stato un incidente, ed  avvenuto quando avevo quindici anni. Rimase un po' in silenzio prima di proseguire. Stavamo litigando per una questione banale (e molto comune fra i Sotterranei): io sognavo di poter vivere, un giorno, alla luce del sole e lui mi diceva di stare con i piedi per terra e di pensare a portare avanti l'attivit di famiglia. L'alterco  stato pi violento del solito e lui  arrivato a tirarmi uno schiaffo: il primo e ultimo che mi abbia mai tirato. Allora io, fra le lacrime, gli ho urlato con tutto il fiato che avevo che lo odiavo. E a quel punto  successo l'irreparabile. Ho sentito una sorta di scatto nella mascella e non sono pi riuscito a chiudere la bocca. Mio padre ha sbarrato gli occhi e si  chinato in avanti, osservando qualcosa all'interno del mio palato.  diventato pallidissimo e in un attimo il suo volto si  ricoperto di sudore. Ha iniziato a gemere, sotto il mio sguardo sgomento e impotente: non sapevo cosa fare, n cosa stesse accadendo. Poi i suoi gemiti li sono trasformati in urla raccapriccianti. Ho cercato di coprirmi la bocca e di allontanarmi da lui, ma non sono riuscito a muovere nemmeno una mano finch... finch tutto non  finito.
M-mi dispiace, balbett Walter, il cui sguardo era adesso morbosamente attratto dalle labbra serrate dell'amico. Che esperienza terribile....
Sono rimasto davanti al suo cadavere finch non sono arrivati i Sorveglianti. Sono stato arrestato e dopo neanche una settimana ho ricevuto la visita di un talent scout di Morpheus, che mi ha liberato e mi ha fatto entrare nell'organizzazione. Se non fosse stato per la Baia, non oso nemmeno immaginare che cosa sarei adesso: mi ha dato una ragione per continuare a vivere e non mi ha permesso di piangermi addosso.
La Baia ha fatto questo per molti. Sono riusciti a spiegarti che cosa c'... nella tua bocca?.
Altan annu. C' l'Orrore.
Walt fu sul punto di chiedere una risposta meno sibillina, tuttavia decise di non insistere. Non ti ho mai visto usare questo potere durante una missione, comment.
Altan scosse il capo. No, sarebbe stato troppo pericoloso per voi: l'Orrore vi avrebbe calamitati e distrutti. Ho sempre cercato di canalizzare questo mio potere in altri modi.
E ci sei riuscito piuttosto bene, mi pare. Sei la punta di diamante del nostro centro operativo.
Solo se mio padre fosse ancora vivo potrei esserne orgoglioso. Altan rivolse un'occhiata grave a Walt, poi torn a guardare oltre il parabrezza. Meglio cambiare argomento, prima di scivolare definitivamente nel patetico.
Un quarto d'ora pi tardi, si trovavano gi sull'imbarcazione di Walter, equipaggiati per la battuta di pesca. Non appena si avviarono, sovrastati dal rimbombo del motore, Altan si accost all'amico e gli disse all'orecchio: Presto, raccontami il tuo sogno. Sii il pi rapido possibile e - per carit - parla a bassa voce. In questo modo non dovrebbero sentirci....
Chi non dovrebbe sentirci?, ribatt Walt, in un sussurro dubbioso e inquieto.
La Baia. Temo che ti stiano tenendo d'occhio anche adesso.
Walt resistette all'impulso di guardarsi intorno. Ma perch? Non ho fatto nulla di male....
Non ancora. Forza, raccontami il tuo sogno: io posso aiutarti a comprenderlo.
Walt acconsent e lo descrisse brevemente. Arrivato alla fine, cio al momento in cui l'amico veniva ucciso da Morpheus, scorse un leggero brivido nel volto di Altan.  da mesi che sogno questa scena e non posso fare a meno di sentirmi turbato. Secondo te sono pazzo?
Non lo sei affatto. Adesso cercher anch'io di essere conciso. Voglio solo premettere che ripongo una grande fiducia in te e spero che la cosa sia reciproca.
Non dubitarne.
Non ne dubito, afferm Altan, poi mormor: Il mio obiettivo principale  proteggere tuo figlio, l'Erede. Per questa ragione sono in contatto con la Comunit Ribelle....
Walter ebbe l'impressione che qualcuno avesse sostituito tutto il sangue del suo corpo con dell'azoto liquido: Altan  un ribelle! Un ribelle! Merda, merda, merda!. La mano appoggiata al timone si strinse come se volesse sradicarlo. Apr la bocca, ma non riusc a dire nulla. Fiss il Sotterraneo come se lo vedesse per la prima volta: quasi fosse apparso dal nulla.
Lo scopo della Comunit  proteggere l'Erede. E, ovviamente, aiutarlo a ottenere il Talismano, quando sar pronto. Ti prego, stammi ad ascoltare fino alla fine, non saltare a conclusioni affrettate. Non ti dir che la Baia  un'organizzazione malvagia, perch so che non  vero. Non mentivo, in auto, quando ti dicevo che devo alla Baia tutto quello che sono. Le sue missioni sono di vitale importanza per regolare, ad esempio, i rapporti fra gli umani e i Sotterranei. I ribelli che ritengono la Baia un oscuro covo di morte sono soltanto degli imbecilli, dei fanatici: per loro tutto o  bianco o  nero. Ma di rado le cose sono davvero cos. Il grigio  il colore della realt.
La Baia ha fatto del bene e continuer a farlo: la maggior parte dei discepoli sono brave persone. Morpheus, per, ha un passato oscuro di cui i suoi discepoli non sanno praticamente nulla. Animato da alti ideali, secoli fa ha messo gli occhi sul Talismano - un incredibile strumento di potere, il pi incredibile - e ha deciso di usarlo per salvare l'umanit da se stessa. Pur di ottenerlo ha sterminato la Congrega, un'organizzazione molto simile alla Baia, e non si  fermato nemmeno davanti a donne, vecchi e bambini. Ha centinaia - migliaia - di anime innocenti sulla coscienza. La brama di potere lo ha portato a compiere un abominio dietro l'altro.
La Comunit non  semplicemente una manica di sovversivi guidata da un buffone mascherato, come la dipinge la Baia, ma discende dall'antichissima Congrega. I superstiti di quest'ultima si radunarono e crearono il loro Rifugio con lo scopo di tentare di arrestare Morpheus in tutti i modi possibili. Il primo leader della Comunit venne chiamato Insorta e questi, grazie all'aiuto di una potente creatura, nascose il Talismano in un posto segreto e inaccessibile a chiunque. A chiunque non fosse l'Erede. Morpheus ha dunque un bisogno assoluto di lui: vuole servirsene per ottenere il Talismano e, grazie ad esso, poteri illimitati. Non appena non gli sar pi utile,  altamente probabile che lo eliminer: anche per scongiurare la Profezia secondo cui sar proprio l'Erede a ucciderlo.
Dire che Walter era frastornato sarebbe stato un ben misero eufemismo. Il padre di Bryan aveva la sensazione - la certezza, anzi - che il mondo gli fosse appena crollato addosso. Innanzitutto aveva scoperto che il discepolo che stimava di pi, e che aveva preso a modello, era in realt un ribelle; poi gli era stato rivelato che Morpheus non era affatto il santo guerriero che tutti credevano e che, dopo avere usato Bryan, lo avrebbe ucciso.
Certo, non gli erano state fornite prove concrete, ma soltanto parole le parole di un ribelle, per giunta! - eppure le trovava estremamente, inspiegabilmente convincenti. Senza dubbio l'incubo che lo aveva tormentato per oltre tre mesi aveva giocato un ruolo fondamentale in questa accettazione immediata. All'improvviso Walter si era reso conto che si trattava di un sogno profetico: la possibilit che fosse stato proprio Altan a instillare quell'incubo in lui non gli pass nemmeno per l'anticamera del cervello.
Mi sembra che i tasselli di un puzzle complicatissimo, gettati alla rinfusa nella mia mente, siano appena tornati a posto, disse Walt. Nel frattempo la barca aveva continuato a navigare; la fece curvare spostando il timone. Pensavo di essere pazzo, invece... Che cosa possiamo fare?
L'Erede sar al sicuro solo nel Rifugio della Comunit, rispose Altan. Sar l che andrete.
... ...
Due settimane pi tardi, Viviana e Altan si trovarono a faccia a faccia per la prima e ultima volta. Siccome Walter stava recuperando gli attrezzi per la pesca, era andata lei ad aprire la porta quando era trillato il campanello. Altan le strinse la mano in modo piuttosto distaccato e non parl per non impressionarla con la sua voce metallica, attendendo l'amico nell'ingresso e rifiutando a gesti e mezzi sorrisi gli inviti di Viviana ad accomodarsi in salotto.
Dopo un paio di minuti, Walter giunse a rompere l'imbarazzante silenzio, e sua moglie gliene fu visibilmente grata. Uscirono, salirono sulla macchina di Walter e partirono. Il viaggio fu interminabile: entrambi volevano parlare, ma sapevano di dover aspettare.
Le ultime due settimane di lavoro erano state a dir poco ansiogene per Wall: temeva di vedersi parare davanti Morpheus in ogni momento e trasaliva quando sentiva qualcuno chiamarlo per nome. Il capo della Baia non si era fatto vedere, per fortuna, e Walt non era stato neppure convocato nell'ufficio di Julius. Altan, invece, era stato molto pi bravo a nascondere la sua inquietudine; anche se, guardandolo negli occhi, l'amico si rendeva conto che era altrettanto preoccupato. Nessuno dei due aveva nemmeno vagamente accennato alla faccenda dell'Erede, per non rischiare di farsi scappare qualcosa di troppo. Avevano stabilito di tornare a pescare insieme non il weekend successivo ma quello dopo ancora, per evitare di destare il bench minimo sospetto.
Walt era stato pi volte sul punto di prendere in disparte il collega per chiedergli se l'Insorta avesse deciso quando agire, ma si era sempre trattenuto. Neanche a casa era riuscito a stare tranquillo, perch temeva un'incursione da parte dei ribelli: un giorno o l'altro, pensava, sarebbero piombati in casa con i Tramiti e li avrebbero teletrasportati al Rifugio: lui, Viviana e - soprattutto - Bryan. Giorno dopo giorno, invece, le sue aspettative erano state frustrate e l'angoscia prolungata.
Aveva trascorso anche molte notti insonni: durante la precedente, per, era riuscito a dormire e aveva fatto un sogno diverso dal solito. Adesso fremeva dal desiderio di raccontarlo ad Altan, ma sapeva di non poterlo fare in auto.
Pi tardi, quando giunsero a destinazione, far partire il motore dell'imbarcazione fu per Walter un atto quasi catartico. Stanotte, mormor, facendo segno ad Altan di avvicinarsi, ho sognato un finale completamente diverso dal solito. Bryan e Morpheus erano sempre sull'altura, ma questa volta mio figlio si rifiutava di uccidere tutte quelle persone. Allora Morpheus si imbestialiva e cercava di folgorarlo, ma Bryan contrattaccava e riusciva a neutralizzarlo. Poi si volgeva verso di me e vedevo qualcosa di luminoso incastonato nel suo petto....
Il Talismano.
S, ne sono certo. Walter sorrise. Questo sogno premonitore dimostra che cambieremo il futuro... che l'abbiamo gi cambiato, forse. Che ne pensi? C' speranza per mio figlio?
Penso che senza dubbio sia un sogno benaugurante e spero che sia anche premonitore, rispose Altan in un sussurro. Ci sono importantissime novit da parte della Comunit: il rapimento avverr il prossimo venerd, nel cuore della notte. I ribelli stanno organizzando una squadra apposita. Mi raccomando, non preparare valige n niente del genere. Non devi mettere assolutamente la Baia in allarme. Nel Rifugio troverete tutto ci di cui avrete bisogno.  chiaro?
S, chiarissimo, conferm Walter. Venerd finger che sia un giorno normale, Non oso immaginare come reagir mia moglie a questa storia... ma, in un modo o nell'altro, dovr farsi animo e cercare di comprendere che non c'erano alternative. Sospir e fece rallentare la barca. Incrociamo le dita e speriamo che tutto si risolva.
... ...
Certo che si risolver, sogghign Morpheus. Si trovava nella sala Operativa del centro di Julius, in compagnia del Dirigente. Nel migliore dei modi.
I ribelli sono degli sprovveduti, comment Julius. Dalla sua voce trapelava ben pi di una nota di disgusto. Pensavano davvero che sarebbe stato sufficiente il rumore di un motore per impedirci di ascoltare le loro cospirazioni? Con i nostri computer  stato semplicissimo isolare le loro voci dal frastuono e amplificarle... Ma probabilmente l'Insorta e i suoi allegri compari sono fermi all'et della pietra.
Meglio per noi, disse Morpheus, seduto su una sedia rialzata. Lo sai che non sono a mio agio con queste tecnologie, ma sono felice che tu sappia usarle.
Il Dirigente annu. Venerd i ribelli troveranno una calda accoglienza. I suoi occhi intelligenti guizzarono dal monitor a Morpheus. Questi due traditori, ormai, non ci sono pi utili a nulla. Ordino a Zero di intervenire?.
Il mezzodemone scosse la testa. No, non ancora. Se li eliminiamo adesso, l'Insorta si mangia la foglia e rimanda il..., si concesse una breve risata, rapimento dell'Erede.
Hai ragione, convenne Julius. Come sempre.
... ...
L'anziana Carrie camminava lentamente accanto a Bert, che l'anno seguente avrebbe raggiunto la soglia degli ottanta. Gli lanci uno sguardo e lui rispose con un sorriso. Dopo qualche passo, sempre pi stentato, lei si port una mano alla fronte, ondeggi e cadde sul marciapiede.
Cara!, esclam l'uomo e si chin per aiutarla a rialzarsi. Ti sei fatta male? Cosa  stato?.
Carrie gemette, appoggiandosi a lui. Dev'essere stato un calo di zuccheri... sai che ho la pressione bassa.
Bert sofferm lo sguardo sulla casetta davanti a cui si erano fermati. Vieni, cara, proviamo a vedere se c' qualcuno.
Ma no, sto gi meglio, replic lei. Che cosa vuoi fare? Non c' bisogno di chiamare l'ambulanza. Ti allarmi sempre troppo.
Voglio solo chiedere un bicchiere di acqua e zucchero.... Pian piano, sorreggendo la donna, si mosse verso un cancelletto; lo oltrepass e attravers un giardinetto ben curato, passando accanto a un dondolo e fermandosi sulla soglia d'ingresso.
Premette il campanello mentre Carrie sospirava: Magari non c' nessuno.
Bert suon ancora e dopo mezzo minuto la porta si apr. Una giovane donna con i capelli rossi si affacci e domand loro cosa desiderassero.
Scusi veramente il disturbo, borbott Bert, ma mia moglie  quasi svenuta qua davanti, indic la strada alle proprie spalle. Vede, ha la pressione bassa... Ho pensato di venire a chiedere un bicchiere d'acqua e zucchero per lei.
Ma certo, disse la donna, aprendo del tutto la porta. Prego, entrate e riposatevi un attimo.
Lei  troppo gentile, cinguett Carrie, sfoggiando un pallido sorriso, ma non vorrei disturbare...  che mio marito ha sempre una tale faccia tosta....
Nessun disturbo, si figuri. Prego, entrate. Vado subito in cucina a prendere un bicchiere d'acqua. Fece passare i due vecchietti, dopodich richiuse la porta dietro di loro.
Carrie sollev una mano e le premette il palmo sugli occhi non appena lei si gir: la donna - Viviana, come entrambi ben sapevano - croll seduta stante svenuta. Presto, presto!, sibil la vecchia, affrettandosi attraverso l'atrio.
Aspetta, ribatt Bert, che era rimasto immobile e aveva chiuso gli occhi. Percepisco la sua aura..., sussurr, poi spalanc le palpebre e indic un punto oltre le spalle di Carrie.  sopra.
... ...
Mentre Morpheus e Julius spiavano i due ignari pescatori, l'Insorta si trovava in prossimit del Rifugio Segreto della Comunit, circondato da una cinquantina di ribelli.
Aveva contattato mentalmente Altan: Hai avvertito Walter della missione di venerd prossimo? S? Ottimo. State attenti. Aveva troncato il collegamento psichico. Di sicuro a quest'ora Morpheus ne sar gi stato informato. Si sentir tranquillo, convinto di poter giocare senza difficolt noi sciocchi ribelli. Non pu prevedere che prenderemo l'Erede proprio oggi. Nemmeno Altan e Walter lo immaginavano: erano stati volutamente tenuti all'oscuro della seconda parte del piano, affinch non potessero tradirsi... neanche se i discepoli avessero letto nelle loro menti.
L'Insorta aveva fatto un cenno a due anziani (un uomo e una donna, entrambi pi vicini agli ottanta che ai settanta: i Tramiti pi vecchi dell'intera Comunit), che si erano affrettati ad avvicinarglisi. Bert, Carrie...  ora di agire. Vi ricordate esattamente cosa dovete fare?. Loro avevano annuito, tuttavia lui aveva preferito ripassare in breve il piano. Adesso vi teletrasportate nel Punto Focale a mezzo chilometro dalla casa dell'Erede, cos non potranno intercettarvi. Il finto malore, poi, avrebbe fornito il pretesto per entrare. Non appena trovato il bambino, lo prenderete per mano e vi teletrasporterete al Punto Focale. Allora la Baia percepir il vostro movimento, ma ormai sar troppo tardi per fermarvi. Da l tornerete di nuovo qui, attraverso il passaggio sicuro. Cos i discepoli non saranno in grado di seguirvi. Mi raccomando, non trasportatevi direttamente qua dalla casa dell'Erede, altrimenti metterete a repentaglio la segretezza del nostro Rifugio.
Aveva appoggiato una mano guantata sulla spalla di Bert e l'altra su quella di Carrie, cercando di infondere loro coraggio. Sono sicuro che andr tutto bene:  un piano semplice ma efficace. Comunque, se dovesse esserci qualche problema, contattatemi subito e noi tutti, cos dicendo aveva indicato le decine di ribelli che lo ascoltavano, piomberemo intorno alla casa e vi permetteremo di tornare, insieme all'Erede, al Punto Focale. Fra poco, infatti, ci allontaneremo da qui tramite la via sicura, in modo da poterci trasportare direttamente da voi in caso di bisogno.
... ...
Carrie fu la prima a raggiungere le scale a chiocciola e, nonostante l'et, balz da un gradino all'altro fino in cima. Giunta l, si trov davanti una giovane che indossava una divisa bianca e che le puntava il palmo contro il viso. Sollev le mani per difendersi, ma non fu abbastanza veloce e un raggio luminoso la centr in pieno viso, carbonizzandole il naso e gli occhi.
Bert se la vide piombare addosso e ne arrest la caduta bloccandola a mezz'aria con la forza del pensiero. Poi scorse la discepola in cima alle scale e si teletrasport alle sue spalle, abbandonando Carrie, che ruzzol pesantemente fino all'ultimo gradino. Gener una barriera di energia e inizi a muoversi arretrando, per non dare le spalle all'agente della Baia, che aveva innalzato a sua volta uno scudo protettivo. Con la coda dell'occhio gli parve di individuare una cameretta: volse un poco il capo e vide Bryan, che dormiva tranquillamente nel lettino.
Il suo cuore si allarg a quella vista: l'Erede... che un giorno avrebbe ucciso Morpheus!
Continuando a retrocedere, entr nella stanza e chiuse dietro di s la porta. Quindi si volse, intenzionato a piombare addosso al bambino e a teletrasportarlo subito via. Si trov invece una mano premuta sull'addome: un altro discepolo si era appostato all'interno della stanza. Dal palmo sgorg una scarica che lo scaravent contro la parete. Prima di essere ucciso da un secondo raggio (che gli trapass il cranio), ebbe appena il tempo di contattare mentalmente l'Insorta: Missione fallita: due agenti in casa.
... ...
Senza esitare l'Insorta diede il segnale prestabilito. Un paio di secondi pi tardi, circa cinquanta ribelli apparvero nel tratto di strada antistante alla dimora dell'Erede: i Tramiti sarebbero corsi dentro (e il primo che fosse riuscito a mettere le mani su Bryan se ne sarebbe andato dritto al Punto Focale), gli altri avrebbero circondato la casa per impedire psichicamente ai discepoli di teletrasportarsi via insieme al bambino.
Non erano neanche a met del giardinetto, per, che una ventina di discepoli comparve all'improvviso a ridosso della casa e cominci subito a sparare sfere luminose e raggi energetici.
Abbatteteli!, ordin l'Insorta, avventandosi in prima persona contro gli agenti della Baia. O cercate di teletrasportarvi direttamente in casa, aggiunse con il pensiero. Schermandosi con una barriera, si volse indietro e si accorse con rabbia che in strada erano sopraggiunti parecchi altri discepoli. Non si aspettava una reazione cos rapida. Proteggete i Tramiti!, comand. Solo loro, infatti, avrebbero potuto teletrasportare l'Erede al Rifugio, al sicuro dalle grinfie della Baia.
... ...
Ancora mezzo addormentato, Bryan scese le scale reggendosi al corrimano. Era stato svegliato dal frastuono proveniente dall'esterno e aveva deciso di andare a sbirciare... e anche di fare merenda.
Raggiunse Viviana appena prima che qualcuno bussasse alla porta. Vide sua madre trasalire e posare il ferro da stiro sull'asse (i discepoli l'avevano fatta rinvenire, eliminandole dalla memoria il ricordo dei due anziani ribelli), per poi andare ad aprire. La segu a ruota. Viviana dischiuse la porta e il bambino si trov a faccia a faccia con una persona poco pi alta di lui, ma con i lineamenti adulti, quasi vecchi, e la testa enorme, con pochi capelli sopra. La creatura gli sorrise, ma con un'espressione che gli fece accapponare la pelle.
Ciao, Bryan.
Il bambino ebbe l'impressione che i suoi occhi cercassero di sezionarlo, fissandolo con uno strano compiacimento. Si volse a guardare Viviana, dopo aver afferrato la sua gonna, e si accorse che lei aveva gli occhi sbarrati e la faccia pallidissima.
All'improvviso Morpheus fu costretto a voltarsi da qualcosa che accadde alle sue spalle. Viviana ne approfitt per chiudere la porta, serrandola con la chiave e i catenacci; poi prese il figlio in braccio e corse in cucina, diretta verso la porta, posta accanto ai fornelli, che conduceva sul retro della casa. Prima di poter uscire, per, dovette mettere Bryan sul pavimento e tirare freneticamente su la serranda.
Si precipitarono fuori e quasi piombarono fra le braccia di un paio di individui vestiti di bianco (e con gli sguardi nascosti da occhiali da sole). Viviana torn di scatto indietro, richiuse la porta e si precipit verso le scale, trascinando il figlioletto. Quando Bryan appoggi il piede sul primo scalino, not con la coda dell'occhio che avevano gli uomini alle calcagna e si sent sul punto di scoppiare in lacrime.
Riuscirono a rifugiarsi nella camera da letto. Bryan vide che la madre ruotava la chiave nella toppa con mani tremanti e, subito dopo, diede il suo debole contributo per spostare la cassettiera davanti all'uscio, sperando di bloccarlo. Alcuni colpi violenti annunciarono che gli uomini in bianco erano intenzionati a sfondare la porta.
Madre e figlio si rannicchiarono nell'angolo opposto della camera, dietro un grande mobile di legno. Viviana scoppi in un pianto isterico e strinse Bryan con forza. Entrambi erano terrorizzati: non riuscivano a capire cosa diavolo stesse succedendo. Erano stati improvvisamente inghiottiti da un incubo.
Attraverso la finestra il bambino vide lampi abbaglianti provenienti dall'esterno, preceduti e seguiti da urla strazianti e da terrificanti esplosioni che facevano vibrare persino il pavimento.
Sembrava che fosse scoppiato il finimondo.
... ...
Walter leg la barca al solito posto sul piccolo molo di legno e segu Altan, che era gi sceso. Ora si sentiva molto pi rilassato di prima: sapeva che fra qualche giorno lui e la sua famiglia sarebbero stati al sicuro nel Rifugio della Comunit. Si sentiva ottimista, credeva che tutto si sarebbe risolto...
Pescato qualcosa?, li apostrof una voce metallica e roboante. O avete cianciato troppo?.
Walt si gir e vide una sagoma argentea, distante una cinquantina di metri. Scambi uno sguardo con Altan, poi rispose: No, niente, ci  andata male... ma ci rifaremo la prossima volta.
Spiacente, ma non ci sar una prossima volta, ribatt la voce. La sagoma inizi ad avvicinarsi, piuttosto in fretta. Si trattava di un uomo molto robusto che, a quanto sembrava, indossava un'armatura. E in mano stringeva una spada. La sapete una cosa buffa? Mentre voi eravate qui a giocare con lenze e vermicelli, i ribelli hanno tentato di rapire l'Erede. Sarete lieti di sapere che la Baia  intervenuta prontamente e ha neutralizzato la banda dell'Insorta... Non sembrate molto contenti, per: non  che tifavate per i cattivi, vero?.
L'uomo continuava ad avvicinarsi. Ben presto Walt e Altan si resero conto che non si trattava affatto di un umano, bens di un Gigante. E i Giganti erano considerati tra i migliori combattenti del mondo. Compresero che era stato mandato dalla Baia per eliminarli: nonostante tutte le precauzioni, il loro tradimento era stato scoperto.
Ma non dovevano prenderci venerd?, mormor Walter. Che cosa diavolo  successo?
Non ne ho idea, rispose Altan, cupo. Ho provato a contattare l'Insorta, ma  tutto inutile: ha sigillato la sua mente....
Il mio nome  Zero, si present il Gigante, fermandosi a qualche metro dai ribelli. Questo perch non ho mai fallito una missione affidatami. Sollev la spada e inizi a farla dondolare minacciosamente davanti a s. Voi, ora, avete due possibilit: se vi arrendete seduta stante, vi prometto che il vostro trapasso sar rapido e indolore; altrimenti potete lottare fino all'ultimo, e io mi divertir a smembrarvi. Una roca risata riecheggi attraverso il casco che gli nascondeva il volto. A voi la scelta, microbi.
Noi siamo discepoli di Morpheus, dichiar Altan e avanz di un passo. Walt comprese che aveva deciso di bluffare. Siamo perfettamente addestrati e abbiamo parecchi anni di servizio alle spalle. Non so chi sia il tuo mandante, ma non ti conviene metterti contro la Baia....
Morpheus  il mio mandante. Quanto a voi, siete solo dei traditori.
Dopo essersi scambiati un cenno d'intesa, Walter e Altan concentrarono la loro forza psichica sul Gigante, cercando di bloccarlo giusto il tempo necessario per tornare alla macchina. Zero, per, ridacchi e si batt una mano sul casco.
Wall imprec. La sua mente  protetta.... Tent di ricorrere alla telecinesi per sollevarlo da terra e scaraventarlo via, ma fu del tutto inutile. Che si fa?
Distruggiamogli il casco, rispose a bassa voce Altan, cos non avr pi alcuna protezione dai nostri poteri.
Bench sia molto divertente ascoltarvi confabulare, disse Zero, interrompendosi per sbadigliare in modo teatrale, devo proprio uccidervi. Non aveva nemmeno finito di parlare che li caric, facendo mulinare la spada davanti a s.
Walt inizi a bombardarlo di sfere luminose, dirigendole tutte verso il casco; con la coda dell'occhio vide che l'amico stava facendo lo stesso. Poi scart di lato e gener una barriera, che lo salv dalla spada, evitandogli di finire tranciato; l'impatto con la lama, per, si fece sentire e Walt venne sbalzato via. Si rialz subito, nonostante le braccia doloranti per via del violento contraccolpo, e bersagli di nuovo il Gigante, che ora gli rivolgeva le spalle. Altan cadde a terra e innalz uno scudo energetico; Zero fece calare l'enorme spada, che sprizz scintille schiantandosi contro la barriera, e la sollev di nuovo, fin sopra la testa. Walter si rese conto che probabilmente il Collega non avrebbe resistito a una seconda sferzata, quindi si concentr sulla lama, con l'intenzione di sfilarla dalle mani del Gigante. Purtroppo, per, riusc soltanto a rallentare un po' il colpo; il ritardo fu comunque sufficiente per consentire ad Altan di rotolare di lato e di rialzarsi.
Zero si volse indietro e rise. Gente ben pi valorosa di te, microbo, ha tentato di sottrarmi l'arma, dichiar. Ma nessuno c' mai riuscito.
Walter, che stava generando una potente sfera tenendola sospesa fra i palmi, attese che il Gigante si voltasse per affrontare Altan prima di scagliargliela contro; quindi la guid direttamente verso il capo. La spada la intercett con un guizzo fulmineo, rimandandola indietro. Walt recuper il controllo del proprio globo luminoso appena prima di essere colpito; lo potenzi, facendovi affluire altre energie, e glielo lanci di nuovo addosso. Ancora una volta la lama scatt, ma anche la sfera si spost, evitando il contrattacco, e prese a ponzare intorno al casco. Zero tenne la spada sollevata ma immobile; non si lasci distrarre cercando di colpire il globo, come invece aveva sperato Walt.
Torna sulla barca!, esclam Altan, che si trovava a pochi metri dal Gigante, con la barriera attiva. Allontanati dalla riva e non voltarti a guardare finch non ti chiamo io.
Ma cosa dici?!, replic Walter. Non ti lascio combattere da solo!.
Zero approfitt della distrazione per colpire di taglio la sfera, facendola esplodere; subito dopo balz in avanti e rifil un poderoso calcio alla barriera di Altan, scaraventandolo via.
Walter si mosse per prestare soccorso all'amico, ma fu bloccato da un gesto pi che significativo: si tocc la bocca, indicando che si apprestava a usare l'Orrore. Walt esit ancora un momento, poi si mise a correre in direzione del piccolo molo. Sleg la fune, sal a bordo e accese il motore, lanciando di continuo occhiate dietro di s. Non gli faceva piacere abbandonare lo scontro, ma di certo preferiva non guardare la bocca dell'amico.
Altan si gett a terra per evitare un affondo, rotol girandosi sulla schiena e gener uno scudo luminoso. Walt, distante una quindicina di metri dalla riva, vide il Gigante che si chinava su di lui, stringendo la spada con entrambe le mani, e di colpo si pietrificava. Walter abbass lo sguardo e si accorse che Altan aveva spalancato la bocca: l'aveva divaricata in modo disumano, rendendola pi simile alle fauci di uno squalo. Prov la morbosa curiosit di scoprire che cosa fosse l'Orrore di cui gli aveva parlato l'amico, ma si affrett a sopprimere la pulsione e si allontan ancora un po' prima di spegnere il motore e guardarsi indietro. Zero, sempre immobile, aveva persino lasciato cadere la spada accanto ai propri piedi. Il suo volto era completamente nascosto dal casco, ma senza dubbio la sua espressione doveva essere terrorizzata. Ora non fai pi il gradasso, eh?, pens Walter.
Altan si rialz adagio e disattiv la barriera, forse per permettere al Gigante di vedere meglio la propria bocca, intorno alla quale si stava addensando un alone nerastro. Zero sobbalz e si port entrambe le mani alla testa: evidentemente, l'Orrore non era pi attenuato dallo scudo luminoso. Cominci a urlare e a battersi violenti pugni sul casco, come se volesse distruggersi il cranio pur di non vedere. Altan avanz di un passo, spalancando - se possibile - ancora di pi le fauci, e il Gigante croll sulla schiena, a peso morto, ma senza smettere di gridare.
Che potere terrificante, pens Walter, quasi affascinato dalla scena. Solo aprendo la bocca  riuscito a mettere in ginocchio forse il sicario pi potente che avrebbero potuto mandarci contro....
Altan sal sul petto del Gigante e si chin verso il suo casco. Se non fosse stato per la visiera, probabilmente lo avrebbe gi ucciso. Zero si batt ancora per qualche secondo i pugni sul capo, con sempre minor vigore, finch le pesanti braccia non gli caddero sul terreno, inerti. Ogni grido cess.
Walter rimise in moto e fece ruotare la barca, dirigendosi verso la riva.
Improvvisamente Altan gemette, senza alcun motivo apparente: il Gigante, infatti, non si era mosso di un millimetro; non aveva nemmeno tentato di recuperare la propria spada. In una manciata di secondi, i gemiti si trasformarono in grida strazianti d'incredulo dolore.
Walter si sent gelare il sangue: non aveva la minima idea di cosa stesse succedendo e non sapeva che fare. Avrebbe voluto raggiungere l'amico per aiutarlo (in un modo o nell'altro), ma era terrorizzato dall'idea di vedere la sua bocca spalancata. E quello che conteneva. Se fosse stato pi vicino, avrebbe scorto il pallore mortale dell'amico, il suo viso grondante di sudore e gli occhi strabuzzati. Allora forse avrebbe capito, ma non avrebbe fatto comunque in tempo a intervenire.
Trascorsero a malapena cinque o sei secondi, poi la testa di Altan esplose come un palloncino punto da un ago, schizzando brandelli di pelle, frammenti di cranio e pezzi di cervello.
Walter, esterrefatto, lasci che la barca procedesse verso la riva. No, no, no, no, no! Non ha senso!. Le tempie presero di colpo a pulsargli furiosamente e una parte di lui pens di essere a sua volta sul punto di scoppiare. NOOO!, grid infine, con gli occhi pieni di lacrime. ALTAAAN!.
Poi il Gigante si mosse.
Walt era cos sconvolto dalla perdita dell'amico che impieg un attimo o due per accorgersi che Zero era ancora vivo. Non appena si avvide del pericolo, fece dietrofront e aument la velocit. Si guard oltre le spalle e scorse il Gigante che si rialzava, gettando da un lato il cadavere di Altan e ripulendosi dai suoi resti. Lo vide recuperare la spada, raddrizzarsi, Incamminarsi verso l'acqua e infine tuffarsi. Quando si rese conto della Velocit con cui recuperava terreno grazie alle sue bracciate sovrumane, comprese di essere perduto.
... ...
Morpheus si trovava nel giardinetto di Walter, a pochi metri dall'Insorta. Mentre parlava a Bryan, era stato proprio il capo della Comunit a costringerlo a voltarsi, sparandogli contro un raggio color smeraldo. Il mezzodemone si era girato di scatto e si era protetto con una barriera, ma era stato ugualmente colpito di striscio da altre due scariche: sullo zigomo e sulla spalla. La vicinanza dell'Erede del Talismano lo aveva distratto.
E cos tu sei il nuovo Insorta, eh?, l'aveva apostrofato, sogghignando, senza curarsi delle ferite superficiali. Sembrate tutti uguali sotto quelle ridicole vesti verdi, ma pare che tu sia fatto di una pasta migliore del tuo predecessore: perlomeno scendi in campo insieme ai tuoi uomini....
L'Insorta l'aveva bersagliato con una serie di sfere verdastre, ma il mezzodemone le aveva deviate tutte quante, con movimenti fluidi e precisi. Non ho paura di te, Morpheus, aveva dichiarato. E non ti disprezzo nemmeno, io provo pi che altro pena:  un peccato che una creatura forte e intelligente come te sia votata al male.
Il mezzodemone si era sfiorato il pizzetto scuro. La mia missione  cos elevata che tu, misero essere, non sei nemmeno in grado di concepirla.
Cos elevata da rendere del tutto insignificanti le migliaia di vite che tu hai spezzato, giusto?.
Nel frattempo infuriava la battaglia fra ribelli e discepoli, ma nessuno si azzardava ad avvicinarsi troppo ai due leader.
Morpheus aveva scosso il capo. Io conosco il significato della vita, aveva dichiarato. Proprio per questo combatto da secoli. Purtroppo, ci sono state delle perdite - sia accidentali, sia necessarie - e continueranno a essercene fino a quando non avr ottenuto ci che mi serve.
Ora, di punto in bianco, si teletrasport alle spalle dell'Insorta e gli scagli contro un potente flusso luminoso. Il capo dei ribelli fece per voltarsi, ma non fu abbastanza rapido e venne scaraventato via. Morpheus lo afferr al volo con la forza del pensiero e lo trascin verso di s, quindi lo tempest di scariche. Svariate sfere lanciate dai ribelli (avevano visto che il loro leader era in pericolo) gli piovvero addosso, ma il mezzodemone le fece esplodere tutte a mezz'aria con un solo gesto, prima che potessero raggiungerlo. Sollev di nuovo l'Insorta e, dopo avergli fatto percorrere un arco in aria, lo schiant sull'asfalto della strada.
Ud le grida disperate dei ribelli e sorrise. Uscendo dal giardinetto, ne folgor quattro, degnandoli appena di un'occhiata. Raggiunse il corpo immobile dell'Insorta, disteso sul ventre, e disse: Niente trucchetti: so che sei ancora vivo.... Colse un movimento alla sua destra e si volt innalzando una barriera: un globo verde esplose contro di essa, producendo una luce abbagliante.
L'Insorta, che - Morpheus lo sapeva - aveva preparato quella sfera proprio per distrarlo, sollev entrambe le mani e, tenendo i palmi ravvicinati, gener una scarica di energia concentrata. Mir al cuore del mezzodemone. Il raggio, di un verde intensissimo, raggiunse il bersaglio in un istante.
Morpheus, per, si era gi teletrasportato sulla schiena dell'Insorta. Bel colpo, vecchio mio, disse e nel contempo fece brillare entrambe le piccole mani. Ma non  abbastanza. Tenendo l'avversario bloccato con la forza del pensiero, si chin e affond i pugni a met circa della colonna vertebrale. L'Insorta strill e inarc violentemente la schiena, ricadendo poi sull'asfalto. Il mezzodemone avvicin la bocca al suo orecchio e gli sussurr: Tu oggi non morirai. Ti lascer andare, perch il tuo piccolo popolo veda quanto lei patetico. Vuoi essere un eroe, ma sei debole, ridicolo. Scese dalla sua schiena. Ho paralizzato le tue gambe... ma le braccia ti funzionano ancora. Quindi non perdere tempo e striscia via, verme.
... ...
Walter aveva accelerato al massimo, ma sapeva che non sarebbe stato sufficiente per distanziare il sicario. Continuava a voltarsi indietro per scrutare fra le acque infrante dalla barca. Il Gigante si era immerso e ora nuotava appena sotto il pelo dell'acqua (per evitare di farsi colpire dalle sfere di energia): la sua sagoma scura ed enorme era ben pi minacciosa di quella di uno squalo.
Sapendo di non avere alcuna chance di cavarsela, inizi a pregare: Dio, fa' che non succeda niente a Viviana e a Bryan. Si guard ancora indietro. Al piccolo non faranno del male:  di vitale importanza sia per la Baia sia per la Comunit. Ma proteggilo anche da se stesso, quando prender il Talismano: non permettere che si trasformi in un assassino guidato da Morpheus....
Zero riemerse, come un abominevole sottomarino argentato. Per un momento, prima che tornasse a immergersi, Walt ebbe l'impressione che con il suo enorme corpo avesse persino oscurato il sole. L'ex discepolo sollev una mano e fece scaturire un raggio luminoso, che venne rifratto dalla superficie dell'acqua e colp solo di striscio il Gigante. Inutile, non posso fare niente.... Continu tuttavia a lanciare scariche, cercando di indirizzarle verso il casco, che adesso riusciva appena a intravedere. Zero riemerse di nuovo e questa volta si attacc alla poppa dell'imbarcazione. Sradic il motore con una mano e lo scaravent dietro di s. Walter indietreggi verso la prua e fu allora che, fissando il casco del Gigante, comprese il motivo della morte di Altan.
Fine della corsa, disse Zero. Sollev un braccio e protendendosi si aggrapp con la mano enorme a met della barca, sul bordo. Si tir in avanti e sbatt il petto contro la fiancata. Consolati pensando che la tua morte non sar dolorosa come quella dell'altro bastardo dalla bocca larga.
Saresti morto, ribatt Walter con voce roca, se non fossi riuscito a oscurare la tua visiera.
Purtroppo per voi, per, ci sono riuscito. Cos l'idiota si  rispecchiato, sghignazz, e si  ammazzato da solo... guardando quella merda che aveva nella bocca. Un, due, tre: boom!. Continuando a tenersi al bordo, fece scattare la mano libera e serr le dita enormi intorno al collo di Walter, che reag - inutilmente - stringendo le mani sull'avambraccio gigantesco. Potrei ucciderti cos, ma ho deciso di concederti una morte onorevole, anche se forse non la meriteresti: sar la mia leggendaria spada a porre fine alla tua esistenza.
Che... onore..., boccheggi l'uomo, poi la lama fatale cal su di lui.
... ...
Nonostante la cassettiera, la porta venne scardinata e spalancata. Bryan, stretto in un abbraccio asfissiante da sua madre, vide entrare gli uomini con le divise bianche e poi si accorse che si facevano da parte per lasciar passare la piccola creatura che prima gli aveva parlato.
Lo strano essere continuava a sorridere, senza badare alla ferita sullo zigomo, n a quella sulla spalla. Gli si avvicin e gli tese la mano, dicendogli: Vieni con me. Non aver paura, Bryan, sono tuo amico.
Viviana cominci a strillare e tent di mollare un calcio alla creatura, che per arretr prontamente. Gli uomini la bloccarono e le strapparono il figlio dalle braccia.
Non preoccuparti, Viviana, tratter bene tuo figlio, le promise la piccola creatura, facendosi consegnare il bambino. Il suo destino  troppo grande perch tu possa fare qualcosa.
Bryan, spaventato e meravigliato al tempo stesso, si accorse di essere sospeso a mezz'aria e prese a mulinare le braccia, cercando di nuotare verso sua madre. Poi l'essere rossastro gli strinse una mano: il bambino si sent leggerissimo e vide che tutte le cose intorno a lui erano avvolte da una crescente oscurit. Ci che fu in grado di distinguere, appena prima di svanire, fu lo sguardo allucinato di Viviana, che continuava a dimenarsi come un'ossessa.
... ...
Bryan e Viviana dormivano insieme, accoccolati, nel letto matrimoniale. La stanza era buia, ma Morpheus, seduto a gambe incrociate sulla cassettiera, poteva vederli perfettamente.
Erano trascorsi alcuni giorni dal tentativo di rapimento da parte dei ribelli e da quando il mezzodemone aveva teletrasportato se stesso e il bambino nel centro di Julius. L - insieme al Dirigente e ad altri discepoli molto dotati - aveva studiato a lungo Bryan, cercando di comprendere se fosse realmente l'Erede del Talismano, come tutto lasciava supporre, oppure no. Aveva anche tentato di essergli simpatico, di farlo divertire... ma non c'era stato verso. Bryan aveva continuato a piangere, interrompendosi solo per prendere fiato e per chiamare la mamma e il pap.
Morpheus avrebbe voluto che il bambino iniziasse l'addestramento da discepolo, ma si era reso conto che era ancora troppo presto e aveva deciso di attendere ancora qualche anno (come prevedeva il piano originale, prima che Walter e Altan tradissero la Baia). Nel frattempo, avrebbe continuato a proteggerlo dall'Insorta e dalla sua Comunit. Non che la faccenda lo preoccupasse molto, in realt: il tentativo di rapimento era stato un fiasco totale per i ribelli. Di quella squadra era sopravvissuto solo l'Insorta, e soltanto perch Morpheus aveva cercato di sfruttarlo per localizzare il Rifugio segreto: colpendogli la schiena, infatti, aveva impregnato la sua colonna vertebrale con una buona dose della propria energia; non aveva funzionato, per, poich la traccia era svanita due o tre secondi dopo che l'Insorta si era fatto teletrasportare all'interno del Punto Focale. Forse se l'avesse tracciato in modo pi massiccio... ma recriminare era inutile: prima o poi avrebbe scovato il maledetto covo ribelle e lo avrebbe raso al suolo.
Il mezzodemone aveva riportato Bryan a casa qualche ora prima, nel pomeriggio. Mentre i discepoli provvedevano ai rimanenti aspetti della faccenda, lui aveva modificato personalmente la sua memoria (non avrebbe permesso a nessun altro di invadere la preziosa testolina del bimbo, e lui stesso lo aveva fatto malvolentieri) e quella di Viviana. Dopodich li aveva messi entrambi a dormire, perch i nuovi ricordi potessero fissarsi con calma.
Viviana, l'indomani, si sarebbe ricordata di aver aperto la porta a un poliziotto, la sera stessa in cui Walter era andato a pescare per l'ultima volta. L'agente - le avrebbe suggerito la memoria - le aveva annunciato la tragica notizia della scomparsa di suo marito...
Morpheus avrebbe evitato questo dolore al bambino, se solo fosse stato possibile. Walter lo aveva tradito, per, e il mezzodemone non avrebbe potuto permettere a un ribelle di vivere sotto lo stesso tetto del suo Erede. Avrebbe potuto fare un lavaggio del cervello anche a lui, certo, ma comunque avrebbe sempre costituito un potenziale pericolo.
Dopo averli messi a letto, Morpheus si era sistemato sul ripiano della cassettiera ed era rimasto immobile, in contemplazione quasi estatica del bambino. Vivi sereno, mio piccolo Bryan... io veglier su di te.
CAPITOLO DUE
UNDICI ANNI DOPO
1 Giorno dopo Morpheus
Bryan spalanc gli occhi e fu una cocente delusione scoprire che non si era sognato tutto quanto. Sperava di risvegliarsi sdraiato sul comodo dondolo del suo giardino, dopo essersi addormentato con un libro appoggiato sul viso, come a volte gli capitava. Ah, quante avventure aveva vissuto l, al sicuro, lasciandosi trasportare dalle pagine!
Adesso, purtroppo, si trattava della realt.
Sarebbe stato bello alzarsi dal dondolo, rientrare in casa e telefonare alla sua adorata Leila, per sentire la sua voce e decidere quando e come vedersi. Una pizza, un'uscita al cinema, una passeggiata... qualsiasi cosa sarebbe andata bene. Se fossero stati dei normali adolescenti, non ci sarebbe stato alcun ostacolo.
Se fossero stati dei normali adolescenti, non si sarebbero conosciuti durante un campo di addestramento per futuri agenti della Baia... non avrebbe potuto far colpo su di lei raccontandole di quando il leggendario Morpheus - s, proprio quel mezzodemone - l'aveva contattato personalmente per aiutarlo a sconfiggere lo Spirito Dannato che aveva preso il controllo del paesino in cui abitavano i suoi nonni... non si sarebbero scambiati quel primo bacio, tenero e impacciato, dopo una giornata trascorsa a duellare a suon di scariche di energia e barriere luminose...
Se fossero stati dei normali adolescenti, non avrebbero rischiato la vita durante le missioni per conto di Morpheus e della Baia, convinti di fare del bene... non sarebbero rimasti sconvolti nello scoprire che il loro beneamato capo, colui che tutti i discepoli veneravano alla stregua di un semidio, desiderava solamente il Talismano e per ottenerlo era disposto a uccidere chiunque...
Bryan mosse un poco le mani: si trovava sepolto sotto tonnellate e tonnellate di sabbia... da chiss quanto tempo. Ma non era morto, purtroppo.
Perch lui era l'Erede del Talismano, la creatura pi potente del mondo.
E allora perch diavolo non riesco a far tornare in vita Leila?!: questo pensiero infiamm la sua mente, squarciando il velo di torpore che era riuscito a preservarlo per qualche minuto dall'atroce, straziante sofferenza che lo dilaniava da quando aveva visto il corpo della sua adorata Leila precipitare in un varco infernale.
Morpheus aveva allevato Bryan, vegliando per anni su di lui, affinch un giorno gli permettesse di ottenere il Talismano. E tutto era andato secondo i piani (il ragazzo aveva riposto la pi grande fiducia nel mezzodemone, infatti), finch Bryan e Leila non avevano scoperto la vera natura - spietata, sanguinaria - di Morpheus. Allora la faccenda si era complicata, diventando molto, molto pi pericolosa: avevano tradito la Baia ed erano passati dalla parte della Comunit Ribelle, sua eterna nemica.
Bryan spalanc la bocca e cominci a gridare: era un bisogno fisiologico, sentiva che altrimenti sarebbe esploso. La sabbia intorno a lui inizi a vibrare, a scaldarsi, a fondersi...
Potere, era sempre una questione di potere... avrebbe ceduto tutto il proprio per riavere Leila, se fosse stato possibile.
Leilaaaaa!, url, in un parossismo di foga e disperazione. Leilaaaaaaa!.
Bryan aveva compiuto il suo dovere: aveva vinto! Aveva liberato il mondo dalla minaccia incombente di Morpheus. Ma nel contempo aveva perso: aveva perso pi di quanto fosse disposto a perdere...
Leilaaaaaaaa!.
Il corpo di Bryan era ricoperto da un'aura dorata tanto intensa che avrebbe accecato chiunque. Il Talismano - quella maledetta pietra che odiava con tutto se stesso - era incastonato nel suo petto e riluceva con intensit ancora maggiore. Ma non valeva nemmeno uno dei bellissimi occhi verdi della sua amata.
Leeeeeeilaaaaaaa!.
Non era giusto che una singola persona avesse sulle proprie spalle il destino del mondo intero, men che meno un ragazzo. Morpheus... lui s che desiderava guidare il pianeta! Se avesse potuto tornare indietro, gli avrebbe lasciato il Talismano e sarebbe andato a nascondersi da qualche parte con la sua Leila. Ma no, no, non si poteva lasciare un oggetto tanto potente a una creatura con una simile brama di controllo, di dominio... E poi lui era l'Erede... l'Erede... l'Erede... e aveva delle responsabilit in quanto tale! Non avrebbe potuto semplicemente voltare le spalle e andarsene.
Nooooo... Leeeeiiiilaaaaaa!, continuava a urlare, incurante del cataclisma che stava provocando nel deserto... in quel dannato deserto in cui aveva perso il proprio amore.
Odiava il Talismano, che aveva scatenato tutta quella deleteria corsa al potere.
Odiava Morpheus, che l'aveva privato della sua ragione di vita.
Odiava infine se stesso, che non aveva saputo proteggere Leila.
Continu a invocare il suo nome per centinaia e centinaia di volte. All'improvviso l'oscurit che lo sovrastava si squarci e vide il lontanissimo cielo sotto forma di una sottile striscia azzurrognola. Tacque per alcuni secondi e la sabbia del deserto torn a sommergerlo, facendolo ripiombare nell'oscurit pi completa. Se avesse potuto semplicemente lasciarsi morire, l'avrebbe fatto... Se avesse potuto consegnarsi all'oblio e smettere di soffrire... Ma lui era l'Erede del Talismano, era immortale. E poi... e poi non poteva arrendersi cos: doveva trovare il modo di salvare Leila, a qualunque costo.
Io ti salver!, ulul. Un'aura ancora pi abbagliante della precedente infiamm il suo corpo e fece esplodere il deserto intorno a lui. Giuro che ti salver, Leilaaaaaa!.
L'oscurit si squarci di nuovo e questa volta l'azzurro del cielo occup per intero la sua visuale: azzurro, azzurro, soltanto azzurro... Iniziando a singhiozzare il nome della sua amata, Bryan abbass lo sguardo e scopr di trovarsi sospeso a centinaia di metri dal suolo.
Le-i-i-la... Lei-i-la... L-l-eila..., continuava a singhiozzare, mentre le lacrime colavano gi dalle sue guance come un torrente in piena.
Vide sotto di s, molto pi in basso, il gigantesco cratere che aveva creato senza nemmeno rendersene conto: sembrava il luogo d'impatto di un grosso meteorite, chi avrebbe potuto immaginare che in realt era stato provocato da un ragazzo?
Qual era il senso di un simile potere, se Leila non era al suo fianco?
Fra le lacrime, si guard svogliatamente intorno, rimanendo sospeso. E l'oasi, le palme e tutto il resto? Aveva spazzato via ogni cosa quando aveva costretto il deserto a inghiottirlo, dopo aver cercato di scavarsi una via fino agli inferi?
I ribelli!, gemette... e per la prima volta cess per un istante di pensare a Leila.
Preso dalla furia e dalla disperazione... aveva forse spazzato via anche loro?
Individu un puntolino verde e subito si tuff a capofitto verso di esso, precipitando come un proiettile umano. In una frazione di secondo il punto divenne una macchia e poi una sagoma riconoscibile: si trattava del capo dei ribelli, che lo fissava con la testa reclinata e gli occhi sgranati. Allora Bryan si rese conto che se gli fosse atterrato accanto, l'onda d'urto l'avrebbe polverizzato. Devi all'ultimo la propria caduta e si schiant violentemente qualche decina di metri pi in l.
Se l'avesse fatto il giorno precedente, Erede o no, si sarebbe spappolato tutte le ossa. Adesso, invece, grazie al Talismano era diventato indistruttibile. Non prov il minimo dolore e si rialz come se nulla fosse: l'unica ferita che sanguinava era quella del suo cuore.
Torn a pensare a Leila e scoppi di nuovo a piangere invocando il suo nome fra i singhiozzi. Un atteggiamento infantile per la creatura pi potente del mondo? Senz'altro, ma non poteva farci niente. Era stupenda e lo amava, ma ora...
Impieg qualche secondo per tornare alla realt. Era nudo - non aveva idea di quando avesse perso i vestiti - e si trovava al centro del cratere grande come uno stadio che aveva appena creato precipitando. Gli torn in mente il leader dei ribelli ed esclam: Insorta!. Con un balzo si port sulla sommit del cratere e lo chiam ancora. Intravide le sue vesti verdi in lontananza e subito si proiett verso di lui: la deviazione non era stata sufficiente per salvarlo dalla tremenda onda d'urto. Era mezzo sepolto dalla sabbia: solo gli stivali color smeraldo e un guanto della stessa tinta spuntavano, muovendosi appena. Bryan lo sollev delicatamente ricorrendo alla forza del pensiero e lo rimise in piedi.
Bryan..., sussurr l'Insorta con voce arrochita, poi port di scatto entrambe le mani al viso, per controllare che il passamontagna fosse ancora al proprio posto: nessuno poteva guardare in volto il capo della Comunit Ribelle.
Stai bene?, gli domand il ragazzo, dandogli un'occhiata generale: le vesti verdi che lo ricoprivano da capo a piedi erano macchiate di sangue, ma non sembrava cos mal ridotto.
L'Insorta annu e boccheggi: Kyl... c-c'era Kyl con me.... Toss. Siamo volati via... quando sei... atterrato.
Bryan si concentr per un istante e capt subito l'aura del ragazzo: senza nemmeno starci a pensare, lo teletrasport fra le proprie braccia. Un altro dei meravigliosi poteri del Talismano, disse con amarezza una vocina nella sua testa. Kyl aveva i vestiti laceri e quasi interamente ricoperti da macchie scure e ormai secche, cos come il viso, che se era riconoscibile era solo grazie ai capelli biondi e agli occhi azzurri... occhi spalancati che fissavano Bryan.
Stai bene?
S-s, balbett il ragazzo. E tu, Bryan?.
L'Erede non rispose, si limit a fissarlo. Kyl era stato il primo ribelle con cui fosse mai entrato in contatto: l'Insorta l'aveva mandato da lui apposta per convincerlo ad abbandonare la Baia e passare dalla parte della Comunit. Gli sembrava che fosse passata una vita da allora... e in un certo senso era davvero cos. All'inizio Kyl aveva cercato la sua amicizia soltanto per questioni strategiche e per cos dire politiche, ma alla fine erano diventati davvero amici. Era diventato anche amico di Leila... si era persino preso una cotta per lei.
Bryan?, mormor Kyl, ancora fra le sue braccia.
L'Erede lo ignor, ancora perso nei propri ricordi. Li aveva sorpresi a baciarsi, lui e Leila.
Br-ryan?.
Certo, aveva reagito strangolando quasi a morte Kyl e scagliando via la ragazza, correndo poi per ore e ore senza fermarsi, tuttavia avrebbe preferito vederli baciarsi ancora mille volte piuttosto che sapere Leila all'Inferno...
Bryan! Mi stai bruciando!.
Il ragazzo abbass lo sguardo e si accorse che le proprie braccia rilucevano di un'aura sfolgorante: il volto di Kyl era paonazzo e i suoi occhi erano colmi di paura. Accorgendosi che senza volerlo lo stava carbonizzando (gli giunse persino alle narici un leggero puzzo di carne bruciata), lo moll subito, lasciandolo cadere sulla sabbia e scrollandosi le braccia.
Scusa, borbott, passando lo sguardo da lui all'Insorta. I nuovi poteri..., inizi, ma la voce risuon strana alle sue stesse orecchie e strinse le labbra. Leila..., cominci ancora, ma lasci perdere e scosse la testa, mentre le lacrime tornavano a bruciargli gli occhi.
Lo so, Bryan, disse l'Insorta, avvicinandosi e cercando di appoggiargli una mano sulla spalla, ma lui si ritrasse di scatto.
Solitudine..., sussurr il ragazzo, chiudendo gli occhi e stringendosi il petto fra le braccia. Desidero... solitudine. Si sedette a gambe incrociate e si rannicchi il pi possibile. Per... pensare. Riapr gli occhi giusto il tempo di vedere il proprio corpo diventare traslucido, infine mormor: Vi prego, non cercatemi e svan.
... ...
L'Insorta e Kyl rimasero a lungo in silenzio a fissare il punto in cui Bryan era scomparso.
Andato..., borbott il ragazzo.
Perspicace.
Forse avremmo dovuto trattenerlo, prosegu Kyl, ignorando la frecciatina. La solitudine non gli far bene....
Trattenerlo?!, sbott l'Insorta. Ma se ti ha quasi bruciato senza nemmeno accorgersene....
Non mi ha fatto tanto male, si  fermato in tempo. Stava pensando a... Leila, sospir Kyl, con una nota d'intensa angoscia nella voce. Posso immaginare il suo tremendo dolore... Lei si  sacrificata per tutti noi, gettandosi davanti a Bryan per fargli scudo e prendendo in pieno il colpo mortale che Morpheus gli aveva scagliato contro.  la ragazza pi... coraggiosa che abbia mai conosciuto. Quando ho visto il suo corpo che veniva trascinato via.... Rabbrivid e chiuse gli occhi.
L'Insorta gli appoggi una mano sulla spalla.  una tragica perdita. Quando Bryan torner, dovremo stargli tutti accanto... Ma il suo non  l'unico lutto, aggiunse, scuotendo cupamente la testa. Tu ed io siamo gli unici ribelli sopravvissuti quaggi.
Kyl si accigli. Avete provato a cercare le aure degli altri qui intorno? Magari....
S,  la prima cosa che ho fatto appena ho recuperato i sensi... e ho trovato soltanto la tua. Eri mezzo sepolto. Ho avuto giusto il tempo di tirarti fuori prima che Bryan piombasse su di noi.
Kyl si sedette sulla sabbia e sospir. Una strage, come temevo. Durante la battaglia sono rimasto ferito, sono svenuto e quando mi sono risvegliato mi sono ritrovato in mezzo ai cadaveri dei miei compagni... Dio quanti corpi, quanto sangue! E poi vi ho visto sfrecciare in aria, Insorta, come se qualcuno vi avesse scaraventato via. Allora mi sono rialzato e sono corso verso di voi... Purtroppo non sono riuscito a trovarvi, ma ho continuato a cercarvi, tentando anche di localizzare la vostra energia mentale. Fece una pausa e cerc di inumidirsi le labbra, senza successo, poi riprese: Mi sono arrestato quando ho scorto che Morpheus aveva preso il Talismano.
Tutto sembrava perduto, finch Leila non si era sacrificata per salvare Bryan, che soltanto allora, nel dolore e nella furia, era riuscito a reclamare l'oggetto che gli spettava di diritto... Dopo essersi congiunto col Talismano, aveva massacrato Morpheus e poi, disperato per Leila, aveva innalzato una tremenda tempesta di sabbia.
 stato allora che l'ho sentito urlare. Non ho mai udito un grido cos terrificante: il mio cuore si  fermato, sul serio... Quindi devo essere svenuto e quando mi sono ripreso ho visto voi. Kyl s'interruppe e, colto da un pensiero improvviso, domand: Riuscite a contattare mentalmente un Tramite, perch ci riporti al Rifugio?
Mi auguro di s, se no temo che non sopravviveremo a lungo. L'Insorta chiuse gli occhi e si concentr. Dopo un minuto circa, annu e disse: Fra poco un Tramite verr a prenderci: gli ho dato le coordinate mentali.
Gli avete detto che Morpheus  morto?
S... a quest'ora la notizia star gi facendo il giro del Rifugio.
Speriamo che sia morto sul serio, mormor Kyl, cupo. S, s, l'ho visto sprofondare nel varco infernale, si affrett ad aggiungere, vedendo che l'Insorta stava per replicare. Ma stiamo parlando di Morpheus....
... ...
Come un'anima in pena, Julius si aggirava per il centro operativo che aveva ereditato dalla povera Giulia, una Dirigente recentemente assassinata dai ribelli. Era in costante contatto con le altre sedi della Baia sparse in giro per il mondo: nessuno, per, aveva novit. E l'attesa si faceva sempre pi snervante, logorante addirittura. Di tanto in tanto lanciava invocazioni telepatiche: Morpheus... Morpheus! Dove sei?. Tuttavia non otteneva risposta.
Ben presto sarebbe sorto un mondo nuovo, indubbiamente migliore. Niente pi guerre, n abusi, n corruzione, n disuguaglianze, n fame... Morpheus, sfruttando il Talismano per estendere il suo dominio sull'intero creato, avrebbe risolto ogni cosa. Per il fondatore della Baia, Julius lo sapeva bene, il potere non era un fine, ma un mezzo. Non si trattava di delirio d'onnipotenza, bens di sconfinato amore per la vita. Desiderava sobbarcarsi l'intero fardello dell'umanit (e non soltanto di essa), compiendo qualcosa che nessuno era mai stato in grado di fare.
Morpheus, non appena scoperto il nascondiglio del Talismano, si era messo in viaggio. L'Erede e i ribelli, per, erano sfuggiti al controllo della Baia (che in precedenza era riuscita a imprigionarli) e con ogni probabilit si erano gettati subito dopo al suo inseguimento.
Julius si era messo in contatto telepatico con Morpheus e non aveva avvertito alcuna preoccupazione in lui quando l'aveva messo al corrente degli ultimi eventi. Mandiamo una schiera di discepoli a proteggerti?, gli aveva domandato, apprensivo.
Ordina che i discepoli tornino nei loro rispettivi centri, ognuno alle proprie mansioni, aveva risposto Morpheus, lasciandolo basito. Non ho alcun dubbio: raggiunger il Talismano prima di Bryan... e allora ogni vostro intervento sar perfettamente inutile.
Cos Julius era tornato alla base, ma avrebbe dato qualsiasi cosa per trovarsi al fianco di Morpheus nel momento cruciale... per vederlo stringere in mano il Talismano, prima di fondersi con esso. Assistere all'evoluzione finale - al passaggio allo stadio ultimo - del mezzodemone lo avrebbe colmato di gioia e orgoglio.
Anche i discepoli erano frementi d'impazienza e non si erano dedicati ai propri compiti con la solita solerzia. Tutti si aspettavano l'improvvisa comparsa di Morpheus. E del Talismano.
All'improvviso c'era stato quel grido tremendo, testimone di una sofferenza sovrumana. Julius aveva avvertito il proprio cuore fermarsi, si era sentito trapanare il cervello da quell'urlo e aveva smesso di respirare. Opera del Talismano!: questo pensiero si era cristallizzato nella sua mente. Pi che il grido di una creatura, pareva il lamento di un pianeta.
L'istante successivo - o dopo mille istanti - il silenzio era tornato. Il cuore aveva ripreso a battere, i polmoni a gonfiarsi e svuotarsi, la mente a ragionare... Julius si era voltato per guardare i suoi sottoposti e aveva visto espressioni smarrite e spaventate.
Il Talismano... si  risvegliato, aveva sussurrato qualcuno.
Da allora l'impazienza era cresciuta in modo esponenziale. L'avvento di Morpheus pareva imminente.
Mentre Julius tentava per l'ennesima volta di contattarlo, tutto il suo corpo venne pervaso da un fastidioso formicolio: dalla nuca alla punta dei piedi. Ma che diav...?. Sollev una mano e vide le ossa attraverso la pelle. M-ma.... Guard il braccio e scorse tutti i fasci muscolari, poi scomparvero anch'essi e rimasero solo i nervi, i tendini e le ossa. Incredibilmente non provava dolore: si sentiva piuttosto come se qualcosa lo stesse risucchiando. Entrambe le braccia si dissolsero, poi fu il turno delle gambe e del bacino.
Infine, non rimase pi nulla di lui.
... ...
L'Insorta depose sul tavolo una bottiglia di vetro e moll un sonoro rutto. Poi, sorridendo sotto lo sporco passamontagna, intrecci le mani dietro la nuca e si distese contro lo schienale della sedia. Dopo il deserto, non c' nulla di meglio di una birra ghiacciata....
Signore, lo apostrof Kyl, seduto davanti a lui, al lato opposto del tavolo. Non  una birra ghiacciata... sono quattro birre ghiacciate, precis, indicando le altre bottiglie. Il suo era un tono di rimprovero, e nemmeno troppo velato.
L'Insorta imprec fra i denti, poi sbuff: Non hai niente di meglio da fare che stare qui a controllarmi il tasso alcolico?. Sollev una mano per fargli cenno di non rispondere.  da una vita che non bevo... e non si tratta mica di un superalcolico... e poi bisogna festeggiare la sconfitta di Morpheus. Accorgendosi dell'occhiata severa del ragazzo, sbuff ancora. Va bene, va bene, non bevo pi!, sbott. Ma non guardarmi cos.
Lo faccio per il vostro bene, Insorta. Kyl si volse verso la finestra della saletta da pranzo e sbirci fuori. I suoi genitori lo avevano accolto con lacrime d'orgoglio che luccicavano nei loro occhi e avevano salutato l'Insorta con profonda deferenza, anche maggiore del solito. A proposito, stanno iniziando i preparativi per il banchetto..., sospir, per onorare i caduti e festeggiare la sconfitta di Morpheus. Io, per, non mi sento molto in vena....
Nemmeno io, ammise l'Insorta. Sono preoccupato per Bryan: certo non potevamo trattenerlo, ma vorrei che fosse qua con noi.
Kyl si strinse nelle spalle. Anche io. Ma ha il Talismano, non corre pericoli.
Bryan non  solo l'Erede, ribatt l'Insorta,  anche un adolescente che ha subito un terribile lutto.  vero, nessuno pu minacciarlo... deve temere soltanto se stesso.
... ...
Bryan si trovava in quello che pareva un immenso cantiere abbandonato, ma che in realt era il camuffamento del centro operativo pi potente della Baia. Aveva gli occhi chiusi e stava focalizzando con la mente lo scenario della giornata precedente, quando lui e i suoi compagni si erano lasciati circondare e intrappolare da migliaia di discepoli.
Dopo aver lasciato Kyl e l'Insorta, aveva riflettuto in solitudine per un po'. Quando aveva esaurito le lacrime, si era teletrasportato l in modo istintivo (lui che non era mai stato in grado di teletrasportarsi!), senza soffermarsi poi a pensare alla facilit con cui l'aveva fatto. Non si era spostato come un Tramite: non aveva visto la realt intorno a s svanire, per poi ricomparire dopo essersi concentrato sul luogo da raggiungere. Non c'era stato alcun intervallo buio fra l'istante in cui era seduto nel deserto e quello successivo in cui si trovava davanti al centro operativo.
Riapr gli occhi e distinse intorno a s una miriade di bizzarre forme evanescenti che a poco a poco acquistavano concretezza. Vide migliaia di scheletri sparsi sulla strada e sui tetti e dietro le finestre degli edifici: agitavano le loro ossa e muovevano freneticamente i crani da un lato all'altro.
Non aveva mai fatto una cosa del genere ed era probabile che nessuno si fosse mai azzardato a evocare migliaia di creature in simultanea. Ma lui era l'Erede e, perlomeno secondo la leggenda, il suo potere non aveva confini.
Allora perch non sei in grado di riportare in vita Leila?, lo provoc una voce lugubre nella sua testa. I poteri dell'Erede sono o non sono illimitati?.
Gli occhi spuntarono nei bulbi oculari dei teschi, i polmoni tornarono nelle casse toraciche e cos gli altri organi. Gli scheletri indossarono rapidamente i loro muscoli rossastri, che nascosero il biancore delle ossa e che a loro volta vennero ricoperti dalla pelle. L'epitelio si diffuse a macchia d'olio sui loro corpi, poi fu il turno dei peli, dei capelli e delle unghie... e di molto altro, soprattutto per quanto riguardava i non umani. L'intera evocazione avvenne in una manciata di secondi.
Bryan osserv i discepoli, che ora avevano riacquistato persino le loro divise nere, e annu fra s e s, soddisfatto. Quasi senza accorgersene, accarezz il Talismano, che brillava incastonato nel suo petto. Era riuscito a evocare la Baia in pochi secondi: ci significava che l'organizzazione era totalmente alla sua merc.
I discepoli si guardavano intorno stralunati, senza riuscire a capire che cosa diavolo fosse successo. Il ragazzo rimase immobile a studiarli, in silenzio e con le braccia incrociate sul petto. Gli sembrava di trovarsi davanti a tanti, tantissimi topolini da laboratorio.
... ...
Julius continu a tastarsi finch non fu sicuro che tutti i pezzi fossero tornati a posto. Inizi poi a guardarsi intorno e vide gli altri discepoli, disorientati tanto quanto lui. Una qualche forza li aveva trascinati e radunati in un unico luogo. Morpheus!, fu il suo primo pensiero. Finalmente  tornato! E ora.... Si gir, seguendo gli sguardi di chi aveva vicino, e comprese che non era stato lui a riunirli. Scorse Bryan e la pietra - il Talismano! - che sfavillava, incastonata nel suo petto. Sent una voragine aprirsi nel proprio cuore: Morpheus aveva fallito.
Se avesse creduto in Dio, avrebbe bestemmiato contro di lui, rimproverandolo per quella somma ingiustizia. Perch quel ragazzino aveva ottenuto il Talismano praticamente senza fare nulla, mentre Morpheus, che aveva consacrato la propria vita alla sua ricerca, aveva perso?
Perch, perch, perch?!
Non  giusto, bisbigli, mentre lo sconforto, pompato dal cuore e trasportato dal sangue, dilagava nelle sue membra.
S che lo , invece, ribatt Bryan, facendolo trasalire. Io sono l'Erede.
Il ragazzo rimase con le braccia incrociate e lo sguardo fisso su Julius. Aveva sentito distintamente ci che aveva sussurrato, cos come ora poteva percepire i suoi pensieri e quelli di tutti i discepoli (Morpheus non ce l'ha fatta!, Siamo finiti!, I ribelli hanno vinto!... in questa e in molte altre lingue, il senso era sempre lo stesso). Avvert una tremenda disperazione in loro, ma non riusc a provare compassione. Leila era morta a causa di Morpheus, dunque a causa della Baia.
Avete perso, dichiar in tono pacato, sapendo che fin nelle ultime file sarebbero comunque riusciti a udirlo. Morpheus avrebbe potuto uccidermi non appena recuperato il Talismano... e se lo avesse fatto adesso ci sarebbe lui al mio posto. Sollev le mani oltre la testa e fece un lento giro su se stesso. Invece ha aspettato, e questo gli  stato fatale. Come vedete, sono riuscito a riscuotere la mia eredit. Batt due colpetti sulla leggendaria pietra e tacque per diversi secondi. Morpheus ha ucciso la mia amata Leila!, grid di punto in bianco e nel contempo il Talismano sfavill. Adesso io sono costretto a distruggere la sua amata Baia, concluse, con voce di nuovo calma.
Posso ucciderli in un istante, pens, continuando a scrutarli. Come li ho trasportati tutti qui, ora posso disintegrarli. Un guizzo della sua volont sarebbe stato sufficiente.
Gli tornarono in mente le parole di un suo compagno di addestramento, che un giorno gli aveva parlato dell'Erede del Talismano... non sapendo di avercelo davanti: Schioccando semplicemente le dita sar in grado di uccidere milioni di persone, aveva detto, ma d'altro canto sar anche capace di riportare in vita i morti. Bryan credeva che la prima parte della leggenda fosse vera, ma non la seconda, oppure adesso Leila sarebbe stata al suo fianco.
Non hai bisogno di eliminarci, disse qualcuno, distraendolo dai suoi ricordi. Sollev lo sguardo e vide Hector, forse il pi grasso fra i Dirigenti dell'organizzazione, che si stava facendo largo fra i discepoli per avvicinarglisi. Ora che hai il Talismano, la Baia non pu pi farti nulla. N a te, n alla Comunit.
Morpheus ha esitato, non mi ha ucciso subito, ribatt Bryan. E ha perso. Non voglio commettere il suo stesso errore.
Ma lui non era l'Erede.
No, non lo era, convenne il ragazzo, poi fece un cenno del capo ed Hector si sollev a qualche metro da terra. Non ho mai ucciso nessuno a sangue freddo, sussurr, facendo roteare lentamente il Dirigente su se stesso, forse dovrei prima esercitarmi su un singolo elemento.
Adesso percepiva il terrore che serpeggiava fra i discepoli: credevano che non si sarebbe limitato a ucciderli ma li avrebbe torturati, a uno a uno; credevano che ora fosse intenzionato a giocare; credevano che i suoi modi tranquilli celassero un terribile sadismo. Ma non era cos: Bryan, in effetti, non era in grado di provare rabbia nei loro confronti. La sua ira si era estinta quando aveva colpito Morpheus fino a staccargli il capo dal corpo. Il furore aveva bruciato intensamente il suo animo per pochi istanti, dopodich era rimasto solo il dolore.
Insultatemi!, grid. Non statevene l impalati a tremare!. Sent le lacrime bruciargli gli angoli degli occhi e sfior per l'ennesima volta il Talismano. Non me ne faccio niente della vostra paura!, grid ancora. Voglio il vostro odio! Oh, lo so che mi odiate: lasciatemi percepire la vostra avversione....
Ferm Hector, lasciandolo sospeso, e lo fiss. Io ti odio!, sbott il Dirigente. Le labbra flaccide si erano mosse e la voce era stata indubbiamente la sua, ma dall'espressione che gli distorceva il viso rubicondo era evidente che quello sfogo aveva sorpreso lui pi di tutti. Ciononostante continu: Tu non vali un millesimo di Morpheus: non saresti degno nemmeno di farti calpestare da lui. Aveva gli occhi sbarrati: era sconvolto dalle proprie parole. Lui avrebbe fatto del mondo un posto migliore, tu invece potrai solo peggiorarlo. Serr la mascella, come se volesse impedire alla voce di uscire, ma non riusc a bloccarsi: Non sei neppure riuscito a salvare la tua ragazza... come potresti salvare altre persone?
Silenzio!, intim Julius, in mezzo alla folla di discepoli. Sei impazzito, Hector? Stai zitto!.
Ma il Dirigente continu: Tu hai sempre saputo di non essere degno del Talismano. Sei solo un moccioso che si  trovato in mezzo a qualcosa di molto pi grande di lui. Scoppi a ridere, ma l'ilarit neanche sfiorava i suoi occhi. Tu, Erede del Talismano, vivrai in eterno... vivrai con la consapevolezza di non poterti mai ricongiungere con la tua amata. Perch la sua anima  all'Inferno, ormai!.
No!, grid Bryan, con le lacrime agli occhi. Innalz improvvisamente il Dirigente, finch non spar alla vista, dopodich lo fece precipitare sulla strada... e lo ferm a una spanna dall'asfalto, appena prima che si spiaccicasse. Cosa sto facendo?, si domand, liberando Hector dalla presa psichica e lasciando che cadesse, frastornato ma ancora vivo e vegeto. Sono io che gli ho fatto dire tutto quello che ha detto... Perch?. Fece una panoramica sull'esercito della Baia. Colpitemi!.
Seduta stante migliaia di mani s'innalzarono e da altrettanti palmi sgorgarono lasci luminosi dai mille colori. I fasci si fusero insieme, in aria, e generarono una folgore bianchissima, che vortic un attimo su se stessa prima di piombare addosso all'Erede.
Bryan l'attese a braccia aperte, senza creare n barriere n altro. Venne attraversato da una scarica energetica che avrebbe distrutto qualsiasi altra creatura e sent solo un leggero calore e un vago formicolio. Imprec e tuon: Pi forte! Colpitemi pi forte!.
Voleva che lo facessero arrabbiare. Voleva odiarli, per poterli distruggere.
Di nuovo le braccia si sollevarono e migliaia di raggi squarciarono l'aria, congiungendosi e precipitando addosso all'Erede. Questa volta Bryan si sent folgorare da un dolore immenso e fu certo che tutto il suo corpo avesse preso fuoco. Se muoio forse posso andare da Leila, fu l'unico pensiero che riusc a formulare.
Non vedeva n sentiva pi niente. Per un solo istante, nella sofferenza, si sent in pace con se stesso. Ma non dur.
Si ritrov disteso sull'asfalto, a braccia e gambe divaricate. Sollev un poco la testa e vide che il Talismano non si era spostato di un millimetro. Ho provato dolore perch volevo provarlo..., consider, affascinato dall'idea di avere un controllo completo anche sul proprio corpo. Ho potere di vita e di morte anche su me stesso? Il Talismano mi consentirebbe di suicidarmi?. Si rialz, osserv il proprio corpo nudo e not di non avere nemmeno un graffio. Torn a guardare i discepoli, immobili come statue, soffermandosi su uno che aveva una costituzione simile alla sua. Osserv un attimo la divisa che indossava e pens: La voglio. Aveva appena formulato il pensiero che l'agente si ritrov spogliato. Mi calza a pennello, comment, sfiorandosi la divisa che aveva appena rubato. Si guard le nuove scarpe che aveva ai piedi e si disse: Perch sto facendo tutte queste stronzate? Perch perdo tempo? Sono davvero un sadico che sta giocando con loro? Mi sto divertendo a sperimentare i miei nuovi... superpoteri?. Basta cos!, esclam e schiocc le dita.
I discepoli si sollevarono contemporaneamente, rimanendo a galleggiare oltre il tetto del pi alto edificio. Sembrano tanti palloncini gonfiati con l'elio, si trov a pensare Bryan. Ora non mi resta che farli scoppiare tutti quanti. Sapeva che uccidere i discepoli era la cosa pi saggia da fare: se per qualche misteriosa ragione avesse perso il Talismano, infatti, la Baia avrebbe senz'altro colto l'occasione per vendicarsi e distruggere la Comunit. Ora li elimino, poi disintegro fisicamente le sedi dell'organizzazione. Nulla della Baia deve restare in piedi.
I discepoli erano ancora sospesi. Un cenno sarebbe stato sufficiente per farli convergere tutti verso un unico punto: si sarebbero sfracellati, spappolati, mischiati... Non sarebbe rimasto altro che qualche metro cubo di una poltiglia densissima.
Devo farlo, si disse Bryan. Ho delle responsabilit, ora che ho il Talismano. Se perdessi i poteri, non sarei pi in grado di tenere sotto controllo la Baia. Focalizz l'immagine di un cubo di carne e ossa e gli venne il voltastomaco. Ma chi prendo in giro? Non posso fare una cosa del genere. La maggior parte di loro  animata da buone intenzioni. Lui stesso era entrato nella Baia per fare del bene. Non posso fare una cosa simile. Li deposit davanti a s, ognuno nella posizione in cui si trovava in precedenza: migliaia di sguardi spaventati si posarono su di lui.
Se Morpheus avesse mantenuto il Talismano, disse, avrebbe sterminato i ribelli dal primo all'ultimo. Sospir. Ma io non sono Morpheus, quindi vi lascer vivere. E consentir alla Baia di continuare a operare, a vigilare....
Alz una mano e rivolse il palmo verso l'edificio a lui pi vicino. Il parallelepipedo di cemento si sradic dal suolo, scoprendo le fondamenta, e vol a qualche centinaio di metri d'altezza. Bryan schiocc le dita e l'edificio esplose - non si deform n trem, ma scoppi in un istante - in minuscoli frammenti che riempirono il cielo, oscurando la luce del sole.
La polvere grigia ricopr ogni cosa; il ragazzo attese che si fosse depositata tutta prima di dire: Ricordatevi per che vi controllo, quindi non fate nulla che potrebbe anche solo minimamente contrariarmi: ovvero, non abusate dei vostri poteri, non uccidete, lasciate in pace i ribelli... e non opprimete i Sotterranei. In qualsiasi momento io posso sapere l'esatta ubicazione di ciascuno di voi, quello che fate, quello che pensate... e persino quello che non avete ancora pensato. Ricordatevelo. Si spolver la divisa e fece per andarsene, poi per gli sovvenne qualcos'altro: Ah, traducete quello che ho detto a chi non ha capito: non vorrei essere costretto a eliminare qualcuno a causa della disinformazione.
Si volse e fu nel deserto, al centro esatto del punto in cui Morpheus aveva spalancato il varco infernale che aveva inghiottito Leila. S'inginocchi e congiunse le mani. Ho appena risparmiato migliaia di vite. Tutte queste anime valgono quella di Leila?. Non aveva idea di chi fosse il suo interlocutore: forse Dio, forse il Diavolo o forse il Talismano. Ma aveva qualche importanza, dopotutto?
Apr la parte superiore della divisa e appoggi entrambe le mani sulla fredda pietra, percependo ogni singola sfaccettatura. Non appena essa divenne bollente, Bryan si chin in avanti e affond la faccia nella sabbia. Si abbass ancora, facendo sprofondare il collo, il busto, il bacino e infine le gambe e i piedi, inabissandosi completamente.
Quando il varco infernale si era sigillato, dopo aver inghiottito Morpheus, Bryan si era precipitato l e aveva cercato di riaprirlo, ma era stato tutto inutile. Nonostante il Talismano (e i suoi strepitosi, incredibili e prodigiosi poteri), non era riuscito a spalancare un'unica, maledetta voragine. Nemmeno una fessura, dannazione: allora a che serviva essere la creatura pi potente del mondo? Forse aveva fallito perch era troppo sconvolto e non era stato in grado di incanalare in modo appropriato la propria energia, e un ulteriore tentativo...
Adesso, comunque, sarebbe arrivato negli inferi senza bisogno di aprire alcun portale; ne era sicuro, o quasi. Si concentr e pens soltanto: Leila, sto arrivando.
Continu ad affondare, affondare, affondare...
Leila, amore mio.
Continu a sprofondare, sprofondare, sprofondare...
Leila, non ti abbandono.
Continu a inabissarsi, inabissarsi, inabissarsi...
Avvert di colpo un'immane fonte di energia, ma non si lasci incantare: sapeva che non si trattava dell'Inferno, purtroppo, bens del nucleo della Terra.
Mentre si trovava sepolto nella sabbia, prima di andare a evocare la Baia, Bryan aveva cercato di consolarsi pensando che Leila fosse soltanto morta... anzich dannata. Se il corpo di Leila fosse semplicemente scivolato nel varco infernale, Bryan avrebbe potuto convincersi che la sua anima fosse riuscita comunque a librarsi. Morpheus, invece, l'aveva uccisa con un solo colpo e poi aveva gettato il suo cadavere nella porta per l'Inferno e se l'aveva fatto c'era di sicuro un fine: doveva aver sfruttato i poteri del Talismano per condannare anche la sua anima, tenendola legata al corpo. Il mezzodemone non faceva mai nulla di superfluo, dunque non c'era altra spiegazione. Sarebbe stato ingenuo credere che ci fosse.
Bryan continu a scendere e la percezione di quell'energia incandescente divenne sempre pi chiara nella sua mente. Era immateriale, adesso, eppure non stava trattenendo il fiato (come aveva sempre dovuto fare per smaterializzarsi). Ma non stava nemmeno respirando: non ne aveva bisogno. Era il Talismano che faceva battere il suo cuore: forse, addirittura, il Talismano era diventato il suo cuore.
No, Leila  il mio cuore, si contraddisse.  per lei che vivo ancora: per poterla salvare.
Interruppe la propria discesa e subito dopo fu di nuovo sulla sabbia, seduto a gambe incrociate sotto il sole.
Suvvia, si disse, aprire un portale infernale non pu essere una cosa tanto complicata. Va bene, non  stato sufficiente fare un cerchio e saltarci dentro come Morpheus, per... Scommetto che ci sono tanti discepoli in grado di farlo.... Aveva appena formulato il pensiero che si trovava gi a frugare nelle menti degli agenti della Baia, pur rimanendo seduto nel deserto.
Trovato!, esclam dopo pochi secondi, balzando in piedi e iniziando a tracciare dei segni in aria. Sulla sabbia davanti a lui apparvero delle linee luminose che s'intrecciarono creando una sorta di arabesco, che in breve si apr in un vero e proprio varco. Funziona!, esult Bryan, sentendo i terrificanti lamenti dei dannati. Si sporse e osserv la voragine che scendeva e scendeva e scendeva... Leila, sto arrivando!.
Senza starci a pensare, vi salt dentro. Il varco si richiuse all'istante e lui si ritrov con i piedi sulla sabbia. Grid un'imprecazione e apr un altro portale, che reag nel medesimo modo non appena lui tent di oltrepassarlo. Ritent, questa volta inginocchiandosi e cercando di infilare solo una mano, ma il risultato non cambi.
Dannazione!, url e tir un calcio per terra, creando un'ondata di sabbia che s'infranse una cinquantina di metri pi in l.
Apr ancora una volta il varco infernale e, tendendo entrambe le mani verso di esso, senza tuttavia toccarlo, tent di evocare Leila come prima aveva fatto con la Baia al completo. Quando anche quel tentativo fall (non fu nemmeno in grado di percepirla), si sedette sospirando.
Forse Qualcuno - o Qualcosa - mi sta ancora mettendo alla prova, disse, rivolto al Talismano. Magari devo dimostrare di essere degno di te e del tuo potere. E, quando l'avr dimostrato, la via per la salvezza di Leila mi sar rivelata. Una scintilla di speranza si accese in lui mentre si alzava. Un'ultima prova, s, quella suprema. Non devo lasciarmi vincere dalla tristezza e dallo sconforto. Io sono l'Erede del Talismano. E come tale devo comportarmi.
... ...
Luca e Sybil erano amanti e convivevano. Convivevano nello stesso corpo.
Per questa ragione quando il ventre della donna si gonfi improvvisamente, fu Luca a provare il tremendo spasmo di dolore: come se una piccola bomba gli fosse appena esplosa nella pancia. Abbass lo sguardo, stralunato, e vide, attraverso il tessuto teso allo stremo della camicetta, che il ventre che era sempre stato piatto adesso era una montagnola di carne.
Non  possibile, bofonchi, portandosi entrambe le mani al ventre, e Bella sua testa echeggi la voce di Sybil: Oddio....
Un secondo spasmo indusse Luca a gemere, mentre la pancia raddoppiava di volume e tre bottoni della camicetta saltavano tutti insieme, scoprendo un ventre pallido, liscio... e tondo.
S-si muove, balbett Luca.
Lo vedo, rispose telepaticamente Sybil, la cui voce non era meno esterrefatta della sua. Sembra che... che nostro figlio....
Prima di perdere il proprio corpo ed essere proiettato come pura coscienza in quello della donna amata, Luca aveva messo Sybil incinta. In pratica, Luca si era trasformato in una donna (mentre la proprietaria del corpo era stata relegata nella mente)... ma pensava di non doversi preoccupare di questo ancora per parecchi mesi.
Un'altra fitta terribile.
Esploderemo..., biascic Luca, abbracciandosi la pancia e chiudendo gli occhi.
All'improvviso un'ondata di benessere si sprigion dal basso ventre, irradiandosi in tutto il corpo. Luca dischiuse gli occhi con cautela, come se temesse di poter richiamare il dolore al primo movimento brusco: la pancia aveva assunto le proporzioni di un'anguria, tuttavia non gli faceva pi male; e le vene, che erano balzate a fior di pelle, per via della tensione subitanea dei tessuti, stavano tornando invisibili.
Si sente male, signorina?.
Luca trasal, sollev di scatto lo sguardo e si trov a fissare un signore leggermente proteso in avanti, con un'aria preoccupata dipinta sul viso. Solo allora parve ricordarsi di trovarsi in mezzo al marciapiede. Fece una rapida panoramica sul capannello di persone che gli si era radunato intorno e si sforz di produrre un sorriso, raddrizzando la schiena e cercando inutilmente di coprire con la camicetta la pancia strabordante. Tutto bene, rispose, con una voce lieve che ancora faticava a percepire come propria. Solo un crampo, aggiunse.
Non sapeva se avessero assistito alla surreale espansione o se l'avessero semplicemente visto (vista) piegarsi in due per il dolore, ma non aveva intenzione di restare l a indagare. Mantenendo il sorriso teso sul volto, si affrett a fendere la folla, camminando a passo spedito senza voltarsi indietro. Non appena svolt l'angolo, il passo rapido si trasform in una corsa.
Calmati, Luca, calmati, esclam Sybil. Non vedi che si stanno girando tutti?.
Luca si guard intorno e ammise che aveva ragione: vedere quella che sembrava una donna al settimo mese di gravidanza correre a perdifiato non doveva essere una cosa da tutti i giorni. Rallent il passo e la sua corsa si trasform in un trotto.
Cosa ci sta...?, inizi Luca, ma non riusc a completare il pensiero che sopravvenne un'altra fitta, ancora peggiore delle precedenti. Non riusc a trattenere un grido e decine di occhi si puntarono sul ventre gravido che stringeva spasmodicamente fra le braccia. Dio, le costole!.
La gente cominci ad avvicinarsi e le stilettate di dolore aumentarono ancora. Luca cadde in ginocchio e si rannicchi intorno alla pancia enorme che ormai gli sfiorava i seni. Ud le voci concitate delle persone che si raggruppavano e lo stridore di freni delle auto che si fermavano.
Sta per partorire!, berci qualcuno. Presto, chiamate un'ambulanza!.
Le fitte non si placavano e la pancia continuava a ingigantirsi: sembrava quasi che la sua crescita fosse alimentata dalla morbosit della gente che continuava ad accorrere per vedere.
Luca..., la voce di Sybil giunse da molto lontano. Corri! Allontanati....
Luca apr gli occhi lacrimanti e scopr che met della sua visuale era oscurata dalla pancia. Sulla pelle tanto tesa da sembrare traslucida, le vene avevano formato una sinistra ragnatela e sembravano sul punto di scoppiare. Una serie di schiocchi annunci la rottura di diverse costole.
Stai gi, l'ambulanza sta arrivando.
Luca, per, ignor la rassicurazione e si drizz in piedi, aggrappandosi alle persone pi vicine.
Non si alzi, per carit! Rimanga gi!, esclam una donna di mezza et con gli occhi sgranati.
Luca ringhi un'imprecazione nella sua direzione, fece un passo traballante e dovette fermarsi per non cadere a peso morto. Le fitte non si erano ancora placate - anzi - e la pancia stava ribollendo come un vulcano pronto a eruttare. Chiuse gli occhi, prese fiato e grid: Andatevene via!. Pi che un grido, per, fu un vero e proprio ruggito. Diverse persone sbiancarono e quasi tutte si allontanarono un poco. Lasciatemi in pace!.
Un passo, un altro.
Allontanati pi che puoi, disse Sybil. Poi lasciami prendere il controllo del corpo.
Ci provo.... Appoggi la mano sulla spalla di un uomo che gli si era parato davanti e lo spinse bruscamente, mandandolo addosso agli altri curiosi assiepati. Gemette e si sforz per mettere a fuoco ci che aveva davanti: una folla enorme, almeno cento persone. Ci provo....
Un passo, un altro e un altro ancora.
Una mano lo prese delicatamente per un braccio. Luca si liber con un violento strattone, provoc un gridolino di sorpresa e forse dolore, e si butt in una corsa goffa e quasi disarticolata, a testa bassa. Spintonando tutti coloro che gli si paravano davanti, riusc a farsi largo attraverso la folla e continu a caracollare lungo il marciapiede.
Si sono rotte le acque!.
Luca ud il grido e guard in basso, ma non vide altro che il ventre giunonico teso allo spasmo, tuttavia percep un liquido che colava fra le sue cosce. Imprec e si sforz di aumentare il passo.
Ud la sirena di un'ambulanza in rapido avvicinamento.
Allontanati, Luca, allontanati! Oppure prendo il controllo e mi trasformo qui!.
Poi il dolore spar, di colpo. Come se qualcuno avesse chiuso i rubinetti della sofferenza. Per un paio di secondi ci fu una inebriante sensazione di ovattamento (e Luca sent che avrebbe potuto lasciarsi cadere l dove si trovava e addormentarsi tranquillamente), dopodich venne sostituita da un profondo e lucido benessere. Luca si sent rinvigorito e pieno di energia. La sua corsa divenne subito meno traballante e pi rapida. Volse lo sguardo e vide che la folla si stava rimpicciolendo rapidamente e pi si allontanava maggiore era la sensazione di rigenerazione. Forse, si trov a pensare, il figlio (o la figlia) che aveva nel grembo non apprezzava tutte quelle attenzioni.
L'ambulanza apparve proprio allora, a sirene spiegate.
Luca aument ancora il passo, nonostante il pesante fardello che aveva davanti e il sangue che continuava a colare fra le gambe. Per un momento pens di fermarsi, lasciarsi prendere dall'ambulanza e farsi portare all'ospedale, ma subito la voce minacciosa di Sybil rimbomb nella sua testa.
Non azzardarti!, ringhi. Sono io la madre. Voglio essere io a partorire.
Perch diavolo non siamo rimasti alla periferia di questa dannata citt?, si chiese Luca, gettando un'occhiata all'ambulanza che continuava a inseguirli, senza per riuscire a raggiungerli e nemmeno a guadagnare terreno. Per un attimo incroci lo sguardo dell'autista e colse tutto il suo sbigottimento, poi raddrizz il capo e... (Attento!, grid Sybil) si trov di fronte a una scolaresca delle elementari: perlomeno trenta bambini che lo fissavano a occhi sgranati. Correndo a quella velocit, li avrebbe travolti e scaraventati via e non aveva lo spazio sufficiente per rallentare e fermarsi, quindi spicc un poderoso balzo e li oltrepass tutti, atterrando dieci metri pi in l.
Presto, in quel vicolo, ordin Sybil. Hai gi dato abbastanza spettacolo.
Luca obbed e si tuff nella stradina che separava un tabaccaio da un bar mezzo vuoto. Il vicolo era in penombra e pareva quasi abbandonato: le porte che sfrecciavano da un lato e dall'altro non avevano l'aria di essere usate di frequente.
Stupidi, siamo stati stupidi!, disse Sybil.
Ma chi poteva immaginare che decidesse di... di crescere cos all'improvviso?.
La Baia potrebbe piombarci addosso da un momento all'altro.
Solo per una corsetta?, replic Luca, senza rallentare e lanciando uno sguardo allo scorcio della strada principale, ormai abbastanza lontana. Ok, una corsetta che nessuna donna umana avrebbe potuto fare... Ma la Baia avr ben altri pensieri adess.... Si blocc all'improvviso e torn indietro di alcuni metri, fermandosi davanti a un uscio socchiuso. Lanci un altro sguardo alla via da cui era venuto - ancora nessuno in vista - e si affrett a oltrepassare la soglia. Dalla poca luce che filtrava dall'esterno, si poteva intuire che si trattava di un piccolo magazzino. Ho pensato che fosse meglio non rimanere fuori durante il parto, spieg mentalmente. Certo, se vedono le tracce di sangue arrivano qui, ma forse visto che  poco illuminato....
Lasciami trasformare, adesso!, tagli corto Sybil. Voglio partorire io!.
Certo, Syb....
Ma non fece in tempo. Ci fu una contrazione spaventosa che lo fece crollare in ginocchio. Sta uscendo!, url, riuscendo appena a sdraiarsi sulla schiena, a pancia in su. Aiutamiiiiiih!.
Le gambe vennero spalancate con violenza e qualcosa si mosse fra esse. La testa.
Luca continuava a gridare, disperato: il dolore che aveva provato finora svaniva al confronto di questo. Si stava squarciando, si stava squarciando! Era troppo, troppo grande per uscire senza spaccare il suo corpo in due. Sybil gli stava parlando, ma non riusciva a udirla e in quel momento non le importava niente di lei.
Esisteva solo il dolore.
Un dolore al di l di ogni immaginazione... ed era uscita soltanto la testa.
Spingi, tesoro, spingi!.
Noooo!, grid Luca, piangendo, mentre le spalle della creatura che aveva in grembo cominciavano a premere contro la vulva squarciata. Nooo....
Pensava che quelle dannate spalle sarebbero rimaste incastrate l in eterno, invece a poco a poco scivolarono fuori. Poi, pian piano, fuoriusc anche il resto del corpo, intanto che la pancia si sgonfiava a vista d'occhio.
E infine fu tutto fuori: venne alla luce.
Luca, continuando a gemere senza nemmeno rendersene pi conto, si sollev sui gomiti e cerc con lo sguardo appannato il suo bambino. Il suo cuore manc un colpo: non c'era niente.
Poi concentr lo vista e individu una sagoma scura, appena appena visibile. Dapprima diede la colpa alla penombra del vicolo, ma in un secondo momento si rese conto che era quasi invisibile perch era completamente nero. Ed era completamente nero perch era ricoperto da una folta pelliccia scura come l'inchiostro.
Una pelliccia: suo figlio aveva la pelliccia. Luca non recep l'informazione con troppo stupore.
Due occhi gialli si spalancarono e lo fissarono, facendolo trasalire. Bench fosse senza dubbio ci che di pi lontano si potesse immaginare dallo sguardo di un neonato, c'era umanit in esso.
La creatura si raddrizz lentamente - e dopo diversi tentativi - sulle gambe pelose e traballanti, senza staccare gli occhi dalla madre. Era alto, molto alto... non c'era da stupirsi che la pancia di Luca fosse stata sul punto di scoppiare.
Ares..., mormor Luca, senza alcuna ragione. Non avevano ancora iniziato a pensare al nome del loro figlio, non sapevano nemmeno se sarebbe stato un maschio o una femmina... eppure era stato istintivo chiamarlo cos. Anche Sybil seppe subito che era un maschio e quello era il nome giusto. Ares..., ripet Luca, con infinita tenerezza, e mosse una mano verso di lui.
Ares sollev un braccio peloso e avanz di un passo traballante. Non appena i loro indici si sfiorarono, Luca venne pervaso da una sensazione di ovattamento e benessere simile a quelle che aveva provato prima: in un istante tutto il dolore scivol via, divenendo un ricordo lontano. Ebbe l'impressione che stesse crescendo ancora sotto i propri occhi, ma non avrebbe potuto giurarlo perch ormai il torpore dello svenimento stava calando sul suo sguardo.
Ares..., sussurr, lottando debolmente per rimanere sveglio. Nonostante l'intorpidimento, ebbe la presenza di spirito di chiudere la porta del magazzino con una scintilla di telecinesi.
Avvert ancora il corpo del figlio che si sdraiava con delicatezza sul suo ventre sgonfio e martoriato, poi sent la lingua che gli sfiorava i seni quasi con timore e infine le labbra che si stringevano intorno al suo capezzolo destro.
Luca svenne mentre Ares cominciava a poppare.
... ...
Nulla, buio.
Fame.
La fame stava guastando il suo piacere. Il piacere del sonno.
Ares sentiva qualcosa in basso, qualcosa che borbottava. Un rumore strano. Il suono della fame, forse. Non aveva idea se le due cose fossero collegate: non aveva proprio idee, in effetti. Sentiva solo la fame... il fastidio della fame che lottava contro il piacere del sonno.
Il piacere, quello era in grado di provarlo.
Il fastidio, anche questa era una sensazione non nuova al suo seppur giovane corpo.
La fame vinse il sonno e Ares apr gli occhi.
Il buio divenne meno buio. Non troppo, soltanto un po'. Poi, qualcosa emerse nel nulla del buio: qualcosa di familiare... il volto di sua madre. Rimase un po' a fissarlo e il volto rest immobile. Ricord vagamente che prima non era cos immobile, ma la fame torn a farsi sentire, imperiosa, prima che quell'abbozzo di pensiero potesse formarsi meglio nella sua coscienza.
Istintivamente si era nutrito la prima volta e di nuovo l'istinto guid la sua bocca sul seno. Non appena cominci a succhiare, una piacevole sensazione si diffuse in lui. Quando arriv il latte, la sensazione miglior ancora. Tuttavia la fame rest... forse aument persino.
Un rumore, un rumore dietro.
Ares, per, continu a poppare. Il suo istinto gli diceva che doveva fare cos per scacciare il fastidio della fame.
Un altro suono, dietro, un po' pi forte. Ma non lo distolse dal pasto.
Poi arriv la luce... e questa s che lo infastid. Continu a poppare, ma strinse gli occhi e contrasse i muscoli. Forse era un fastidio anche peggiore della fame, o forse la fame iniziava a diminuire.
Altri suoni, ancora pi forti. Sempre dietro.
Mosse un po' la testa, in direzione dei rumori, ma non volle staccarsi dal seno e allora non riusc a vedere quasi niente. Intercett solo una sagoma con la coda dell'occhio. Speriment forse per la prima volta la curiosit... ma non era forte come il desiderio di mandare via la fame. Non ancora, perlomeno.
Poi ci fu un altro suono... un suono diverso da tutti quelli che aveva udito finora. Anzi, no: sua madre aveva prodotto qualcosa di simile.
L'abbiamo trovata!.
Ares, incuriosito, smise di poppare e rimase in ascolto. Adesso la curiosit era forte, ma ancora non abbastanza da indurre le sue labbra ad abbandonare il seno caldo.
Altri rumori, ma del primo tipo.
Poi di nuovo quel suono: Venite! Presto, venite!. Non aveva idea di cosa significasse, non sapeva neppure che potesse significare qualcosa, tuttavia quel tipo di rumore non lo infastidiva ma gli piaceva.
Fate prest... Cristo santo!.
Forse un po' troppo forte, ma gli piaceva.
Ommioddio! Ma cosa diavolo  quella cosa?.
Stacc la bocca dal seno e gir la testa per guardare indietro: la curiosit aveva avuto il sopravvento.
Oh, cazzo! State attenti!.
Ares vide una grande sagoma. No, diverse grandi sagome. Erano le sagome a produrre i suoni? Le sagome somigliavano a sua madre? Questi due interrogativi sorsero a livello embrionale nella sua mente, ma vennero subito spazzate via da qualcosa che non aveva mai provato: dolore.
Non era come il fastidio, era molto peggio. Molto, molto peggio.
Qualcosa si mosse, colp Ares e arriv il dolore. Dolore! Dolore che rovesci tutto il suo mondo, lo mise sottosopra: perse il contatto con il corpo della madre e si ritrov nel vuoto. Poi sbatt contro qualcosa di duro e freddo e prov altro dolore.
L'ho colpito, l'ho colpito!.
Cristo, si stava mangiando quella donna!.
La fame e la curiosit erano scomparse: adesso rimaneva solo il dolore. Ares si mosse, cerc di sollevarsi e ricadde gi.
Attenti, quella cosa  ancora viva!.
Adesso questi suoni non sembravano pi tanto piacevoli.
Colpiscila, colpiscila! Dio,  orribile!.
Il dolore stava svanendo. Ares cerc ancora di alzarsi. Istintivamente era riuscito ad alzarsi appena nato, senza neppure avere coscienza delle proprie gambe. Ce la fece di nuovo.
Ma che diavolo ?
S-si... si  alzato in piedi! Dio, si  alzato in piedi!.
Ares si volse adagio e fiss le creature che aveva davanti. Adesso che il dolore era andato, iniziava a provare una nuova sensazione: la paura... paura che il dolore tornasse di nuovo. Si volse un momento a guardare la madre, che era ancora immobile, poi torn a scrutare in avanti: non era pi molto sicuro che quelle creature le somigliassero.
La sua mente aveva gi associato quelle sagome al dolore.
La paura continuava a crescere, provocandogli un nuovo fastidio: faceva fatica a respirare, adesso. Nel contempo inizi a percepire qualcos'altro: la paura delle creature che aveva davanti.
Anche loro avevano paura. E Ares poteva sentire l'odore di questa paura. Non era affatto un odore piacevole. Sua madre aveva un odore piacevole... questo, invece, non lo era davvero.
Subito dopo ud anche il suono della paura: Ahhhhh!.
Ares sent tutto il proprio corpo che si irrigidiva e i peli che si drizzavano. La sua paura crebbe di colpo ed emise a sua volta quel verso: Ahhhhh!.
Il suono prodotto da quelle creature s'intensific ancora per qualche istante, poi le sagome si allontanarono rapide nella direzione in cui la luce era pi forte e pi fastidiosa. Ares osserv per mezzo secondo i loro movimenti, spaventato e incuriosito al tempo stesso, e senza smettere di gridare le imit.
Ci insegue, ci insegue!.
Merda!.
Un piede davanti all'altro, un piede davanti all'altro... come le creature. I primi passi furono traballanti e rischi pi volte di cadere, ma nel giro di una manciata di secondi divenne sempre pi stabile e veloce. La camminata si trasform in un trotto e il trotto in una corsa. Riemp i polmoni e ricominci a produrre il suono della paura: Ahhhh!.
Anche quelle creature avevano paura. Paura del dolore. Scappavano dal dolore. Cos voleva fare anche lui: non voleva pi sentire il dolore.
Adesso non aveva pi dolore, n fame, n fastidio... ma continuava ad avere paura.
Aiuto, aiuto!  qua!.
Ares raggiunse le creature che correvano e le super senza degnarle di uno sguardo: continuava a fissare davanti a s. Poco dopo ci fu un'esplosione di luce che gli fer gli occhi, provocandogli un intenso fastidio. Inciamp e cadde, sperimentando altro dolore, anche se in grado minore. Rimase immobile finch i suoi occhi non si furono abituati alla violenta luce, poi si alz in piedi e si guard intorno. Era un posto grande, aperto, spaventoso... C'erano un sacco di cose che si muovevano, un sacco di rumori, di colori, di versi, di grida...
Chiuse gli occhi e torn il buio e la paura diminu un poco. Ma i rumori... i rumori c'erano ancora, ed erano terrificanti, e l'odore della paura delle tantissime creature che aveva intorno era troppo forte.
Riapr gli occhi e la luce - i colori - le cose - tutto quanto torn ad aggredirlo. Emise un grido pi potente dei precedenti e riprese a correre. L'istinto gli diceva di correre: questo era l'unico modo di scappare al dolore.
Cos corse, corse, corse...
Luca si svegli bruscamente, avvertendo una vaga inquietudine che non si seppe spiegare. Sybil, invece, cap subito cosa non andava e strill nella sua testa: Ares!  sparito!.
Cosa?, borbott Luca, sollevandosi a sedere e grattandosi il ventre. Si guard intorno e di colpo divenne vigile. Dov'?
La Baia!, esclam Sybil, inorridita.
Luca balz in piedi e il suo sguardo venne attratto dalla porta spalancata. Era sicuro di averla chiusa prima di perdere i sensi e non poteva essere stato Ares a riaprirla... oppure s? Se si fosse trattato della Baia, avrebbero preso anche noi... Forse quelli dell'ambulanza che ci stava inseguendo....
Zitto, percepisco qualcosa!.
Cosa?
Shhh! Lasciami il controllo!.
D'accordo, disse Luca, lanciando uno sguardo alla piastrina argentea posata nell'incavo dei seni. Quello era l'amuleto, e non se lo toglieva mai dal collo.
In un istante il suo corpo s'ingigant e si ricopr di peli. Le mani e i piedi si trasformarono in enormi zampe dotate di artigli affilatissimi. La lunga chioma si ritrasse verso la testa, che nel contempo cominci a mutare forma. Il viso si allung fino a diventare un muso felino. Fra i glutei ormai pelosi, infine, spunt una lunga coda.
Quando ricadde avanti a quattro zampe, la donna si era tramutata in tutto e per tutto in una grande pantera nera. Questo perch Sybil apparteneva alla Famiglia delle Pantere, una setta di sicari in grado di trasformarsi grazie a un patto diabolico e ad amuleti come quello che aveva al collo. Luca l'aveva saputo fin da subito, ma non aveva potuto far a meno di innamorarsi... e dal loro amore era nato un ibrido met umano e met felino. Che adesso era sparito chiss dove.
Lo percepisco! esclam Sybil, inclinando la testa di lato come se ascoltasse un suono lontano (quando era nella sua forma animale, lei prendeva possesso del corpo e Luca veniva relegato a vocina della coscienza). Lo percepisco bene, adesso! Non l'ha catturato nessuno:  libero e sta correndo....
Sta scappando?, volle sapere Luca.
S, no.... Emise un ringhio cupo. Non ne sono sicura, non riesco a capirlo bene... Sembra che stia correndo verso una meta, ma non capisco quale possa essere....
Io non percepisco nulla, se non di riflesso, sospir Luca. Riesci a localizzarlo?.
Sybil rimase ancora qualche secondo concentrata, poi si gett attraverso la soglia e rispose: S, ma dobbiamo sbrigarci. Percorse il vicolo, adesso completamente buio poich nel frattempo era scesa la notte, in pochi balzi. Quel cucciolo corre come il vento.
2 G.d.M.
Che bel pezzo d'elfa!, esclam Blango, facendosi guizzare la lingua fra le labbra bitorzolute. Non potevo sperare in nulla di meglio per l'interrogatorio. Sghignazz senza staccare le tre paia d'occhi dalla nuova arrivata, che se ne stava ritta e immobile sotto una delle lampade che pendevano dal soffitto. Non vorranno mica farti aprire quelle tenere gambette per costringermi a confessare, vero? Non ho nulla da confessare: sono innocente!.
Blango era stato arrestato tre giorni prima durante un blitz dei Sorveglianti, nel bel mezzo di un festino a base di droghe magiche illegali, sesso illecito e pozioni proibite. Ma l'uso e la detenzione di sostanze vietate erano soltanto pretesti per metterlo dentro, in realt c'era ben altro: gestiva infatti un fiorente racket di Permessi di Superficie non autorizzati. C'erano parecchi Sotterranei disposti a sborsare delle enormi somme per potersi trasferire nel mondo degli umani; la maggior parte di loro sperava di poter iniziare lass una nuova vita.
Sono stato incastrato!, protest Blango con veemenza. Mi hanno invitato alla festa per questo motivo.... Sollev i pugni, ammanettati da legacci luminescenti, e li sbatt con forza sul tavolo davanti a s. Voglio il mio avvocato!.
La Sorvegliante avanz in silenzio, fermandosi al lato opposto del tavolo. Indossava la divisa d'ordinanza color rubino e i guanti della medesima tinta. Il suo viso era un ovale perfetto su cui risaltavano le labbra carnose, leggermente inclinate in un modo che pareva ammiccante, e gli occhi chiarissimi, di ghiaccio; ai lati del volto spiccavano le due lunghe orecchie appuntite che avevano solleticato la fantasia del carcerato.
Allora, mia piccola elfa, la schern Blango, come la mettiamo?.
Con un movimento fulmineo, la Sorvegliante abbass la cerniera lampo fin quasi all'altezza della vita e infil la mano in una tasca interna, estraendo un oggetto metallico che sbatt all'angolo del tavolo. Si trattava di una piccola clessidra di ferro e plastica: la sabbia rosa contenuta nell'ampolla superiore cominci subito a riversarsi in quella sottostante.
Dura trenta minuti, lo inform con voce melodiosa, sporgendosi sul tavolo in modo provocante e lasciando che i seni occhieggiassero dall'apertura della divisa. Entro mezz'ora tu mi dirai quello che voglio sapere, ovvero dove nascondi la tua stampante di Permessi fasulli.
Non ho la minima idea di che cosa tu stia parlando, ribatt Blango. Con perlomeno quattro dei suoi occhi stava sbirciando nel sinuoso dcollet. Pensavo di essere stato arrestato per via di qualche psico-lucciola di troppo....
La Sorvegliante si sporse ancora di pi verso il detenuto, passandosi lascivamente la lingua fra le labbra. Mezz'ora, ripet, e tu rivelerai tutto alla tua piccola elfa monella....
Blango scoppi a ridere e si rivolse alla telecamera che se ne stava immobile e silenziosa in un angolo del soffitto. Pensate che una prostituta sia sufficiente? lo ho abbastanza soldi da pagarne quante ne voglio!.
Suvvia, tesoro, non essere cos scontroso, continu lei, sempre pi languida nel tono e nello sguardo. Si rialz piano, inarcandosi in modo voluttuoso, e fece il giro del tavolo, sedendosi sull'angolo pi vicino al carcerato e accavallando le gambe. Onestamente, a me non frega nulla dei tuoi traffici, ma ai miei capi s. E loro se la prendono con me, capisci? Vogliono che io ti sprema.... Sollev un piede e lo adagi sul ginocchio di Blango. Non potremmo fare un piccolo accordo, noi due?. Sorrise e il detenuto, suo malgrado, si sent avvampare. Che ne dici, tesoro?. Fece scorrere il piede fino all'inguine del prigioniero, soffermandosi e premendo con delicatezza. Tu mi dici quello che i miei capi vogliono sapere e io, in cambio, ti do qualcosa che ora inizi appena a desiderare e che fra dieci minuti ti far impazzire di bramosia....
Blango fremette sentendo il tocco del piede di lei. Sono davvero degli idioti, pens, se credono che uno spettacolino os sia sufficiente per farmi rivelare il nascondiglio.... D'altro canto, l'idea di divertirsi un po' con quel pezzo d'elfa non gli dispiaceva affatto; di sicuro avrebbe tentato qualche trucco psichico, ma sapeva di possedere una mente molto forte (avevano gi cercato, invano, d'indurlo a parlare somministrandogli del siero della verit e persino ipnotizzandolo) e non se ne preoccupava.
Va bene, dolcezza, grugn, mangiandosela con gli occhi. La pressione intorno all'inguine aument un poco. Fammi contento e poi vedr di collaborare.
La donna appoggi un dito sulle proprie labbra, lo fece scivolare sul mento, sul collo e infine lo port ad accarezzare i seni. Prometti che mi rivelerai il tuo nascondiglio?
Come ho gi detto, non ho nessun nascondiglio.... La Sorvegliante si chin verso di lui, appoggiando quasi il proprio petto contro la sua bocca e ritraendosi all'ultimo. Per mi sforzer di ricordare qualcosa in pi..., aggiunse Blango.
Bravo bambino, cinguett la Sotterranea, abbassandosi nuovamente. Questa volta gli concesse di sfiorarle il seno con la lingua prima di arretrare. Non avere fretta, gli mormor all'orecchio. Si alz in piedi, si piazz davanti (quasi addosso) al detenuto e, rivolgendogli la schiena, si pieg di novanta gradi, appoggiando entrambi i gomiti al tavolo. Quindi cominci a flettersi, facendo oscillare il bacino avanti e indietro: i pantaloni della divisa, all'altezza dei glutei, sembravano sul punto di scoppiare. Ti piaccio?, ansim, osservandolo da sopra la spalla.
Oh s!, esclam Blango. Sollev le mani legate e sfior il fondoschiena della donna. Se avessi saputo di te, mi sarei fatto arrestare gi da tempo....
Me lo dicono spesso, rispose lei, continuando a dondolare i fianchi. Molto spesso.
Toglimi le manette. Il Sotterraneo era sempre pi eccitato. Ti prometto che sar bravo....
La Sorvegliante si volse sorridendo e si sedette a cavalcioni sulle sue gambe. Ma cos  pi divertente, flaut e cominci a strofinarsi su di lui. Anzi.... Estrasse una piccola chiave dalla tasca interna, la infil nella serratura delle manette e gli liber i polsi. Con le braccia dietro la schiena  ancora pi sensuale. Mise tanta volutt nell'ultima parola che Blango ebbe l'impressione di sciogliersi e si lasci riammanettare senza opporre alcuna resistenza. Che bravo bambino....
Il prigioniero era sempre pi ammaliato dalla Sorvegliante. Sapeva di doversi mantenere vigile per evitare ogni possibile tranello, eppure si sentiva gi fremere di desiderio e temeva che sarebbe impazzito se non l'avesse posseduta al pi presto. Era vero, aveva tutte le femmine che voleva (che poteva pagare), ma nessuna reggeva al confronto: impallidivano al cospetto di quella creatura perfetta, seducente, stregante. Peccato che sia una Sorvegliante....
Allora, sussurr lei, sfiorandogli l'orecchio con la lingua, dov' il nascondiglio?
Quale... nascondiglio?, gemette lui.
C' ancora tempo, tesoro.
S-s, c' tempo.... Fremette quando lei si alz. Dove vai?, le domand, con una voce che era una via di mezzo fra un rantolo e un ringhio.
Shhh, lo zitt lei, appoggiandogli un dito sulle labbra. Gli sbotton i pantaloni e gli infil la mano sotto le mutande, incominciando a muoverla con estrema dolcezza. Tesoro mio.... Lo baci sul collo, risalendo poi con la lingua fino all'orecchio.
Blango si sentiva sul punto di scoppiare: moriva dalla voglia di toccarla, stringerla, palparla... In quel momento, avrebbe rinunciato al traffico di Permessi se avesse potuto averla tutta per s. Ciononostante, quando lei gli chiese per l'ennesima volta dove si trovasse la stampante, rispose scuotendo il capo e gemendo.
All'improvviso la mano della Sorvegliante si strinse con violenza e cominci a torcere ci che conteneva. Il prigioniero sgran gli occhi, che si riempirono quasi istantaneamente di lacrime, spalanc la bocca ed emise uno strillo acutissimo, inarticolato. Lei continu a stringere, insensibile ai suoi strepiti.
Tesoro, gli sibil all'orecchio. Qualcosa non va? Ti vedo un po' pallido... Vuoi che smetta?.
Il detenuto volse un poco la testa e, boccheggiando, le lanci sguardi stralunati e annacquati dalle lacrime di dolore e di incredulit. Soffriva come se il suo basso ventre avesse preso fuoco. Tacque per un istante, inspir appena e ricominci a gridare. La mente di Blango si era ormai spenta e tutto il suo essere si era concentrato fra le gambe. Ora me lo stacca: non riusciva a pensare ad altro.
Innanzitutto, brutto sacco di merda, io non sono un'elfa, sibil ancora la Sorvegliante, la cui voce aveva subito una radicale trasformazione: non era rimasta alcuna traccia del tono melodioso di poco prima. So dove vivi, conosco la tua famiglia.... Continu a torcere, aumentando la pressione. E sai come mi divertir?. Allent per un secondo la stretta, ma soltanto per poi accanirsi con crudelt ancora maggiore. Ora te lo staccher, pi tardi andr dai tuoi figlioletti, cos dicendo snocciol con disinvoltura e con una punta di tenerezza quattro nomi, e staccher anche i loro, ma solo dopo aver giocato per un bel po'.... Gli mordicchi il lobo dell'orecchio. Che ne dici, non ti sembra divertente?
N-no, no..., singhiozz Blango, cercando debolmente di divincolarsi. Dopo ogni movimento, per, la morsa ferrea della donna s'intensificava. Il suo volto era stravolto dal dolore e fradicio di lacrime. No, no, no....
Conter fino a tre, disse la Sorvegliante, il cui tono era tornato all'improvviso pieno di dolcezza. Al tre ti ritroverai evirato e avrai segnato il destino dei tuoi figli....
Il detenuto apr la bocca ed emise un gorgoglio.
Uno.
Blango, con gli occhi strabuzzati e la bava alla bocca, tent disperatamente di parlare, ma la voce non ne voleva sapere di uscire dalla sua gola.
Due. Il sorriso della Sotterranea era pi affilato di un rasoio.
Parlo, parlo, parlo!, pens il carcerato, ma emise solo suoni inarticolati.
Tre....
Parlo!, berci Blango, riuscendo a far emergere la voce quando ormai era troppo tardi. Sapeva che ora lei glielo avrebbe strappato e glielo avrebbe fatto penzolare, inerte, davanti agli occhi.
Va bene, ti ascolto, disse invece lei e lo liber dalla stretta; poi gli sistem le mutande e gli riabbotton i pantaloni. Premette un pulsante posto al centro del tavolo e la telecamera sul soffitto si attiv, iniziando a ronzare.
Il detenuto fiss incredulo la Sorvegliante, poi le sue labbra cominciarono a tremolare e infine scoppi in lacrime come un bambino. Dopodich, balbettando di sollievo e di vergogna, le rivel il luogo in cui era nascosta la sua preziosa stampante di Permessi di Superficie.
La donna ascolt con attenzione, poi recuper la clessidra dal tavolo: il serbatoio superiore non si era ancora svuotato del tutto. Siamo stati bravi!, esclam. Abbiamo risolto la faccenda persino con un pizzico di anticipo. Cos dicendo, si allontan e ridacchi: Suvvia, non piangere. Poteva andarti molto peggio.
Blango incass la testa nelle spalle e continu a piangere. Se l'era pure fatta addosso.
Il mio nome  Olimpia, fu l'ultima cosa che ud. Riga dritto, altrimenti lo sentirai di nuovo. Te lo sussurrer all'orecchio. E poi sar troppo tardi per redimersi: io non concedo seconde possibilit.
... ...
Olimpia richiuse dietro di s la porta della stanza degli interrogatori e, dopo aver sollevato la cerniera della divisa, si sfil entrambi i guanti, lasciandoli cadere nella vaschetta sterilizzatrice che aveva fatto installare sul muro.
Raggiunse un Sotterraneo seduto davanti a un computer a schermo piatto. Sul monitor si vedeva il truffatore dei Permessi, che non aveva ancora smesso di frignare. Un'altra vittoria per Olimpia, disse, ruotando la sedia e trovandosi a faccia a faccia con un bell'uomo dalla mascella muscolosa e dallo sguardo vivace. Hai sentito la confessione, Ren?
Hai il tocco magico per farli cantare, rispose il Sorvegliante, poi le strinse un braccio dietro la schiena e la tir gi, scoccandole un intenso bacio. Comincio quasi ad aver paura di te, capo....
Olimpia gli mordicchi le labbra, poi rise. Ormai  troppo tardi per te: la tua anima mi appartiene.
Ren la baci ancora, sfiorandole con dolcezza la lingua. Sono perduto, allora. Senza smettere di sorridere, torn a volgersi verso il computer e cominci a battere sulla sottile tastiera. Ho gi inviato i dati alla squadra operativa: un quarto d'ora e metteranno le mani sulla stampante.
Ottimo, comment la Sorvegliante, dandogli un affettuoso scappellotto sul collo. Io ora torno a casa. Anche per oggi ho contribuito alla salvaguardia della Citt del Giorno. Si chin su di lui e mormor: Ci vediamo stasera. Ren si volse e la baci con trasporto.
Olimpia si risollev e fece una rapida panoramica della sala computer: i Sorveglianti si affrettarono ad abbassare gli occhi sui monitor, fingendosi molto indaffarati. Sogghignando, ispir a pieni polmoni: sentiva quasi l'odore della loro eccitazione... e della paura che tutti quanti provavano nei suoi confronti.
Usc dalla sala, sentendo le occhiate timorose dei sottoposti puntarsi sulla sua schiena, e si diresse a passo deciso verso l'ufficio del responsabile del Carcere del Non Ritorno. Godeva immensamente nel suscitare soggezione, desiderio e terrore. Bench fosse giovanissima - aveva compiuto da poco venticinque anni - non esisteva nel penitenziario una donna pi temuta di lei. La facilit con cui aveva sbriciolato la volont di quel criminale l'aveva elettrizzata: prima l'aveva indotto ad abbassare le difese emotive e mentali, poi lo aveva colpito senza piet. Spalanc la porta dell'ufficio, entr e la richiuse dietro di s. And a sedersi dietro la pesante scrivania metallica e appoggi le gambe, accavallate, su di essa. Incroci le braccia dietro la nuca e si lasci andare contro lo schienale della poltrona.
Olimpia era la pi giovane responsabile carceraria che i Sotterranei avessero mai avuto. Aveva fatto strada in modo fulmineo, grazie alle sue strabilianti doti: bellezza, fascino e spietatezza. Agiva sul testosterone come un detonatore e non aveva mai trovato nessuno in grado di resisterle. I suoi sottoposti la desideravano smodatamente, nessuno escluso, ma allo stesso tempo la temevano.
Girava voce che avesse indotto al suicidio una dozzina di Sotterranei... fra cui il precedente responsabile del carcere.
... ...
Bryan si trovava ancora nel deserto. Era rimasto a lungo immobile, cercando di comprendere i propri poteri e giungendo alla conclusione che, per poter liberare Leila dalla dannazione eterna, si sarebbe dovuto trasformare in un eroe. Un vero eroe.
Se lass esiste un Dio che mi ha fatto diventare l'Erede, si diceva, quando vedr il mio grande impegno per salvare il prossimo, mi conceder anche di salvare Leila.
Non gli sembrava una cattiva idea. Finora aveva usato le proprie capacit o per aiutare la Baia o per aiutare la Comunit; prima aveva combattuto per una fazione, ignaro di tutto (o quasi), poi per l'altra. Non sentiva di aver mai fatto nulla di veramente eroico: neanche quando aveva ucciso Morpheus. L'aveva eliminato spinto dall'ira, dall'odio, dal desiderio di vendetta... e in questi sentimenti era impossibile scorgere eroismo.
Si rialz e, nonostante avesse mantenuto per ore la stessa posizione, non aveva affatto le gambe anchilosate. Non aveva n sete n fame. Si sentiva pronto per diventare un eroe.
Non sarebbe ricorso al superudito per captare le richieste d'aiuto, ma avrebbe dilatato al massimo le proprie percezioni, estendendole su tutta la superficie terrestre. Con la massima calma e precisione avrebbe localizzato i pericoli immediati e poi, rallentando il tempo (Sono l'Erede, posso farlo... giusto?), avrebbe risolto ogni cosa, salvando centinaia di vite.
Batt un leggero colpetto sul Talismano. Sei pronto?, gli domand. La pietra sfavill per un istante e lui la interpret come una risposta affermativa. Allora si parte.
Chiuse gli occhi e ampli a dismisura i propri orizzonti percettivi. La sua mente venne invasa da cos tanti dati che se si fosse trattato di un semplice umano non sarebbe sopravvissuto. Non si lasci cogliere dal panico: come se la sua psiche si fosse frazionata in tante piccole menti comunicanti fra loro, mise contemporaneamente a fuoco centinaia di scene che richiedevano un salvataggio urgente.
Vide...
...un ragazzo che attraversa di corsa la strada, senza guardare da una parte n dall'altra, per raggiungere un amico sul marciapiede opposto; verr investito. Un uomo che si rifiuta di consegnare il portafoglio a un ladro; verr pugnalato e morir dissanguato. Un bambino che inghiotte un pezzo delle sue costruzioni colorate; soffocher prima che i genitori se ne accorgano.
Vide ancora, simultaneamente...
...un soldato che scruta una donna perch si  avvicinata al posto di controllo con fare sospetto; temendo che voglia farsi esplodere, le sparer. Un poliziotto punta la pistola contro un criminale; sbaglier mira e centrer una donna. Un vecchio dorme sulla poltrona con la sigaretta accesa che gli penzola fra le labbra; la sigaretta cadr e lui morir bruciato.
E ancora...
...una donna che fa il bagno al proprio neonato, che strilla e si dimena; una crisi di depressione post-parto la indurr ad affogarlo. Un appartamento che si  saturato di gas; una ragazza aprir la porta, accender la luce e salter in aria. Uno scuolabus che sbanda sulla strada ghiacciata ed esce di strada; si schianter quaranta metri pi in basso.
Questo non fu altro che una minima parte di ci che vide in un istante, eppure non si lasci spaventare. Sapeva che l'Erede del Talismano avrebbe potuto salvare tutti quanti.
Senza chiedersene la ragione, decise che per prima cosa avrebbe raggiunto un bambino di nove anni che stava per pestare una mina. Tempo di fare questa scelta e si trovava gi l, di fronte a quella che sembrava una piccola statua del museo delle cere: il movimento era quasi impercettibile. Bryan s'inginocchi, scav un poco, port alla luce la mina e la dissolse appoggiandoci semplicemente una mano sopra. Lanci un'occhiata al bambino, dopodich si teletrasport dove c'era bisogno del suo intervento.
Si trov a tu per tu con una donna dalla carnagione molto pallida e dai lineamenti nascosti da trucchi appariscenti. Indossava soltanto un reggipetto e un tanga, entrambi leopardati, e calzava dei lunghi stivali in pelle scura. Si trovava sul bordo di una strada. Una pietra appuntita, lanciata da un'auto in corsa, stava per centrarle un occhio, spappolandoglielo e arrivando sino al cervello. Bryan prese la pietra e la depose per terra.
Continuando a seguire l'istinto pi che un ordine razionale, l'Erede si proiett nel bel mezzo di una guerra. Se avesse voluto, sarebbe bastato un guizzo della sua mente per fargli capire di quale conflitto si trattasse, chi coinvolgesse e perch fosse stato scatenato, ma non gli interessava. Sapeva soltanto che non avrebbe permesso a nessuno di uccidere n di morire. Vide gli uomini con le divise e quelli con le tute mimetiche; vide diversi tipi di proiettili che attraversavano l'aria; vide fucili, mitra, granate e quant'altro. Comprese che non bastava continuare a rallentare il tempo, quindi lo arrest del tutto, senza difficolt. Si concentr poi sulle armi che si trovavano in quella zona e le dissolse. In effetti, riflett, potrei far sparire ogni arma del mondo. Per una simile scomparsa generalizzata metterebbe in subbuglio chiss quanta gente.... Per ora, dunque, avrebbe continuato a occuparsi solo dei salvataggi di chi era in pericolo di morte. Per quanto riguardava il resto, avrebbe pensato in seguito al da farsi. Una cosa alla volta, non devo lasciare prendermi la mano.
Si teletrasport e si ritrov pigiato fra coloro che attendevano la metropolitana. Davanti a Bryan si trovava una giovane che aveva proteso entrambe le mani verso la schiena di un'altra ragazza: la prima odiava cos tanto la seconda che aveva avuto la malsana idea di spingerla sotto affinch fosse investita dal treno in arrivo. All'Erede non interessavano le sue ragioni: non le avrebbe consentito di uccidere. Le abbass le mani lungo i fianchi e le don una seppur effimera sensazione di serenit, che per un po' avrebbe tenuto a bada il rancore.
Nessuno finir sui binari. Un'altra vita salvata, sorrise il ragazzo, lieto, poi si proiett davanti a una vasca da bagno. Una donna con indosso l'accappatoio aveva messo un piede in fallo uscendo ed era scivolata indietro. Aveva gli occhi spalancati di stupore, le braccia protese nel vano tentativo di aggrapparsi a qualcosa e la nuca a quattro centimetri dallo spigolo del rubinetto metallico. La sua vita sarebbe finita in modo tanto meschino se non fosse stato per Bryan, che la spost e la distese sul fondo della vasca, al sicuro.
Come non accendere un camino, comment l'Erede, ritrovandosi davanti una donna di mezza et intenta a spruzzare alcol direttamente sui tronchetti che faticavano a prendere bene fuoco. Ma qualche fiammella c'era gi: sarebbe stata sufficiente a incendiare lo zampillo di etanolo e, di conseguenza, l'intero liquido contenuto nel flacone, che sarebbe esploso come una piccola bomba. Bryan la salv, quindi si teletrasport ancora.
Durante il medesimo istante cristallizzato salv molte, moltissime vite.
A un certo punto decise che avrebbe tratto in salvo la scolaresca - che aveva percepito in contemporanea a tutto il resto - e subito si ritrov dietro lo scuolabus diretto verso l'orlo del precipizio. Con un briciolo di telecinesi lo riport sulla strada, dopodich sciolse il ghiaccio lungo il pericoloso tornante, affinch non scivolasse pi. Stava per andare a fermare il soldato in procinto di uccidere la donna, poi per ci ripens e decise di concedere un'occhiata a coloro che aveva appena salvato da morte certa.
Cont un autista e ventisette piccoli studenti. Concentr la propria attenzione sul bimbo seduto in fondo a destra. Era biondo e paffutello, si chiamava Freddy, faceva prima elementare e adorava i Pokmon. Gett un'occhiata sul suo futuro e imprec: la settimana successiva sarebbe caduto dalle scale di casa e si sarebbe spaccato la testa sui gradini metallici.
Non sei nato sotto una buona stella, eh?, sospir. Ma ti prometto che torner a salvarti.
Pass alla bambina che gli era seduta accanto. Aveva gli occhi sgranati e la bocca spalancata in un muto grido di terrore: si era accorta che erano finiti fuori strada. Il suo nome era Paula e aveva la stessa et del vicino; Bryan scopr che si sarebbe laureata in Matematica Pura, si sarebbe sposata con un collega ricercatore, avrebbe partorito due gemelle e sarebbe morta alla venerabile et di novantaquattro anni. Rincuorato, pass a esaminare un ragazzino pallido e magro che aveva uno sguardo vitreo. Il suo futuro gli fece gelare il sangue nelle vene: sarebbe diventato un serial killer; avrebbe ucciso quattro giovani donne, per poi ritornare nell'ombra e rimanere impunito.
Ho salvato un futuro pazzo assassino, pens. In cambio della sua vita ne ho messe a repentaglio altre quattro. Forse dovrei toglierlo dallo scuolabus e gettarlo gi... dove sarebbe dovuto precipitare, se non fossi intervenuto. L'idea lo tentava, ma sapeva di non poter uccidere un bambino. Neanche se da grande questo marmocchio diventer un omicida?. No, un vero eroe non l'avrebbe mai fatto. Un autentico eroe salva anche i cattivi e cerca di redimerli... giusto?.
Tutto era ancora cristallizzato: l'Erede si muoveva in una dimensione che andava oltre il tempo.
C'erano altri ventiquattro bambini. Bryan avrebbe potuto controllare i loro futuri, a uno a uno, per temeva quello che avrebbe visto. Iniziava appena a comprendere che salvare una vita non cambiava solo il destino di tale persona, ma anche di quelle con cui sarebbe entrata in contatto.
Helen, una bambina di sette anni con una folta matassa di riccioli rossi, un giorno avrebbe dato alla luce un bimbo che, una volta cresciuto, avrebbe investito una giovane donna incinta: lei si sarebbe salvata, ma avrebbe perso il figlio.
Pi Bryan afferrava la vastit del proprio potere, pi ne era atterrito. Iniziava a temere che non avrebbe potuto salvare tutti... che cercando di salvarli avrebbe solo peggiorato il futuro.
No, no, io sono l'Erede e posso farcela, cerc di convincersi. Mi basta salvare tutti in ogni momento. Adesso salvo Helen e fra trentanove anni salver la donna incinta prima che venga investita da suo figlio. A livello teorico era fattibile, per, per riuscire a salvare tutti, sarebbe stato vincolato per l'eternit a quella particolare dimensione in cui il tempo non scorreva. Non esisteva un istante senza che qualcuno al mondo rischiasse la vita.
Se anche fosse riuscito a trarre in salvo Leila, non avrebbe potuto trascorrere nemmeno un'ora con lei, se non a prezzo di perdere chiss quante vite.
Nei telefilm la fanno facile, pens. Clark Kent ha tutto il tempo di condurre una doppia vita. Di tanto in tanto capta qualcosa con il superudito, con la supervelocit e la superforza risolve il problema e poi torna sereno a fare quello che stava facendo prima. Ma in realt dovrebbe sempre muoversi alla massima rapidit possibile e non prendersi neanche un secondo di pausa per salvare davvero tutti i bisognosi.
Ma non aveva importanza: quando fosse riuscito a salvare Leila, avrebbe trasportato anche lei in questa dimensione al di fuori del tempo...
Riprese a passare in rassegna gli alunni, senza incontrare nessun futuro granch interessante. Poi ne vide uno che gli fece accapponare la pelle. Charlie era un ragazzino che odiava i ragni, adorava i romanzi di Agatha Christie e in tutta la vita non avrebbe fatto del male a una mosca; suo pronipote, per, sarebbe diventato il predicatore di una setta con oltre quarantamila seguaci estremamente fanatici; li avrebbe indotti a un suicidio collettivo, assicurando loro che sarebbero ascesi subito al Paradiso, lasciando gli altri umani - peccatori - sulla Terra.
Una vita salvata: quarantamila morti.
Quest'ultimo futuro fu troppo per Bryan, che scivol via da quella particolare dimensione della realt in cui il tempo era sospeso. Vide lo scuolabus schizzare in avanti per poi inchiodare a met del tornante: l'autista si era gi visto nel burrone e invece ora si ritrovava sulla strada.
Bryan si disse che forse avrebbe dovuto rimettere le cose a posto, gettando la vettura nel precipizio. Poi pens a tutte le altre persone che avrebbe dovuto salvare: ma ormai era troppo tardi.
Vide che il soldato che aveva notato una donna sospetta l'aveva gi uccisa; il ragazzo che aveva attraversato di corsa la strada senza guardare era stato investito; l'uomo che non voleva consegnare il portafoglio era gi stato pugnalato dal ladro; il poliziotto che voleva sparare al malvivente in fuga aveva ucciso invece una sfortunata donna; il bambino che aveva inghiottito il pezzo delle costruzioni...
Posso ancora salvarlo!, esclam e cristallizz il tempo. Non aveva ancora finito di pronunciare la frase che si trovava gi davanti al bimbo. Il piccolo aveva il volto paonazzo, gli occhi strabuzzati e le mani strette intorno alla gola. Il giocattolo era incastrato nella trachea: senza difficolt, Bryan riusc a smaterializzare il pezzo delle costruzioni.
Poi commise l'errore di guardare il suo futuro: da grande avrebbe sviluppato un'arma batteriologica talmente virulenta da poter sterminare un decimo dell'umanit.
... ...
Sybil aveva corso per tutta la notte alla massima velocit che le sue possenti zampe le consentivano, aveva bruciato centinaia e centinaia di chilometri, aveva superato senza difficolt treni ad alta velocit lanciati a pieno regime... e non era ancora riuscita a raggiungere il suo figlioletto neonato; che, fra l'altro, correva su due piedi.
Non era stanca, questo no (ci voleva ben altro per sfiancare una Pantera!), tuttavia iniziava a provare un'acuta frustrazione, nonostante i tentativi di Luca di alleggerire la tensione dell'inseguimento.
All'inizio aveva accorciato il distacco tanto in fretta che aveva creduto di poterlo raggiungere nel giro di un'ora al massimo, ma mentre lei si era gettata subito alla massima velocit (cio, non appena uscita dal centro abitato), Ares aveva aumentato gradualmente la propria. Cos il distacco aveva continuato a ridursi, ma con lentezza sempre maggiore.
Adesso correvano pi o meno alla stessa velocit ed erano separati da una ventina di chilometri. Occhi umani che li avessero visti sfrecciare, probabilmente avrebbero notato solo una macchia confusa e lo spostamento d'aria. Per adesso Sybil era ancora in vantaggio, ma Ares non aveva smesso di accelerare, sebbene in modo quasi impercettibile, e di l a non molto sarebbe divenuto pi rapido di lei. Quindi, irraggiungibile.
A quel punto, borbott, rivolta pi a se stessa che a Luca, che da un po' si era chiuso in un silenzio assorto, potremo contare solo su una sua pausa... ma inizio a temere che continuer a correre in eterno.
Non credo, obiett Luca, emergendo dalle proprie riflessioni.
Sybil grugn e con un balzo super il letto di un fiume largo una trentina di metri, atterrando saldamente sulla sponda e rallentando appena la corsa. Come non credi?!  appena nato e corre gi come una Pantera fatta e finita. Non si nutre da quando  fuggito ma non per questo gli mancano le energie: da quello che percepisco, fidati, non sta affatto deperendo, anzi... Non mangia, non dorme, non fa i bisogni, non fa pause. Si limita a correre, sempre pi rapido!.
Be', questa spaventosa disumanit non l'ha presa certo da me....
Sybil emise un terribile ruggito.
Scusa, tesoro, l'addolc, ma io sono... ero soltanto un ribelle, un uomo dotato di qualche capacit psichica... sei tu la Pantera, l'invulnerabile e infaticabile Diavolo Nero!.
Per questo, ringhi Sybil, dico che potrebbe continuare a correre in eterno....
Non credo, ribad Luca. Forse so dove si sta dirigendo.
... ...
Dire che l'Insorta si fosse lasciato contagiare dal fervore generale per i preparativi della festa sarebbe stata forse un'esagerazione, tuttavia non poteva fare a meno di ammirare la completa trasformazione che aveva subito il Rifugio.
Il villaggio dei ribelli era costituito da qualche centinaio di semplici case annidate in una serpeggiante valle fluviale. E queste case erano state addobbate dalla prima all'ultima, senza alcuna esclusione: in generale, con festoni e striscioni variopinti (inneggianti perlopi alla morte dell'odiato Morpheus e alla sconfitta della Baia), mentre nelle dimore le cui famiglie avevano subito dei lutti nell'ultima battaglia, che non erano poche, le decorazioni erano certo pi sobrie, ma non per questo deprimenti: l'intera Comunit, infatti, sapeva che nessun sacrificio era stato vano... ora che il mezzodemone era finalmente morto.
In effetti avevano gi organizzato, non molto tempo prima, un banchetto in onore della dipartita di Morpheus... ma questa volta era morto davvero. Bryan l'aveva ucciso e poi aveva gettato il suo cadavere negli inferi. Come a voler esorcizzare la falsa vittoria della volta precedente, in quest'occasione i festeggiamenti (e le celebrazioni per i caduti) sarebbero stati assolutamente grandiosi, tanto da far dimenticare il precedente banchetto.
L'Insorta, che stava camminando adagio lungo il corso del fiume che tagliava il villaggio, si lasci cogliere da una nota di malinconia. L'altra volta c'erano anche Bryan e Leila..., pens, fissando nell'acqua la propria immagine verde riflessa. Ma la ragazza non era morta invano: anzi, se non fosse stato per lei, Morpheus avrebbe ucciso Bryan e tutto sarebbe finito nel peggiore dei modi. Era un'eroina e come tale sarebbe stata onorata durante i festeggiamenti.
Quanto a Bryan, continu a rimuginare, lui sarebbe tornato non appena fosse stato pronto. Ma intanto sarebbe stato celebrato a sua volta. L'Insorta aveva intravisto degli elogi scritti sui festoni che lo avrebbero fatto diventare rosso d'imbarazzo.
Riprese a camminare lungo il fiume e volse la testa per guardare la lunghissima tavolata imbandita che attraversava per duecento metri la via principale del villaggio. Sopra vi era stato disposto, con notevole senso artistico, ogni ben di dio: i suoi occhi, per, non furono tanto attratti dai cibi (per cui dovevano aver dato fondo alle provviste; sperpero giustificato da una simile occasione) quanto dalle innumerevoli bottiglie di vino rosso che troneggiavano a intervalli regolari.
Sospir e scosse il capo fra s e s: si sarebbe soltanto bagnato la lingua brindando, perch non poteva certo permettersi figuracce. Non quel giorno.
Sollev lo sguardo verso le ripide montagne e si lasci scappare un sorriso: i suoi ribelli avevano fatto le cose proprio in grande. Le vette erano state decorate con anelli di energia di diversi colori che s'intrecciavano e sembravano vorticare ininterrottamente.
Sentiva che non ci sarebbero stati intoppi: sarebbe stata una festa magnifica.
... ...
Non deve arrivare al Rifugio!, rugg Sybil, mentre il paesaggio continuava a scorrere accanto a lei a velocit allucinante. E tuttavia non sufficiente.
Tenta ancora di comunicare con nostro figlio....
Inutile, ho gi provato, ribatt Sybil. Sembrava che il loro collegamento fosse univoco: lei poteva percepirlo ma non viceversa. Se solo potessimo teletrasportarci! Dannazione!, imprec, colpendo un albero e abbattendolo senza quasi rallentare.
Purtroppo non ero un Tramite, sospir Luca. Poi, cercando di tranquillizzarla: D'accordo, il Rifugio non  pi segreto come una volta, ma magari  vuoto e abbandonato.  probabile....
Oppure  presidiato dai discepoli della Baia. Non avranno perso tempo... ora che Morpheus ha il Talismano.
... ...
Ares non era stanco, non provava alcun fastidio. Percepiva appena il proprio corpo. Ogni tanto guardava le gambe e i piedi che si muovevano, ma perlopi osservava ci che gli passava accanto. Era molto interessato a quello che vedeva, per la curiosit non era sufficiente a convincerlo a fermarsi, disobbedendo all'istinto che lo stava guidando da qualche parte.
Ormai aveva dimenticato di potersi fermare. Come si era dimenticato di dormire, di nutrirsi, della figura sdraiata che era sua madre... La sua vita si era ridotta a quella corsa guidata dall'istinto.
Aveva anche dimenticato la paura. Proprio quella paura che l'aveva indotto a iniziare a correre. Adesso non era pi neanche un lontano ricordo: semplicemente, aveva smesso di esistere.
Esistevano solo i suoi piedi, il terreno che calpestavano, l'aria che entrava e usciva dalla sua bocca e tutte le cose colorate che aveva intorno.
All'improvviso si schiant contro qualcosa che non vedeva. La corsa s'interruppe di colpo, anche se i suoi piedi continuavano a muoversi in modo frenetico. Torn il dolore e, soprattutto, torn la paura.
... ...
Sybil emise un gemito straziato, inciamp con una zampa nell'altra, si accartocci e inizi a rotolare a folle velocit.
Che c'?, volle sapere Luca, ma nel momento in cui formulava il pensiero conosceva gi la risposta: Ares era stato preso.
... ...
Lo sguardo di Kyl, come quello di tutti gli altri ribelli (compresi i bimbi), era puntato sull'Insorta, che era in piedi a capotavola con una mano sollevata. Era bastato quel suo gesto discreto per far piombare il silenzio.
Carissimi... amati ribelli, esord il leader della Comunit. La sua voce fu abbastanza forte da poter essere udita fino al lato opposto del tavolo. Come ben sapete, molto, molto tempo fa, la Congrega, composta da uomini saggi e potenti, aveva il compito di sorvegliare l'equilibrio fra il naturale e il sovrannaturale. Abbass la mano e la appoggi davanti a s, sul tavolo, accanto all'altra. Morpheus, in modo tanto abile quanto infido, riusc a farsi accettare come uno di loro e attese pazientemente il momento buono per agire... il momento propizio per rubare la potentissima pietra che custodivano, il Talismano! Da viscido traditore qual era, li attacc alle spalle, massacrandoli uno a uno e fallendo per poco il suo intento. I pochi superstiti della Congrega fuggirono via e, con l'aiuto dell'Uomo Senza Tempo, riuscirono a nascondere il Talismano e a fondare questo Rifugio. La nostra Comunit, quindi,  nata col preciso scopo di opporsi a Morpheus con ogni mezzo possibile, di proteggere il mondo dalla sua sanguinaria ossessione....
Era la solita solfa. Kyl continu a fissarlo, ma la sua mente stava gi vagando. Leila era morta, ancora non riusciva a crederci davvero. Quasi si aspettava che da un momento all'altro Bryan si materializzasse stringendola fra le braccia. Lei si sarebbe spostata il solito ciuffo ribelle dalla fronte e sorridendo avrebbe detto...
Che cosa diavolo ?!.
Kyl si riscosse dai propri pensieri e not con sorpresa che tutti se ne stavano con il naso all'ins a fissare qualcosa. Segu la direzione degli sguardi e vide un grosso gatto nero sospeso a tre metri da terra, pi o meno sopra la testa dell'Insorta. Cio, di primo acchito pens che si trattasse di un gatto, ma subito dopo si rese conto che era troppo grande per esserlo davvero.
Una Pantera... un Diavolo Nero!, fu il suo secondo pensiero, vagamente preoccupato, tradotto a voce alta da qualcun altro. Doveva essersi avvicinato troppo al Rifugio, finendo in uno dei tranelli predisposti da Eos, l'Uomo Senza Tempo: pareva che si trattasse di una bolla di energia semitrasparente; l'aveva inglobato e portato fino alla tavolata. Un'osservazione pi attenta, per, rivelava che non poteva trattarsi di una Pantera. Era nero e aveva la pelliccia, certo, ma nonostante fosse raccolto in posizione fetale, si potevano individuare le braccia e le gambe.
Non era n completamente animale, n completamente umano.
Pur rimanendo tutti seduti al proprio posto, alcuni sporgendosi in avanti per vedere qualcosa o anche solo per vedere meglio, molti commentarono la strana apparizione. L'Insorta impose il silenzio con un gesto, poi infranse la bolla di energia e tenne la creatura sospesa con la telecinesi; la appoggi delicatamente al suolo e allora soltanto quelli che erano seduti pi vicini poterono continuare a vederla. Kyl, trovandosi a circa tre metri di distanza, era fra quelli.
La creatura spalanc gli occhi gialli e a poco a poco abbandon la posizione fetale, distendendosi. Inizi a emettere un verso a met strada fra un miagolio e il vagito di un neonato; continu sullo stesso tono per diversi secondi, poi tacque e si sollev in piedi, arrivando con la testa all'altezza della cintura dell'Insorta.
Chi sei?.
... ...
Sybil percep quello che Ares stava vedendo e lo condivise con Luca, che se avesse avuto un corpo avrebbe tratto un sospiro di sollievo.
La Comunit esiste ancora!, gio l'ex ribelle. Non so come sia possibile, ma esiste ancora!.
S, assent Sybil, continuando a correre, e sembra pure che stiano festeggiando.
Incredibile, davvero incredibile!, comment Luca, che non vedeva l'ora di vedere Kyl, l'Insorta e gli altri per capire come avessero fatto a sfuggire a Morpheus e al Talismano. Quando tutto era sembrato perduto, lui e Sybil erano fuggiti dal teatro dello scontro per salvare il figlio che avevano in grembo: evidentemente, poi, la situazione doveva essersi ribaltata. Come incredibile  il fatto che tu sia riuscita a percepire Ares nonostante adesso si trovi all'interno del Rifugio. E tu sai bene quante barriere psichiche lo proteggono dal mondo esterno.
... ...
Chi sei?, ripet l'Insorta.
L'ibrido met umano e met animale punt il suo sguardo giallo su di lui e rimase a fissarlo in silenzio, con gli occhi grandi di paura.
L'Insorta si sfil un guanto dalla mano e mosse adagio il palmo verso la fronte della creatura, che appiatt le piccole orecchie tonde contro la nuca e snud le corte ma affilate zanne. Tranquillo, non ti far del male....
Chi sei!, squitt di punto in bianco l'essere. Chi sei!. La sua voce era strana, estremamente acuta e quasi meccanica, come se non fosse affatto abituato a usarla. Chi sei!. Sembrava che continuasse a ripetere quelle parole senza avere pi pallida idea del loro significato.
Io sono l'Insorta, rispose tuttavia il leader della Comunit, impregnando la sua voce di tranquillit e gentilezza. Poi avvicin ancora la mano alla sua fronte pelosa.
Chi sei!, ripet ancora il cucciolo-bambino e nel contempo sollev la propria mano irsuta come per scimmiottare il gesto dell'Insorta.
Proprio in quel momento un'altra bolla traslucida sfrecci nell'aria, andandosi a fermare sopra l'Insorta. Dentro c'era una donna nuda.
Portatele qualcosa per coprirsi, ordin il capo dei ribelli. Non appena una ribelle gli pass una lunga tunica, l'Insorta fece svanire la bolla e, ricorrendo ancora alla telecinesi, gliela infil in un istante.
Non appena la riconobbe, Kyl sent il sangue montargli alla testa e strinse i pugni: era Sybil, la Diavolessa che prima aveva sedotto il suo amico Luca e poi, in obbedienza alle barbare leggi della Famiglia dei Diavoli Neri, lo aveva sacrificato gettandolo in un vulcano durante un rito sanguinario.
... ...
Ren si trovava sulla soglia della villetta di Olimpia. Suon il campanello e rimase in attesa, cercando di mettersi il cuore in pace: ormai aveva imparato che lei gli permetteva di entrare solo dopo averlo fatto aspettare per una decina di minuti. Comunque, gli pareva un misero prezzo da pagare per una donna del genere.
Si era sempre considerato un abile seduttore, riuscendo di volta in volta ad affascinare le Sotterranee che desiderava grazie a diverse qualit: la simpatia, il fisico scolpito, la vasta cultura, la dolcezza... Tuttavia da quando trascorreva le sue notti con Olimpia (cio da un paio di settimane), se gli capitava di ripensare alle passate fiamme, provava una sorta di avversione retroattiva che rasentava il ribrezzo.
Aveva cinque anni di esperienza come Sorvegliante, ma era stato trasferito nel Carcere del Non Ritorno soltanto da alcuni mesi. Mentre si trovava davanti all'ufficio del suo nuovo responsabile, attendendo il permesso di entrare, si aspettava di incontrare un Sotterraneo muscoloso e ricoperto da una folta pelliccia brizzolata, all'incirca come il suo precedente capo. Quando aveva sentito una dolce voce che lo invitava a farsi avanti, aveva subito pensato che si trattasse della segretaria. Dopo aver aperto la porta, era rimasto folgorato dalla vista di Olimpia: per alcuni istanti la sua mente si era svuotata e aveva visto muoversi le labbra carnose della responsabile senza udire alcunch. Uscendo dal suo ufficio, pochi minuti pi tardi, aveva deciso di lasciar perdere le altre donne per concentrarsi solo su di lei.
Ben presto i colleghi l'avevano messo in guardia: gli avevano riferito, con mezze frasi e occhiate significative, che Olimpia era una vedova nera in perpetua ricerca di malcapitati da spolpare fino all'osso. Tre Sorveglianti avevano avuto una storia con lei e tutti e tre, dopo essere stati lasciati, avevano abbandonato il servizio; ed erano stati ancora fortunati. All'ex responsabile, invece, non era andata altrettanto bene: la sua relazione con Olimpia era durata un paio di mesi, dopodich lei lo aveva lasciato e lui si era suicidato. Lo avevano ritrovato una mattina, impiccato nel proprio ufficio; sulla scrivania aveva lasciato un biglietto strappalacrime indirizzato alla sua amante, che lo aveva letto - secondo le testimonianze dei colleghi - e aveva commentato, cinica:  a causa di gente cos debole che noi Sotterranei ci troviamo in queste condizioni.
Ren non si era preoccupato granch degli aneddoti dei Sorveglianti, ritenendo le loro parole perlopi dettate dall'invidia scatenata dalla rapida scalata al potere della collega. O forse si comportavano cos perch molti di loro erano stati respinti e non volevano che un altro riuscisse dove avevano fallito. Prima d'iniziare a corteggiarla, comunque, aveva svolto qualche ricerca sul suo conto. Ci che risaltava principalmente leggendo il curriculum di Olimpia era che aveva rifiutato un impiego da parte della Baia, quando era stata contattata all'et di quindici anni... e questo non aveva fatto altro che renderla ancora pi intrigante ai suoi occhi.
Ren non conosceva nessuno che non avrebbe colto al volo una simile occasione: diventare discepolo di Morpheus era la massima aspirazione della stragrande maggioranza dei Sotterranei, perch era la Baia che deteneva il vero potere. A ogni modo, Olimpia aveva rinunciato al posto, dicendo che lei voleva diventare una Sorvegliante e lavorare nelle prigioni e nelle pattuglie Sotterranee. Dopo qualche anno era stata nuovamente contattata, e ancora una volta aveva declinato l'offerta, con le stesse motivazioni. La Baia, allora, doveva aver fatto pressioni perch la giovane fosse assunta come Sorvegliante, facesse carriera in fretta e, appena possibile, diventasse responsabile. Qualche Dirigente dell'organizzazione di Morpheus, evidentemente, aveva scorto in lei grandi potenzialit e aveva deciso di servirsene, anche se in modo indiretto.
La mezzanotte stava per scoccare quando lei gli apr la porta, accogliendolo con nient'altro addosso che un paio di guanti rossi.
... ...
Kyl fissava con occhi sbarrati Sybil, seduta a capotavola accanto all'Insorta, con quella strana creatura in braccio. Il capo della Comunit l'aveva presa in disparte e aveva parlato con lei per alcuni minuti, dopodich era tornato al tavolo, tenendola per mano, e aveva rivelato che in realt Luca non era davvero morto durante il sacrificio e che adesso la sua anima e quella dell'amata convivevano nel corpo di Sybil. Pazzesco, assolutamente pazzesco.... Kyl non riusciva a staccare gli occhi dal volto della donna, come se sperasse di individuare qualcuna delle fattezze di Luca sotto quella maschera femminile. Ma non ci riusciva e non sapeva nemmeno se credere a una storia tanto assurda, allo spirito di Luca che si proiettava in Sybil nel momento esatto in cui lei gettava il suo corpo nel vulcano... D'altronde, per, perch inventarsi una simile storia?
L'Insorta, dopo aver spiegato in breve le bizzarre vicissitudini di Luca, aveva indicato la creaturina che era rimasta immobile vicina al tavolo a guardarsi intorno e aveva detto: E questo  suo figlio. Desidero che trattiate entrambi come membri a tutti gli effetti di questa Comunit.
Dopo una breve pausa, si era riallacciato al discorso interrotto in maniera tanto singolare e adesso era ancora l che parlava, infervorandosi sempre di pi: Ma ormai il delirio d'onnipotenza di Morpheus  finalmente terminato! Certo, la sua Baia c' ancora, ma senza capo  come una barca senza timone...  destinata ad andare alla deriva, oppure ad arenarsi!.
Kyl, per, lo ascoltava soltanto a tratti, perch la maggior parte della sua attenzione continuava a essere calamitata da Sybil. Accorgendosi di essere fissata, la donna incontr il suo sguardo e gli rivolse un sorriso un po' impacciato. E in quel sorriso Kyl riconobbe Luca.
Ed  stato un ragazzo a liberarci dalla maledizione di Morpheus, continuava intanto l'Insorta, ma non certo un ragazzo qualsiasi, bens l'Erede del Talismano. Si riemp un calice di vino e invit i ribelli a fare altrettanto. Propongo quindi di iniziare con un brindisi a Bryan... l'Erede!.
Kyl, seguendo l'esempio generale, si alz in piedi con un bicchiere pieno in mano e, come tutti, diede fondo ai polmoni. Centinaia e centinaia di voci gridarono in coro: A BRYAN... L'EREDE!.
Quello non fu che il primo di una lunga serie di brindisi.
3 G.d.M.
Ren, ansante, croll su di lei. Olimpia..., le bisbigli all'orecchio, sfiorando poi con la lingua il lungo padiglione. Sei fantastica.... Si sollev un po', baciandole il mento leggermente appuntito, e la fiss negli occhi glaciali. Meriteresti di essere una regina....
Olimpia scoppi a ridere, facendolo trasalire. Certo, la Regina delle Ninfe!, ribatt sarcastica. Batt una sonora pacca sul gluteo destro del Sotterraneo e gli rivolse un mezzo sorriso. Perch invece di sparare stronzate non usi quella tua tenera boccuccia per fare qualcos'altro?. Ren tentenn, sorpreso dalla volgarit improvvisa, poi per sorrise, le stamp un bacio fra i seni e cominci ad abbassarsi sul suo corpo tonico e flessuoso. Lei divaric le cosce e sussurr: Non essere timido, tesor....
La porta della camera da letto esplose in mille schegge di legno e una sagoma scura occup interamente la soglia. Un grido gutturale e feroce precedette l'assalto della creatura.
Ren si sollev di scatto, pallido come un cencio, e si volt. Olimpia raccolse le gambe a s e, con un solo movimento, balz in piedi sul materasso. Ebbero una frazione di secondo per vedere chiaramente l'enorme figura, illuminata dal neon della stanza, prima che essa piombasse come una furia sul letto, brandendo una lunga lama ricurva.
L'essere era alto quasi due metri e mezzo, indossava solo un paio di mutande consunte ed era talmente scheletrico che le ossa parevano sul punto di forargli la pelle diafana. La sua schiena era sbilenca, ingobbita, e il resto del corpo era cos sporco che pareva sbucato dalle fogne. Ma l'elemento pi impressionante era costituito dalla faccia: il volto era tanto incavato e pallido che pareva un teschio ghignante e gli occhi, folli e sanguigni, sporgevano dalle orbite.
Ren si gett sul pavimento e, sgomento, vide il pugnale infilarsi nel materasso fino all'elsa. Sollev lo sguardo e per un istante fiss gli occhi assatanati della bestia, poi arranc verso il com, dove aveva appoggiato il cinturone con le due pistole laser d'ordinanza.
Un latrato mostruoso gli gel il sangue: OOOLIIIMPIAAA!.
Ren afferr una delle pistole, si gir e vide che l'orrenda creatura aveva costretto la Sotterranea a rincantucciarsi nell'angolo opposto, minacciandola con il pugnale. Gli spar sulla mano, bruciandogliela, ma le dita scheletriche non si lasciarono sfuggire il manico. Il mostro rantol e gir la testa verso il Sorvegliante.
La testa!, grid Olimpia. Colpiscilo alla testa!.
Ren mir alla fronte e spar, ma aveva esitato un attimo di troppo. La creatura ributtante si era gi chinata in avanti e quando il raggio part si lanci verso il Sorvegliante, dandogli una capocciata che lo scaravent contro il muro. Ren perse l'arma, ma si sforz di non lasciarsi sopraffare dal dolore e strinse con forza la mano intorno al grosso polso della creatura, bloccando la lama appena prima di essere pugnalato.
OLIMPIA... MIAAA!, rugg la creatura, schiacciando il Sorvegliante contro la parete e avvicinando inesorabilmente il pugnale al suo petto nudo. OLI..., il latrato si trasform in un attimo in un gorgoglio.
Ren venne schizzato da un fiotto di sangue bluastro e nel contempo si accorse che l'impeto del mostro si era esaurito. La bestia boccheggi, poi gli occhi le si rivoltarono nelle orbite e croll riversa ai suoi piedi. Il Sotterraneo abbass lo sguardo e vide il manico di un coltello sporgere dalla sua schiena; lo risollev e si trov davanti Olimpia.
Uno schizzo di sangue le aveva macchiato il viso. Nel suo sguardo non c'era alcuna traccia di paura, anzi brillava una sinistra luce di divertimento. Avresti dovuto sparargli subito alla testa..., disse, chinandosi sulla creatura e girandola sulla schiena. Le strinse le dita intorno al mento e gir il volto prima da una parte e poi dall'altra, come se osservasse un pezzo di carne al mercato. Non sei stato abbastanza reattivo.
 b-balzato q-qua dentro..., balbett Ren, ma lei lo interruppe con un'occhiataccia che lo fece rabbrividire. Solo allora sbocci in lui l'autentica consapevolezza che, sotto le sembianze sensuali, quella donna celava un'anima d'acciaio, impassibile e spietata. Si allontan di qualche passo dal cadavere e lo squadr, sentendo la rabbia montare in lui, ora che il pericolo era svanito. Ma che cosa diavolo voleva questo pazzo?, sbott e batt un pugno contro la parete.
Olimpia sollev lo sguardo e lo fiss con intensit. Inarc leggermente un sopracciglio e un sorriso feroce le pieg le labbra. Per qualche settimana  stato il mio amante, poi l'ho lasciato.... La linea della sua bocca si assottigli ancora e i suoi occhi azzurri luccicarono. E lui non  riuscito a farsene una ragione.
... ...
Bryan era tornato nel deserto. Aveva ancora bisogno di riflettere, in perfetta solitudine. Di tanto in tanto si concentrava enormemente e cercava di creare attraverso i mondi - una connessione con Leila (un barlume infinitesimale della sua coscienza sarebbe stato sufficiente per stabilire il contatto); ma per adesso ogni tentativo si era rivelato inutile. Se lei fosse stata al suo fianco, avrebbe saputo consigliargli come procedere con la questione dei salvataggi.
In quel momento stavano morendo tante, tantissime persone: per gli incidenti domestici, stradali, sul lavoro; per gli omicidi, gli attentati, le guerre; per le catastrofi naturali... Ma lui temeva che intervenendo avrebbe soltanto peggiorato la situazione futura.
Che cosa dovrei fare? Posso forse plagiare le menti di tutte le creature, perch se ne stiano buone buone e non facciano casini?. Probabilmente il Talismano era dotato di un potere sufficiente per fare una cosa del genere. O dovrei diventare il Signore del mondo, come desiderava Morpheus? In questo modo potrei far finire tutti i conflitti, forse... Dovrei dare all'umanit una dimostrazione dei miei poteri: forse potrei spaventarli abbastanza da scoraggiare ogni tentativo - sia civile che militare - di rapina, pestaggio, stupro e assassinio....
Si sdrai sulla sabbia e fiss il sole a occhi aperti, senza sbattere le palpebre nemmeno una volta.
Forse Morpheus aveva ragione, dopotutto... Forse il possessore del Talismano non pu fare nient'altro che diventare il padrone della Terra e governarla....
Continu a guardare il sole, che si stava spostando nella volta celeste.
Ma no, che sto dicendo?! Se tentassi di fare una cosa del genere, l'umanit insorgerebbe per difendere la propria libert. Avrei le armi di tutti gli eserciti puntate contro. Certo, potrei controllare la loro volont, ma a quel punto li avrei trasformati in semplici burattini nelle mie mani e allora tanto varrebbe bloccare il tempo per sempre e non fare niente.
Chiuse gli occhi e liber la mente da ogni pensiero. Anzi, in realt continu a pensare, ma a una persona soltanto. Fino a quando non avesse trovato una soluzione, sarebbe rimasto nel deserto, sdraiato sulla sabbia di una duna, immobile, e si sarebbe crogiolato nel ricordo di Leila.
... ...
Olimpia guard per l'ultima volta il viso smunto e sfigurato dell'ex amante, poi tir su il telo, coprendolo, e fece cenno a due Sorveglianti di portare via la barella. Li aveva chiamati e loro si erano precipitati da lei. Aveva fatto rapporto in modo conciso e distaccato, quasi annoiato; Ren, pallido e con i nervi a fior di pelle, aveva aggiunto ben poco alla sua testimonianza.
Dopo che i colleghi se ne andarono, lui fece un passo oltre la soglia dell'ingresso e borbott: Io dovrei....
Olimpia, per, gli prese una mano e lo tir in casa con decisione. Che bel cavaliere!, esclam. Hanno appena tentato di ammazzarmi e tu mi vuoi abbandonare, lasciandomi indifesa....
Ren distolse a fatica lo sguardo dall'uscio e le rivolse un mezzo sorriso. Indifesa, tu?!.
La donna lo scrut in silenzio, senza mollarlo. Era estremamente delusa dal comportamento di Ren, ma non voleva lasciarglielo intuire; non ancora. Quindi inumid gli occhi, li abbass e con tono fragile disse: Ti prego, amore, rimani qui: ho bisogno di te. Le parve quasi di vedere il cuore di lui che iniziava a sciogliersi. Stanotte non riuscir a dormire da sola....
Scu-scusami, balbett Ren, avvampando e affrettandosi a cingerla in un abbraccio protettivo. Scusami, tesoro, certo che rimango. Sono un insensibile. Non so come ho potuto pensare di andarmene, lasciandoti sola dopo una cosa del genere....
Grazie, amore, sussurr lei, premendo il viso contro il suo collo. Il tono era ancora lacrimevole, ma gli occhi erano asciutti e le labbra erano contratte in un ghigno. Se non fosse stato per te....
Non capisco perch il tuo impianto di sicurezza non abbia dato l'allarme quando la porta principale  stata sfondata.
Evidentemente Kross  riuscito a disattivarlo.
Quella bestia?!, sbott Ren. Ma se non le era rimasto un briciolo di ragione!.
Avr conservato la lucidit sufficiente per eludere il sistema, ribatt lei. Poi si sar lasciato prendere dal furore e dalla gelosia appena mi ha vista....
Era gi capitato che un tuo ex decidesse di farti fuori?
Diciamo che nessuno era mai stato cos... esplicito, disse, poi lo baci sulla bocca. Di solito i miei amanti amareggiati rivolgono la propria violenza su se stessi anzich su di me, per fortuna. Alcuni, aggiunse, accarezzandogli una guancia, hanno persino la bizzarra tendenza al suicidio....
Starti lontano nuoce alla salute, ridacchi lui, ma nei suoi occhi Olimpia lesse pi di una nota d'inquietudine. Non capisco una cosa, per... come facevi a stare con un mostro simile?.
Olimpia lo fiss a lungo senza rispondere, poi si mosse e gli fece cenno di seguirla. Oltrepass l'uscio divelto della camera da letto e si ferm davanti a una stretta porta metallica. La apr, entr in quello che sembrava uno sgabuzzino e ne usc poco dopo, stringendo fra le mani una foto incorniciata. Ecco, disse, porgendogliela.
Ren la prese con una certa titubanza e all'improvviso sgran gli occhi: lanci un rapido sguardo a Olimpia, dopodich torn a fissare l'immagine, sussurrando: Non vorrai dirmi...?.
I due soggetti ritratti erano lei, che indossava la divisa rossa dei Sorveglianti, e un Sotterraneo molto alto, robusto e avvenente; quest'ultimo era vestito in modo elegante e rivolgeva un sorriso smagliante all'obiettivo.
Ren, ti presento Kross.
... ...
Ares rimase diverso tempo in disparte a osservare i bambini che schiamazzavano e facevano un gioco strano e affascinante; anzi, pi che in disparte era nascosto dietro l'angolo di una casa. A ogni modo il gioco consisteva nel lanciarsi una sfera colorata, prenderla al volo e rilanciarla a un altro.
Ehi, guardate! Ci sta spiando!.
Ares aveva imparato molte, moltissime cose nelle ultime ore, tuttavia la sua coscienza linguistica era ancora primitiva; per questa ragione non cap che quelle parole erano rivolte a lui. Quando per le teste dei bambini si volsero tutte dalla stessa parte, non pot fare a meno di sentire i loro sguardi puntati addosso e cap che lo avevano visto. Avvert un'improvvisa fitta di paura e si ritrasse, appiattendosi contro il muro della casa. Credeva che fosse sufficiente rimanere l immobile e silenzioso perch gli altri si dimenticassero di lui, ma ovviamente non fu cos. Pochi secondi dopo, infatti, si trov quasi accerchiato dai bambini.
Perch ci spii?.
Ares non cap e scosse la testa; quel gesto l'aveva imparato gi al banchetto. Ares, disse, appoggiando una mano sul proprio petto peloso. Questo l'aveva appreso da sua madre.
Ti chiami Ares?, fece lo stesso bambino, ammorbidendo il tono. Vuoi giocare con noi?.
Ares strinse gli occhi, concentrandosi profondamente, poi sorrise e inizi ad annuire. Ares giocare, s!, esclam, contento. Giocare!.
Perch sei tutto peloso?, chiese un altro bambino, toccandogli un braccio.
Ares colse il tono interrogativo, ma non riusc a capire la domanda. Allora rispose toccandogli il braccio e ripetendo: Peloso?.
Il bimbo scoppi a ridere. Non io! Tu sei peloso!, afferm, puntandogli anche contro un dito.
Peloso, ripet Ares, in una specie di ringhio.
Sei un animale?, volle sapere il bambino. Un animale parlante?.
Per tutta risposta, Ares si chin verso di lui (che era un po' pi basso) e snud le zanne emettendo un cupo ringhio.
Il bambino sbarr gli occhi e inciamp facendo un passo indietro. Fin con il sedere per terra, a gambe all'aria. Ci fu un momento di silenzio, poi i suoi compagni cominciarono a ridere. Ares li osserv dubbioso per qualche istante, poi si un alle loro risa; questa era un'altra cosa che aveva imparato.
Il bambino che gli aveva parlato per primo, lo afferr per un braccio e lo trascin lontano dal muro della casa. Andiamo a giocare.
Giocare, ripet Ares, che non aveva ancora smesso di ridere.
Si lasci portare docilmente fino allo spiazzo in cui si trovavano quando lui li aveva visti. Si misero in cerchio come prima... solo che adesso c'era anche lui.
Adesso stai bene attento....
Attento, ribad Ares, annuendo e fissandolo. Aveva smesso di ridere, ma le sue labbra erano ancora tese in un sorriso.
Il bambino che lo aveva portato l sollev una mano, rivolse il palmo verso l'alto e gener una sfera luminosa di colore blu. Prendila!, esclam e la scagli in avanti.
Ares alz una mano davanti a s, proprio come aveva visto fare agli altri, pensando che quella palla di luce fosse davvero bella. Non appena la sfera tocc il suo palmo, per, avvert un forte bruciore, dopodich la violenza dell'impatto gli fece sbattere la mano contro il petto e lo fece ruzzolare via. Rimase diversi secondi sdraiato con gli occhi fissi sul cielo azzurro, mentre nelle orecchie gli rimbombavano le risate degli altri.
Dai, alzati! Non fare la femminuccia!.
E non piangere come un moccioso!.
Ares si tir in piedi e scosse la testa, sentendosi stordito. Male, borbott, guardandosi la mano che era stata colpita dalla sfera blu. Il palmo, privo di peli, era tutto arrossato. La strinse a pugno e la riapr un paio di volte. Mano, male... mano, male....
Oh, poverino....
Poverino!, esclam Ares, facendo scattare in avanti la mano dolorante. Dal nulla apparve una sfera blu che vol dritta dritta verso il petto del bambino che lo derideva. Il gesto fu tanto fulmineo che ebbe appena il tempo di strabuzzare gli occhi prima di essere colpito e travolto.
Ares era uno che imparava in fretta.
... ...
Novit?, volle sapere Olimpia, non appena entrata nella sala di controllo, senza salutare nessuno.
Nossignore, rispose una Sorvegliante. I detenuti sono tranquilli e le pattuglie non hanno segnalato nulla stanotte.
Ottimo, grugn Olimpia, fissando la schiena di Ren, che non si era nemmeno voltato quando era arrivata. Lo raggiunse e gli appoggi con forza una mano guantata sulla spalla, facendolo sobbalzare violentemente. E le indagini sul racket di polvere di fata?, gli domand, senza alcuna inflessione nella voce.
Ren sollev la testa, la fiss e balbett: C-cosa?. Era pallido, aveva le occhiaie e il suo sguardo sembrava febbricitante.
Olimpia si accigli e non fece nulla per nascondere il proprio disgusto: quell'uomo era un debole, come tutti gli altri... forse anche di pi. Non aveva neanche un briciolo di spina dorsale, era un perdente neanche minimamente alla sua altezza. Non aveva retto all'attacco di Kross, alla scoperta di come era prima di impazzire per amore e soprattutto a ci che Olimpia gli aveva raccontato dopo. Verso l'alba era quasi fuggito da casa sua, come se temesse di poter essere maledetto. Olimpia avrebbe potuto piegare la sua volont per farlo restare, le sarebbe bastato qualche sguardo, unito alla giusta intonazione di voce, per farlo tornare strisciando nel suo letto... ma la verit era che aveva iniziato a provare qualcosa di molto simile al ribrezzo nei suoi confronti, quindi era stata pi che contenta di vederlo andare via.
Ren dovette leggere tutto questo nei suoi occhi, perch impallid ulteriormente e abbass lo sguardo, iniziando a torcersi le mani.
Ecco, ecco come sei davvero, pens Olimpia, senza mollargli la spalla. Togliendoti la maschera da galletto, sei cos.... Ti ho chiesto, sibil, chinandosi verso di lui, se ci sono sviluppi riguardanti lo spaccio di polvere di fata....
Ren deglut prima di parlare: N-no... nossignore, mormor, tenendo lo sguardo basso. Siamo ancora a un punto morto.
Non ho sentito, ringhi Olimpia, affondando le dita nella sua spalla. Parla in modo comprensibile, non bisbigliare....
Ren inizi a tremare. Siamo ancora a un punto morto, ripet, alzando leggermente il tono.
E guardami negli occhi mentre mi parli, gli ordin Olimpia, continuando ad artigliarlo. Moriva dalla voglia di scrollarlo e prenderlo a schiaffi, cercando di tirargli fuori perlomeno un briciolo di mascolinit. Ma sapeva che sarebbe stato inutile: forse si sarebbe limitata a slogargli la spalla...
Ren sollev lo sguardo, per poi riabbassarlo subito.
Vai a farti una dormita, non hai una bella cera, sbuff Olimpia, lasciandolo andare con sprezzo. Sul serio, vattene: ti do la giornata libera. E domani voglio vedere la tua richiesta di trasferimento sulla mia scrivania.
... ...
Bryan si sollev a sedere di scatto ed esclam: Come ho fatto a non pensarci prima?!. Batt entrambi i pugni sulla sabbia. No, non devo illudermi, potrebbe non funzionare.... Accarezz il Talismano e bisbigli: Sto per metterti alla prova, amico mio: non deludermi, ti prego.
Si concentr, focalizzando i propri poteri sul momento in cui Leila si era sacrificata per proteggerlo dal colpo fatale di Morpheus; anzi, sull'istante precedente. Sarebbe tornato indietro nel tempo - dopotutto, se poteva rallentarlo fino a cristallizzarlo, perch non avrebbe potuto riavvolgerlo? - e l'avrebbe salvata.
Si sent sbalzare, poi chin lo sguardo e vide se stesso un metro pi in basso. Sta funzionando?, si domand, mentre il suo alter ego tornava a distendersi sulla sabbia. A ritroso, rivisse ci che gli era accaduto nelle ultime ore. Rimanendo sempre sospeso a un metro dal suo io passato, rivide il bambino con un pezzo delle costruzioni incastrato in gola, lo scuolabus...
Il tempo continuava a riavvolgersi.
Rivide tutte altre persone che aveva salvato. Torn ancora indietro e fu di nuovo nel deserto, dopodich riapparve davanti al centro operativo della Baia in cui aveva cercato di racimolare la crudelt necessaria per distruggere completamente l'organizzazione. Poi vide Kyl e l'Insorta. Il tempo smise di scorrere quando Bryan si ritrov davanti a Morpheus, che fissava sbigottito il Talismano incastonato nel petto del ragazzo. Il mezzodemone si era appena reso conto che, per qualche ragione incomprensibile, l'Erede lo aveva battuto.
No, non basta: devo tornare pi indietro!. A quel punto, ormai, Leila era gi stata inghiottita dalla voragine infernale. Bryan si concentr, cercando da sgombrare la mente dal timore di fallire, e si proiett ancora di pi nel passato. Forza, mi bastano pochi secondi....
Ma fu inutile. Il tempo riprese a scorrere in avanti. Il braccio destro del Bryan del passato, perso durante uno scontro, si rigener dal moncherino grazie ai poteri del Talismano. Pi indietro!. Il tempo si riavvolse di nuovo, ma solo per poco: il ragazzo ebbe soltanto modo di vedere il braccio del proprio alter ego che si ritrasformava in un moncherino. Merda.
Il Talismano poteva trasportarlo indietro nel tempo, ma solo fino a quando esso si era gi fuso con l'Erede. Non un istante prima. Quello era il limite massimo, perch prima la pietra era incastonata nel petto del mezzodemone. E probabilmente, riflett Bryan, non era concepibile che il Talismano entrasse in conflitto con se stesso.
Il suo raggio d'azione  limitato, dunque, si disse il ragazzo, amareggiato. Tent altre quattro o cinque volte, ma il risultato fu sempre il medesimo. Quindi si rivolse direttamente alla pietra: Non sei potente come speravo.
Senza prestare troppa attenzione al se stesso del passato che tirava il primo pugno a Morpheus, si trov a fissare il varco infernale. Reprimendo un barlume di speranza, si diresse verso di esso; cio, prov a dirigersi, ma rimase ancorato a un metro dal proprio alter ego.
Dannazione!. Non era affatto giusto che, nonostante il Talismano, si sentisse tanto impotente. Si avvicin allora all'io del passato e gli sussurr all'orecchio: Lascia perdere Morpheus e va' all'ingresso dell'Inferno. Se non lo fai subito, poi si sigiller e sar troppo tardi: non potrai pi recuperare Leila. Ascoltami, ti prego!. Forse il varco aperto dal suo nemico non avrebbe reagito come quello creato poco prima da lui stesso...
Bryan non diede segno di averlo sentito. Moll un altro pugno al mezzodemone e url.
Ti prego, Bryan, ascoltami!. Il ragazzo si sforz di rendersi solido e visibile agli occhi dell'alter ego, ma non ebbe alcun successo. Vai al varco infernale, trascina fuori Leila con i poteri del Talismano e riportala in vita! Vai! Vai ora! Ora!.
Niente da fare: non era in grado di cambiare il passato.
Chiuse gli occhi e li riapr sul presente. Imprec e batt un pugno sulla pietra. Sei un sasso inutile! S, hai sentito bene: inutile sasso!. Lanci un altro improperio.
Si lasci cadere sulla sabbia e torn a fissare il sole, tentando di liberarsi da ogni angoscia e frustrazione per poter riflettere liberamente. Qualche minuto pi tardi, decise di compiere un ulteriore tentativo. Viaggi di nuovo indietro nel tempo; questa volta, per, non si ancor al proprio alter ego. I secondi tornarono a scorrere e Bryan si ritrov al limitare dell'Oasi che era stata il teatro della lotta finale per la pietra. Non vedeva l'Erede del passato n Morpheus, tuttavia poteva percepire chiaramente le loro aure.
Forse anche loro sono in grado di sentire la mia?, si domand, ma poi si rispose che erano troppo concentrati l'uno sull'altro per rendersi conto del resto. Bryan aveva appena sottratto il Talismano a Morpheus e si preparava a ucciderlo. Anche in questo caso non era riuscito a tornare pi indietro di cos, ma non aveva importanza. Mi basta raggiungere il varco infernale prima che si richiuda, trascinare fuori Leila e riportarla in vita. Controll di essere solido, e non soltanto una proiezione futura, sfiorando una palma, quindi si diresse verso il teatro dello scontro finale fra l'Erede e il Predatore del Talismano. Man mano che avanzava, per, si sentiva sempre pi leggero, etereo... e, quando arriv a una ventina di metri di distanza dai due contendenti, non ebbe dubbi sul fatto che nessuno dei due fosse in grado di vederlo.
Morpheus aveva gi subito un paio di tremendi pugni.
Sar una forma di autodifesa del Talismano, rimugin l'Erede del futuro. Non mi consente di tornare pi indietro nel tempo perch la mia autorit su di esso si limita al periodo durante il quale io ne sono in possesso. Inoltre non mi concede di alterare il mio passato mostrandomi a me stesso, perch non sarebbe pi il mio passato... si trasformerebbe in un passato parallelo. E io non potrei pi tornare nel mio tempo, ma al massimo in un futuro parallelo.... In ogni caso, era evidente che il Talismano del futuro non poteva entrare in contatto con quello del passato.
Lasciando da parte le congetture, si proiett verso il varco infernale, si sporse su di esso e scrut le sue profondit. Vide il cadavere di Leila, ormai distantissimo, che precipitava ancora. Tese entrambe le mani verso il basso e cerc di attingere a tutti i poteri del Talismano per richiamare a s la ragazza.
LEILA!.
Ma lui era soltanto un'eterea proiezione del futuro (il suo io attuale era impegnato a infierire su Morpheus) e lei continu a cadere.
... ...
Olimpia si trovava nel posto che pi le piaceva dell'intera citt, ovvero il pi grande Bazar dell'intero mondo Sotterraneo, situato nel centro della Citt del Giorno. Veniva gente da ogni dove per vendere e acquistare merci (era meta persino degli agenti della Baia), e si poteva trovare davvero di tutto. Lei lo aveva visto per la prima volta quando aveva appena quattro anni e ne era rimasta profondamente colpita, affascinata dalla grande quantit di colori, dalla vivacit delle persone indaffarate che si muovevano avanti e indietro e dalla vastit della struttura, costruita su quattro piani. Si trattava di un enorme mercato al chiuso edificato all'interno di una sala ancora pi vasta (esistevano intere Citt Sotterranee che occupavano meno spazio di questo Bazar!).
Sospir e sorrise: era qui che veniva quando voleva rilassarsi. Cibi variopinti e spezie provenienti da tutto il mondo... vestiti stupendi e calzature di ogni forma e dimensione... oggetti bizzarri dai pi svariati utilizzi... manufatti magici in una bancarella e a fianco gioielli di ingegneria meccanica al elettronica... pendagli ornamentali e amuleti incantati... Ecco una minima parte di quello che si poteva trovare in quel magnifico Bazar. E spesso la gente che stava dietro le bancarelle non era meno interessante dei prodotti in esposizione.
Il sorriso s'intensific sul volto di Olimpia mentre entrava in uno dei tanti ingressi del mercato e si accostava al primo banco. Era incredibile come il solo trovarsi in quel luogo fosse in grado di migliorarle l'umore. Non indossava la sua divisa rossa e attillata da Sorvegliante, ovviamente: quello era uno dei rari casi in cui non voleva affatto attirare l'attenzione e le piaceva mescolarsi in mezzo alla folla multiforme. Compr uno strano frutto viola e lo addent subito: era dolce, succoso, squisito... Pass alla bancarella successiva e si chin per annusare le inebrianti fragranze in vendita. Continu a vagare spensierata per il Bazar per un paio d'ore, finch, mentre stava saggiando la lama di un pugnale ammazza-spiriti, non incapp in una conversazione che la fece accigliare.
Questa settimana ne  sparita un'altra, stava borbottando la venditrice, una vecchia calva.
Gi, assent la sua interlocutrice, una Sotterranea con un unico occhio, enorme, al centro esatto della faccia squadrata. Dev'essere la decima dall'inizio dell'anno....
Altro che dieci!, berci la vecchia. Dico che sono almeno venti... E le autorit che fanno?.
Si stavano riferendo, Olimpia lo sapeva bene, a quello che si sospettava essere un nuovo giro di prostituzione: alcune ragazze di bell'aspetto erano scomparse e, siccome i loro corpi non erano stati trovati da nessuna parte, si escludeva la possibilit di maniaci isolati. Ma poteva anche darsi che avessero semplicemente deciso di cambiare faccia e vita; succedeva pi spesso di quanto non si pensasse... e le ragazze scomparse non provenivano certo dai migliori quartieri...
Olimpia ascolt ancora qualche parola della discussione, dopodich pass oltre: la sua attenzione era stata attirata da un bellissimo paio di stivali di pelle di drago.
... ...
Bryan apr gli occhi, si tir su a sedere e sbadigli. Dopo essersi stiracchiato, si tolse un po' di sabbia di dosso. Sete..., pens e sollev le mani, mettendole a conca: subito sui suoi palmi apparve una noce di cocco ancora verde. Sorridendo, il ragazzo strinse il frutto coriaceo e lo scosse, avvicinandolo all'orecchio e ascoltando lo sciacquio del liquido all'interno; quindi batt un paio di colpi con la nocca dell'indice, come faceva per scoperchiare le uova alla coque. La parte superiore del cocco si ruppe, come se fosse sottile guscio anzich di un duro rivestimento legnoso.
Ecco un altro degli incredibili poteri dell'Erede del Talismano!, esclam ridacchiando, rovesciandosi poi la fresca e dolce acqua in gola. Soddisfatto, si lasci poi cadere sulla sabbia e, tenendo lo sguardo fisso sul sole cocente, si addorment.
... ...
I bambini erano in fila a una quindicina di metri da Ares e aspettavano il suo segnale per cominciare. Ognuno di loro aveva una sfera luminosa di energia che brillava su un palmo e un'aria divertita stampata sul viso.
Ares pronto!, comunic, dopo aver convogliato la propria energia in entrambe le mani, facendo brillare i palmi. La prima volta che l'aveva fatto si era un po' spaventato, ma ormai si era abituato.
Adesso conosceva i loro nomi e fu Seth, il primo che gli aveva rivolto la parola, ad anticipare tutti gli altri, scagliandogli contro una sfera bluastra. Ares la afferr al volo, questa volta senza bruciacchiarsi, e la rimand indietro. Subito dopo ne afferr una seconda, scagliata da un altro bambino, e la risped al mittente; poi una terza, un quarta, una quinta... in un crescendo di velocit. Per quanto i suoi amici fossero veloci a scagliargliele contro, lui era pi veloce e respingerle; anche se attaccavano quasi contemporaneamente, per lui non era un problema: i movimenti delle sue mani erano tanto rapidi da renderle quasi invisibili. Si stava divertendo un mondo... e anche i suoi amici, perlomeno a giudicare dalle risate che udiva.
Pi! Pi!, grid, incitandoli a darsi da fare. Forza!.
I bambini aumentarono il numero di sfere in campo e lui non ebbe alcun problema ad afferrarle al volo e rispedirle indietro; furono loro, piuttosto, che non riuscirono a gestirle tutte: uno dopo l'altro, o si ritirarono facendosi da parte, o vennero colpiti da una delle loro stesse sfere e caddero indietro.
In breve, solo Ares rimase in piedi. Si avvicin e chiese: Voi... bene? con una lieve nota di apprensione nella voce.
Sei un mostro!, esclam ridendo Seth, sollevandosi a sedere. Troppo forte!.
Divertente, comment Ares. Si era tranquillizzato vedendo che tutti sorridevano.
Sei troppo bravo per quei mocciosi, disse una voce alle sue spalle. Con noi ti divertiresti molto di pi, te lo garantisco.
Ares si volse, sempre sorridendo, e si trov a tu per tu con un bambino alto un po' pi di lui. Sembrava parecchio pi grande dei suoi amici, e lo stesso si poteva dire dei due che gli stavano accanto e lo fissavano con curiosit.
Moccioso a chi?!, sbott Seth. Non sono un moccioso! Ho sei anni, io!.
Zitto, moccioso, ribad il nuovo arrivato. Ares non colse cattiveria nella sua voce, ma d'altro canto la sua esperienza in tal senso era pressoch inesistente. Come ti chiami?
Ares.
Io sono Bill.
Ares osserv con circospezione la mano che l'altro tendeva in avanti e dopo un paio di secondi segu il suo esempio, portando la propria all'altezza della sua, ma senza toccarla.
Bill inarc le palpebre, perplesso, e lanci una breve occhiata ai suoi amici, dopodich sogghign ed esclam: Qua la zampa!, stringendogli con l'orza la mano pelosa. Ti va di giocare con me? Sempre a passarci le sfere....
Ares si affrett ad annuire: per lui era tutta una novit ed era tutto bello e divertente. Ricordava solo vagamente com'era prima di venire in quel luogo, ricordava di essere stato spaventato e di aver corso a lungo...
Prendi questa!, grid Bill, che nel frattempo si era allontanato di qualche passo, e gli scagli una fulgida sfera verde.
Ares sollev con prontezza una mano sfavillante di energia e par il globo; l'impatto, per, fu molto pi forte di quelli cui era abituato... tanto forte che venne sbalzato in aria, fece una piroetta e ricadde pesantemente.
Bella presa, micetto!, ragli Bill.
Ares si tir su, sorrise e lo ringrazi, non sapendo cogliere l'ironia. Lanci, Bill, lanci, Ancora!.
Bill scagli una nuova sfera verde. Ares sollev come prima la mano, ma questa volta anzich opporre resistenza ruot su se stesso sfruttando l'energia e la velocit del globo, facendogli compiere una parabola e scagliandolo indietro. Bill si riprese subito dallo stupore e l'afferr al volo; poi la lanci di nuovo. Ares si prepar a muoversi nello stesso modo, ma proprio all'ultimo, appena prima di toccare il suo palmo, la sfera si arrest e si avvent contro la sua pancia, facendolo piegare in due e cadere in avanti.
Non vale cos!, protest Seth. Sei ok, Ares?
O-ok, boccheggi il cucciolo-bambino, raddrizzandosi. Lanci ancora, io pronto!.
E via un'altra sfera. Questa volta, per, Ares fu abbastanza agile da schivare ogni attacco. Sembrava quasi che stesse danzando con quel globo di energia, che gli ronzava intorno, andava avanti e indietro, si alzava e si abbassava, cercando di coglierlo in fallo; inutilmente, per. Dopo parecchi tentativi frustrati, Bill si stuf e disse ai due amici di dargli manforte. Ares rischi un paio di volte di farsi colpire dalle sfere dei nuovi arrivati, ma in breve ritrov il proprio equilibrio.
Il gioco era ben pi difficile di quando doveva semplicemente parare delle deboli sfere e rimandarle indietro: adesso doveva prestare attenzione a tutte le direzioni in contemporanea. Eppure era rilassato, disinvolto e rideva... eccome se rideva.
Forse fu proprio la sua risata cristallina a distrarre Bill, che venne abbattuto dalla propria sfera rimbalzata indietro. Ares ne approfitt per tirare gi anche gli altri due con degli abili colpi mirati.
Bravo!, esultarono i bambini pi piccoli.
Ares si avvicin a Bill, ancora steso a terra, e un brivido gli attravers la schiena: avvertiva la sua energia negativa, e non era una bella sensazione. Ciononostante, gli tese una mano e, dopo una certa esitazione, lui l'accett: allora l'energia negativa si dissip subito e un bel sorriso si dipinse sul volto di Bill.
Bel colpo, tigre.
... ...
Olimpia era al centro del piccolo palco malandato, illuminata dai riflettori, con gli occhi di tutti puntati addosso. Decine di Sotterranei eccitati la fissavano con aria lasciva, le urlavano sconcezze e cercavano di toccarla quando lei si avvicinava danzando.
Era una danza molto primitiva e sensuale la sua. Seguiva il ritmo dei tamburi, che partendo adagio raggiungeva parossismi di pulsazioni: prima si muoveva lentamente, in modo sinuoso, sbottonandosi un po' la camicetta, scoprendo una coscia, accarezzandosi le orecchie a punta e ammiccando agli avventori del locale, poi cominciava a ballare in modo sempre pi frenetico, sculacciandosi e strizzandosi i seni, suscitando gli ululati bramosi dei Sotterranei.
Fece una spaccata, chin il busto in avanti e inizi a strisciare avanti, con un'espressione di pura malizia impressa sul volto. Arriv al bordo del palco e si tir su di scatto, facendo poi una ruota indietro prima che uno dei clienti riuscisse a toccarla, muovendosi sempre a tempo.
Si tolse la camicetta, che lanci al pubblico, e rimase in reggiseno, mostrando il suo ventre piatto e tonico e facendo ondeggiare i fianchi da un lato e dall'altro. Si tolse il fermaglio dai capelli, raccolti sulla nuca, e una cascata biondo platino le si rivers sull'ovale perfetto che era il suo viso...
Ma non aveva ancora dato il meglio: si stava appena scaldando. Gi adesso gli uomini seguivano ogni suo movimento, ma ben presto li avrebbe fatti impazzire dal desiderio: sarebbero stati disposti a qualsiasi costa pur di ottenere anche solo un misero bacio dalle sue labbra carnose... ma ovviamente sarebbero rimasti insoddisfatti.
Piroett su se stessa, intrecciando le braccia sul petto, e si abbass fino a inginocchiarsi. Allora prese a dimenare la testa, le spalle e il busto, mentre luci di diversi colori la colpivano qui e l. Il rullo di tamburi si era fatto soffuso. Non appena le percussioni tornarono a esplodere, Olimpia balz in piedi a gambe e braccia divaricate, per poi inginocchiarsi e rannicchiarsi nuovamente.
Tu-tum.
Di nuovo in piedi, strappandosi la gonna con una mano e rimanendo in perizoma.
Tu-tum.
Di nuovo rannicchiata.
Tu-tum.
In verticale sulle mani, a testa in gi, dritta come un fuso. Anche cos riusciva a essere dannatamente sensuale, soprattutto a giudicare dai versi dei Sotterranei. Era tonica, elastica, snodabile: rimanendo capovolta, fece una spaccata e poi allarg ancora le gambe fin quasi a portarle a contatto con i fianchi.
Ti amo!, grid qualcuno. Sposami.
Scivol di nuovo in piedi e, senza smettere di muoversi e ballare, cominci a spalmarsi addosso dell'olio: sul seno, sulla pancia, sulle gambe, sui glutei... All'improvviso le luci di spensero, piomb l'oscurit e lei si accese: si era ricoperta di tinta fosforescente. Normalmente i Sotterranei avevano un'avversione per il buio, ma in quest'occasione nessuno parve lamentarsi: anzi, se possibile gli sguardi si concentrarono ancora di pi su Olimpia e sulle sue forme voluttuose.
... ...
Bryan si ridest, si stiracchi e si guard intorno: il deserto era sempre l. Diamoci da fare.
... ...
Dopo essersi rivestita e sistemata, Olimpia and sul retro dal gestore del locale e lui le schiaff in mano il suo misero compenso, augurandole poi la buonanotte con una manata sul didietro. Avrebbe potuto torcergli il braccio dietro la schiena e sbattergli la faccia contro il pavimento, invece gli fece l'occhiolino e se ne and. Le piaceva quel locale, per quanto fosse degradato... o forse proprio per quello.
Camminando sovrappensiero, and a sbattere contro qualcuno. Apr la bocca ma non fece in tempo a dire niente: una mano le venne premuta contro la bocca e nel contempo percep un ago sottile che le pungeva il collo. Tutto divenne sfocato e perse i sensi.
... ...
Quando il Diavolo buss alla porta, Bryan stava estraendo dal forno una teglia piena di biscotti. Un momento!, esclam, mentre la appoggiava sul tavolo di legno e si sfilava le presine dalle mani. Consult la meridiana da polso e borbott:  in anticipo.... Si diresse poi verso la porta di cemento armato spessa settantacinque centimetri e tir fuori una chiave d'oro lunga due spanne. Eccomi!. La fece passare davanti alla serratura elettronica e l'uscio cominci a schiudersi.
Lucifero indossava un elegante smoking che metteva in risalto il colorito vermiglio della sua pelle. La giacca nera era chiusa da un unico bottone e pareva un po' troppo stretta sul petto possente del Diavolo. Il papillon di seta pendeva leggermente verso destra, come se durante il tragitto lo avesse tormentato con le dita. Per il resto era impeccabile.
Si tolse il cappello a bombetta e rivolse un sorriso smagliante a Bryan. Mio caro Erede!.
Il ragazzo sollev una mano e strinse l'arto coriaceo che l'ospite gli porgeva; nel contempo gli batt una fraterna pacca sulla spalla. Lucifero, amico mio! Giusto in tempo: ho appena sfornato i biscotti.
Il Diavolo sollev il naso arcuato e si sfior lo scuro pizzetto a punta. Sento proprio un buon profumino.... Ridacchi. E quante volte ti ho detto di chiamarmi Lu?
Ti ringrazio, Lu, rispose il ragazzo, facendosi da parte per consentirgli di passare. Lasciami pure il cappello. Prese la bombetta per il bordo, la lanci come se fosse un frisbee e centr esattamente il gancio appeso all'angolo opposto dell'ingresso. Latte o limone, nel t?, chiese, facendogli strada verso la cucina.
Sangue... se possibile.
Bryan si batt una pacca sulla fronte. Oh, certo, certo. Scusami, in questo periodo sono un po' smemorato. Allontan una sedia dal tavolo e fece cenno all'ospite di accomodarsi.
Nella tua situazione,  pi che comprensibile. Lucifero sospir. Impelagarsi con la burocrazia non  mai gradevole. A maggior ragione se si tratta di burocrazia infernale.
A chi lo dici, a chi lo dici..., convenne Bryan. Prese dalla credenza un barattolo di ceramica, lo apr, infil un cucchiaino d'argento e lo riemp di liquido rossastro dall'aroma ferroso. Dopo aver aggiunto il sangue al t, porse la tazza al Diavolo, che la accett con un garbato cenno del capo.
Appena ho saputo cosa era successo, disse il diabolico ospite, dopo aver sorbito un goccio di infuso, ho deciso che sarei venuto di persona. Davvero non mi sarebbe andata gi se il grande Erede del Talismano fosse stato contattato da un semplice impiegatuccio infernale.
Te ne sono grato, Lu. Bryan sgranocchi un biscotto, poi aggiunse: Si deve essere trattato di un malinteso, Leila non era destinata all'Inferno:  che Morpheus l'ha spinta di sotto senza permettere all'anima di scindersi dal corpo. Avvicin il vassoio dei biscotti all'ospite. Allora mi sono recato subito all'Ufficio Reclami Satanico e l....
So gi tutto, tranquillo, lo interruppe Lucifero, sollevando una mano artigliata. Ho provveduto a degradare quell'incompetente che ti ha mandato a destra e a manca a firmare moduli, certificazioni e scartoffie varie. Sogghign e due fili di fumo risalirono gli angoli della bocca. Adesso  un addetto alle vasche laviche....
Bryan trattenne una risata e fece un cenno vago dietro di s. Di l ho ancora mezzo quintale di fascicoli in triplice copia. Te lo giuro, Lu, stavo per impazzire....
Bruciali pure, disse il Diavolo, intanto che sbottonava la giacca e infilava una mano sotto il risvolto interno. Estrasse una pergamena ingiallita e la srotol sul tavolo, accanto alla tazza di t. Questo modulo precompilato sar pi che sufficiente.
Bryan si sporse in avanti e diede una rapida lettura al documento. Il sottoscritto..., borbott, Erede del Talismano... bla bla... impegna la propria anima... eccetera, eccetera... sdannazione immediata... Ok, dove devo firmare?. Il Diavolo indic con il lungo artiglio nero l'apposito spazio tratteggiato e il ragazzo sottoscrisse il modulo infernale. Tutto qui?, domand, mentre Lucifero arrotolava la pergamena e la faceva sparire nella giacca.
Il Diavolo gli fece l'occhiolino. Questo  l'iter super abbreviato. Si port un biscotto alle labbra e lo mangi senza fame cadere nemmeno una briciola. Controlla la tua casella di posta elettronica fra un quarto d'ora al massimo. Si alz e sistem la sedia sotto il tavolo. Sono desolato di non potermi trattenere oltre, per....
Figurati, sono sicuro che avrai mille impegni.
Un aereo sta per schiantarsi, spieg Lucifero, seguendo Bryan, che si era incamminato verso la porta d'ingresso. E trasporta un succulento carico di politici che vorrei... accogliere personalmente.
Bryan rise e annu. Posso immaginare. Sulla soglia di casa, gli strinse la mano. Grazie di tutto. Se non fosse stato per te....
Sono io a ringraziarti per t e biscotti. Ho fatto soltanto il mio dovere, minimizz il Diavolo. Dovessero insorgere altri problemi, non esitare a darmi un colpo di telefono, cos dicendo, gli porse un biglietto da visita. Ecco, qui c' il nuovo numero.
A presto, Lu, lo salut Bryan. E grazie ancora... Ah, il cappello!. Si volse ma non lo vide appeso.
Il Diavolo si batt un colpetto sul capo, gi coperto dalla bombetta. Arrivederci, Bryan. Salutami Leila.
Senz'altro, rispose il ragazzo, mentre l'ospite si allontanava lungo il vialetto d'ingresso. E tu salutami Morpheus.
Rimase sulla soglia finch Lucifero non spar alla vista, quindi richiuse la porta e si precipit al computer portatile che aveva acceso ancor prima di preparare l'impasto per i biscotti. Il suo cuore perse un colpo quando sull'account di posta lesse: Un nuovo messaggio.
Da: L'INFERNO. A: L'EREDE DEL TALISMANO.
Tralasci il testo scritto in cui qualche addetto alle comunicazioni si scusava per il disservizio e and subito a scaricare l'allegato: LEILA.HUMAN.
Ci vollero tre minuti abbondanti perch il download si concludesse e a quel punto il ragazzo non stava pi nella pelle. Con l'indice tremante clicc su APRI e in un istante il monitor venne occupato dall'immagine di Leila (era proprio lei, bellissima... con i suoi lineamenti delicati, gli occhi verdi, la chioma corvina, la pelle ambrata...), che si guardava intorno con aria stralunata. Non appena i loro sguardi si incontrarono, sorrise e tese le braccia verso Bryan.
Tesoro!, esclam il ragazzo e fece scattare le mani in avanti. Le dita affondarono nello schermo del computer come se si trattasse di una superficie liquida. Infil le braccia fino all'altezza delle spalle e cerc di far passare anche la testa, ma non ce ne fu bisogno: Leila, infatti, si aggrapp ai suoi polsi e lui la trasse con delicatezza indietro. Fuori.
Bryan....
Il ragazzo l'abbracci con foga, singhiozzando il suo nome e piangendo per la commozione. Come mi sei mancata... C' stato un momento in cui ho temuto di averti persa per sempre.... Si separ per un attimo da lei per controllare che non fosse ferita o denutrita, poi la baci sulla bocca, sul mento e sulla fronte. L'importante  che ora sei qui.
Ma Bryan, disse Leila con voce dolcissima, io non sono qui.
Ma co-cosa di-dici?, balbett il ragazzo, allontanandosi di un passo da lei. Una spina di ghiaccio si conficc nella sua colonna vertebrale. Tu sei qui! Sei qui! Ti vedo, ti tocco, ti sento!.
No, io non sono qui, ribad lei, guardandolo con infinita tristezza. E tu lo sai.... Alcuni granelli di sabbia cominciarono a scivolarle via dagli angoli della bocca. Lo sai, ripet, mentre lacrime di sabbia le scendevano dagli occhi. Si sporse in avanti e baci Bryan con labbra di sabbia.
Sabbia. Sabbia. Sabbia.
Nooo!, ulul il ragazzo. Tu esisti, tesoro mio! Tu sei qui!.
Si guard intorno e vide che tutto si stava tramutando in sabbia. Le pareti della casa, il forno, il tavolo, il computer e persino le tazze di t si stavano sgretolando inesorabilmente.
Leila, ormai, era solo una statua di sabbia con fattezze in parte umane, eppure la sua voce risuon ancora chiara alle orecchie del ragazzo: Smettila d'ingannarti. La mia anima  perduta e non puoi pi fare nulla per salvarla.  troppo tardi. Ma puoi ancora compiere del bene. Grazie al Talismano puoi fare delle cose incredibili! Hai il dovere di aiutare i bisognosi, non rifugiarti in queste allucinazioni. Onora cos la mia memoria. Ti amer per sempre....
Una folata di vento la fece disperdere completamente.
Bryan cadde in ginocchio e scoppi in un pianto dirotto. Si raccolse in posizione fetale, premendo le gambe contro il petto e nascondendo il volto nell'incavo fra le rotule, e invoc il nome di lei.
... ...
Luca e Sybil guardavano il proprio figlio, increduli: era proprio lui che avevano partorito due giorni prima? Quell'adolescente peloso e muscoloso, che non indossava altro che un paio di calzoncini, era al mondo soltanto da tre giorni? Qualcuno avrebbe mai potuto crederci?!
Cresceva a velocit allucinante e apprendeva qualsiasi cosa con la prontezza di un computer. Adesso stava giocando a combattere contro una ventina fra bambini e ragazzini del Rifugio: ovviamente erano tutti contro di lui; e, altrettanto ovviamente, nessuno di loro la spuntava. Era dotato di forza, rapidit e agilit sovrannaturali. D'accordo, al Rifugio erano tutti quanti dotati di capacit sovrannaturali, ma lui era ancora a un livello successivo. Ora come ora si stava limitando a schivare le sfere e i raggi di energia che gli lanciavano contro, lasciando quindi che si colpissero fra loro, visto che lo avevano circondato. Se qualcuno tentava di attaccarlo in corpo a corpo, Ares era svelto a ribaltarlo e atterrarlo con delicatezza a terra, stando attento a non fargli male.
Era tanto forte quanto buono, n Sybil n Luca nutrivano alcun dubbio in proposito. Nutrivano dubbi, invece, su quella che sarebbe stata la sua speranza di vita: se avesse continuato a crescere a una tale velocit, nel giro di un paio di settimane al massimo avrebbe raggiunto la vecchiaia... oppure l'invecchiamento si sarebbe arrestato non appena raggiunta la maturit? Speravano nella seconda possibilit, con tutto il cuore.
Quando anche l'ultimo dei suoi amici croll sull'erba, stremato, Ares corse ridendo verso la madre e le gett le braccia al collo. Mamma, pap! Visto come sono bravo?.
Luca lo sollev in braccio e gli scocc un sonoro bacio su ciascuna guancia pelosa. Bravissimo, sei proprio un campione! Ma non sei un po' stanco, adesso?
Stanco?!, sbott Ares, dimenandosi per tornare con i piedi per terra. Scherzate?! Non sono mai stanco!. Per sottolineare le sue parole, spicc un balzo di quattro metri, fece due giri della morte e torn in piedi senza alcuna titubanza. Ecco, visto?.
Luca gli pass un braccio intorno al collo e lo strinse al proprio seno. Sembri un canguro!.
Ares sollev gli occhi gialli, incuriosito. Cos' un canguro?
Un animale che salta sempre.
Ares si accigli. E io sono un animale?
Certo che no!, rispose d'impulso Luca, allontanandolo un poco per poterlo guardare bene in faccia. Attento a quello che dici adesso, lo ammon la voce di Sybil, nella propria testa. D'altro canto, per, non sei nemmeno umano al cento per cento.
Ares accartocci il muso in una smorfia. Se no non avrei tutti questi peli... e gli artigli... e le zanne....
Hai una pelliccia molto bella, comment con dolcezza Luca, accarezzandogli la schiena. Scommetto che molti dei tuoi amici te la invidiano!.
Ares lanci un'occhiata ai bambini e ai ragazzi poco distanti che si stavano ancora riposando, rimanendo seduti sull'erba. Dici?
Luca sorrise col volto di Sybil. Dico di s.
Ares ricambi il sorriso. Per cos tanti peli sono un po' scomodi. Penso che da grande mi far depilare... come le donne!.
Luca soffoc una risata. E tu che ne sai di queste cose?.
Ares si strinse nelle spalle. Boh, ne ho sentito parlare....
E di cos'altro hai sentito parlare?.
Il bambino ci pens un po' su. Dell'Erede, rispose infine. Tutti parlano di come ha sconfitto Morpheus! Era proprio cos cattivo Morpheus?
Oh s, lo era davvero... Pur di ottenere ci che voleva, non si fermava di fronte a nulla. Era una creatura senza piet.
E Bryan l'Erede quando arriva?. Sorrise. Non vedo l'ora di conoscerlo.
... ...
Julius osservava con aria estasiata la statua che gli stava davanti, dorata e alta mezzo metro pi di lui. Dopo una certa esitazione, sfior il freddo pizzetto, i cui peli erano incisi con tanta perfezione che ci si sarebbe aspettato di vederli muovere al primo alito di vento.
 bellissima, bisbigli, quasi avesse timore di svegliarla. Perfetta.... Sollev la mano e distese il palmo, facendolo scorrere sulla guancia metallica, sulla tempia e poi sulla fronte ampia. Hai fatto un lavoro eccellente, disse, senza nemmeno guardare l'interlocutore, che lo ringrazi con un mormorio appena udibile.
La statua ritraeva Morpheus, fin nei minimi particolari. Era raffigurato con indosso la sua solita tunica e i sandali; era in piedi e aveva le braccia intrecciate sul petto; i suoi occhi erano leggermente socchiusi e fissavano un punto in lontananza; la fronte era un po' corrugata e un lieve sorriso incurvava le labbra. Il sorriso di uno che aveva vissuto molto, pens Julius, accarezzando ancora quel volto tanto familiare. Il sorriso di uno che avrebbe dovuto vivere ancora a lungo.
Una riproduzione perfetta, ribad, cercando di mandar gi un fastidioso groppo alla gola. Fece un cenno al discepolo autore della statua, senza guardarlo, e gli disse: Voglio che ogni centro operativo possieda una scultura del genere. Mi metter in contatto con gli altri Dirigenti e poi ti mander a chiamare. Va' pure, ora.
Sissignore, sono lieto che la mia opera le piaccia, assent l'artista, prima di uscire silenziosamente dall'ufficio.
Julius controll la porta per assicurarsi di essere davvero solo e subito dopo si lasci cadere sulle ginocchia. Si prostr innanzi alla statua e appoggi il viso sul pavimento, fra i piedi metallici. Morpheus, mi sento perduto senza di te, sussurr, muovendo appena le labbra e chiudendo gli occhi. So che sei morto, ma so anche che tu sei pi di una creatura mortale. So che la tua essenza trascende sia la morte sia l'Inferno. Sospir. Tu sei superiore all'Inferno, al Paradiso e a qualunque cosa ci sia nel mezzo. Ti prego, dammi un segnale, guidami.... Un singulto lo interruppe, poi continu: Guida il tuo fedele Julius e la tua fidata Baia.... Strinse le dita intorno alle fredde caviglie della statua e singhiozz ancora. So che non ci hai abbandonati... che ora vegli su di noi.... Dopodich tacque e rimase a lungo prostrato.
Si rialz quasi un'ora pi tardi, massaggiandosi i lombi anchilosati e poi portandosi una mano alla testa. Si volse e si mosse verso la scrivania: era sicuro che gli altri Dirigenti avrebbero apprezzato la sua idea delle statue, un seppur misero tributo al pi grande mezzodemone della Storia. Si blocc di scatto: un brivido gli percorse la colonna vertebrale, facendogli venire la pelle d'oca. Torn indietro e si avvicin di nuovo alla statua, fissandola con aria stralunata.
Gli occhi metallici di Morpheus erano bagnati. Una piccola goccia stava scivolando sulla sua guancia.
Stava piangendo.
4 G.d.M.
Olimpia si tir a sedere di scatto e si guard intorno, mettendo a fuoco l'ambiente intorno a s. Si trovava in una stanza fiocamente illuminata, in compagnia di una dozzina di giovani Sotterranee con gli sguardi persi nel vuoto.
Era ora che ti svegliassi, disse una voce gentile proveniente da dietro di lei.
Olimpia si volse e vide, seduta su una poltrona, una donna in carne che le sorrideva. Dove mi trovo?, le chiese, alzandosi dal materasso su cui si era risvegliata. Che cazzo di posto  questo?
 ora di farsi belle, disse la donna, ignorando le sue domande, e si sollev dalla poltroncina. Il padrone vuole che le sue delizie siano sempre splendide....
Chi  il padrone?, grid Olimpia, mentre iniziava a perlustrare la stanza, alla ricerca di una porta o un passaggio. Niente, sembrava che fossero sigillate dentro. Marci con decisione verso la prosperosa donna, che continuava a fissarla con un sorriso idiota stampato sulla faccia paffuta. Dimmi chi  il tuo padrone.
Il nostro padrone, la corresse la donna. La prese per mano e la trascin fino alla poltroncina: era molto forte, sotto lo strato di grasso doveva avere dei muscoli non indifferenti. Lui vuole che le sue prelibatezze siano sempre invitanti, gustose....
Ci ha rapite per farci prostituire?, sibil Olimpia, osservando le altre ragazze presenti nella stanza: erano tutte imbambolate, come se fossero state drogate o ipnotizzate. Una aveva tentacoli al posto delle braccia, un'altra aveva una pelle che sembrava quasi composta di gelatina, un'altra ancora aveva due teste e cos via... ma erano accumunate dallo sguardo vuoto. Le hai drogate?, ringhi, tornando a volgersi verso l'abbondante Sotterranea che ora stava armeggiando in una borsetta. Ti avverto che non riuscirai a farlo anche con me....
Io?! Drogarle?! Ci mancherebbe... le ho soltanto lavate e pulite, come ho fatto con te mentre dormivi (non senti come sei bella profumata?), dopodich le ho truccate per benino. Vedi come sono belle?. Il sorriso si allarg sul suo viso. Estrasse un pennellino dalla borsetta e lo avvicin al viso di Olimpia. Stai bene immobile adess....
Venne bruscamente interrotta da una violenta testata, che la colp in pieno volto e la fece ruzzolare indietro. Poche storie!, esclam Olimpia, piombandole addosso e artigliandole la gola. Dimmi chi comanda qui e dove ci troviamo!.
Immaginavo che con te sarebbe servita una dose extra, disse la Sotterranea, dopo aver sputato un po' di sangue, parlando con la voce strozzata ma senza mostrare alcun segno di sofferenza e nemmeno di preoccupazione. Quindi soffi e una polverina gialla vol dalla sua bocca fino alle narici di Olimpia, che non pot fare a meno di inspirarla. Appena ti tranquillizzerai, potr truccarti come le tue compagne....
B-bastarda, balbett Olimpia, sentendo che la lucidit le stava gi scivolando via. Cerc di soffocare la donna, ma ormai non era nemmeno pi in grado di percepire la stretta delle proprie mani. Anche la vista le si stava annebbiando.
Sarai la pi bella! Farai un figurone di l... Ti mangeranno con gli occhi!.
... ...
Sto impazzendo, sussurr Bryan, riempiendosi un pugno di sabbia, sollevandolo all'altezza degli occhi e poi svuotandolo a poco a poco. Sto davvero impazzendo....
Eppure gli era sembrato tutto cos reale: i biscotti, la visita del Diavolo, Leila... Era stato come uno di quei sogni in cui ogni cosa  assurda e ciononostante il sognatore non dubita nemmeno per un attimo di ci che lo circonda. Solo che Bryan era perfettamente sveglio quando aveva avuto quella delirante allucinazione.
Leila, sembravi cos reale.... Invece era tutto sabbia, nient'altro che sabbia...
Dopo aver pianto a lungo, aveva anche pensato che potesse essersi trattato di un qualche tranello del Diavolo stesso, forse per ottenere la sua anima...
Ma no,  tutta colpa di questa dannata pietra!.
Il Talismano aveva forse prodotto quell'allucinazione avvertendo l'inconsolabile dolore del suo Erede, ma in breve l'inganno era caduto... oppure l'aveva deliberatamente preso in giro... oppure...
Rivoglio la mia Leila!, grid e inizi a sbattere la testa al suolo, facendo tremare il terreno per chilometri e chilometri intorno a lui.
... ...
Ares abbranc l'adulto contro cui stava combattendo e spicc un altissimo salto, tenendolo stretto fra le proprie braccia pelose e nerborute. Il ribelle grid e tent di divincolarsi, ma lui lo resse senza fatica e, non appena arrivato a una dozzina di metri d'altezza, cominci a vorticare in aria come se si fosse trasformato in una ruota. Sembr rimanere sospeso pi di quanto fosse fisicamente possibile, dopodich torn al suolo e lasci andare l'uomo; questi mosse un paio di passi storti da ubriaco e croll come un sacco vuoto. Ares, invece, era del tutto saldo sulle proprie gambe. Fece una panoramica del pubblico che si stava infoltendo sempre di pi, un combattimento dopo l'altro, e alla fine sollev entrambe le mani.
Ci fu un'ovazione dalla folla. Ovazione che gradualmente si trasform nell'acclamazione di un nome. Ares impieg un po' per riuscire a capire di quale si trattasse: In-sor-ta! In-sor-ta....
Il capo della Comunit, che si trovava in mezzo al pubblico, venne gentilmente sospinto in avanti, verso l'improvvisata arena. Teneva le mani sollevate davanti a s e le muoveva piano, come per dire: Ma no, guardate, non  proprio il caso....
In-sor-ta! In-sor-ta!.
Il leader ribelle ripet ancora qualche volta lo stesso gesto, poi si strinse nelle spalle e grid, per farsi sentire nonostante il frastuono: D'accordo, avete vinto! Anche io sfider il bambino prodigio! Ma voi, infami, volete proprio farmi fare una figuraccia, eh?. Ridacchiando, si rivolse verso Ares, accennando un inchino. Vacci piano, ragazzo: non sono pi giovane come un tempo.
Stai... state tranquillo, si corresse, rispettoso. State tranquillo, Insorta. Sar delicatissimo.
Rimasero a lungo a fronteggiarsi in silenzio, attendendo che fosse l'avversario a fare la prima mossa. Dopo un interminabile minuto, fu l'Insorta I rompere il ghiaccio scagliando un raggio di energia verde. Ares balz in aria e lo schiv, poi devi i due successivi usando gli arti sfavillanti di energia. Ricadde proprio innanzi all'uomo in verde, che fint con un calcio e cerc di colpirlo con un pugno. Il figlio di Luca, per, fu abbastanza agile da spostarsi di lato, afferrarlo dal braccio teso e scagliarlo in aria. Quindi spicc un balzo e lo raggiunse a dieci metri d'altezza. Aveva intenzione di aggrapparsi a lui per farlo roteare all'impazzata come aveva fatto con l'altro, disorientandolo e confondendolo, ma si schiant contro una barriera invisibile di energia e rimbalz verso il terreno. Sbatt la schiena al suolo, tuttavia si rialz subito, proprio in tempo per vedere l'Insorta atterrare con una certa grazia, come se avesse planato sulla barriera di energia.
Qualche trucco lo conosco ancora, eh?.
L'Insorta gener di nuovo dei raggi luminosi e Ares salt come prima. Non appena fu in aria, il capo dei ribelli gli scagli contro due grandi dischi verdi; lui cerc di deviarli, ma scopr di essere imprigionato da una forza invisibile. Non prov stizza o paura, ma solo curiosit: tutte le cose nuove, tutte le cose che poteva apprendere, lo affascinavano. Cos i dischi si trasformarono in emisferi e in un istante lo imprigionarono, saldandosi in un unico globo.
Interessante, pens, tastando la prigione di energia in cui si trovava. La palla cominci a ruotare su se stessa, sempre pi rapidamente, e Ares con essa. Nonostante lo stordimento incipiente, non perse del tutto la lucidit e, anzich sprecare tempo cercando di distruggere il globo o di contrastare la sua rotazione, appoggi le mani sulla sua superficie per donargli la propria energia e assecondare il suo movimento. Cos facendo riusc in breve a sottrarlo al controllo psichico dell'Insorta, e, non appena ci avvenne, gli piomb addosso senza smettere di girare. Il primo impatto fu con la barriera di energia con cui il leader ribelle si era fatto scudo, ma la rotazione della sfera gliela spost di lato, scoprendo e quindi colpendolo. L'Insorta fece un mezzo giro intorno al globo, come se fosse rimasto appiccicato, poi venne scaraventato via con una forza incredibile.
Ares rallent le rotazioni e poi dissolse il globo di energia. Quindi si prese la testa fra le mani e rimase immobile per paura di cadere al primo passo. Chiuse gli occhi e li riapr soltanto quando sent la voce dell'Insorta davanti a s.
Vuoi fare una pausa, ragazzo?. Il tono del capo ribelle era stanco e divertito al tempo stesso; le sue vesti verdi erano un po' stropicciate, ma non si erano lacerate.
Ares scosse il capo, poi corse in avanti, flett le gambe e spicc un balzo straordinario. Quando fu in aria, gener una barriera di energia; ma non la cre per proteggere il proprio corpo, bens per schiacciare l'Insorta, infatti la allarg finch divenne un quadrato traslucido di cinque metri per cinque e gli piomb addosso mentre nella valle intera rimbombava il suo ruggito.
... ...
Luca guardava suo figlio ma non vedeva lui: vedeva un dio della guerra, spietato e sanguinario. Si sent invadere da un sinistro senso di presagio e inizi a pensare che il nome che istintivamente aveva scelto per lui fosse molto azzeccato... troppo. E i pensieri di Sybil non si discostavano troppo da questi, forse erano persino pi cupi.
Ares continuava a ruggire mentre piombava addosso all'Insorta, che se ne stava imbambolato a fissarlo, come se fosse stato folgorato dalla potenza della sua... manifestazione, si poteva chiamare cos? Forse s: era come se solo allora il cucciolo si fosse rivelato per quello che era realmente.
L'Insorta pareva atterrito, terrorizzato.
Luca sapeva che sarebbe dovuto intervenire, eppure non ci riusciva: era paralizzato e non poteva staccare gli occhi dal dio guerriero che aveva partorito lui stesso. Con le sue fauci spalancate e gli artigli spianati. Insorta!, grid, senza quasi accorgersene.
Come ridestato dall'urlo, il leader ribelle sollev di scatto entrambe le mani e gener uno scudo di energia, appena prima che fosse troppo tardi: la collisione avvenne l'istante successivo e provoc un flash abbagliante.
Non appena la luce torn sopportabile, Ares e l'Insorta apparvero come due statue avvolte dalle loro auree. Rimasero immobili, granitici, il primo sospeso in alto con l'intento di schiacciare l'avversario, il secondo teso in un tentativo di disperata resistenza.
Sembrava una scena statica, quasi da fermo-immagine, ma in realt non lo era: gli stivali dell'Insorta, infatti, stavano affondando sempre pi nel terreno. Sparirono le suole, poi continuarono a inabissarsi fino alle caviglie. Ben presto l'Insorta si trov con le ginocchia all'altezza del terreno, ma continu a resistere.
Si arrese, boccheggiando, quando si ritrov sepolto fino all'altezza delle spalle e solo la testa e le braccia spuntavano dal terreno. Ares, ancora sospeso sopra di lui bench ormai quasi rasoterra, lo ud e si affrett a fare un balzo indietro, facendo contemporaneamente dissolvere la barriera.
Scusate, forse ho esagerato, disse, chinandosi in avanti per dare una mano all'Insorta e aiutarlo a uscire dal terreno.
No, no, tranquillo, lo rassicur l'Insorta, appoggiandosi alla sua spalla pelosa. Ecco il campione, disse a voce pi alta, indicandolo con la mano.
Un'ovazione pi forte di tutte le precedenti esplose dalla folla, che pareva attendere soltanto il permesso del leader per potersi sfogare: ARES! ARES! ARES! ARES!.
Luca e Sybil guardarono il figlio che sorrideva e s'inchinava innanzi al pubblico ribelle e tremarono in cuor proprio. Certo, erano contenti della calda accoglienza che aveva ottenuto fra la gente del Rifugio, diventando in breve una sorta di mascotte, tuttavia si chiedevano dove l'avrebbe condotto la consapevolezza di essere il pi forte, di non avere limiti...
Adesso sembrava buono come il pane, come sempre: aveva stampato sul viso il sorriso di chi non  capace neanche di fare del male a una mosca. Prima, per, si era trasformato davvero in un dio della guerra, anche se solo per una frazione di secondo.
L'atmosfera al Rifugio non era mai stata tanto lieta e gioiosa, da che ricordasse, e questa era senz'altro una bella cosa, tuttavia i genitori di Ares ritenevano che non fosse affatto salutare che lui venisse esaltato - e persino osannato - in questo modo. Chiss cosa avrebbe potuto scatenare nella sua mente, che nonostante tutto era appena venuta al mondo...
Ha bisogno di un limite, afferm Sybil.
La sua voce risuon severa nella testa di Luca, che si stacc dal pubblico e cammin adagio verso il centro dell'arena. Ares, figlio mio, esord, con un tono dolce ma forse pi pomposo di quanto avrebbe voluto, devi imparare che non si pu sempre vincere.
... ...
Ares si volse a guardare la madre, sorpreso e divertito. Vuoi combattere anche tu?. Lei assent e lui disse: D'accordo. Si sgranch un poco braccia e gambe, poi fece un grande sorriso. Quando vuoi, io sono pronto.
Aspettate un attimo che mi tolgo di mezzo!, ridacchi l'Insorta, camminando traballante verso i ribelli pi vicini. Bene... che il duello madre/figlio abbia inizio!.
Sybil fece un balzo in avanti e contemporaneamente si trasform: le membra si allungarono e i muscoli s'ingrossarono, strappando le vesti a brandelli. Era la prima volta che Ares assisteva alla mutazione e rimase pietrificato dallo shock: le enormi zampe della pantera nera gli atterrarono sul petto e lo buttarono gi. Non appena si ritrov schiacciato contro il terreno, con la faccia a pochi centimetri dal muso ringhiante della madre, torn in s quel tanto che gli permise di afferrarla per le zampe con le proprie mani, rese sfavillanti dall'energia, e scrollarsela di dosso. Si rialz subito, ma la Pantera era gi partita con una nuova carica. Ares gener una barriera di energia, che per venne infranta da una semplice artigliata luminescente; allora salt, fece una capriola lungo la schiena della madre, le afferr la coda e torn a terra.
Scusa, mamma, mormor, appena prima di strattonarla e iniziare a farla ruotare.
Al secondo giro, per, lei riusc a liberarsi, colpendo Ares con una zampata e facendolo volare via; poi spalanc le fauci e gener un fragoroso raggio luminoso che turbin verso il figlio. Ares scatt di corsa per non farsi colpire, ma and a sbattere contro una muraglia di terra sbucata dal nulla. Cap che era stata lei a innalzarla psichicamente appena prima di essere investito dal raggio.
Scosse il capo, sentendosi un po' rintronato, e guard davanti a s: Sybil era scomparsa. Un brivido di ansia serpeggi lungo la sua schiena, facendogli rizzare tutti i peli, mentre sollevava di scatto la testa. E la madre era lass, nera e gigantesca, che precipitava verso di lui protendendo le zampe (senza estrarre gli artigli, per, riusc a notare). Ares cerc di filarsela di lato, ma scopr che le proprie gambe non rispondevano ai comandi e neppure le braccia, per creare almeno una barriera di energia. Allora, visto che aveva la testa gi sollevata, fece l'unica cosa possibile: spalanc la bocca e gener una scarica del tutto simile a quella creata dalla madre.
Sapeva di essere uno che imparava in fretta.
Ciononostante, Sybil non si lasci cogliere impreparata: aveva gi le fauci spalancate e fece in tempo a contrastare il raggio luminoso con un altro. Quando s'incontrarono ci fu una piccola esplosione e parve che la Pantera si fosse cristallizzata a mezz'aria, invece aveva gi appoggiato le zampe posteriori a terra. Ares era caduto a sedere, ma continuava a tenere il raggio che gli sgorgava dalla bocca puntato verso l'alto.
Madre e figlio. Pantera e ibrido. La prima in piedi davanti al secondo, seduto. Collegati da un fascio di energia lungo un metro o poco pi.
Ares tent di rialzarsi ma non ci riusc. Sybil, invece, cominci ad abbassarsi verso di lui, tenendo le zampe anteriori a penzoloni. Il raggio di energia che collegava le loro bocche si accorciava sempre di pi, aumentando di pari passo l'intensit luminosa. Sembrava quasi che volesse baciarlo.
Quando muso e bocca si sfiorarono, Ares sgran gli occhi, s'irrigid e cadde disteso al suolo. La madre gli fu subito addosso, schiacciandolo sotto la sua mole. Lui tent di divincolarsi per quasi un minuto, dopodich sospir e si arrese.
Sybil, allora, gli diede una leccata sul naso e si tir su. Ares si sollev e si diede una scrollata per togliersi la terra dai peli. Si guard intorno, per osservare le reazioni alla sua sconfitta: nessun applauso, nessuna ovazione... per stavano tutti sorridendo. La madre attir la sua attenzione con un grugnito, poi gli fece un cenno con il capo e s'incammin.
Ares le appoggi un braccio sulla schiena e si avvi con lei, mentre la folla di ribelli si apriva per lasciarli passare.
... ...
Bryan smise improvvisamente di battere la testa contro il suolo: aveva deciso di concedere ancora una possibilit ai bisognosi. L'avrebbe fatto per onorare la memoria della sua amata, come l'illusione di Leila gli aveva detto.
Lo faccio per te, mia adorata....
Si concentr appena e in un istante si teletrasport davanti a un palazzo in fiamme. Era alto sei piani e da ogni finestra spuntavano delle lingue di fuoco. C'era parecchia gente ammassata in strada e sicuramente qualcuno aveva gi chiamato i pompieri, tuttavia non si sentiva alcuna sirena in avvicinamento.
Si udivano invece le strazianti urla di chi era rimasto intrappolato nel palazzo.
Bryan rest a guardare insieme alla folla. Un guizzo della sua volont sarebbe stato sufficiente per estinguere l'incendio, dopodich avrebbe potuto guarire gli ustionati e gli intossicati dal fumo. Non gli sarebbe costato alcuno sforzo.
Sollev una mano, la punt verso l'edificio e sospir. Indugi, senza staccare gli occhi dalle fiamme, poi scosse il capo e abbass il braccio con stizza: che senso aveva salvare gli altri se non poteva salvare la persona cui teneva di pi al mondo?
Vaffanculo, sbuff, volgendo le spalle all'incendio. Andate tutti quanti a 'fanculo!, grid e torn nel deserto.
... ...
Olimpia aveva l'impressione di essersi trasformata in una statua: per spostare un mignolo di un centimetro, doveva compiere uno sforzo enorme. O anche solo per muovere gli occhi e guardarsi intorno. E poi era tutto ovattato: doveva trattarsi ancora dell'effetto della polverina che quella strega le aveva soffiato in faccia.
Adesso si stava muovendo: qualcuno la stava trasportando sopra una sorta di carrello, spingendola in quella che sembrava una lussuosa sala da pranzo. Era probabile che il padrone volesse mostrare la propria merce ai clienti mentre offriva loro un lauto pasto.
Olimpia si sent subito fissare da una serie di sguardi: sguardi anche pi famelici di quelli degli avventori del locale notturno in cui aveva danzato. Certo, ora la situazione era molto diversa: mentre prima era stata lei a dettare le regole del gioco, adesso era in balia dei suoi carcerieri. I clienti erano tutti eleganti, ma non per questo sembravano meno bestiali dei poveretti che qualche ora prima avevano sbavato per lei...
Ecco la prima portata, miei cari ospiti, esord una voce untuosa. Olimpia cerc di vedere a chi apparteneva, ma non ne fu in grado. Ammirate il suo corpo perfetto... osservate i suoi glutei tonici, non sono da mordere? E queste labbra carnose, succose? La coda, poi,  una vera chicca di questo esemplare: liscia, priva di peli e morbidissima... provare per credere!.
Dapprima Olimpia aveva creduto che stesse descrivendo lei, invece evidentemente non era cos: dovevano aver portato nella sala da pranzo anche le altre malcapitate. Secondo lei avrebbe avuto pi senso presentare le vittime una alla volta, anzich mostrarle subito ai clienti, ma nessuno l'aveva interpellata in proposito. Ora come ora, riusciva a provare solo una vaga preoccupazione, nulla di pi: ci probabilmente era dovuto alla droga che non aveva ancora finito il suo effetto.
Ed ecco questo seno scultoreo, prosegu il viscido presentatore, che ora Olimpia poteva vedere proprio al limite del suo campo visivo. Toccatelo, toccatelo pure... Stia pure seduto comodo, signore, adesso le avvicino il vassoio, cos pu tastare anche lei. Ecco, cosa ne pensa? Non desidera assaporarlo?.
Olimpia fu colta da un sinistro presentimento che non aveva nulla a che fare con la prospettiva di finire a letto con uno sconosciuto. Non sarebbe stata certo la prima volta... e forse non sarebbe stato peggio che con gli smidollati partner che aveva pescato ultimamente. No, c'era qualcosa di pi oscuro e inquietante che ancora non riusciva a inquadrare bene.
Nel mentre il presentatore continuava a esporre la merce femminea, ma lei non vi prest pi attenzione finch non venne il suo turno e si sent toccare una coscia; il contatto, per, fu strano e ovattato, come se avesse la gamba intorpidita.
Veniamo ora al pezzo... anzi, al piatto forte, si corresse il Sotterraneo con una risatina stridula. Non vi siete mai chiesti che gusto abbiano le labbra di un'elfa? e cos dicendo le sfior il pube. Questa  l'occasione giusta per scoprirlo... Stasera abbiamo per voi un esemplare pi unico che raro. Non fatevi ingannare dal suo sguardo gelido, il sangue che scorre nelle sue vene  bollente!.
Olimpia apr la bocca, ma aveva la lingua impastata e non riusc a dire niente.
Il presentatore se ne accorse, infatti disse: Osservate, si sta gi preparando a gemere!. Le accarezz il ventre e lo scopr, mostrandolo ai clienti. Non  perfetto? Da fare a fettine sottili sottili... Dai vostri sguardi, per, noto che siete pi interessati ai seni. Li denud con mano esperta. Non vi viene voglia di staccare questi due capezzoli e mangiarli come se fossero tenere ciliegie?. Continu sullo stesso tono per alcuni minuti, dopodich esclam: Il goloso men  questo, signori. A voi la scelta, ora....
Olimpia immaginava che a questo punto ogni cliente avrebbe scelto una donna da portarsi in camera, magari facendo una breve asta per le prede pi ambite, invece arriv un cameriere con un grosso coltello in mano e senza tanti complimenti tagli di netto la mano della ragazza che si trovava pi vicina a Olimpia.
Nessuno disse niente.
La Sotterranea mutilata sgran gli occhi e spalanc la bocca, ma non riusc a gridare. Rimase solo a guardare il moncherino che sprizzava sangue come una fontana, mentre il cameriere sistemava la sua mano al centro di un piatto, la speziava come se fosse la cosa pi normale del mondo e andava a portarla al tavolo di un uomo che si stava passando la lingua fra le labbra.
Bon apptit.
Un altro cameriere era sopraggiunto ad arrestare l'emorragia della Sotterranea sotto shock, che stava iniziando ora a gemere di dolore.
Il cliente prese forchetta e coltello e tagli una delle dita della mano che aveva nel piatto; dopo aver tolto l'unghia, se lo port alla bocca e inizi a masticarlo con gusto, socchiudendo gli occhi e sospirando di piacere. Poco dopo sput le falangi, ben scarnificate, e tagli il pollice.
Nel frattempo un'altra Sotterranea era stata mutilata: usando un coltello elettrico, il cameriere le aveva tagliato entrambi i seni, disponendoli poi su un piatto a mo' di budini tremolanti e circondandoli con soffici volute di panna montata. Il cliente cui li port, un distinto signore brizzolato, aveva quasi la bava alla bocca.
E cos, pens Olimpia, con un certo distacco, dopotutto non si tratta di prostituzione. Veniamo cacciate e servite come selvaggina. Non immaginava che si fossero spinti tanto in l... I Sorveglianti non erano riusciti ad arrivare alla sede dell'organizzazione, n ad infiltrarsi come clienti: questi ultimi, infatti, oltre a sborsare senz'altro cifre astronomiche, dovevano essere selezionati con il massimo rigore.
A un'altra Sotterranea venne mozzata la coda, che poi venne tagliata a fette sottili e servita con il limone. Gemiti e vere e proprie urla iniziavano a riempire l'aria, ma nessuno sembrava prestarvi attenzione. I clienti non solo provavano gusto nel mangiare la carne ancora calda appena strappata dalle Sotterranee, ma proprio una patologica soddisfazione libidinosa. Perlomeno quelli che Olimpia riusciva a vedere dalla sua posizione, girando appena appena la testa.
Un piatto con un grosso gluteo grigliato le pass davanti, ancora fumante... e venne subito addentato, con vorace foga, da un Sotterraneo, non appena il cameriere glielo mise sotto il naso.
Olimpia sapeva che da un momento all'altro sarebbe toccato a lei e stava raccogliendo tutte le proprie energie per reagire al momento opportuno, sperando di riuscire a vincere la paralisi delle membra.
Alcuni dei clienti si erano fatti portare dei separ per poter mangiare in modo pi intimo, ma la maggior parte non si preoccupava di farsi vedere dalle vittime stesse mentre divoravano parti del loro corpo, anzi, dalle occhiate furtive che lanciavano alle fanciulle, sembrava che questo ulteriore tocco di sadismo e perversione migliorasse ancora il gusto.
Pezzo dopo pezzo, le Sotterranee stavano scomparendo: una aveva perso entrambe le braccia, i piedi, i glutei, i seni, le orecchie, le labbra e anche la lingua. Eppure era ancora viva che gemeva, piangeva e tremava. Tutte le sue ferite erano state cauterizzate, ciononostante era senz'altro un tocco magico che le impediva di svenire. A un'altra donna erano stati cavati entrambi gli occhi, che erano finiti a mollo in un macabro cocktail.
E Olimpia ancora attendeva il proprio turno, chiedendosi intanto come facessero con il ricambio delle donne: riuscivano in qualche modo a rigenerare i loro corpi o dovevano trovarne sempre di nuove? Il numero di scomparse era tanto basso da rendere improbabile la seconda ipotesi, tuttavia...
Incontr lo sguardo di un uomo che aveva appena addentato un bel polpaccio brunito. Il Sotterraneo lesse qualcosa negli occhi di lei che lo raggel: per diversi istanti rimase immobile a fissarla, poi rabbrivid e, volgendole le spalle, riprese a mangiare.
Olimpia iniziava a dubitare che si trattasse della realt: forse non si era ancora risvegliata. Il tutto sembrava pi la rappresentazione goliardica di qualche girone infernale che...
Una mano le tocc un ginocchio e lei seppe che era venuto il suo turno. Si prepar a scattare, mentre il cameriere iniziava a spingere adagio il carrello su cui lei si trovava.
Con quale parte vorranno iniziare?, si chiese, tesa come una molla.
Con sua sorpresa, il cameriere la spinse fuori dalla sala da pranzo, chinandosi poi su di lei, leccandole il collo e bisbigliandole all'orecchio: L dentro ti avrebbero divorato volentieri tutti quanti, sai... e anche io, se potessi..., sospir pesantemente, come se dovesse lottare contro la tentazione di darle almeno un morso. Ma il capo ti ha vista e ha deciso che ti vuole tutta per s....
... ...
Bryan fissava Leila con occhi sgranati e labbra tremule. Sei un'allucinazione..., singhiozz. Sei morta... sei dannata!.
Leila scosse la testa e sorrise. No, sono qui.
N-non  vero, balbett Bryan, tuttavia non pot fare a meno di avanzare verso di lei protendendo un braccio. Non  vero, tu sei dannata....
Toccami, gli disse la ragazza, porgendogli una guancia. Non ti sembro reale?
S-s... l-lo s-sembri..., farfugli l'Erede, accarezzandola con la mano tremante e scoppiando nel contempo in lacrime. Ma non lo sei!, grid improvvisamente e gli occhi di Leila si trasformarono di colpo in sabbia. Sei un'illusione, un'illusione!. Cerc di afferrarla, ma si ritrov a stringere nient'altro che un mucchio di granelli dorati. Leilaaaaaa!.
Enormi nubi minacciose apparvero dal nulla, addensandosi nel cielo terso del deserto. Folgori cominciarono a squarciare l'aria, seguite da tuoni che coprivano appena le grida disperate di Bryan. Cominci a piovere: gocce grosse come noci iniziarono a riversarsi al suolo e in breve il ragazzo si ritrov completamente fradicio, ma non vi prest alcuna attenzione.
Leila! Leila, come posso salvarti?.
Le nubi erano nere e rigonfie, pregne di qualcosa di malvagio e oscuro, e i fulmini erano sempre pi accecanti e ramificati, come se cercassero di scrivere terribili moniti nell'aria. Bryan aveva la faccia rivolta verso lo spaventoso temporale e continuava a gridare i suoi interrogativi, quasi si aspettasse di poter ottenere una risposta interpretando il fragore assordante dei tuoni.
Come posso salvare Leila?.
Cominci a grandinare: chicchi di ghiaccio grandi come pugni presero a piovergli addosso, ma lui non si protesse.
Io devo salvarla!.
Una colossale tromba d'aria si form sotto i suoi occhi, ingrandendosi sempre di pi e avanzando proprio verso di lui.
Io devo..., ma non fin, perch proprio in quel momento tutti i fulmini del cielo si schiantarono contro di lui, folgorandolo. Per una frazione di secondo, Bryan ebbe l'impressione di aver capito ogni cosa... poi per croll al suolo e non pens pi a niente.
... ...
Non potevo permettere che quei bastardi l sotto ti mangiassero, esord il capo, disteso lateralmente su quello che sembrava un triclinio. La sua voce, calda e gentile, contrastava del tutto con la sua figura spaventosa: era enorme, aveva il corpo nudo e ricoperto di squame, una doppia fila di denti affilatissimi spuntava da un muso allungato e infine lunghi artigli coronavano l'estremit di ogni dito. Quei fighetti l con i loro piattini e le forchettine e i coltellini....
Olimpia era ancora immobile sul vassoio, a un metro da lui. Ormai l'effetto intorpidente della droga era finito, tuttavia lei non disse niente: si limitava a fissarlo con occhi sgranati.
No, prosegu il Sotterraneo, alzandosi e sollevando una mano per accarezzarle delicatamente una guancia, una simile bellezza non si pu sciupare cos... Sarebbe un crimine tagliare la tua carne con uno sterile coltello!, esclam, abbassando la faccia fino all'altezza del suo viso per annusarla. Sarebbe un delitto permettere che un'asettica sega tagli le tue ossicine!. Tacque per qualche secondo, rivolgendole un largo sorriso acuminato. Dapprima pensavo semplicemente di farmi portare qualche pezzo di te da assaggiare... ma poi pi ti guardavo e pi ti desideravo tutta intera. Voglio lacerarti con questi miei artigli, le bisbigli all'orecchio, e poi dilaniarti con le mie zanne, aggiunse in un sussurro, sfiorandole il padiglione appuntito con i denti. Voglio sentire il tuo sangue caldo e palpitante scendermi gi per la gola....
Si tir su e con una mossa fulminea le graffi un seno con l'artiglio dell'indice. Olimpia trasal ed emise un gemito acutissimo. Scusa, tesoro..., disse, mentre sollevava la mano per leccare la goccia di sangue rimasta sulla punta dell'unghia. Emise un verso d'approvazione e sorrise ancora. Volevo solo assaggiarti. E devo dire che sono pi che soddisfatto della mia scelta. Ti ho lasciato in mezzo a quei buzzurri di l per far crescere il loro desiderio... quando poi far portare il tuo clone, saranno disposti a sborsare qualunque cifra per averti!.
Ecco come fanno!, pens Olimpia. Clonano le ragazze per poterle servire pi volte ai loro clienti!. Quindi non c'era alcuna speranza di sopravvivenza per le Sotterranee in sala da pranzo: sarebbero state spolpate fino all'osso, tanto la sera successiva ci sarebbero stati i loro cloni...
Eh s, rise il capo, dopo averle leccato via il sangue che le gocciolava dalla ferita al petto. Mentre eri priva di sensi abbiamo preso qualche tua cellulina... e proprio adesso una piccola te si sta sviluppando nei nostri laboratori....
M-ma  o-orribile, balbett Olimpia.
Ah, che voce stupenda, mia cara! Non vedo l'ora di sentirti gridare e supplicare! Stavo giusto aspettando che finisse l'effetto narcotizzante prima di iniziare a divorarti... Sai, a me piace fare le cose al naturale: voglio sentirti dimenare sotto le mie grinfie.... I suoi occhi s'infiammarono. Una volta anche io usavo fredde lame per fare a pezzi le mie donne, ma sentivo che c'era qualcosa che non andava.... Scosse il capo e inizi a sferzare l'aria con le unghie. Poi ho capito il problema e mi sono fatto impiantare questi artigli! Non ti nascondo che non  stato piacevole, ma non  stato nulla in confronto al lungo supplizio che ho dovuto sopportare per la dentatura... Eppure, sai cosa ti dico? Ne valeva assolutamente la pena!. Un guizzo della mano e le fer anche l'altro seno. Ha tutto un altro sapore cos....
Ho molti soldi da parte! strill Olimpia, stringendosi i seni fra le braccia. T-ti dar tutto... tutto quello che ho!.
Il denaro non mi manca di certo, ribatt il Sotterraneo, graffiandole il ventre. Non me ne serve altro... io desidero solo te.
Ho un chip di rilevamento!, strepit Olimpia, con gli occhi colmi di lacrime. Ormai si saranno accorti che sono scomparsa!  solo questione di tempo prima che i Sorveglianti....
Il capo scoppi a ridere. Bel tentativo, ma ti abbiamo scansionata dalla testa ai piedi: so che nel tuo corpicino succulento non hai niente del genere.... Olimpia sbarr gli occhi e apr la bocca per replicare, ma nessun suono usc dalle sue labbra tremanti. Siamo dei professionisti. Le pass una mano dal collo al ventre, questa volta incidendo la pelle pi in profondit, deturpando il suo corpo con cinque artigliate sanguinanti. Ignorando le grida doloranti di Olimpia, le strinse l'altra mano intorno al collo e disse: Non diamo da mangiare ai nostri clienti la prima cosa che capita....
Non lo fare, non lo fare! No, no, no!.
Lui le si inginocchi davanti e lecc via il sangue dal ventre, per poi risalire a poco a poco.
No, no..., singhiozz Olimpia, sbattendogli le mani sulle spalle per spingerlo via. Ti prego!.
S!, esclam il Sotterraneo, raddrizzandosi di scatto. Reagisci, ribellati!. Le diede un tremendo schiaffo che la fece cadere dal vassoio. Cerca di scappare!. La sollev come se fosse una piuma e la gett a tre metri di distanza.
Olimpia si rialz in piedi e si guard intorno, alla ricerca di una via di fuga. Ma non ce n'erano: anche in quella stanza le porte dovevano essere camuffate. Schiv un'artigliata del Sotterraneo e corse verso il lato opposto della stanza.
Lui, per, le afferr una caviglia e la fece inciampare. Non puoi scappare da nessuna parte, bistecchina.... La trascin verso di s, la ribalt a pancia in su e spalanc le sue terrificanti fauci. Inizier a smembrarti a poco a poco... ti guster un pezzo alla volta....
Nooo!, strepit Olimpia, colpendolo inutilmente sulle braccia muscolose. Il suo viso era ricoperto di lacrime. Singhiozzando, inizi a blaterare delle frasi sconnesse mentre i denti acuminati si avvicinavano, inesorabili, al suo petto. Non appena essi toccarono la pelle delicata del seno, emise uno strillo tanto acuto e disperato che indusse l'uomo a fermarsi e a guardarla negli occhi.
Olimpia aveva avuto a che fare con tanta feccia da quando era diventata una Sorvegliante, tuttavia uno sguardo tanto maligno quanto il suo non ricordava di averlo mai visto. Strilla, strilla quanto vuoi!, url l'uomo, con le fauci spalancate al massimo e gli occhi iniettati di sangue. Tanto nessuno ci pu sentire!.
Improvvisamente Olimpia sogghign. Nessuno? Era proprio quello che volevo sapere..., disse, con una voce che non aveva pi alcuna traccia di terrore o disperazione. Approfittando dello sbigottimento del Sotterraneo, sollev di colpo entrambi i pugni e centr l'arcata superiore dei suoi denti, facendolo strillare di sorpresa e dolore. Lui cerc di artigliarla, ma Olimpia gli afferr il polso e con un movimento fulmineo ruot passando sotto la sua ascella, riuscendo cos a girargli tutto il braccio dietro la schiena; allora fece leva e gli disarticol violentemente la spalla. Dopodich gli moll un calcio sulla schiena e lo stese al suolo.
Sai qual  il problema di queste protesi?, gli domand, allontanandosi e aspettando che si rialzasse.
Il Sotterraneo si sollev con lentezza e le rivolse uno sguardo a dir poco stralunato. Un braccio gli pendeva mollemente lungo il corpo e la bocca gli stava sanguinando. C'era sincera incredulit nella sua voce quando borbott: Ma come...?.
Olimpia lo ignor e gli corse incontro. Par un'artigliata tirata con il braccio sano e gli centr con un altro pugno l'arcata superiore dei denti. Ti dicevo, riprese, con il tono tranquillo di una conversazione fra amici, il problema di queste protesi  che non sono cos resistenti come sembra.... L'uomo serr la bocca e le tir una ginocchiata, ma lei la par sollevando la gamba, dopodich gli moll un altro pugno contro il muso. Senti gi i denti traballare?, gli domand con quella che sembrava una nota di apprensione nella voce.
Il Sotterraneo la caric di peso e riusc a spingerla via, facendola cadere, poi emise un ruggito furioso. La afferr per un piede, la sollev, la fece ruotare sopra la testa e la scagli contro la parete con tutta la forza che aveva.
Tutto qui, bestione?, fece Olimpia, rialzandosi subito. Si sgranch le articolazioni delle spalle e si pass una mano sul busto e sulla pancia, dove ogni ferita era completamente scomparsa. S, sorrise, credo di guarire un po' pi in fretta di te.
Il Sotterraneo emise un altro ruggito selvaggio e la attacc protendendo l'unico braccio sano in avanti. Olimpia si abbass per schivare gli artigli e nel contempo sollev una gamba, tenendola verso la sua faccia. In pratica, lei tenne il piede fermo e fu lui a sbattervi contro il muso, preso dalla foga della carica. La donna lo sent entrare nella sua bocca fin quasi alla caviglia, poi lo estrasse e gli diede un calcio sul petto, spingendolo indietro.
Il cannibale gemette di dolore e si port la mano alla bocca, poi si pieg in avanti e sput un denso fiotto di sangue e denti. La sua doppia arcata dentaria adesso giaceva tutta sul pavimento.
Meglio fuori che dentro, comment Olimpia, divertita.
Baffavda..., biascic il Sotterraneo, strabuzzando gli occhi dal dolore. Puffana baffavda!.
Olimpia scoppi a ridere. Se ti rimane un minimo di dignit, evita di parlare....
Lui strinse le labbra e lanci uno sguardo alla pozza di sangue davanti a s, poi torn a fissare lei con furia mista ancora a una notevole dose di confusione. Senza staccarle gli occhi di dosso, si rimise a posto la spalla slogata e inizi a muovere piano il braccio per saggiarne le condizioni.
Olimpia gli fece segno di avvicinarsi con l'indice. Dai, vieni a prendermi, vieni a mangiarmi.... Con l'altra mano, intanto, si strizzava uno dei seni. Non volevi assaggiarlo? Non desideri pi strapparlo a morsi?.
Il Sotterraneo si guard intorno, poi afferr il grosso vassoio su cui fino a poco prima giaceva la donna e brandendolo le si avvent contro. Glielo scagli con foga sul viso, ma Olimpia lo blocc con un pugno, affondando le nocche nel metallo quasi si trattasse di pongo. L'uomo sgran gli occhi, lasci andare il vassoio e fece saettare i suoi lunghi artigli verso il viso della donna.
Be'?, fece Olimpia, afferrando al volo gli artigli con entrambe le mani, appena prima che traforassero il suo volto. Aveva cinque unghioni stretti contro ciascun palmo: erano affilatissimi, certo, infatti era sufficiente solo la pressione per farle colare il sangue lungo i polsi, tuttavia era il cannibale ad avere l'aria spaventata. Vediamo se sono pi resistenti dei suoi denti?. Il Sotterraneo impallid e cerc di divincolarsi, ma la stretta di lei era ferrea. Un... due....
Al tre tutti gli artigli si spezzarono contemporaneamente e l'uomo emise un tremendo ululato di dolore mentre si guardava i moncherini zampillanti di sangue delle dita.
Bleah!, grugn Olimpia, ritrovandosi fra le mani dieci unghie. Gliele porse. Vuoi? Magari riesci a riattaccarle....
Il Sotterraneo arretr di scatto, inciamp e cadde, senza staccarle gli occhi spalancati di dosso.
Lei avanz e lui inizi a trascinarsi indietro, continuando a gemere di dolore. Olimpia scoppi a ridere. Ehi, che ti prende?! Non ti mangio mica!.
Chi fei?, biascic lui.
Olimpia gli gett i moncherini delle unghie in grembo. Non appena lui abbass lo sguardo, lei lo colp in viso con un calcio, facendolo stramazzare indietro. D'ora in poi sono io che faccio le domande. Intesi? Intesi?, grid, afferrandolo per i capelli e tirandolo su.
Emettendo un grugnito furibondo, il Sotterraneo la abbranc per la vita con un braccio muscoloso e riusc a sbatterla a terra. Quindi le salt addosso, la immobilizz premendole gli avambracci sulle spalle e inizi a sbatterle la testa sulla faccia. Si ferm dopo circa un minuto, scrollando il capo per togliersi il sangue che gli stava gocciolando sulla fronte.
Non ci siamo, disse Olimpia. Sghignazz vedendolo sobbalzare. Prima che lui avesse il tempo di colpirla ancora, gli afferr una mano, se la port alla bocca e addent senza esitazioni un dito mutilato. Lo stacc di netto e glielo sput dritto in faccia. Non ci siamo affatto, tesoro....
L'uomo lanci la testa indietro e ulul di dolore.
Olimpia gli tranci un altro dito e glielo sput in bocca. Il Sotterraneo lo inghiott e cominci a tossire convulsamente, portandosi la mano libera a stringere il collo. Occhio a non strozzarti, dolcezza!, lo ammon, poi lo spinse via e si alz.
C'era un letto matrimoniale nella stanza, dal lato opposto rispetto al carrello e al triclinio. Lo raggiunse e con un solo movimento sfil il grande lenzuolo, usandolo poi per ripulirsi la faccia dal sangue. Si tast il viso, appurando che fosse tornato perfettamente integro, e lanci un'occhiata al padrone di tutta la baracca, che sedeva rannicchiato e la fissava con uno sguardo vacuo e sbalordito.
Vieni qua, gli disse, appoggiandosi sul bordo del letto e battendo qualche pacca sul materasso accanto a s. Vieni qua, cos facciamo quattro chiacchiere.... L'uomo rimase immobile, imbambolato, a fissarla. Vieni qua. Se risponderai bene alle mie domande, non ti far nel male.
Il Sotterraneo non si mosse, ma inizi a gemere.
Olimpia si chin un po' in avanti e gli sorrise. Su, non fare il bambino. Vieni qua. Sono una Sorvegliante e voglio farti qualche domanda. Ho dovuto girare in diversi locali di spogliarelli prima che i tuoi uomini mi notassero, mi catturassero e mi portassero qui... e adesso tu non vuoi nemmeno parlarmi?, brontol, assumendo l'aria di una ragazzina imbronciata. Guarda che non  molto carino da parte tua.... Aggrott le sopracciglia e strinse i pugni. E ti avverto che a volte divento un po' cattiva con le persone che non sono carine con me....
Continuando a gemere, il Sotterraneo si alz e fece un passo traballante verso di lei, stringendosi le mani sanguinanti al petto. Fece un altro passo incerto, poi, di punto in bianco, si volse e scatt dalla parte opposta.
Olimpia, per, fu pi rapida e lo raggiunse prima che lui potesse anche solo sfiorare la parete in cui era probabile che ci fosse un meccanismo che regolava l'apertura di una porta nascosta, o un segnale d'allarme. Lo afferr per un braccio, lo fece girare e lo scaravent proprio accanto al letto.
Non posso lasciarti scappare.
Il Sotterraneo si rialz e si guard freneticamente attorno, cercando un'altra via di fuga.
Mi stai facendo arrabbiare..., lo avvert Olimpia. Qualcosa nel gelo del suo tono lo costrinse a guardarla dritto negli occhi. Non dirmi che anche tu fai parte di quella categoria di uomini-molluschi che sono forti a parole, ma che poi iniziano a piagnucolare appena si passa ai fatti.... Lo raggiunse, gli appoggi una mano sull'enorme coscia - che arrivava circa alla vita di lei - e sorrise sentendo fremere il muscolo. Eppure avevi iniziato cos bene, con i tuoi discorsi sul piacere che avresti provato azzannandomi, dilaniandomi, sventrandomi....
L'uomo bofonchi quelle che sembravano delle scuse.
Zitto, idiota!, latr Olimpia, improvvisamente furente. Gli artigli la coscia e nel contempo lo colp con un calcio dietro le gambe, facendolo cadere di peso sul pavimento. Non azzardarti a chiedermi scusa, escremento!. Gli moll una ginocchiata in faccia, nel pieno del suo muso allungato. Hai mai chiesto scusa alle ragazze divorate?!. Gli sollev la testa e lo colp ancora. Non credo!. Dopo una terza ginocchiata, ancora pi violenta delle precedenti, lo lasci andare e si mosse verso le sue lunghe gambe distese. Adesso lasciami prendere una precauzione per evitare un altro scocciante tentativo di fuga, dopodich inizieremo finalmente a chiacchierare....
N-no, n-no, balbett l'uomo, poi farfugli che sarebbe stato buono o qualcosa del genere.
Mi spiace ma non posso rischiare, ribatt Olimpia. Appoggi un piede sul ginocchio destro del cannibale, si chin fino ad afferrargli la caviglia, gli sussurr: Stringi i denti:  questione di un attimo e si raddrizz di scatto.
Crack.
Ahhhh!, strepit l'uomo, sputando sangue e strabuzzando gli occhi. Il ginocchio aveva ceduto con un sonoro schiocco e adesso la gamba era piegata di quasi novanta gradi dal lato sbagliato. Ahhh... ahhh!, singhiozz.
Su, non frignare tanto..., sbuff. Ora mi occupo dell'altra gamba. E cos fece, senza prestare attenzione alle suppliche disperate del cannibale. Bene, possiamo iniziare, sospir poi sedendosi a terra a gambe incrociate, accanto a colui che prima aveva cercato di mangiarla. Prima domanda: come ti chiami?. Il Sotterraneo mugugn qualcosa d'inintelligibile, mentre i suoi occhi roteavano come biglie impazzite. Come ti chiami?, ripet Olimpia, inasprendo il tono e schiaffeggiandolo. E guardami negli occhi: non costringermi a cavarteli.... Lui rispose, scandendo ogni lettera, e lei annu: si trattava di un nome che non le era nuovo. D'accordo, ma io ti chiamer Escremento. Il Sotterraneo si affrett ad annuire: pareva che anche lui lo preferisse. Dunque, Escremento, disse Olimpia con voce dolce, perch non inizi dicendomi i nomi dei tuoi soci in affari?
Folo... folo... solo io....
Non ti credo, dichiar Olimpia e cos, senza alcun preavviso, gli spezz un dito. Ne afferr un altro e lo pieg indietro, in attesa. Dimmi la verit.
Io, io!, gemette Escremento.
Olimpia gli spezz anche quel dito, quindi ripet: La verit. Gli strinse il pollice e aspett la risposta... risposta che non le piacque, cos gli ruppe anche quello. Questa mano ha finito le dita, le prime due, infatti, gliele aveva tranciate a morsi, tuttavia questa, aggiunse, afferrando l'altra, ne ha ancora un sacco!.
Il cannibale scosse il capo come un forsennato, piangendo sempre pi forte.
Su, su, non piangere, Escremento, lo consol Olimpia con un tono premuroso. Guarda, le tue dita hanno praticamente smesso di sanguinare, non sei contento? Se fai il bravo, non sar costretta a staccartene delle altre... Sei forte e hai buone capacit rigenerative: non morirai dissanguato.
Il Sotterraneo la guard con occhi arrossati e colmi di lacrime, mugolando frasi sconnesse.
Non sperare d'intenerirmi, disse Olimpia, inasprendo il tono. Finch non ottengo l'elenco di tutti quelli che lavorano con e per te, nonch di tutti i clienti, io sar il tuo incubo....
L'uomo balbett che non teneva certo documenti tanto compromettenti: trattandosi di una simile attivit, inoltre, si chiamavano tutti tramite pseudonimi.
Mi stai deludendo, sospir Olimpia, lasciandogli andare la mano e alzandosi in piedi. Sei un caso difficile, ma non preoccuparti: quando avr finito con te, sarai completamente disintossicato e proverai un'autentica repulsione anche solo al pensiero di addentare una ragazza.... Recuper gli artigli che prima gli aveva sradicato e gliene porse uno. Piantatelo nella coscia, per favore....
Il Sotterraneo sbarr gli occhi e le rivolse uno sguardo interrogativo.
Piantatelo nella coscia, ribad Olimpia, oppure ti caver un occhio e te lo far mangiare. Il cannibale prese l'artiglio e rimase a fissarlo per diversi secondi, soppesandolo. Prova a colpirmi e anzich l'occhio ti far inghiottire il glande....
Hai... vinto..., biascic Escremento, arrendendosi. Fi dir... nello... che vuoi, aggiunse, sforzandosi di pronunciare delle parole comprensibili.
Olimpia, per, scosse la testa. A quello verremo dopo, disse con severit. Adesso piantati l'artiglio nella coscia.
Il Sotterraneo strabuzz, se possibile, ancora di pi gli occhi. Apr la bocca, ormai ridotta a un'orrida grotta sanguinolenta, e la richiuse senza dire niente. Dopo qualche secondo dischiuse di nuovo le labbra incrostate e tremolanti e inizi a balbettare una serie di nomi.
Non mi interessano adesso, tagli corto Olimpia, parlando a denti stretti. Ultima possibilit: piantatelo nella coscia oppure di' addio al tuo occhio....
Il cannibale lasci cadere l'artiglio e balbett qualcosa.
Olimpia non lo rimase a sentire. Scuotendo la testa con disappunto, sollev una mano e raggiunse l'occhio destro del criminale, che allora cerc di tirarsi il pi indietro possibile, muovendo poi il capo da un lato e dall'altro e gemendo: Artiglio, artiglio!, o perlomeno storpiando una parola simile.
Ti svegli un po' tardi, eh?, ridacchi Olimpia. Cerchi di parlare quando ormai non  pi tempo di parlare, cerchi di obbedire quando ormai  semplicemente tempo di subire... Vediamo se hai imparato questa lezione: sta' fermo o finisci castrato.
Il Sotterraneo s'immobilizz.
Olimpia gli cav via il bulbo oculare con un movimento esperto e, tenendolo sul palmo aperto, attese che le sue grida si attenuassero per dirgli: Bravo. Adesso apri la bocca e tiralo gi. Ti consiglio di non masticarlo:  morbido e umido, meglio inghiottirlo.
Il cannibale spalanc la bocca strillando, poi tir fuori la lingua. Olimpia vi appoggi delicatamente l'occhio sopra e lui lo deglut subito, facendo una smorfia terribile che la fece ridacchiare.
Bravo, Escremento! Bravissimo!, gio. E adesso sai cosa devi fare?.
Il Sotterraneo la fiss attraverso l'unico occhio rimastogli e annu; quindi afferr l'artiglio che prima aveva lasciato cadere in grembo e torn a guardarla. Olimpia assent sorridendo, incoraggiante. Il criminale emise un sospiro gorgogliante, prese la mira e si piant l'artiglio nella parte laterale della coscia, affondandolo per met nella carne.
Avrei preferito che lo piantassi bene in centro, sospir Olimpia, ma so accontentarmi. Si chin verso di lui, che strill e si ritrasse, e gli diede un delicato bacio sul naso. Non aver paura, ascolter i nomi che sei tanto ansioso di rivelarmi... Ma prima mettiamoci un po' pi comodi. Cos dicendo, si alz, lo sollev per le spalle e lo adagi sul letto matrimoniale; poi iss delicatamente anche le sue gambe rotte; infine lo raddrizz per bene, sistemandogli persino il cuscino sotto la nuca. Va meglio cos?.
Il cannibale bofonchi un ringraziamento.
Oh, non devi ringraziarmi, cinguett Olimpia sorridendo, mentre si sdraiava accanto a lui. Appoggi la testa sulla spalla dell'uomo e pos un braccio sul suo petto. Dimmi pure, Escremento, sono tutt'orecchie....
E il criminale parl: fece il nome di chiunque fosse in qualche modo implicato in quel racket di cannibalismo, dai suoi soci ai camerieri meno importanti, agli habitu. Era lui che teneva tutte le fila della faccenda e una simile attivit non poteva mantenere simili livelli di segretezza senza che conoscesse perfettamente le identit di ogni cliente, dal pi ingordo di carne fresca femminile al pi sofisticato nei gusti...
Ottimo, comment Olimpia, quando infine il Sotterraneo tacque. Si sollev sul gomito, gli sorrise e lo baci sulle labbra sanguinolente. Adesso riposati un po', caro, e recupera il fiato, perch poi dovrai raccontarmi di tutte le donne che hai divorato, dalla prima all'ultima, senza dimenticarne nemmeno una, intesi?. Il Sotterraneo chiuse l'occhio, annu e sospir. Nel frattempo ti racconter una storia... una storia di quando ero piccola.... Cominciando ad accarezzargli il petto, sospir: Mio padre.... Tacque diversi secondi e quando riprese a parlare la sua voce era quasi incrinata: Mio padre era un tipo molto, molto manesco: picchiava continuamente mia madre e i miei fratelli. Ma non picchiava mai me. Mai. Si limitava a guardarmi... e come mi guardava.... Rabbrivid e si strinse ancora di pi al corpo del cannibale, accorgendosi che stava tremando un poco. Dopo l'ennesimo pestaggio subito dalla mia povera madre, vedendola rannicchiata in un angolo, terrorizzata e sanguinante, decisi che avrei dovuto fare qualcosa. Mi scervellai fino a trovare la soluzione. La soluzione perfetta, senza nemmeno dovermi sporcare le mani di sangue....
Olimpia continu a raccontare, stringendo il Sotterraneo sempre di pi, come se temesse che sarebbe scappato via da un momento all'altro. Di tanto in tanto sollevava lo sguardo per osservare la sua reazione e ogni volta lo trovava un po' pi pallido e con l'unico occhio sempre pi sgranato. A un certo punto si accorse che il cannibale aveva iniziato a muovere leggermente le labbra, come se stesse pregando. Sogghignando, continu l'orribile racconto di come aveva spinto suo padre verso un baratro di morbosa follia. E oltre il punto di non ritorno. Fu l'apoteosi dell'umiliazione e del peccato, sospir e concluse: E mio padre non vide alternativa al suicidio....
Il Sotterraneo parve tornare a respirare dopo minuti di apnea. Era pallido come un cadavere, e non soltanto per via del sangue che aveva perso. Le sue labbra tremavano in modo incontrollabile. La fissava con l'occhio superstite sbarrato e colmo di un orrore indescrivibile.
Olimpia gli rivolse un caldo sorriso e lo baci di nuovo. Non te l'ho raccontato perch desidero anche il tuo suicidio, tranquillo, ma giusto per passare il tempo e farti recuperare il fiato. Sei pronto per rivivere ogni tuo pasto a base di donne?
U... uhh... uc-cidi... mi..., bofonchi il criminale, fissandola con l'occhio lacrimante.
Olimpia scoppi a ridere. Ucciderti?! Ma figurati!, sbott. Sono una Sorvegliante, non posso mica fare una cosa del genere!.
Ti... p-prego....
Olimpia scosse il capo. Ci che posso fare  consentirti di chiamare la centrale non appena avrai finito di raccontarmi di tutte le ragazze che hai terrorizzato, graffiato, morso, mutilato e divorato.... Strinse una mano intorno all'artiglio che spuntava ancora dalla coscia del Sotterraneo e disse: Ora devi rispondere esattamente a una domanda: quante ne hai mangiate in tutto? Mi raccomando, non mentire: sai che me ne accorgo se menti....
Il cannibale rimase assorto per quasi un minuto, infine mormor che erano cinquantanove... senz'altro cinquantanove.
Bene!, esclam Olimpia e gli strapp l'artiglio dalla coscia, costringendolo a gridare di rinnovato dolore. Glielo mise in mano e disse: Adesso non devi fare altro che descrivermi ognuna di queste donne, descrivermi esattamente come l'hai divorata... e tagliarti un pezzo di carne per ognuna di esse, concluse sorridendo. Sei libero di affettarti dove preferisci, basta che non sia un punto vitale: l'importante  che poi ti mangi tutto quello che ti tagli. Sogghign. Non bisogna sprecare della buona carne, non  vero?.
Oltre due ore pi tardi, il Sotterraneo accett con mani tremanti il videocomunicatore che Olimpia aveva trovato nel cassetto di un armadio a muro e, sotto il suo sguardo, compose quasi con foga il numero pubblico del Carcere del Non Ritorno.
Appena un agente rispose, il cannibale scoppi a piangere e disse chi era e grid che si pentiva di tutto quello che aveva fatto e supplic che lo arrestassero subito e singhiozz che non dovevano perdere tempo e gemette che non ricordava l'indirizzo - forse potevano rintracciarlo localizzando la chiamata, giusto? oh s, s, ora lo ricordava! - e grid i nomi di tutte le ragazze che aveva rapito e mangiato o fatto mangiare e invoc piet per la sua anima e promise piangendo che avrebbe risposto a tutte le domande e fatto qualunque cosa, bastava che si sbrigassero a venire!
... ...
Bryan era sdraiato a pancia in gi su una candida nuvola e canticchiava una canzone che aveva imparato da piccolo... cio, una sua particolare - e recente - interpretazione: Leila Leila, tu... Leila Leila, ah....
Da quando aveva raggiunto la consapevolezza di cosa avrebbe fatto, aveva iniziato a sentirsi sereno, quasi allegro. Il suo piano era perfetto, il migliore che intelletto umano avesse mai immaginato.
Poco dopo tacque e si sporse oltre il bordo della nube, osservando la citt che riluceva sotto di lui. Era da qualche ora che volava, setacciando inutilmente la terra che scorreva centinaia di metri pi in basso, ma forse adesso aveva trovato qualcosa di interessante.
Un punto di partenza per realizzare la sua grandiosa opera.
... ...
Ares stava per morire e lo sapeva, lo sapeva bene... non era certo stupido.
Osservava con occhi spenti la propria immagine riflessa: allampanato e scheletrico, sembrava un ammasso di ossa e peli che si teneva in piedi per miracolo. Si era alzato ancora, fino a diventare il pi alto di tutto il villaggio, e al tempo stesso aveva iniziato a dimagrire a vista d'occhio. Gomiti e ginocchia erano pi grossi, rispettivamente, di braccia e cosce. Le costole parevano sul punto di sbucare dalla pelle al primo respiro troppo profondo. La sua testa, poi, sembrava un teschio...
Eppure mangiava, mangiava in abbondanza. Non era denutrizione la sua, non fisica perlomeno.
Sembrava che tutto fosse iniziato dopo la batosta che gli aveva dato sua madre. Da allora aveva iniziato a perdere un combattimento dopo l'altro, divenendo sempre pi debole, finch non era stato pi in grado di affrontare nemmeno i bambini che aveva conosciuto per primi, quelli pi piccoli.
Adesso era appena appena in grado di camminare con le proprie forze, stando per attento a fare passi piccoli e movimenti lenti. Sapeva che Sybil l'aveva seguito tenendosi a una certa distanza quando lui era uscito dalla casa che era stata assegnata loro; i suoi genitori volevano essere pronti a intervenire, casomai lui avesse avuto un mancamento (possibilit non troppo remota, viste le sue attuali condizioni). Si sentivano in colpa perch temevano chiss come di aver dato il la al suo deperimento, ma Ares li aveva gi rassicurati: la cosa pi probabile era che la sua vita fosse destinata a finire veloce com'era cominciata.
Un'intera esistenza vissuta in meno di una settimana.
Ares era consapevole di essere una creatura strana, che forse non aveva precedenti, tuttavia riteneva che la ragione per cui sarebbe morto non sarebbe stata soltanto che era giunta la sua ora. Se cos fosse stato, sarebbe invecchiato rapidamente e non deperito. Non sembrava un anziano adesso, infatti, bens un ventenne tenuto a digiuno per un mese.
Era una questione di energia: sentiva che non ne aveva quasi pi. Avevano provato a donargliela, ma il tentativo si era rivelato inutile e addirittura controproducente, provocandogli fitte di dolore.
N il nutrimento, n l'energia, n il riposo gli davano sollievo. L'unico alleviamento lo provava quando si trovava con Sybil, ma anche l la sensazione piacevole era solo passeggera, tanto fugace da renderlo insicuro di averla davvero provata.
Stava morendo e non sapeva perch, tuttavia era comunque felice di essere venuto al mondo, anche se solo per poco. Sorrise e inizi una lenta panoramica sulla valle in cui si trovava: era bella, davvero incantevole. Amava le montagne, il cielo, il fiume, la terra... Amava i bambini, i ragazzi, gli uomini e le donne che aveva conosciuto: tutti quanti, senza alcuna esclusione; erano sempre allegri e lui era felice quando si trovava in loro compagnia. Era anche contento che non si fossero lasciati rattristare dal suo indebolimento: se avessero iniziato a trattarlo come un morente sarebbe stato peggio, molto peggio... Prima amava giocare e combattere con loro, adesso amava sentirli parlare e ridere... e guardarli divertirsi... e ascoltarli mentre raccontavano storie o leggevano a voce alta. E soprattutto amava i suoi genitori, strani non meno di lui, imprigionati nello stesso corpo (anzi, negli stessi due corpi).
Riusciremo a salvarti, sussurr la voce dolce di Sybil, appena dietro di lui.
Ares si volse lentamente e sorrise. Temo di no, ribatt senza commiserazione, quasi con serenit. Non piangere....
Sybil riusc a contraccambiare il sorriso, poi lo strinse in un cauto abbraccio, timorosa di fargli male. Ti voglio... ti vogliamo, si corresse, un mondo di bene....
Anche io, sussurr Ares in risposta, accarezzandole delicatamente la schiena. E sono felice che mi abbiate donato questa vita. Si concesse una lieve risata. Breve ma intensa, no?.
Sybil singhiozz e lo strinse un po' pi forte. Ares percep di nuovo quel brevissimo sollievo; una parte della sua mente lo registr e intu che bisognava indagare in quella direzione per capire la ragione di quello che gli stava capitando. Che in qualche modo sua madre riuscisse a trasmettergli involontariamente un briciolo di energia? Comunque non sarebbe stato certo sufficiente a salvarlo...
Mi piacerebbe conoscere Bryan, disse di punto in bianco, senza sciogliere l'abbraccio. Credi che torner al Rifugio... in tempo?.
Sybil si tir un po' indietro, tenendo le mani strette intorno alle sue esili braccia, e lo guard negli occhi con un'aria di scoramento. Io.... Poi si accese una luce di determinazione nei suoi occhi. Andremo a cercarlo!, esclam. Lo troveremo e lo porteremo qui.
Ares scosse il capo sorridendo. Potrebbe essere ovunque e io non voglio che tu te ne vada... Non voglio rischiare di andarmene quando non ci sei.
Conosco una persona che sicuramente sa dove si trova: Eos, lui sa sempre tutto. Mi far teletrasportare dove si trova Bryan e lo convincer a venire qua. E cos tu potrai conoscerlo. E.... La luce nei suoi occhi s'intensific. E scommetto che Bryan potr usare i suoi poteri per guarirti! Devo andare, non posso perdere altro tempo!.
Non sar necessario, disse una voce sensuale e pacata che Ares non aveva mai udito.
Per un momento credette davvero che l'Erede si fosse miracolosamente manifestato e si volse quasi di scatto. Gli bast un'occhiata, per, per capire che non poteva trattarsi di lui: non era un ragazzo, infatti, bens un uomo adulto. Era piuttosto alto, indossava un vestito nero elegante (quasi sfarzoso) e indossava un cilindro in testa. Aveva intravisto qualcuno con un abbigliamento simile durante la sua folle corsa fino al Rifugio, ma nessuno dei ribelli gli assomigliava, neanche vagamente. Il suo viso era pallido, con due baffetti scuri che si arricciavano alle estremit e due occhi verdi screziati d'oro che non potevano non calamitare l'attenzione.
Eos!, esclam Sybil. Sembr quasi sul punto di gettargli le braccia al collo per la gioia, invece ritrov la compostezza e disse: Eos, posso presentarvi Ares, mio figlio? Ares, questi  l'Uomo Senza Tempo, l'Eterno Che Tutto Pu....
Conoscervi  un onore, signore. Ho sentito parlare di voi.
L'onore  mio, Ares, replic Eos, avanzando e stringendo delicatamente la mano scheletrica che l'altro gli porgeva. Sei una creatura fuori dall'ordinario. Possiedi potenzialit che esulano da qualsiasi immaginazione. Saresti il sogno di ogni mentore....
Ora come ora, lo interruppe a voce bassa Ares, non mi sembra di passarmela troppo bene....
Questo perch hai esaurito il tuo nutrimento qua al Rifugio, afferm Eos, come se fosse la cosa pi ovvia del mondo.
Ma no, sta mangiando, intervenne Sybil. Ma  tutto inutile, continua a deperire. Non sappiamo che fare....
Eos sollev un poco il bastone da passeggio e lo agit con un gesto vago. Perdonatemi se mi sono espresso in modo non esente da ambiguit. Mi riferivo invero all'energia negativa necessaria al suo sostentamento.
Ares e Sybil si scambiarono un'occhiata. Energia negativa?, domandarono insieme.
Eos annu, estraendo un monocolo cerchiato d'oro da un taschino interno. Dolore fisico, afflizione psichica, travaglio psicologico, strazio emotivo... di ci ti alimenti.
Ma  orribile!, esclam Ares a pieni polmoni, arretrando di scatto. Poi si pieg dolorante per il gesto inconsulto e cominci a tossire. Improvvisamente cap perch si sentiva un po' meglio toccando Sybil, a volte: si nutriva della sua sofferenza materna (e paterna). Sono un mostro....
Niente affatto, ribatt Eos, senza alterare il proprio tono pacato. Si sistem il monocolo sull'occhio. Alimentandoti di energia negativa, liberi gli altri da essa, alleviando le loro pene. La straordinariet del tuo organismo, per, non si esaurisce in ci: l'energia si trasforma quando entra in te ed  positiva allorch fuoriesce.
Quindi, disse Sybil, quando era nella mia pancia  cresciuto improvvisamente per via dell'energia negativa delle persone che mi stavano intorno. Non era una domanda: sembrava piuttosto che riflettesse ad alta voce. E pi si accalcavano per vedere come stavo, pi lui cresceva... e pi io soffrivo... e pi lui s'ingrossava nutrendosi anche del mio dolore! E quando mi sentivo improvvisamente meglio era lui che mi trasmetteva l'energia positiva....
Esatto, convenne Eos. Ormai questo luogo  stato prosciugato da ogni dolore e angoscia, o quasi, e non si conf pi alle tue necessit. L'atmosfera di letizia e spensieratezza che si respira in questa valle ha un che d'irreale: non nego che in parte sia dovuta alla sconfitta di Morpheus, nondimeno posso affermare con certezza che la tua presenza benefica ha giocato un ruolo non indifferente.
Ares era un po' confuso, ma non sorpreso. Quindi per sopravvivere devo stare in mezzo alla gente che soffre. Qua sono troppo felici ormai.
Allora non  condannato!, gio Sybil, prendendo una mano del figlio. Ci sono delle speranze, pu riprendersi! Basta andare a vivere altrove!.
Speranze, annu Eos, aspettative... le pi rosee. Un grande destino ti attende, Ares. Ti garantisco che non sei finito su questo mondo per caso: da qui a poco giocherai un ruolo fondamentale. Verr il momento in cui l'equilibrio del creato intero dipender da te... e io sono giunto qui per prepararti per quel momento.
... ...
Ares non aveva pi un piede nella fossa. Mentre si trovavano ancora in riva al fiume, Eos gli aveva appoggiato una mano sugli occhi e gli aveva trasmesso un po' della secolare, millenaria sofferenza che celava dentro di s (troppo, troppo in profondit perch lui potesse semplicemente nutrirsene): una nuova boccata di ossigeno quando ormai si era quasi dimenticato come fosse respirare... era stato come tornare alla vita. Il rinvigorimento era stato sorprendente.
Adesso era nel castello di Eos (eh s, da uno come lui bisognava aspettarselo che avesse un castello) e si sentiva in piena forma. Sybil era andata con loro: giusto il tempo di congedarsi dall'Insorta e dalla sua gente. Ora madre e figlio erano seduti su due comode poltrone in un salone del castello di Eos e attendevano il ritorno del loro provvidenziale ospite. Sybil si limitava a guardare Ares sorridendo: aveva creduto di essere sul punto di perderlo e adesso non le sembrava vero che si fosse completamente ripreso... anzi, era ancora pi grande e muscoloso di prima.
Miei cari, disse Eos, sopraggiungendo in quel momento, la vostra stanza  stata predisposta. Per qualsiasi necessit, non esitate a chiamare il mio troll domestico. Si volse verso Ares e un sorriso sfuggente comparve per un attimo sulle sue labbra. Se ti senti meglio, direi che  giunta l'ora di lasciare la genitrice per un po' e iniziare il tuo addestramento. Il tempo non  molto e tante sono le cose che ti devo insegnare.
Mi sento benissimo!.
Seguimi, dunque, disse Eos. Rivolse un garbato cenno di saluto a Sybil e s'incammin verso un corridoio laterale che usciva dal salone e conduceva chiss dove. Ares gli and dietro, ammirando i bellissimi arazzi e i quadri che addobbavano le pareti. S, sono piccoli esempi della mia genialit artistica e manuale, ma temo che non avr modo di insegnarti....
Li avete fatti voi, signore?, lo interruppe Ares, sbalordito.
S. Ho costruito il castello su questa montagna, pietra dopo pietra. In seguito ho iniziato a riempirlo con opere e manufatti da me prodotti. Ho raggiunto l'eccellenza in ogni arte umana che mi aggradasse: dalla pittura, alla scultura, all'intaglio, alla poesia.... Tacque per un istante e sbirci Ares da sopra la spalla, attraverso la lente del monocolo. Se sei qua, per, non  per ammirare n ascoltare n leggere i miei semplici capolavori, bens per raggiungere l'eccellenza in un altro campo: la lotta.
Ares sorrise. Gi al Rifugio me la cavavo abbastanza, borbott con un lieve impaccio.
Eos si ferm, lo guard quasi con tenerezza e gli appoggi una mano sulla spalla. Considerando che sei nato or ora  notevole... ciononostante abbi fede in me quando affermo che non hai neanche cominciato a scalfire la superficie del tuo potenziale. Quando avr finito con te, allora s che avrai compreso il senso della differenza di proporzione fra lottare con qualche ribelle e lottare per un mondo intero.
Far del mio meglio, promise Ares, sentendo una vaga oppressione al petto. Spero di non deludervi, signore.
Eos indugi con la mano sulla sua spalla ancora per qualche secondo, poi sorrise e disse: No, non mi deluderai. Lo so.
E da cosa devo cominciare?.
Ti condurr nel mondo dei Sotterranei. Sar l che inizierai.
... ...
Il mercante stava sistemando pigramente la sua roba sul solito banco quando ud uno strillo. La vecchia che vendeva unguenti dirimpetto a lui aveva occhi e bocca sgranati e indicava qualcosa con una mano tremante. Il mercante si volse indietro di scatto e vide una sostanza nerastra che colava all'esterno della finestra pi vicina, oscurandola completamente nell'arco di pochi secondi. Fece una panoramica e si accorse che lo stesso stava accadendo in tutte le finestre di quel piano del Bazar. Cerc di rassicurare la vecchia con un gesto e inizi a scambiare sguardi con i commercianti pi vicini. Chi pi e chi meno, chi in silenzio e chi strepitando, erano tutti confusi e preoccupati: nessuno aveva la minima idea di cosa stesse succedendo.
Poco dopo la sostanza scura spar e le finestre tornarono sgombre. Seppur con una certa titubanza, il mercante vi si avvicin adagio e, fattosi coraggio, si affacci. Vide quella che sembrava una colossale macchia di petrolio, proprio ai piedi della struttura del Bazar. All'improvviso la cosa si innalz e si solidific, trasformandosi in una sorta di pilastro informe; poi dal troncone centrale spuntarono dei lunghissimi tentacoli e subito dopo una rozza testa. La creatura spalanc allora le fauci ed emise delle terrificanti grida gutturali. Le urla continuarono per un tempo che parve interminabile, poi piomb il silenzio.
L'istante successivo l'essere scaten i suoi tentacoli infernali contro il Bazar... e fu una carneficina. Il mercante mor, come tutti gli altri, ma l'ultima cosa che gli rimase impressa sulle retine, appena prima che il suo corpo fosse dilaniato, furono gli occhi della creatura.
... ...
Olimpia venne svegliata da un insistente ronzio. Mugugn, si volse su se stessa arrotolandosi nelle lenzuola e fatic a liberare un braccio dalla morbida stretta. Aveva la spiacevole sensazione di essersi appena coricata, dopo la lunga notte di lavoro con il cannibale: chi osava disturbarla?
Tast la mensola alla cieca finch non trov i suoi audiovisori. A un profano sarebbero parsi dei semplici occhiali con un microfono attaccato a una delle astine, ma in realt erano molto di pi. Facevano parte della dotazione standard di ogni Sorvegliante e consentivano prevalentemente di trasmettere, ricevere, guardare qualsiasi tipo di filmato e fare delle scansioni istantanee (raggi x, infrarossi...). Li infil, sbadigli e attiv la comunicazione dicendo: Qui Olimpia. Rimase in silenzio ad ascoltare la voce proveniente dalla minuscola cassa incastonata nell'astina sinistra. Che cosa?!, sbott poco dopo. Arrivo subito. Interruppe la comunicazione, si tolse gli audiovisori e li lasci cadere sul materasso. Balz gi dal letto e si vest rapidamente; mezzo minuto pi tardi, tir su la cerniera della divisa, si mise i guanti e fu pronta (aveva inforcato di nuovo gli occhiali e aveva gi stretto il cinturone con le pistole intorno alla vita). Usc di casa e chiuse a chiave la porta d'ingresso, che aveva fatto riparare.
Si ferm davanti alla Cabina di Trasporto che usava solitamente e attese con impazienza che la luce al centro della porta diventasse bianca; ci avrebbe segnalato la liberazione della Cabina gemella. Dai, datevi una mossa..., sibil a denti stretti, pur sapendo che nessuno avrebbe potuto sentirla. Oh!, esclam, non appena la luce bianca si accese. Spalanc la porta, entr e la richiuse dietro di s. Era una Cabina standard di due metri per due (per quattro di altezza), per consentire anche ai Sotterranei pi ingombranti di accedervi. Si avvicin al monitor, batt rapidamente sulla tastiera tre parole - Bazar del Giorno - e premette INVIO. Venne percorsa da una debole scarica, seguita da un intenso formicolio e da un istante di blackout.
Grazie per aver viaggiato con noi, disse una voce registrata, proveniente dalla sommit della Cabina. Arrivederci.
Olimpia riapr la porta e s ritrov a svariati chilometri dalla sua abitazione, nel Bazar... o perlomeno davanti a ci che ne restava. Ripensando al solito splendore e vedendo com'era stato ridotto, non riusc a scacciare un nodo alla gola. Uno dei suoi Sorveglianti gliel'aveva detto, eppure lei non aveva potuto - non aveva voluto - crederci finch non lo aveva visto coi propri occhi.
Il Bazar del Giorno era stato completamente demolito. Nemmeno un piano era sopravvissuto: rimaneva soltanto una quantit impressionante di macerie. Incredula e addolorata, fece una lenta panoramica e vide di tanto in tanto dei barlumi di colore in mezzo ai detriti grigi.
Signora!.
Olimpia abbass lo sguardo e vide un Sorvegliante (non si era mai presa la briga di tenere a mente il suo nome) che le correva incontro in modo alquanto sgraziato. Che diavolo  successo?, gli domand, tornando a osservare i resti del Bazar. Chi pu aver fatto una cosa del genere?
Abbiamo gi interrogato i testimoni, la inform il Sorvegliante, ma sono sconvolti: non so quanto siano affidabili....
E le telecamere di sorveglianza?
Non hanno subito manomissioni: nel carcere stanno visionando le registrazioni.
Ottimo. Ma i testimoni cosa dicono?. Olimpia scocc una breve occhiata ai venti-venticinque Sotterranei che fissavano con aria stravolta le rovine del Bazar, aggirandosi come spettri; alcuni gesticolavano e parlottavano fra loro oppure rivolti ai Sorveglianti. Nel frattempo i Soccorsi avevano iniziato a darsi da fare per togliere le macerie, sperando di poter trarre in salvo chi era rimasto intrappolato sotto di esse. I Soccorritori indossavano divise blu e impugnavano degli ingombranti fucili smaterializzanti. Sparavano ai detriti, teletrasportandoli nei depositi dove in seguito sarebbero stati smaltiti e riutilizzati. Non penso che abbiano mai smaterializzato una simile mole di macerie, consider Olimpia, chiss se i depositi hanno una capienza sufficiente. Poi si riscosse e torn a guardare il Sorvegliante, che continuava a parlare. Che cosa hai detto?
I testimoni, ripet lui, hanno riferito di aver visto un'ombra comparire dal nulla, per poi..., esit e si gratt la nuca, solidificarsi; cos hanno detto. L'Ombra era alta una trentina di metri e aveva un sacco di braccia... o di tentacoli, a seconda delle versioni. Alcuni affermano che aveva una coda, per altri si trattava di una scia che permaneva dopo il suo passaggio. Poi deve aver gridato qualcosa in una lingua incomprensibile. Ma su un punto tutti i testimoni concordano: i suoi occhi.
Olimpia fece una smorfia, arricciando il lato di un labbro. Cio? Che avevano di strano?
Hanno detto che erano occhi enormi e sfavillanti di una luce bianchissima, ipnotizzante.
Olimpia sbuff un'imprecazione, poi si volse e torn spedita alla Cabina di Trasporto. Voglio vedere i filmati, disse e fece un cenno al Sorvegliante, che si affrett a seguirla e a richiudere la porta dopo che entrambi furono entrati. Dunque quest'Ombra avrebbe distrutto il Bazar per poi dissolversi?, volle sapere, mentre digitava sulla tastiera.
Cos pare, assent il Sotterraneo.
Ottimo, grugn Olimpia, spalancando la porta con un calcio e uscendo in strada.
Il Carcere del Non Ritorno era l'unico edificio della zona e torreggiava minacciosamente per un raggio di chilometri e chilometri. Si trattava di un'impotente struttura cubica, il cui lato superiore sfiorava il soffitto ricoperto di luci che costituiva la volta celeste della citt. Il carcere era interamente circondato da un'altissima recinzione elettrificata, forse una preoccupazione superflua, perch nessun detenuto era mai riuscito nemmeno a uscire dal perimetro del cubo.
Olimpia si piazz davanti al gigantesco cancello e sopport, insofferente, la procedura di riconoscimento. Sapeva che quei ferrei controlli erano indispensabili per garantire la massima sicurezza, ma non vedeva l'ora di analizzare i video di sorveglianza. Mostr il distintivo, pronunci il proprio nome per l'identificazione vocale, si sottopose al controllo della retina, del DNA e delle impronte digitali (si tolse un guanto, giusto il tempo di appoggiare il pollice sul rilevatore) e infine il cancello si apr. Avanz insieme al sottoposto, per poi fermarsi davanti a una seconda cancellata, pi bassa della precedente. Si posizionarono all'interno di un quadrato luminoso, che si sollev e si riabbass con lentezza snervante, scannerizzandoli dalla testa ai piedi. Finalmente anche il secondo cancello li lasci passare e si affrettarono verso il vero e proprio ingresso del carcere.
Bisognerebbe sveltire la procedura, comment Olimpia, facendo un cenno di saluto alle due guardie che aprirono loro le porte. Il Sorvegliante, che camminava un passo dietro di lei, ne convenne, senza per sbilanciarsi troppo. Non possiamo perdere un'eternit ogni volta che dobbiamo entrare.... Si precipit come una furia nella sala di controllo, facendo sobbalzare pi di un Sotterraneo. Buongiorno a tutti, rugg, mentre raggiungeva la postazione che era stata di Ren, ora occupata da un altro operatore. Fatemi vedere che cazzo sta succedendo. Subito!.
Le telecamere hanno registrato l'Ombra da quando  apparsa a quando  svanita nel nulla, disse il Sorvegliante seduto sulla poltrona su cui Olimpia si era appoggiata; la scrut di sottecchi, visibilmente inquietato dalla sua vicinanza. Abbiamo combinato le riprese dalle varie angolazioni per ottenere una ricostruzione tridimensionale.
Le luci si spensero e i macchinari posti sulle pareti si attivarono, proiettando un'immagine al centro della sala. Tutti si volsero a osservare l'ologramma che riproduceva il Bazar, com'era stato fino a meno di un'ora prima. Era ancora presto e non brulicava di attivit, iniziava appena ad animarsi; i venditori si erano gi appostati nei soliti spazi, ma i clienti erano ancora pochi.
Se l'attentato fosse avvenuto un'ora dopo, disse Olimpia, sarebbe stata una strage....
Centinaia di mercanti sono comunque morti, sotto le macerie, osserv il Sorvegliante che era stato con lei al Bazar. Ho appena sentito il comunicato dei Soccorritori: fra i detriti non hanno trovato alcuna traccia di vita....
Nell'ologramma, l'Ombra apparve all'improvviso sulla piatta sommit della struttura stratificata. Aveva una forma indefinita, simile a fumo particolarmente denso e scuro. Scivol fin sul bordo del tetto, dopodich col di sotto, come una macchia di petrolio. La gente inizi ad accorgersene: parecchi volti fecero capolino dalle finestre del mercato. L'Ombra si erse e nel contempo si solidific: dal troncone centrale del suo corpo spuntarono dei lunghissimi tentacoli.
I suoi occhi..., sussurr qualcuno nella sala. Erano forse pi luminosi di qualunque cosa i Sotterranei avessero mai visto. Anche Olimpia si sent quasi ipnotizzare da una luce tanto candida.
Grida gutturali riecheggiarono nella stanza: provenivano dalle fauci spalancate dell'Ombra.
Che cosa sta dicendo?, domand Olimpia. Qualcuno  riuscito a tradurre queste urla?
S, rispose una voce femminile che la responsabile non prov nemmeno ad associare a un viso. Non si trattava di tradurle. Parla nella nostra lingua, ma lo fa in modo incredibilmente veloce; e tuttavia il suo tono non  acuto. Ecco ci che ripete: Non voglio il mondo, io sono il Mondo.
E cosa vuole questo signor Mondo da noi?, chiese Olimpia, seguendo con estrema attenzione ogni movimento dell'Ombra, che continuava a strepitare e a far guizzare i suoi tentacoli.
Ci ha lanciato un ultimatum, continu la Sorvegliante. Dice che questo  solo un assaggio della sua potenza. Vi lascio un giorno per riflettere. Domani all'alba terr un discorso pubblico in presenza delle vostre maggiori autorit politiche. Qui, proprio in questo luogo. Dovrete sottomettervi a me... e allora godrete della mia infinita protezione e non dovrete pi temere nulla.
Di certo non ha scelto il modo migliore per attirarsi il favore dell'opinione pubblica, comment Olimpia. Pensa davvero che radere al suolo un mercato ci far crollare ai suoi piedi?.
L'ologramma dell'Ombra tacque, dopodich inizi a frustare il Bazar con i tentacoli, facendolo crollare come se si trattasse di cartapesta anzich di solida pietra. Continu a infuriare finch nemmeno un muro rimase in piedi, quindi grid ancora qualche parola incomprensibile.
Io sono il Mondo, tradusse la stessa Sorvegliante di prima. Io sono il Mondo e vi doner la mia magnanima protezione.
Poi l'Ombra svan. Non inizi a disperdersi gradualmente, n si schiar fino a diventare invisibile. Svan soltanto, di punto in bianco, lasciando una traccia indelebile di distruzione.
Olimpia si sent sfiorare un braccio e si gir verso un Sorvegliante. Signora, disse lui, c' in linea il Sindaco e vuole parlare con lei. Immediatamente.
... ...
La donna si svegli di soprassalto, con un'imprecazione che aleggiava davanti alle sue labbra. Aveva appena fatto un sogno stranissimo, non proprio un incubo... Si sollev a sedere e, nel silenzio della notte, sent il ritmico russare del marito: per fortuna non l'aveva svegliato, se no avrebbe subito cominciato a lamentarsi che lei non lo lasciava mai dormire in pace.
Nel sogno c'era un uomo - no, anzi, era solo un ragazzino - che veniva verso di lei con un gran sorriso e con le mani tese come per abbracciarla. Dapprima lei si sentiva felice di vederlo e un'ondata di affetto si riversava nel suo petto; poi per si rendeva conto che c'era qualcosa di anomalo in quel sorriso, qualcosa di inquietante. Sembrava quasi un ghigno.
Scacci quel ricordo dalla mente e si pass una mano sulla fronte madida di sudore. Era piuttosto accaldata, aveva bisogno di darsi una rinfrescata. Si lev di dosso le coperte e mise i piedi sulla moquette stesa sul pavimento; impieg qualche secondo per trovare a tentoni le pantofole, poi si rialz e rischi di cadere in avanti a faccia ingi.
Ma che diavolo...?. Rimase immobile, barcollante, e poco dopo si port le mani alla testa, cercando di capire perch si sentisse cos maledettamente strana. Quando le parve di aver recuperato l'equilibrio, azzard un passo e si accorse che le si erano sfilate le mutande, finendo all'altezza delle caviglie. Si abbass con cautela, temendo un nuovo capogiro, le tir su e si diresse verso la porta della camera. Raggiunse la soglia e incespic: le mutande le erano di nuovo cadute sui piedi. Imprec, se le tolse e le gett sul letto con un gesto di stizza.
Attravers la porta del bagno senza ulteriori imprevisti. Non accese subito la luce, ma si appoggi sospirando al lavandino di ceramica. Trascorsero un paio di secondi prima che notasse che anche l qualcosa non andava: il bordo su cui aveva posato le mani, infatti, era alto una spanna pi del dovuto.
Sto ancora sognando, pens. Poi accese la luce, volgendosi verso lo specchio. E strill con tutto il fiato che aveva in corpo.
Riflessa nello specchio, una ragazzina la fissava con occhi verdi sgranati e bocca spalancata: anche lei stava gridando e smise quando lei smise, serrando di scatto la bocca. La donna si port le mani al viso e la ragazzina la imit. Perch la ragazzina era lei.
... ...
Olimpia usc dalla Cabina di Trasporto e lanci uno sguardo all'immensa piramide che torreggiava davanti a lei. Era il nucleo politico e burocratico della Citt del Giorno: al vertice si trovava l'ufficio del Sindaco. Per poter oltrepassare i cancelli fu sottoposta a una serie di controlli: non ferrei quanto quelli necessari per accedere al carcere, ma senz'altro poco ci mancava.
Fu accolta dal Vicesindaco in persona, una creatura verdastra e bitorzoluta con un incrollabile sorriso sempre stampato sulla faccia. Mia cara Olimpia, cinguett, stringendole con delicatezza una mano. La situazione  pi grave di quanto tu possa immaginare, disse, senza smettere di sorridere. L'Assemblea dei Sindaci sta per iniziare. S'incammin a passo rapido verso un ascensore e lei lo segu. E pensa che presenzieranno ben quattro Dirigenti della Baia!, esclam.
Olimpia aggrott la fronte. Quattro Dirigenti si sono scomodati per venire qui da noi?!. Di solito la Baia si accontentava di mandarne uno per fare le proprie veci durante le riunioni ufficiali. Certo, si  trattato di un grave attentato, per....
Non si  trattato di un attentato..., la interruppe il Vicesindaco, facendole segno di precederlo nell'ascensore. Il sorriso pareva ancora pi largo sul suo volto butterato mentre sussurrava: ...bens di cento attentati.
Olimpia sgran gli occhi e apr la bocca per esclamare qualcosa o per imprecare. Ma non disse niente, era rimasta senza parole. Ed era una cosa che le capitava di rado; davvero di rado.
Cento attentati, ribad il Vicesindaco e c'era un brillio truce nei suoi occhi. Premette uno dei bottoni alti della pulsantiera: dopo una rapida scarica, un forte formicolio e un istante di blackout, le porte si riaprirono su un piano che si trovava quasi al vertice della piramide. Tutte le nostre principali citt sono state colpite contemporaneamente... Abbiamo isolato ogni centro abitato per evitare il dilagare delle notizie e, di conseguenza, del panico. Per la gente gi un attentato  terribile, ma cento....
Uscirono in un atrio in cui regnava una frenetica attivit.
Cazzo..., borbott infine Olimpia e il Vicesindaco la scrut in tralice. Quindi non c' un'unica Ombra....
Ce ne sono perlomeno cento, dotate tutte dei medesimi, devastanti poteri.  un attacco senza precedenti nella storia della nostra civilt Sotterranea.
Due porte automatiche si aprirono al loro passaggio, rivelando il lungo corridoio retrostante, costellato di sensori e telecamere.
E avete convocato tutti i responsabili carcerari?, volle sapere Olimpia.
Il Vicesindaco si volse verso di lei e il sorriso s'intensific sulle sue labbra. No, soltanto te....
Gli occhi gelidi di Olimpia scintillarono. E a cosa devo un simile onore?.
... ...
Perch sei giunto in questo mondo?, domand Eos, con voce dolce e suadente.
Ares, in ginocchio, sollev adagio il capo e incontr i suoi occhi verdi e inespressivi. P-per s-soffrire, balbett. Per l-l-lottare, prosegu, rialzandosi in piedi a fatica. E per m-morire.
Bene. Molto bene, si compliment Eos. Ma non ti ho detto di rialzarti, aggiunse, puntandogli contro un dito.
Ares gemette di dolore e croll disteso per terra, con ogni muscolo del corpo preda di tremendi crampi. Si trovavano nel mondo Sotterraneo... perlomeno questo era quello che gli aveva detto. In un condotto abbandonato: era tutto per loro. Da quanto erano l sotto, al buio? Non ne aveva idea: aveva iniziato a perdere la nozione del tempo quando quel supplizio era cominciato.
Si concentr e scherm il proprio corpo dall'attacco psichico di Eos.
Ti ho detto forse di proteggerti?.
Ares gli rivolse uno sguardo supplice, ma Eos scosse il capo in modo appena percettibile. Il figlio di Sybil abbass le difese e i crampi tornarono ad attaccarlo con violenza ancora maggiore. Era contratto in posizione fetale e singhiozzava.
Soffri, ma sii silente. Ares strinse la bocca e soffoc il pianto, ma il suo corpo venne scosso da spasmi sempre maggiori. Eccellente, comment Eos. La vita  dolore. Il tuo tempo  poco, purtroppo, quindi questa  una lezione che non puoi apprendere per gradi.
Ares non aveva mai sofferto tanto, n aveva mai provato tanto dolore. Iniziava a credere che non ci fosse nessun allenamento, ma che Eos fosse soltanto pazzo. Fisicamente sarebbe forse riuscito a prendere il sopravvento su di lui, ma la sua volont era forte, troppo forte... Ma forse non era neanche quello. Forse sentiva davvero di essere stato mandato sulla Terra non per caso e sentiva di doversi fidare di Eos, nonostante i suoi metodi... Ma si sentiva confuso, ottenebrato. Non riusciva a ragionare lucidamente. Il suo presente era dolore, soltanto dolore. Il passato era avvolto da una nebbia sinistra: sapeva di aver visto qualcosa del mondo Sotterraneo, ma non ricordava cosa.
Tu sei malvagio, dichiar Eos.
N-no, balbett Ares, senza nemmeno riuscire a sollevare un poco la testa per guardarlo. I muscoli erano tanto contratti che parevano sul punto di scoppiare. Io sono b-buono....
No, tu sei neutro. Sei vuoto. Sei come una spugna, pronta ad assorbire qualunque cosa vi venga versata sopra. Se io affermo che sei malvagio, allora lo sei.
No!, rugg Ares e balz in piedi, lottando contro le fitte per mantenersi dritto. Sapeva cosa era giusto e cosa sbagliato: sapeva di non essere malvagio. Io sono buono.
Eos abbass il dito che gli puntava contro e il dolore svan all'istante. Io ti mostrer tutto il male esistente al mondo. Guarderai il male e subirai il dolore finch non ne sarai completamente pregno, finch la malvagit non trasuder dai pori della tua pelle. E allora sarai pronto.
Ares, che pure torreggiava sopra Eos, era spaventato a morte. Arretr di un passo e pens per la prima volta di fuggire. Fuggire. Prima che lo costringesse a fare qualcosa di orribile. E se l'avessi gi fatta?, si domand. Pronto per che cosa?.
Eos ignor la domanda, mosse piano una mano davanti a s, come se volesse scacciare un insetto, e rub la vista ad Ares, che gemette e si port entrambe la mani agli occhi. Ora vedrai... vedrai e vivrai il male in prima persona.
E improvvisamente torn a vedere: solo che non si trovava pi in quel tunnel buio, bens altrove. Ma forse si trattava sempre del mondo Sotterraneo, perch la bambina che era appena entrata di corsa nel suo campo visivo non sembrava affatto umana (per quanto riguardava la sua - limitata - esperienza in proposito). Al posto delle gambe aveva una coda larga e viscida e le braccia erano strane, lunghe e sottili.
Ma chi era lui, mezzo umano e mezzo pantera, per giudicare strano qualcuno?
Eos non era l, tuttavia percepiva la sua presenza e non si sentiva affatto tranquillo. Cosa aveva in serbo per lui? Perch gli mostrava quella bambina? Cosa aveva in serbo per lei?
Lo scopr poco dopo, ma non pot intervenire in alcun modo. Arrivarono altri bambini e cominciarono a stuzzicarla, dapprima in modo abbastanza innocente ma poi con sempre maggiore cattiveria. Iniziarono a spintonarla, a pestarle la coda e a torcerle le braccia. Lei cominci a strillare, ma subito dopo si ritrov la bocca piena dei propri stessi capelli: uno dei bambini aveva provveduto a zittirla schiaffandole in gola la sua coda di cavallo.
La malignit, sussurr la voce di Eos, proprio accanto all'orecchio di Ares, che trasal, sboccia gi nella pi tenera et....
Ares sbatt gli occhi e si ritrov a vedere tutto con lo sguardo della bambina. Sent i capelli in gola che la stavano strozzando, i piedi che la pestavano, le mani che la picchiavano... Vide i volti sadici e divertiti pietrificarsi improvvisamente quando le spezzarono un braccio: il gioco era andato oltre e lo sapevano. Scapparono in modo disordinato, abbandonandola l, pesta, sanguinante, mezza soffocata e con un braccio rotto.
Questa, prosegu Eos,  una soggettiva del dolore. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto episodi del genere si consumano. Perch questa  la natura degli esseri senzienti. E tu devi apprenderlo in fretta.
Perch mi fai tutto questo?!, avrebbe voluto chiedergli, ma non lo fece perch la scena sotto i suoi occhi era cambiata. Vedeva sempre attraverso gli occhi della bambina: abbass lo sguardo e c'era una delle sue mani lunghe e magre; le dita sottili stringevano l'impugnatura di un grosso martello. Davanti a lei c'era un bambino che dormiva serenamente nel proprio letto; aveva un pupazzetto a forma di drago sotto il braccio e un sorriso sereno stampato sul volto.
Era uno di quelli che l'avevano picchiata.
La bambina si avvicin ancora, rimase a fissarlo un po', quindi sollev il martello fin sopra la propria testa; e Ares lo sollev con lei.
La faccia serena del bambino. Il martello sollevato. Un attimo di stasi, poi gi, gi, gi... La testa metallica dell'attrezzo che colpisce la guancia, la squarcia, fa saltare via i denti, distrugge la mandibola. Il bimbo spalanca gli occhi, allucinato. Il martello si alza di nuovo, sporco di pelle, ossa e sangue. Il bambino  sotto shock e non sente ancora il dolore, ma riconosce la sua vittima e i suoi occhi si riempiono di terrore. Mentre una specie di sibilo fuoriesce dalla sua bocca distrutta, il martello cala ancora. Questa volta colpisce il naso e lo piega di novanta gradi. Poi prende lo zigomo e lo frantuma. Poi l'occhio e met della testa metallica sparisce all'interno dell'orbita. A quel punto il bambino  gi morto, ma lei continua, continua, continua finch sul cuscino non rimane solo una poltiglia irriconoscibile.
Ares si ritrov nel tunnel buio davanti a Eos e impieg qualche istante per rendersi conto di stare strillando.
Questa, infine, disse Eos in tono didattico,  la vendetta.
Ares riusc a soffocare il pianto e tir su con il naso. La vendetta  sbagliata.
Spiegalo a quella infante, ribatt Eos. Ares apr la bocca, ma non disse niente e la richiuse. So che apprendi con riguardevole celerit, tuttavia non pretendo che tu impari una cosa come la vendetta al primo tentativo. Si pul il monocolo con un panno, continuando a parlare senza inflessioni. Questa  la ragione per cui ho accuratamente collezionato un migliaio di simili episodi da mostrarti....
Voi... tu sei pazzo!, grid Ares, stringendo i pugni e snudando le zanne. Io me ne tiro fuori. Trovati un altro bambino-prodigio da allevare per salvare il mondo. Io me ne torno in superficie.
Eos emise un paio di note di una risata fredda, gelida. Oh, non credo proprio. E con un gesto gli rub la vista.
... ...
Quando Ares torn alla realt, dopo mille scene di violenza e vendetta cui aveva assistito, rimase a lungo a fissare Eos, senza per guardarlo davvero. Non aveva idea di quanto tempo fosse trascorso: ore, giorni, anni... Aveva vissuto vite intere: cio, i momenti peggiori di vite intere.
Non era pi lo stesso di prima, n lo sarebbe mai pi stato.
Eos l'aveva condotto per mano verso una strada senza ritorno.
Cadde in ginocchio senza nemmeno accorgersene. Cerc di dire qualcosa, invece scoppi in lacrime e il suo corpo enorme venne scosso da singulti sempre pi violenti e disperati. Perch, perch esisteva tutta quella sofferenza? Perch il mondo era cos cattivo? Perch la gente era cos malvagia? Che senso aveva combattere per un mondo come quello? Davvero la sua vita aveva un senso? La vita di chiunque aveva un senso?
Eos gli arriv accanto e gli pos con delicatezza una mano sulla schiena.  finita, mio caro.  finita. Hai osservato ci che dovevi osservare. Adesso sfogati. Piangi, strilla, disperati....
Ares cerc di trattenersi, fosse anche solo per non dargli quella soddisfazione, ma non ce la fece e i singhiozzi sgorgarono ancora pi rumorosi dalla sua gola. Era al mondo solo da una manciata di giorni, eppure aveva gi sofferto pi di qualunque creatura vivente. Non sarebbe stato meglio se si fosse spento serenamente nel villaggio dei ribelli? Forse se ne sarebbe andato nel sonno...
I tuoi dubbi sono lapalissiani per me, mormor Eos, accarezzandogli con dolcezza la schiena e aiutandolo pian piano ad alzarsi. Devi per ignorarli. Grande sar il tuo destino... non appena sarai capace di esternare la tua vera natura.
E q-qual... quale... quale sarebbe?
Dillo tu a me, ribatt Eos, incamminandosi e sorreggendolo.
Ares si lasci portare docilmente via dal tunnel. Non vedeva la strada: nei suoi occhi c'era spazio soltanto per tutto l'orrore cui aveva assistito. Eppure mi sento forte, bisbigli, quasi fra s e s. Che si fosse nutrito dell'angoscia, della sofferenza, del terrore e della vendetta che aveva visto? Era possibile, probabile persino. Sono un mostro che si ciba di male....
Eos non lo contraddisse, ma continu a camminare al suo fianco, guidandolo e sorreggendolo. Dopo un po' si arrest di colpo e sibil: Guarda.
Ares si riscosse dal torpore e sbatt qualche volta le palpebre per cacciare le lacrime, che non avevano ancora smesso di cadere. D-dove?
L.
Ares segu l'indice puntato di Eos e vide una creatura enorme che incombeva su una minuscola donna. Si trovavano a una cinquantina di metri di distanza, in quella che sembrava una conca metallica. Non c'era nessun altro intorno e le intenzioni del gigante erano chiare: le aveva bloccato la bocca per impedirle di strillare e le aveva gi denudato la parte inferiore del corpo.
La tortura di Eos non era ancora finita: ecco un altro esempio di malvagit... orribile, ma non peggiore di molti altri. La donna strill, ma subito dopo il gigante riusc a strozzare l'urlo prendendola per la gola. Il volto di lei divenne subito paonazzo, poi a poco a poco divenne bluastro. Il bestione non prestava attenzione al viso, il suo grugno era concentrato su tutt'altro e grufolava in modo orribile fra le sue gambe.
E Ares osservava, impotente.
La donna era quasi soffocata, il gigante non mollava la stretta intorno al suo collo e gemeva di perverso piacere. L'avrebbe uccisa senza nemmeno rendersene conto.
Un episodio di brutalit come tanti altri. Un altro degli episodi di Eos.
Ares impieg ancora qualche istante per rendersi conto che non si trattava semplicemente di una visione come le precedenti, bens di un fatto che stava accadendo. Proprio in quel momento. Proprio davanti a lui.
Lanci uno sguardo a Eos, impassibile, poi balz in avanti: doveva salvare quella donna prima che fosse troppo tardi. C'era ancora speranza!
Il suo salto venne bruscamente interrotto a mezz'aria e si ritrov con la pancia a terra e una terribile scossa che gli attraversava tutto il corpo. Volse a scatti la testa indietro e vide che Eos gli puntava l'indice contro.
N-no..., bofonchi. La-scia-mela salvare....
Eos scosse il capo, imperturbabile.
Ares torn a guardare in avanti e vide che il volto della donna, ormai quasi nero, pendeva mollemente di lato. Il gigante, dal canto suo, continuava a raspare e grufolare in modo ributtante. Ares si oppose con tutto se stesso al controllo che l'Uomo Senza Tempo esercitava su di lui, si oppose come mai aveva fatto... Sapeva che il potere dell'altro non era semplicemente maggiore del suo, bens apparteneva proprio a un diverso ordine di grandezza, eppure...
Vai, gli sussurr Eos in tono quasi paterno.
Ares schizz via senza guardarsi indietro. Spicc un enorme balzo, protendendo le braccia e sfoderando gli artigli. Spalanc le fauci ed emise un ruggito terrificante che costrinse il gigantesco bruto ad alzare il grugno dalle gambe della donna, ormai senz'altro morta. Nei suoi occhi porcini la lussuria venne ghiacciata e spazzata via da un terrore cieco. Moll la sua presa e cerc di raddrizzarsi, ma Ares gli era gi piombato addosso.
Forse non era arrivato in tempo per salvare la donna, ma perlomeno sarebbe riuscito a vendicarla. Si alz in piedi, afferr la gola dell'assassino e lo sollev da terra. Era enorme, soprattutto se paragonato al piccolo corpo femminile, tuttavia Ares era pi grosso di lui. Gett un'occhiata alla donna: se fosse stata viva, forse l'avrebbe risparmiato...
Aveva gli occhi spalancati, vitrei.
L'hai uccisa..., ringhi.
Il Sotterraneo non cap le sue parole, ma cap la sua espressione e strabuzz ancora di pi gli occhi, dimenandosi inutilmente. Ares lo guard e in lui vide i mille e pi volti che Eos gli aveva mostrato: volti di sadici, maniaci, violenti, stupratori, assassini, torturatori... I volti nei quali aveva letto ogni forma possibile di perversione senza riuscire a fare alcunch. Ma ora aveva l'occasione di rimediare alla precedente impotenza. Avrebbe potuto dilaniarlo, smembrarlo, sbranarlo...
Guard oltre il panico assoluto degli occhi del bruto e vide il proprio riflesso. Nonostante le fauci spianate e le zanne protese, cap che quella non era la faccia di un mostro. Non sarebbe mai stato come lui. Non sarebbe mai stato come loro.
Non sono un assassino, sussurr, lasciando cadere a terra il Sotterraneo. Non sono un vendicatore....
S'inginocchi accanto alla donna, la tast e scopr che in lei c'era ancora un alito di vita; allora le don un po' della propria energia e la guar, rigenerandola. I suoi occhi tornarono lucidi e dalla sua gola usc uno strillo acutissimo. Fiss Ares come se fosse lui l'aggressore, gli diede una manata sul muso e scapp via, senza smettere di strepitare.
Sopprimilo.
La voce di Eos: Ares si era completamente dimenticato della sua presenza. Torn a guardare l'aggressore della donna: era ancora immobile dove lo aveva lasciato cadere e lo fissava con occhi spiritati. No, rispose e ripet, alzando il tono: Non sono un assassino.
Hai visto di cosa  capace, nevvero?, la voce di Eos era ancora pi suadente del solito. Posso garantirti che l'ha gi fatto e di nuovo lo far, alla prima occasione propizia.
Ares scosse il capo. Non import..., ma non riusc a terminare che una tremenda scossa lo folgor e si ritrov a contorcersi sul terreno.
Uccidilo, per cortesia.
No!.
Non sei ancora forte a sufficienza per contrastarmi, e non lo ignori. Sei in mia balia: posso farti soffrire tanto, e tanto a lungo, che tutto ci che  venuto prima ti parr insignificante. Per cessare il supplizio non dovrai fare altro che cancellare questo rifiuto della societ....
Ares chiuse gli occhi e concentr la propria mente nel tentativo di schermarsi da quelle scariche, o perlomeno alleggerirle. Il dolore era terribile, ma non si sarebbe mai macchiato le mani di sangue: nemmeno se si trattava di quello di una persona tanto malvagia.
E se si fosse trattato del sangue del suo mentore-torturatore Eos? Per un momento il volto dell'Uomo Senza Tempo si sovrappose a quello dell'assassino imbambolato.
N-n-nem-me-no, balbett Ares, continuando a cercare di schermarsi. Ma non era come difendersi dagli attacchi psichici dei suoi amici ribelli: era roba di un altro pianeta.
Uccidilo e il dolore sparir.
No.
Cal il silenzio, interrotto solo dagli sporadici gemiti di Ares e dal rumore del suo corpo elettrificato che raschiavano il suolo. Il supplizio dur un'ora e lui non tentenn nemmeno una volta: non si tratt di resistere alla tentazione di uccidere quel Sotterraneo per salvare se stesso; semplicemente, era una possibilit esclusa a priori. Se avesse potuto, si sarebbe volentieri lasciato scivolare nell'incoscienza per sfuggire a quel dolore eterno e infernale, ma Eos si prodigava per mantenerlo ben sveglio e lucido.
Poi il dolore fin.
Ares, per, rimase immobile, convinto che presto sarebbe tornato. Ne approfitt, nonostante fosse stremato, per potenziare il pi possibile le difese mentali, per quanto futili.
Eos, invece, batt le mani e ordin all'assassino imbambolato di andarsene. Quello si riscosse, sgran gli occhi guardandosi intorno e se la diede a gambe, voltandosi pi volte indietro per controllare di non essere inseguito. L'Uomo Senza Tempo tese una mano ad Ares, che la accett non senza titubanza, e lo aiut ad alzarsi. Poi gliela tenne stretta e, dopo essersi tolto il monocolo, lo fiss dritto negli occhi. Il suo sguardo, adesso, non era pi impassibile e distaccato, ma profondo e sincero, con un lume di vergogna e colpevolezza. Perdonami, ma era necessario: dovevo metterti alla prova, indurti in tentazione... Ora so che sei quello giusto. I suoi occhi verdi sembravano quasi lucidi di commozione. Ora so che sei veramente buono.
... ...
La sala dell'Assemblea era grande e circolare: dal basso verso l'alto gli anelli con i posti a sedere si allargavano progressivamente, fino al decimo; di pari passo cresceva l'importanza dei Sindaci. Nei Sotterranei non esisteva una forma centrale di potere: ogni citt era autonoma e pressoch autosufficiente. I Sindaci si riunivano soltanto per discutere faccende riguardanti l'intera comunit Sotterranea, o in caso di emergenza. La sala era circolare perch doveva rappresentare l'uguaglianza delle autorit politiche: di fatto, per, non tutti i Sindaci erano ammessi all'Assemblea, ma soltanto i cinquecento che governavano le citt pi popolose e pi sviluppate dal punto di vista sociale ed economico. I cosiddetti Sindaci Minori erano costretti a rivolgersi ai pi potenti confinanti affinch perorassero anche le loro cause durante l'Assemblea.
Hector, insieme a Julius e ad altri due Dirigenti, sedeva nell'anello pi alto. Li aveva accolti il Sindaco della Citt del Giorno, in pratica il pi importante dei Sotterranei, e li aveva accompagnati ai posti d'onore (sempre riservati ai rappresentanti della Baia), profondendosi in mille moine per la loro partecipazione all'Assemblea.
Hector si chin un poco in avanti e fece una lenta panoramica: i posti erano quasi tutti occupati... anche se in realt l'unico Sindaco davvero presente nella sala era quello della Citt del Giorno (gli lanci un'occhiata e lui, sorridendo, gli fece cenno che l'Assemblea stava per iniziare), perch gli altri erano soltanto ologrammi; indistinguibili dagli originali, certo, ma pur sempre ologrammi. Era troppo pericoloso, infatti, riunire tutte le autorit politiche in un unico luogo: grazie a questo stratagemma, non si correva il rischio - rischio infinitesimale, comunque - che un solo attentato lasciasse l'intero mondo Sotterraneo senza capi politici... alla deriva. Cos, invece, ogni Sindaco poteva partecipare all'Assemblea rimanendo tranquillo nella citt che governava, lasciando che la propria immagine tridimensionale venisse replicata in altre quattrocentonovantanove sale.
D'altronde, pens Hector, queste Ombre sono state in grado di materializzarsi contemporaneamente, fare cento attentati e subito dopo sparire nel nulla. Quindi, a livello teorico, potrebbero attaccare cento Assemblee in un colpo. Ma di sicuro penetrare qua dentro non  semplice come insinuarsi in un bazar o in una scuola....
Avrebbe fatto volentieri a meno di partecipare all'Assemblea, se solo avesse potuto: il suo organismo non si era ancora ripreso dal faccia a faccia con l'Erede del Talismano. Quest'ultimo avrebbe potuto distruggere lui e la Baia intera, ma incredibilmente li aveva risparmiati. Una strage scampata per un soffio forse meritava una pausa di riflessione... Ma ogni attacco ai Sotterranei  un attacco alla Baia, si disse, pensando che avrebbe tenuto questa dichiarazione in serbo per dopo. Non possiamo permettere che la prima setta di terroristi che capita colga l'occasione della scomparsa di Morpheus per imperversare fra i nostri Sotterranei.
Scocc un'occhiata a Julius, che gli si era seduto accanto. Da quando aveva visto le lacrime sulla statua del beneamato mezzodemone, aveva sempre una luce intensa nello sguardo e un sorriso serafico stampato sul volto scarno.
Morpheus  andato, concluse Hector, fra s e s. Ma la Baia rimane. E qualcuno deve pur prendere le redini del potere, per evitare che tutto sfoci nel caos... Non ce lo possiamo permettere, a maggior ragione ora che l'Erede ci sorveglia.
Stava ancora rimuginando sulle parole di Bryan che, nonostante lo scombussolamento, gli erano rimaste particolarmente impresse: lo non sono Morpheus, quindi vi lascer vivere. E consentir alla Baia di continuare a operare, a vigilare.... Hector, come tutti gli altri, aveva dato per scontato che la Baia sarebbe stata distrutta se Morpheus avesse fallito la sua missione, perdendo il Talismano; l'Erede li aveva invece lasciati di stucco, non solo risparmiandoli, ma addirittura autorizzandoli a continuare le loro attivit.
Credo che anche l'Insorta e i suoi siano rimasti sbalorditi: secondo i piani dei ribelli, mi sa che a quest'ora noi dovremmo essere polverizzati. Forse il potere del Talismano ha donato al ragazzo una lungimiranza del tutto assente negli altri ribelli e gli ha permesso di astrarsi dal circolo vizioso della guerriglia eterna e di comprendere l'indispensabile utilit della Baia. Ora non si sente pi minacciato dallo strapotere di Morpheus e ha capito che se non ci fossimo noi a mediare fra i Sotterranei e il mondo di sopra e se non proteggessimo gli umani da Spiriti Risorti, demoni e altre creature pericolose....
I suoi pensieri vennero interrotti dall'ingresso di Olimpia, che prese posto nell'anello pi basso (l'anello riservato alle autorit secondarie di ogni citt e ai Sindaci Minori, che avevano diritto a osservare l'Assemblea ma non a intervenire e infatti le loro immagini non erano replicate olograficamente), accanto al bitorzoluto Vicesindaco. Se tutti avessero potuto vederla, di sicuro innumerevoli teste si sarebbero voltate a guardarla, come calamitate, e dagli anelli si sarebbero levati bisbigli di ammirazione. Hector sorrise: Olimpia era una perfetta macchina da morte, letale e cos bella da ottenebrare la ragione di chi se la trovava davanti. Il Dirigente si era occupato del suo caso, tentando un paio di volte - indirettamente, tramite i discepoli - di convincerla a entrare nella Baia, ma lei, testarda, aveva sempre rifiutato. Se avesse accettato, sarebbe diventata la mia migliore agente..., pens. Avrei instillato in lei una totale fiducia in me e nella Baia. Le avrei estirpato quel pericoloso sadismo indirizzato a volte ai suoi stessi alleati....
Una gigantesca testa apparve improvvisamente al centro della sala, sospesa a una decina di metri dal pavimento. Si trattava dell'ologramma del Sindaco della Citt del Giorno; ruotava con lentezza intorno al proprio asse verticale, in modo che tutti quanti potessero vedere il volto di chi stava per parlare. Con queste parole diede inizio all'Assemblea: Siamo qui riuniti per affrontare insieme una situazione d'emergenza. Come ben sapete, poco pi di un'ora fa le nostre principali citt sono state brutalmente attaccate da un'organizzazione terroristica che si fa chiamare Il Mondo.
La sua testa venne subito sostituita dalla ricostruzione tridimensionale del Bazar del Giorno, dall'arrivo dell'Ombra fino al momento della completa distruzione. Hector vide qualche Sindaco trasalire all'arrivo della creatura devastatrice, ma furono pi quelli che si mostrarono indignati dalle pretese del Mondo, il cui ultimatum era stato rallentato e reso comprensibile.
Il Sindaco riprese la parola non appena la sua testa sostitu la ricostruzione digitale. Questi terroristi non vengono dall'esterno, perch nessuna delle porte cittadine  stata violata: abbiamo subito fatto eseguire i pi severi controlli incrociati, senza rilevare alcuna penetrazione energetica. Dunque ne abbiamo dedotto che i terroristi si fossero annidati nel nostro grembo, attendendo il momento migliore per attuare l'attentato. Ci hanno colti impreparati perch non hanno scelto i nostri centri nevralgici, costantemente protetti, bens obiettivi minori, e perch ci hanno attaccato in contemporanea. Hanno distrutto scuole, parchi, mercati, cucine comuni.... Mentre parlava, il suo capo venne rimpiazzato dalle rappresentazioni tridimensionali degli altri obiettivi distrutti. Ovunque, macerie e devastazione. Di una scuola era rimasta in piedi soltanto una parete secondaria; Hector not i resti di una lavagna digitale e la gamba di un piccolo Sotterraneo che sporgeva da sotto un calcinaccio. Guardate, continuava intanto il Sindaco. Sembra che i terroristi abbiano agito senza uno schema preciso, attaccando a caso: da un vasto centro sociale ed economico come il nostro Bazar, a una bottega artigianale di medie dimensioni... Indubbiamente il loro intento  fare in modo che nessun Sotterraneo, nemmeno il meno notabile, si senta al sicuro.
Non appena anche la centesima terribile immagine svan dal centro della sala, Hector si volse a osservare il Sindaco, in carne e ossa, in piedi a qualche posto da lui. Aveva un'espressione determinata e per nulla intimorita, evidenziata soprattutto dai suoi occhi fiammeggianti e dalle zanne che sporgevano dalle labbra.
Ma io dico che queste Ombre hanno sbagliato a fare i loro conti, se pensavano d'intimorirci, ringhi il Sindaco, stringendo un pugno e sbattendolo sul proprio petto. Ci hanno solo fatti infuriare. Come ho gi detto, i terroristi si trovavano all'interno delle nostre citt prima degli attentati... e ancora adesso si nascondono in mezzo a noi, perch, come non hanno attraversato le porte per entrare, non le hanno nemmeno passate per uscire. Quindi si trovano gi in trappola: non hanno scampo. Anche perch, col loro gesto futile e avventato, hanno spinto la Baia a intervenire. Lascio la parola ai Dirigenti.
Tacque e per qualche secondo nessuno os fiatare: regn un silenzio trepidante, colmo d'attesa.
Infine, Hector si alz e l'enorme ologramma del suo viso flaccido comparve al centro della sala. I nostri terroristi-ombre avranno pensato bene di attaccare in questo momento, credendo che la Baia sia troppo impegnata in altre faccende per potersi occupare dei Sotterranei.... Strinse la mascella e corrug la fronte, rimanendo soddisfatto del cipiglio del proprio ologramma. Avranno detto: Ora che Morpheus non c' pi.... Abbass lo sguardo e strinse le labbra, ma risollev gli occhi poco dopo, quando Julius gli strinse un braccio per fargli forza. Pensavano che con l'assenza di Morpheus la Baia sarebbe crollata in pezzi e che, di conseguenza, i loro crimini sarebbero rimasti impuniti, la sua voce cresceva gradualmente di tono. Ma non  cos: il leggendario Morpheus  defunto, ma la Baia rimane!, esclam, rosso in viso. La sua Baia non croller mai!. Fece una breve pausa per ricomporsi. E ogni attacco ai Sotterranei  un attacco alla Baia. Per questo noi siamo qua, concluse e si sedette.
Anche io sono un Dirigente della Baia, dichiar Julius, sollevandosi in piedi mentre il suo volto gi appariva - e roteava - al centro della sala. Le nostre divise, come quelle di tutti i discepoli, sono nere in segno di lutto per Morpheus, cos dicendo si sfior le maniche. Vi ruber solo un attimo, ma - mi auguro - vi dar un briciolo di speranza. Rivolse una fugace occhiata a Hector e sorrise. Voi tutti sapete quanto eccezionale sia... sia stato Morpheus. Eppure sento il bisogno di ripeterlo: Morpheus  la creatura pi incredibile che io abbia mai incontrato... e chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo non pu che dire altrettanto. Il brillio nei suoi occhi si fece pi intenso. Un paio di settimane fa  stato vittima di un mortale tranello dei ribelli, come vi sar giunta notizia:  letteralmente saltato in aria... e il nostro lamento funebre dev'essere giunto ovunque.
Hector lo scrut di sottecchi, intuendo dove volesse andare a parare.
I ribelli, allora, continu Julius, hanno deciso di approfittare della scomparsa di Morpheus e, aiutati dalla famigerata Famiglia dei Diavoli Neri (senza dubbio anche voi conoscete questi spietati sicari mutaforma), hanno pianificato un massiccio attacco ai danni della Baia, con l'intenzione di distruggere ogni nostro centro operativo. E sapete poi cos' successo?. Il suo sorriso si era trasformato in un ghigno, senza per che si percepisse il punto di rottura fra il primo e il secondo. MORPHEUS  TORNATO!, grid, sollevando entrambi i piccoli pugni verso il cielo.  tornato per guidare i suoi fedeli discepoli e sconfiggere i ribelli!. Il ghigno sub una metamorfosi inversa, tornando a essere un sorriso. Il giorno successivo, per,  precipitato negli inferi... perch ha osato sfidare addirittura l'inimmaginabile potere del Talismano! Ma ancora adesso lui veglia su di noi: nel mio centro operativo  avvenuto un autentico miracolo, il quale mi ha dimostrato che, quando sar l'ora, Morpheus risorger ancora, concluse, dando l'impressione di una certezza incrollabile.
Mentre tornava a sedersi, un eccitato brusio si lev dalle file di Sindaci: evidentemente, la speranza di un nuovo avvento di Morpheus li faceva sentire pi sicuri. O perlomeno, pens Hector, osservando con attenzione le reazioni, era quello che volevano dare a vedere.
Da parte dell'intera comunit Sotterranea, disse il Sindaco del Giorno, vi porgo i nostri pi sinceri ringraziamenti. Sapere di poter contare sempre sulla Baia ci conforta. E ci rasserena sapere che Morpheus veglia ancora su tutti noi... Ora cedo di nuovo la parola ai Dirigenti, che ci spiegheranno il piano della Baia per far fronte alle Ombre.
Non appena si sedette, dagli anelli dell'Assemblea si lev un applauso scrosciante.
... ...
Bryan, con le braccia incrociate dietro la schiena, camminava adagio lungo una via di villette a schiera illuminate solo dai lampioni. Il vecchio nome della citt in cui si trovava non aveva alcuna importanza: aveva provveduto a cancellarlo non appena era disceso dal cielo. Quello nuovo, invece...
La sua attenzione venne attirata da un movimento sospetto. Si ferm e sollev lo sguardo. La finestra del secondo piano di una casa si era appena aperta e una figura scura stava sbucando fuori da essa con grande circospezione. Mantenendosi invisibile, Bryan si accost al muro della casa, proprio sotto i due piedi che penzolavano alla ricerca di un appoggio. Acu l'udito e capt un mormorio inintelligibile; poi ricorse ai poteri del Talismano e riusc a capire perfettamente.
Occhio a non farti beccare, sussurr una voce femminile.
Non preoccuparti, piccola.
Ci vediamo domani a scuola. Ci fu lo schiocco di un bacio e poco dopo lo scatto della finestra che si chiudeva.
Bryan sollev le mani e si prepar a prendere al volo il giovane scalatore, che stava scendendo la parete della casa tenendosi aggrappato alla grondaia e all'edera che ricopriva mezza facciata. Come aveva previsto, il visitatore notturno si lasci cadere un paio di metri prima di raggiungere il terreno e fin dritto dritto fra le braccia di Bryan, che solo allora si rese visibile.
Ciao, disse.
L'altro - un ragazzo di sedici-diciassette anni, con il volto magro e i capelli scuri - rimase a guardarlo con gli occhi sgranati e le labbra tremolanti, come se le parole fremessero per uscire.
Bryan lo depose a terra e lo premette contro il muro. Not il panico nel suo sguardo e cerc di rassicurarlo con un sorriso. Ti va di presentarmi la tua ragazza?, gli domand, quindi, sperimentando un nuovo potere donatogli dal Talismano, si impossess del suo corpo.
... ...
Olimpia teneva le braccia ostentatamente incrociate sul petto e si guardava intorno con cipiglio torvo: i Sindaci le apparivano come tanti burattini pronti a battere le mani al minimo cenno dei Dirigenti. Non chiedono di meglio che mettersi a novanta davanti all'onnipotente Baia, pens disgustata. Lanci uno sguardo al Vicesindaco: anche lui si consumava le mani a furia di applaudire. Applaudire per che cosa? Non hanno fatto assolutamente niente, hanno solo parlato.
Sull'ultimo anello, Hector si sollev in piedi e fece un cenno: tutti tacquero all'istante. Vi prego di non applaudire, disse il Dirigente, attraverso il suo faccione olografico. Non abbiamo ancora fatto nulla.
Olimpia, stupita, sollev lo sguardo sul lontano Hector in carne e ossa, ignorando la testa digitale torreggiante. Forse  un pallone meno gonfiato di quanto non sembri a prima vista.
Grazie. Passo subito al dunque spiegandovi in breve quale sar la nostra controffensiva, disse Hector. Non esiste un vero e proprio esercito dei Sotterranei... ma stiamo per crearlo. Innanzitutto, abbiamo tre Sotterranei da proporre come Generali. Li abbiamo scelti con estrema cura, consultando anche gli archivi dei vostri Sorveglianti, ma se qualcuno di voi avr proposte diverse le ascolteremo con attenzione e decideremo in modo collettivo. Siamo qua per far fronte comune contro il terrorismo delle Ombre, giusto? I nostri tre Generali potranno contare sull'appoggio totale della Baia e della Sorveglianza: unendo le nostre forze, elaboreremo un rapido ed efficace contrattacco, che ci consentir di neutralizzare i nostri nemici.
Cio, tradusse fra s e s Olimpia, deleghiamo il lavoro sporco ai Generali.
... ...
La ragazza si era appena coricata, lasciandosi cullare dall'eccitazione dell'ultima ora, quando sent bussare alla finestra. Trasal, poi sbuff pensando: Avr di nuovo dimenticato qualcosa. Cazzo, se i miei ci scoprono.... Gett via la coperta e balz in piedi, quindi si diresse scalza verso il davanzale. Quante volte ti ho detto di bussare piano, Mark?!, bisbigli, prima ancora di tirare del tutto su la finestra. I miei..., ma venne interrotta da un dolce bacio. Arretr lentamente per permettere al ragazzo di entrare. Non ti ho coccolato abbastanza, per stanotte?, ridacchi, staccandosi per un attimo dalle sue labbra.
Il ragazzo non rispose, ma la cinse con le braccia e la spinse con dolcezza verso il letto. La fece sdraiare mentre iniziava a baciarla sul collo, poi si distese su di lei, accarezzandole le gambe.
Domani ho un'interrogazione..., protest lei senza troppa convinzione. Fremette quando Mark le lamb il padiglione dell'orecchio con la punta della lingua e gli strinse i fianchi con le mani, quasi artigliandoli. Sapeva come farla impazzire. Oh, al diavolo Napoleone e Waterloo..., sussurr, inarcando la schiena e girando il viso per cercare le sue labbra.
Poco dopo si ritrov i capelli del ragazzo in bocca; se li sfil voltando la testa di lato, poi riprese a baciarlo. Quasi sopraffatta dalla passione, impieg qualche secondo per rendersi conto che c'era qualcosa di strano: com'era possibile che i suoi capelli fossero cos lunghi? Una bizzarra inquietudine la pervase intanto che si accorgeva che il ragazzo era diventato pi leggero. Subito pens che si stesse sorreggendo con le mani appoggiate al materasso, per non gravare su di lei, invece scopr che le si era proprio adagiato sopra. Trasal quando le sfior l'inguine. Sollev una mano e gliela appoggi sul torace per costringerlo a sollevarsi. Si sent ghiacciare le vene: sopra il proprio palmo avvert la pelle del suo petto che si dilatava... che si gonfiava come se si trattasse di un palloncino. Strinse pi volte le dita, incredula, palpando quello che sembrava un seno femminile.
Con il cuore che raddoppiava le pulsazioni, mosse l'altra mano e raggiunse il bottone dell'abat-jour. L'accese e sbarr gli occhi: sopra di lei non c'era affatto Mark. Non pi, o forse non c'era mai stato. C'era invece una ragazza con i capelli neri e gli occhi verdi che la fissava con malizia.
Riemp i polmoni e fece per gridare, ma la sconosciuta le tapp la bocca con una mano e con l'indice dell'altra le fece segno di non strillare. Stai tranquilla, le bisbigli, abbassandosi fino a sfiorarle l'orecchio con le labbra, anche tu fra poco diventerai cos....
La ragazza inizi a gemere e a dimenarsi: chi diavolo era quella e che fine aveva fatto Mark? Cerc di togliersela di dosso e di alzarsi dal letto, ma ogni sforzo era inutile: l'altra era troppo forte e la premeva contro il materasso. Tent di rifilarle un pugno, ma la sconosciuta le strinse il polso fino a farle male.
Non ti agitare, va tutto bene.
La ragazza rimase un paio di secondi immobile, poi riprese a dibattersi. Se fosse riuscita a gridare, suo padre l'avrebbe sentita e sarebbe accorso dall'altra stanza, portandosi dietro i suoi novanta chili di muscoli. A quel punto sarebbe stata... salva.
Cominci a sentirsi accaldata, mentre qualcosa vibrava e sussultava all'interno del suo corpo. Ebbe l'impressione che qualcuno da dentro le stesse tirando la pelle, stringendole il girovita.
Fra poco sarai perfetta anche tu, disse la sconosciuta. Aveva il tono concitato e gli occhi luccicanti.
La ragazza sent un intenso pizzicore al cuoio capelluto, poi avvert con sconvolgete chiarezza l'accorciarsi del proprio naso e l'espandersi dei glutei. Cerc ancora di gridare, ma riusc a produrre solo un gemito soffocato.
Perfetta come Leila, prosegu la pazza, mentre le sfiorava con tenerezza una guancia. Non sei felice?.
... ...
Hector fece il nome del primo Generale: Colt. Era figlio di un discepolo umano e di una Sotterranea, spieg il Dirigente; fin dall'adolescenza era entrato a far parte della Baia, specializzandosi nelle missioni di sorveglianza e protezione del mondo Sotterraneo. La famiglia era fiera di lui e anche la Baia lo era, sia per l'indiscutibile abilit sia per la completa dedizione alla causa. Uno dei motivi per cui lo abbiamo scelto, continu Hector,  la sua profonda conoscenza delle Citt Sotterranee -  forse il nostro discepolo pi esperto su questo argomento -, ma c' un'altra ragione per cui vogliamo che Colt sia uno dei Generali. Una ragione, in questo frangente, di fondamentale importanza....
Il discepolo in questione era in piedi accanto a Hector. Possedeva fattezze del tutto umane: niente zanne, n corna, n coda... Aveva i capelli neri tagliati corti, il naso aquilino, la fronte ampia e la mascella squadrata; la rigidit del suo aspetto, per, era smentita dalla vivacit degli occhi.
Sto parlando di una sua peculiare capacit... che vi mostrer subito. Non abbiate paura, adesso, signori. Cos dicendo, Hector fece un cenno a Colt, che annu e spalanc le braccia verso l'alto.
Dove fino all'istante precedente si trovava il discepolo, ora torreggiava una colonna di fumo nero che arrivava a sfiorare il soffitto della sala. Due enormi mani si staccarono dal troncone principale, poi anche una testa e delle gambe abbozzate presero forma.
I Sindaci, perlopi sbalorditi e spaventati, avevano i nasi rivolti all'ins ed esclamavano: L'Ombra!  l'Ombra!.
Hector fece un gesto e Colt impieg meno di un secondo per tornare alla forma originaria (la sua divisa non si era nemmeno stropicciata). Ecco perch  stato scelto: potr mettersi allo stesso livello dei terroristi, per comprenderli e neutralizzarli. Sorridendo, Hector gli batt una pacca sulla spalla, poi si rivolse ai Sindaci: Qualcuno si oppone alla nomina del discepolo Colt come Generale?.
... ...
Olimpia pens: Chi mai potrebbe non apprezzare un elemento simile? Anche solo per il fatto di avere origini Sotterranee si  attirato la loro simpatia... La paternit umana non li scandalizza: suo padre era un umano, questo s, ma era soprattutto un agente della Baia. Inoltre  un discepolo e, per finire, possiede poteri simili - o forse uguali - ai nostri attentatori.
Era perfetto come Generale.
Olimpia osserv con attenzione il volto di Colt, reso nitidamente dall'ologramma sospeso: se la sua volont fosse stata ferrea quando la linea della mascella lasciava presagire... La Sorvegliante sorrise: entro breve avrebbe avuto modo di conoscerlo meglio.
Bene, riprese Hector, se non ci sono obiezioni, passerei subito al secondo Generale: Ottig, Sotterraneo al cento per cento....
Il grasso volto del Dirigente svan, lasciando lo spazio non a una, non a due, bens addirittura a tre teste... che si diramavano tutte dallo stesso busto. Il capo che attirava subito l'attenzione era quello centrale, perch apparteneva a un drago, cos come il lungo collo squamoso; il muso era affilato, costellato da denti aguzzi e dalle narici uscivano sbuffi di fumo a intervalli regolari. Il volto di sinistra era quello di un Sotterraneo: era ricoperto da lunghi capelli castani e da una folta e arruffata barba della medesima tinta. L'ultima testa era femminile ed era ornata da una cascata di sottili trecce bionde; i lineamenti del viso erano delicati, le labbra sottili e gli occhi grigi e inquieti.
Ha lavorato come Sorvegliante per diversi anni, disse Hector, ma ha raggiunto la fama solo in seguito, diventando un eccellente cacciatore di taglie. Voi, probabilmente, lo conoscerete per via di questa sua - loro - seconda occupazione.
Olimpia scrutava le tre teste della creatura, affascinata... incantata, anzi. Ottig era una leggenda vivente, era il Cacciatore per antonomasia: aveva assicurato centinaia di criminali alla giustizia, ottenendo lauti compensi. Era sempre stato il suo idolo, fin da quando era bambina: era diventata Sorvegliante proprio perch voleva seguire le sue orme. Quando era stata promossa a responsabile del carcere, per, aveva deciso che preferiva trovarsi a capo della prigione (e di tutti i servizi di sicurezza annessi) pi importante del mondo Sotterraneo anzich girovagare a caccia di taglie.
Da piccola aveva anche letto - e riletto innumerevoli volte - un libro biografico, intitolato La genesi del Cacciatore, che raccontava la nascita di quella straordinaria creatura. Freyr era un giovane Sorvegliante, mentre sua sorella era un'incantatrice di draghi che compiva molteplici esperimenti su di loro. Un giorno Freyr l'aveva aiutata a catturarne uno inselvatichito e lo aveva tenuto fermo per consentirle di fare il test. Ma qualcosa era andato storto e l'incantesimo aveva fuso insieme i tre esseri. Il Sorvegliante, l'incantatrice e il drago erano diventati un'unica creatura. All'inizio la convivenza era stata difficile, estremamente difficile; a un certo punto, per, avevano raggiunto un equilibrio pressoch perfetto... e avevano deciso di assumere il nome del drago, Ottig.
Olimpia non prest la minima attenzione al discorso di Hector, volto a convincere l'Assemblea della validit del secondo Generale: lei era certa che non avrebbero potuto fare una scelta migliore. Anche se, fu costretta ad ammettere, loro preferiscono lavorare da soli.
Olimpia....
La Sorvegliante si riscosse dai propri pensieri e rivolse uno sguardo perplesso al Vicesindaco, che l'aveva chiamata forse un paio di volte e ora le aveva appoggiato una mano sul gomito.
S?.
Il Vicesindaco fece un cenno con il capo, lei si volse e vide il proprio viso che giganteggiava nel bel mezzo della sala. Imprecando fra s, s'impose di mantenere un'espressione neutra e sfoggi uno dei suoi sorrisi pi accattivanti. Poi si sollev in piedi con un movimento sinuoso, a beneficio non tanto dell'intera Assemblea (che poteva vedere solo l'ologramma del suo volto) quanto dei Dirigenti e delle altre persone che si trovavano fisicamente nella sala.
Non fatevi ingannare dal suo bel visino, stava dicendo intanto Hector. Dietro le membra ben proporzionate si nasconde una vera e propria macchina bellica. La Baia la osserva da anni....
Olimpia era emozionata, soprattutto all'idea di poter lavorare fianco a fianco con il Cacciatore, ma non era sorpresa: il Vicesindaco, infatti, le aveva rivelato il motivo della convocazione prima di entrare nella sala dell'Assemblea, quando si trovavano ancora nel corridoio.
Generalessa Olimpia, aveva pensato, non suona affatto male.
... ...
Ecco dunque i nostri paladini, riepilog Hector, sollevando le braccia in un gesto ampio. Colt, il discepolo, il suo viso squadrato apparve al centro della sala, Ottig, il cacciatore di taglie, l'ologramma delle tre teste sostitu il precedente, e Olimpia, la Sorvegliante.
Rimase in silenzio per un paio di secondi, osservando il volto perfetto della Sotterranea: le labbra carnose, le sopracciglia sottili, gli occhi di ghiaccio e le orecchie appuntite. Qualcuno si oppone alla scelta dei Generali?.
Qualche anello pi in basso, un Sindaco si sollev in piedi e il suo ologramma torreggi improvvisamente in mezzo alla sala, ruotando adagio su se stesso. Scusatemi se mi permetto..., inizi, un po' titubante, ma avrei un dubbio da sottoporvi.... Si pass una mano priva di dita sul volto incartapecorito. Non ne basterebbero due, di Generali? Non basterebbero il discepolo e il Cacciatore? Non capisco l'utilit - mi perdoni, Olimpia - della Sorvegliante... Cio, comandare un'unica operazione in tre potrebbe essere rischioso, a mio modesto parere: potrebbero esserci dei pareri divergenti... e, se ho ben capito, abbiamo tempo soltanto fino a domattina all'alba per preparare una controffensiva. Il suo volto si raggrinz ulteriormente. E poi non  che la Sorvegliante potrebbe distrarre gli uomini? Ma questi sono soltanto dubbi, si affrett a sottolineare, mentre tornava a sedersi.
Sono tre proprio per evitare il rischio di pareri divergenti dinanzi a un dilemma, ribatt Hector. Se fossero soltanto due, e uno decidesse di agire in un modo e il secondo in un altro, ci sarebbe uno stallo. In tre, invece, il gruppo seguir la decisione della maggioranza, cio di due su tre. Ognuno di loro, inoltre, si occuper prevalentemente del proprio settore: Colt coordiner i discepoli che verranno affidati a questo caso; Olimpia comander su tutti i Sorveglianti; Ottig, infine, condivider la sua notevole esperienza di cacciatore. Distese a fatica un sorriso sul volto flaccido, augurandosi che gli altri Sindaci rimanessero in silenzio. Non vedeva l'ora di abbandonare il mondo Sotterraneo per tornare alla luce del sole. Avrebbe voluto riposarsi, prendersi una vacanza, ma sapeva di non poterselo permettere in questo particolare frangente. La Baia aveva bisogno di un capo... E quel capo, in assenza di Morpheus, devo essere io, pens. Olimpia, inoltre, sa farsi obbedire da qualunque sottoposto con un semplice cenno: la sua bellezza non sar d'ostacolo alla missione e la soggezione che incute indurr i Sorveglianti a impegnarsi al massimo....
Il Sindaco del Giorno si alz e disse: Bene, se non ci sono altri dubbi, possiamo lasciar andare i nostri valorosi Generali e poi aggiornarci all'Assemblea di stasera, sperando che per allora ci verranno comunicate delle buone novit.
Un altro Sindaco si sollev in piedi e, dopo che svariate telecamere lo ebbero inquadrato e che il suo ologramma fu proiettato al centro della sala, prese la parola: Mi spiace rubare del tempo, soprattutto sapendo che  gi cos poco e non  ovviamente facile compiere un'indagine in cento citt, ma vorrei manifestarvi la mia perplessit sul secondo Generale, il cacciatore di taglie. Ho sentito dire che lavora sempre da solo perch non sopporta di avere superiori n sottoposti. Siete certi che un simile misantropo sia la persona giusta per guidare la controffensiva? Vi ringrazio per l'attenzione, disse e si sedette.
Penso che a questa domanda possa rispondere Ottig stesso....
Apparvero le tre teste del Cacciatore, ma fu quella maschile a parlare:  assolutamente vero che preferiamo lavorare da soli, tuttavia riconosciamo i nostri limiti e sappiamo che senza aiuto non potremmo catturare le Ombre. Quindi ci impegneremo nella collaborazione con gli altri Generali.
Hector sorrise, pensando: Il prossimo che fa una domanda, lo folgoro.... Mi pare che non ci sia niente da aggiungere.
Il volto di un altro Sindaco ancora torreggi al centro della sala. Non vorrei apparire impertinente, ma desidero esprimere ad alta voce un pensiero che, lo so,  nella mente di tutti i miei colleghi. Se ho ben capito, quindi, il piano : eleggiamo qualcuno che pensi a un piano....
...
.
...
FINE Parte 1.